Microsoft, Ballmer perde quota

Il CEO vende un po' delle sue azioni dell'azienda. Ma si affretta a precisare che non c'è alcun secondo fine: si tratta solo di capitalizzare

Roma – Steve Ballmer ha venduto il 12 per cento delle sue azioni Microsoft per un valore totale di 1,3 miliardi di dollari .

Prima volta in 7 anni che intacca la sua quota di 408 milioni di azioni, tanto da far parlare qualcuno di smarcamento dalla causa aziendale: in realtà l’operazione rientra semplicemente nella logica di “diversificazione del proprio portafoglio azionario” e nell’ottica della sua dichiarazione dei redditi.

Dato il ruolo che ricopre, tuttavia, è stato costretto “per evitare qualsiasi confusione”, a sottolineare, con un comunicato diramato dall’azienda stessa, “la sua piena fiducia nei nuovi prodotti Microsoft e il suo totale impegno con Redmond”.

Il progetto del CEO di Microsoft è vendere 75 milioni di azioni (dei 350 che ancora possiede e che valgono 9 miliardi di dollari all’attuale prezzo di 26 dollari ad azione) entro la fine dell’anno. Secondo quanto dichiarato alla Securities and Exchange Commission finora ne ha vendute circa 50 milioni (ora detiene circa il 4,2 per cento di Microsoft)

Ballmer rimane secondo maggior azionista di Big M dopo il fondatore Bill Gates : anche l’ex-CEO, casualmente, questa settimana ha diversificato il suo portafoglio vendendo 3 milioni di azioni Microsoft per 81,7 milioni di dollari.

Claudio Tamburrino

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  • Arturo scrive:
    Ma allora ...
    Questo in base ad una rivisitazione della legge britannica che dal 1662 obbliga ciascun editore cartaceo a consegnare almeno una copia dei propri libri o riviste agli immensi archivi della British Library. Ma anch'io sono editore. A 13 anni disegnavo dei pornazzi per uso personale che erano abbastanza carini. Devo consegnare la mia unica copia alla British Library?
    • krane scrive:
      Re: Ma allora ...
      - Scritto da: Arturo
      Questo in base ad una rivisitazione della
      legge britannica che dal 1662 obbliga ciascun
      editore cartaceo a consegnare almeno una copia
      dei propri libri o riviste agli immensi archivi
      della British Library.
      Ma anch'io sono editore. A 13 anni disegnavo dei
      pornazzi per uso personale che erano abbastanza
      carini. Devo consegnare la mia unica copia alla
      British Library?Se li posti qui va bene uguale (rotfl) :p
  • Teone scrive:
    Piano coi facili entusiasmi...
    Temo che la British Library farà coi videogame ciò che fa coi libri: le mercifica e ci lucraInfatti, a vergogna sua, è rimasta pressoché l'unica grande biblioteca europea- che non digitalizza il suo patrimonio- che fa pagare ESOSISSIME tariffe per fotocopie (che tra l'altro danneggiano i libri antichi)
    • panda rossa scrive:
      Re: Piano coi facili entusiasmi...
      - Scritto da: Teone
      Temo che la British Library farà coi videogame
      ciò che fa coi libri: le mercifica e ci
      lucra

      Infatti, a vergogna sua, è rimasta pressoché
      l'unica grande biblioteca
      europea

      - che non digitalizza il suo patrimonio
      - che fa pagare ESOSISSIME tariffe per fotocopie
      (che tra l'altro danneggiano i libri
      antichi)Puo' darsi: lo stai dicendo tu e io ci credo a quello che dici.Pero' adesso e' anche la prima biblioteca europea che si sta preoccupando della conservazione del software.
  • panda rossa scrive:
    Non ci posso credere: Dio esiste!
    Non solo Dio esiste, ma ha pure inserito il bene dell'intelletto in qualcuno, che adesso si sta preoccupando della conservazione del patrimonio culturale dell'umanita'!Naturalmente mi aspetto che oltre alla conservazione di tali creazioni, vengano tramandate anche le piattaforme in grado di farle girare, perche' la stragrande maggioranza dei videogames precedenti agli anni 90 girava su piattaforme ormai estinte: C64, ZX Spectrum, Amiga, etc...E se qualcosa oggi si fosse irrimediabilmente perduta, la colpa e' solo ed unicamente da imputarsi agli editori: ragione in piu' per eliminare questa anacronistica categoria inutile e dannosa.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Non ci posso credere: Dio esiste!
      contenuto non disponibile
      • panda rossa scrive:
        Re: Non ci posso credere: Dio esiste!
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: panda rossa


        Naturalmente mi aspetto che oltre alla

        conservazione di tali creazioni, vengano

        tramandate anche le piattaforme [...] C64, ZX
        Spectrum,

        Amiga,

        lo ZX Spectrum lasciamolo pure nelle dolci
        braccia
        dell'oblìo.
        Non ne sentirà la mancanza nessuno.
        (c64)Mah... non voglio entrare nel merito perche' l'epoca degli home computer e' finita.Pero' lo Spectrum era un computer britannico al 100%, a differenza della commodore che era americana.Quindi credo che trovera' il suo spazio.E poi comunque stiamo parlando di software, che, per quanto all'epoca fosse tutto strettamente in simbiosi con l'hardware, sempre di software si tratta.
    • Sgabbio scrive:
      Re: Non ci posso credere: Dio esiste!
      Bhe l'emulazione esiste per questa ragione. Anzi grazie al mame ad esempio, si sono ritrovati giochi che erano stati dimenticati da molti, pure dagli stessi sviluppatori. Sarebbe bello, se finanziassero pure dei progetti per creare emulatori software (magari anche HW se è possibile) delle varie piattaforma videoludiche, sarebbe fantastico.
      • Jacopo Monegato scrive:
        Re: Non ci posso credere: Dio esiste!
        ce ne sono a iosa, di qualunque proXXXXXre, architettura, consolle, computer... più o meno costosi. emulatori software sono per il 90 e rotti % gratuiti, mentre gli emulatori hardware si fanno pagare e anche abbastanza (per la maggiorparte sono cloni)
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