Microsoft, cuore di Linux

Redmond ingrana la marcia nell'open source entrando a far parte direttamente della Linux Foundation. E le novità a tema open non si fermano qui: anche Visual Studio ed SQL Server sono della partita e si aprono ad altre piattaforme

Roma – L’ultima mossa di Microsoft in ambito open source ha il sapore di una rivoluzione, anche se le avvisaglie si sono palesate già da tempo: la corporation di Windows, del cloud e del mobile (che quasi non c’è più) entra a far parte della Linux Foundation , un fatto impensabile solo qualche anno fa e che garantisce all’azienda un posto di primo piano nella gestione dell’evoluzione della piattaforma informatica più diffusa al mondo.

Lontani, lontanissimi sono i tempi in cui (2001) Steve Ballmer descriveva il kernel del Pinguino come un “cancro” da abbattere a colpi di codice proprietario: oggi Microsoft è molto di più che un produttore di sistemi operativi per PC desktop e il suo supporto ai progetti – oltre che allo spirito – open source spazia dagli IDE gratuiti alle piattaforme di cloud computing eterogenee Windows/Linux.

La partecipazione di Microsoft alla Fondazione del Pinguino è la più esclusiva (e costosa) “Premium”, una classe che l’azienda condivide con altri colossi del settore hi-tech del calibro di IBM, Intel, NEC, Oracle, Qualcomm, Samsung, Cisco e HP Enterprise. La Fondazione ha accolto il suo nuovo membro – e i relativi fondi – parlando di un rafforzamento del suo “impegno” verso il mondo open source.

La notizia dell’entrata di Microsoft nella Linux Fondation arriva dalla conferenza Connect() organizzata dall’azienda a New York, kermesse per sviluppatori da cui emerge anche l’ entrata di Google nella .NET Foundation : anche questa organizzazione è oramai open source, e può tra l’altro contare sul nuovo supporto da parte di Samsung per l’integrazione sulla piattaforma mobile Tizen .

Ancora in ambito open source è poi la distribuzione di una prima versione preliminare di SQL Server per sistemi operativi Linux , piattaforma che secondo Microsoft offre quasi tutte le funzionalità già disponibili su ambiente Windows ed è al momento disponibile come pacchetto per Ubuntu e RHEL.

Da Connect() arriva poi la notizia del debutto di Visual Studio in versione Mac , anche se in realtà si tratta di una nuova iterazione di Xamarin Studio – ambiente per lo sviluppo multipiattaforma recentemente acquisito da Redmond – con funzionalità ridotte rispetto a un IDE completo come VS. E la prossima release dell’ambiente di sviluppo? Si chiamerà prevedibilmente Visual Studio 2017, e includerà miglioramenti “incrementali” per lo sviluppo di codice in C++, C#, F#, debugging e tutto quanto.

Alfonso Maruccia

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