Microsoft Teams: in arrivo nuove opzioni per le Breakout Room

Teams: novità in arrivo per le Breakout Room

Un timer per la durata delle Breakout Room e altre opzioni dedicate alla funzionalità: ecco quanto inserito da Microsoft nella roadmap di Teams.
Un timer per la durata delle Breakout Room e altre opzioni dedicate alla funzionalità: ecco quanto inserito da Microsoft nella roadmap di Teams.
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Introdotte nell’autunno scorso con l’arrivo di un aggiornamento, le Breakout Room di Microsoft Teams altro non sono che “stanze virtuale” nelle quali dividere i partecipanti a una riunione, creando così gruppi di lavoro separati, senza costringere gli utenti ad abbandonare il meeting in corso per avviarne altri. Presto gli organizzatori saranno in grado di definire, tra le altre cose, la loro durata.

Nuove opzioni per le Breakout Room di Microsoft Teams

È quanto si apprende da una nuova voce introdotta nel documento che definisce la roadmap di sviluppo della piattaforma. Una novità utile soprattutto per gli insegnanti che si trovano alle prese con Teams nell’ambito della didattica a distanza, ma che può aiutare anche le aziende impegnate con la collaborazione da remoto dello smart working.

Il debutto dovrebbe avvenire entro la fine del mese in corso, ma come sempre in questi casi la tempistica è soggetta a possibili variazioni. Riportiamo di seguito in forma tradotta quanto si legge nella descrizione.

Gli organizzatori possono impostare un timer per le Breakout Room dalla pagina delle impostazioni a loro dedicate. Al termine del periodo indicato saranno automaticamente chiuse e i partecipanti torneranno al meeting principale.

Tra le altre opzioni dedicate in arrivo anche quella per mantenere le informazioni relative ai compiti assegnati e un comando che permetterà agli organizzatori di muovere i partecipanti tra le varie stanze e il meeting principale, anche quando le Breakout Room sono attive. Anche così Microsoft intende migliorare di continuo l’esperienza offerta da Teams, sulla base delle richieste e dei feedback ricevuti da parte degli utenti.

Fonte: Microsoft
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