Microsoft, il lavoro ibrido riparta dalle persone

Microsoft, il lavoro ibrido riparta dalle persone

Un approfondito studio Microsoft sull'evoluzione del lavoro indica i paradigmi attorno ai quali costruire l'idea ibrida di ufficio e di team.
Un approfondito studio Microsoft sull'evoluzione del lavoro indica i paradigmi attorno ai quali costruire l'idea ibrida di ufficio e di team.

Nel giorno in cui annuncia la riapertura parziale dei propri uffici di Redmond, ad un anno da quello che è stato l'inizio del lockdown del 2020, Microsoft raccoglie l'esperienza accumulata in questi mesi per fare alcune previsioni su quello che sarà il mondo del lavoro di domani. Lo studio “The Next Great Disruption is Hybrid Work – Are we ready?” parte anzitutto dagli assunti che è stato possibile raccogliere dall'esperienza misurata dagli strumenti di lavoro made in Microsoft, nonché da interviste che hanno consentito di misurare lo stato psichico dei lavoratori in questa fase.

Report Microsoft: il lavoro, oggi

Queste le evidenze raccolte:

  • I dati aggregati raccolti tramite Microsoft Teams e Outlook indicano una contrazione dei gruppi di lavoro, che potranno essere nuovamente ampliati grazie al lavoro ibrido.
  • Il tempo trascorso nei meeting è più che raddoppiato a livello globale e nel mese di febbraio 2021 sono state inviate oltre 40 miliardi di e-mail in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
  • Il lavoro è diventato più umano: circa il 40% degli intervistati ha dichiarato di sentirsi più libero di essere se stesso rispetto a prima della pandemia e una persona su sei ha ammesso di aver pianto con un collega nel corso dell'ultimo anno.

L'assenza della compresenza fisica in un dato luogo di lavoro, insomma, ha costretto ad un maggior numero di interazioni, ma al tempo stesso ha determinato maggior libertà.

Microsoft: il lavoro e la pandemia

In generale – al netto degli strascichi della pandemia – si tratta di una dimensione gradita, che molti intendono continuare. Infatti:

  • Il 73% dei lavoratori ha affermato di desiderare che le opportunità di lavoro remoto proseguano, offrendo maggiore flessibilità.
  • Le offerte di lavoro da remoto su LinkedIn sono aumentate di oltre 5 volte durante la pandemia.
  • Più del 40% della forza lavoro globale intende lasciare il proprio datore di lavoro attuale nel corso dell'anno e il 46% prevede di trasferirsi cogliendo l'opportunità di lavorare da remoto.

Le scelte di oggi comporteranno il successo futuro di ogni azienda. Abbiamo tutti bisogno di una visione chiara e di un mindset orientato alla crescita. Queste decisioni avranno conseguenze importanti su come plasmiamo la cultura aziendale, come attraiamo e coltiviamo i talenti, così come sulle future opportunità di collaborazione e innovazione.

Jared Spataro, Corporate Vice President di Microsoft 365

Microsoft: il lavoro dopo la pandemia

L'evoluzione

Alla luce di quanto emerso, il report raccoglie quindi sette trend sui quali andrà presumibilmente a svilupparsi l'evoluzione del lavoro ibrido (tutti elementi che i dirigenti avranno il dovere di tenere in stretta considerazione, pena il rischio di rendere fragili le basi delle performance del team di lavoro in un contesto che è andato a mutare nel tempo):

  • Il lavoro flessibile non potrà essere abbandonato;
  • I leader rischiano di perdere il contatto con i dipendenti e hanno bisogno di essere sensibilizzati su questo fronte;
  • Un elevato livello di produttività nasconde una forza lavoro esausta;
  • I lavoratori della Generazione Z sono in difficoltà e hanno bisogno di nuove energie;
  • Gruppi di lavoro sempre più ristretti mettono a rischio l'innovazione;
  • L'autenticità spronerà la produttività e il benessere;
  • In un mondo del lavoro ibrido, il talento è ovunque.

La capacità dell'impresa, spiega il report, non sarà soltanto nell'organizzare i tempi e le modalità di lavoro, ma anche le modalità ed i tempi della disconnessione. Soltanto circoscrivendo al meglio queste due realtà sarà possibile ottenere il massimo dalle due facce della stessa medaglia, ossia dal dipendente. Occorre pertanto evitare impegni eccessivamente lunghi e gravosi, limitare la durata delle riunioni, alleggerire i carichi e responsabilizzare ognuno, pur concedendo il pieno diritto allo switch-off quando utile e necessario.

Mal interpretare il lavoro ibrido, infatti, sarebbe particolarmente deleterio perché, nell'illusione di offrire all'azienda la possibilità di ricavare il massimo da un dipendente, va in realtà a corrodere il rapporto fiduciario tra le parti fino a corrodere le performance effettive dell'azienda stessa. Trovare i giusti equilibri non sarà semplice perché, di fatto, si entra in una “nuova normalità” basata su paradigmi nuovi e nuove regole nei rapporti di lavoro e nelle dinamiche di team.

Alle aziende, quindi, Microsoft suggerisce 5 spunti sui quali costruire la propria strategia nella riprogettazione dei luoghi e delle modalità di lavoro:

  • Definire un piano per garantire alle persone la massima flessibilità;
  • Investire negli spazi e nelle tecnologie per unire il mondo fisico a quello digitale;
  • Contrastare dall'alto la sensazione di “spossatezza digitale“;
  • Dare priorità al capitale sociale e alla cultura aziendale;
  • Ripensare l'esperienza dei lavoratori per supportare i migliori talenti e promuovere la diversità.

Lo smart working metterà in luce un aspetto fondamentale in grado di sprigionare nuova ricchezza: il talento è ovunque e non possono essere i limiti geografici a limitare la capacità di attingere alle risorse ovunque siano. Ecco perché una miglior organizzazione interna consentirà alle aziende di attingere a bacini nuovi, con valori precedentemente inespressi. Il lavoro ibrido non è soltanto un'evoluzione, in tal senso, ma qualcosa di ben più radicale.

Tra pochi anni alcune aziende si guarderanno indietro e capiranno di essere affondate tra i rischi del post-pandemia; altre guarderanno avanti, consapevoli di aver approfittato di tutte le migliori opportunità che ha concesso.

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22 03 2021
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