Milo e eBay, due cuori per vendite localizzate

Il servizio di aste online compra l'azienda di commercio localizzato. Per inseguire Google e Groupon

Roma – eBay ha annunciato l’acquisizione di Milo, azienda con più di un milione di visitatori unici al mese che fornisce servizi di comparazione di offerte di negozi locali, catalogando oltre 28 milioni di prodotti e notificando quando scendono i prezzi e quali rivenditori locali dispongono del prodotto e dell’offerta migliore.

Non vi sono conferme ufficiali ma secondo alcune fonti l’operazione dovrebbe essersi chiusa per un valore intorno ai 75 milioni di dollari .

“Aziende specializzate nel commercio locale come Milo stanno sfumando il confine tra acquisti online e in-store – ha spiegato Mark Carges, CTO di eBay Marketplaces – rendendo più accurati e fornendo in tempo reale prezzi e disponibilità dei negozi locali, che in questo modo possono aumentare le loro opportunità di raggiungere clienti che così hanno più informazioni a loro disposizione per scelta d’acquisto”.

Con l’aggiunta del nuovo servizio, insomma, il servizio di aste online conta di estendere la sua filiera anche alla scelta tra le diverse offerte dagli oltre 140 rivenditori partner di Milo dislocati sul territorio , nonché di aumentare la visibilità dei suoi negozi ufficiali presenti sul sito ma dotati anche di una sede fisica. In particolare, alcune stime vedono lo shopping multicanale (ricerca online per acquisto offline) crescere fino a valere circa il 50 per cento degli acquisti del 2013.

Per questo eBay punta ad integrare i feed di Milo sul suo marketplace e nelle sue applicazioni mobile come quella con lettore di codice a barre RedLaser sviluppata per iPhone.

Il ruolo di Milo all’interno di eBay, in quanto utile ai rivenditori locali, secondo alcuni osservatori è paragonabile a quello che potrebbe ricoprire Groupon se entrasse a far parte della scuderia Google, ma il servizio offerto è anche molto simile a Blue Dot di Google Product Search, ma con un catalogo più ampio.

Claudio Tamburrino

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  • Alex del Viero scrive:
    boomerang
    i brevetti sono un boomerang!Personalmente non permetterei il brevetto di concettima solo di idee tradotti in prodotti o almeno in prototipi.Le aziende che esistono solo per pensare come brevettare anche l'aria sono solo vampiri.
    • a b scrive:
      Re: boomerang
      difatti la tecnologia di rambus era stata tradotta in dei chip di memoria. non era un algortimo generico ma un metodo e dispositivo.
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