Minori, un piano per l'Europa online

Annunciata una strategia europea per offrire ai bambini gli strumenti necessari alla navigazione sicura in Rete. Sviluppando piattaforme ad accesso regolato in base all'età anagrafica

Roma – Una nuova strategia annunciata dai vertici della Commissione Europea nella roadmap legata alla cosiddetta agenda digitale. Un piano per garantire ai minori competenze e strumenti che oggi sono ritenuti fondamentali ad una presenza sicura nel vasto ecosistema digitale.

Le autorità del Vecchio Continente vorrebbero dunque favorire lo sviluppo di “un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi”. Grazie alla collaborazione degli operatori di telefonia mobile, i grandi produttori di dispositivi cellulari e i “prestatori di servizi di socializzazione in Rete”.

Si rileva così una particolare attenzione verso le tecnologie mobile, dal momento che più del 30 per cento dei minori europei si connette al web tramite smartphone . Sempre secondo i dati forniti dalla Commissione, il 75 per cento di bambini e adolescenti naviga abitualmente in Rete.

“Sono favorevole al fatto che tutti i bambini e adolescenti possano connettersi – ha spiegato il vicepresidente della Commissione Neelie Kroes – Ma hanno bisogno di strumenti trasparenti e coerenti, nonché delle conoscenze e delle capacità per farne buon uso. La nostra iniziativa raggruppa tutti i vari soggetti al fine di fornire ai bambini più contenuti di qualità e i servizi e la protezione di cui hanno bisogno per avere un’esperienza positiva di Internet”.

Il nuovo piano europeo vorrebbe così stimolare la produzione di contenuti web che risultino “creativi ed educativi per i bambini”. Ma anche sviluppare la crescita di piattaforme per l’accesso regolamentato in base all’età anagrafica . I genitori potranno poi “denunciare i contenuti e i comportamenti nocivi online, con impostazioni predefinite di privacy in funzione dell’età e controlli parentali facili da usare”.

“È nostro dovere di genitori tutelare la sicurezza dei nostri figli anche sulla Rete – ha aggiunto il commissario agli Affari Interni Cecilia Malmström – Dobbiamo rafforzare la cooperazione a livello europeo ed internazionale per lottare contro la criminalità cibernetica, in particolare nei suoi aspetti più agghiaccianti come lo sfruttamento sessuale e la diffusione online di materiali relativi all’abuso sessuale dei minori”.

Mauro Vecchio

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  • James Bind scrive:
    Facebook is part of the CIA
    https://www.youtube.com/watch?v=Xk3I-a3CJdo&feature=relatedLOLil video è troppo forte perchè se si analizza bene l'informazione che da si scopre che almeno un buon 95% del servizio giornalistico è veritiero.
  • . . . scrive:
    Ma..
    ... farne a meno proprio non se ne parla eh ?Non capisco proprio questo intestardirsi a volerlo usare a tutti i costi, pretendendo di piegare uno strumento, nato per carpire e informazioni da rivendere al miglior offerente, alle proprie esigenze di privacy." C'è anche però chi si fa beffa del gigante dei social network: ben il 25 per cento degli intervistati ha affermato di aver falsificato le informazioni personali per proteggere la propria identità. Appena due anni fa erano il 10 per cento. Dimostrazione che se Facebook diventa più invasivo, i suoi utenti sanno come reagire. "Sapranno anche come reagire e "beffare" fb (ed è tutto da vedere), ma a questo punto mi sembra inutile utilizzarlo. Se ne fa a meno e basta e si passa ad altri social network meno invasivi e invadenti e più trasparenti sotto questo punto di vistaFine del problema.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Ma..
      - Scritto da: . . .
      ... farne a meno proprio non se ne parla eh ?concordo, chi falsifica i suoi dati poi è sincero quando clicca su mi piace o nella lista degli hobby e degli amici protegge il 5% della sua privacy rivelando tutto il resto. Oltre al fatto che di solito si tradisce rivelando la sua vera identità in latro modo. Un classico è taggarsi con il vero nome su qualche immagine (cos che di solito gli "amici" fanno comunque)
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