Microsoft, Meta e Amazon pagano Wikipedia per accedere alle API

Microsoft, Meta e Amazon pagano Wikipedia per accedere alle API

Microsoft, Meta, Amazon, Perplexity e Mistral AI hanno aderito al programma premium che offre accesso a pagamento alle API di Wikipedia.
Microsoft, Meta e Amazon pagano Wikipedia per accedere alle API
Microsoft, Meta, Amazon, Perplexity e Mistral AI hanno aderito al programma premium che offre accesso a pagamento alle API di Wikipedia.

Per 25 anni Wikipedia è sopravvissuta grazie a donazioni volontarie e all’idealismo di chi credeva nella conoscenza libera. Adesso le Big Tech hanno iniziato a pagare per accedervi in modo privilegiato. Le aziende che hanno costruito imperi miliardari usando gratuitamente i contenuti dell’enciclopedia pagano finalmente qualcosa.

Wikipedia annuncia nuove partnership con Microsoft, Meta, Amazon e altre aziende AI

Microsoft, Meta, Amazon, Perplexity e Mistral AI si sono unite a Google nel programma Wikimedia Enterprise, un’iniziativa lanciata nel 2021 che offre alle grandi aziende un accesso premium alle API di Wikipedia dietro pagamento di un canone. L’annuncio è di oggi, giorno del 25° compleanno dell’enciclopedia.

Lane Becker, Senior Director dei ricavi della Wikimedia Foundation, ha spiegato che il programma offre una versione di Wikipedia ottimizzata per l’uso commerciale e per le aziende di intelligenza artificiale. Invece di raschiare i dati di Wikipedia come hanno fatto per anni, adesso le Big Tech possono avere API dedicate, dati strutturati su misura e assistenza personalizzata. Pagando, ovviamente. Non è filantropia.

Microsoft, Perplexity e Mistral AI hanno aderito al programma nell’ultimo anno, secondo la Wikimedia Foundation. Ma Meta e Amazon, elencate come partner esistenti, hanno mantenuto la loro partecipazione segreta fino a questo annuncio. Solo un accordo silenzioso per accedere a uno dei più grandi giacimenti di conoscenza del mondo.

Viene da chiedersi quanto stessero pagando e da quanto tempo. La Wikimedia Foundation non ha divulgato cifre specifiche, ma ha chiarito che i fondi raccolti tramite Wikimedia Enterprise servono a sostenere i progetti dell’organizzazione no-profit. Un modello di business più sostenibile, nelle parole di Becker, anche se “sostenibile” in questo contesto significa dipendere dai giganti tech invece che dalle piccole donazioni degli utenti.

La dipendenza reciproca

Becker ha toccato un punto cruciale: È nell’interesse di ogni azienda AI sostenere Wikipedia, perché è fondamentale per il loro business. I modelli di linguaggio come ChatGPT, Gemini, Claude e tutti gli altri sono stati addestrati divorando Wikipedia. Senza quell’enciclopedia, sarebbero molto meno accurati e molto più inclini a inventare fatti.

Raggiungere un nuovo equilibrio sostenibile con queste aziende è fondamentale non solo per la nostra sopravvivenza, ma anche per la loro, ha aggiunto Becker. Una dichiarazione che suona quasi minacciosa.

Un modello ambiguo

Wikimedia Enterprise rappresenta una svolta per Wikipedia. L’enciclopedia è sempre stata gratuita, aperta, accessibile a tutti. L’idea che le grandi aziende paghino per un accesso privilegiato introduce una gerarchia che stride con lo spirito originale del progetto. Certo, i dati rimangono disponibili gratuitamente per chiunque, ma le API ottimizzate e l’assistenza dedicata sono riservate a chi può permettersi di pagare.

La Wikimedia Foundation del resto, ha bisogno di soldi per sopravvivere, e le donazioni individuali non bastano più. Se le Big Tech vogliono sfruttare Wikipedia per addestrare i loro modelli AI e alimentare i loro prodotti, è giusto che paghino qualcosa in cambio.

Bisogna vedere se questo modello garantirà davvero l’indipendenza di Wikipedia o se finirà per legarla troppo strettamente agli interessi delle aziende che la finanziano. Per ora, la Wikimedia Foundation presenta tutto come un do ut des: le aziende ottengono accesso migliore ai dati, Wikipedia ottiene fondi per continuare a operare. Almeno, dopo 25 anni, qualcuno sta finalmente pagando il conto.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il
15 gen 2026
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