Mozilla Thimble, il Web per tutti

La foundation del Panda Rosso presenta una nuova app pensata per portare l'editing HTML alla portata di tutti, ma proprio tutti. Template precaricati, finestra per il rendering in tempo reale e consigli sui tag inclusi

Roma – Nonostante WordPress(.org), nonostante le app e la miriade di servizi preconfezionati, la rete è troppo difficile, suggerisce Mozilla: per correre ai ripari e trasformare tutti, ma proprio tutti gli utenti web in provetti “programmatori” HTML, la fondazione statunitense presenta Thimble , un editor per pagine web “ridicolmente semplice”.

I presupposti della nuova app di Mozilla sono la reminiscenza dello storico FrontPage di Microsoft, con l’unica differenza che il tutto accade ora direttamente online: gli utenti possono creare pagine web senza conoscenze pregresse di HTML o CSS, c’è la possibilità di scegliere fra template e layout preesistenti e il servizio si incarica premurosamente di prendere per mano l’utente-aspirante genio dell’authoring telematico con consigli nel caso in cui si sia inserito del codice errato.

Una volta completato il lavoro, l’utente può pubblicare la pagina HTML e Mozilla si incaricherà di fornire un URL personalizzato con cui poter condividere il “contenuto”. Per nulla preoccupata dei possibili paralleli con il famigerato software di authoring abbandonato da Redmond anni fa, Mozilla sostiene che Thimble “rimuove molte delle barriere per gli utenti inesperti interessati a imparare a programmare, e include una serie di progetti introduttivi e template per aiutare chiunque a cominciare più velocemente”.

Thimble è parte integrante del progetto Webmaker , iniziativa precedentemente disvelata da Mozilla con l’ambizioso obiettivo di trasformare gli utenti “fruitori” in utenti “creatori” del Web. Nella speranza che l’iniziativa non si limiti a sfornare un editor HTML simil-FrontPage o poco più, la fondazione open source ha presentato anche gli strumenti di utilità X-Ray Goggles (per l’ispezione e l’interazione con il codice HTML di una pagina web) e Popcorn Maker (un tool per l’authoring “creativo” di pagine interattive).

Alfonso Maruccia

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  • Uto Uti scrive:
    Da quel dì
    Da quel dì che mi sarei riconvertito, anche perchè mi risparmierei di dover mettere gli occhiali ogni volta, ma andate un po' a vedere di quanti titoli disponiamo in Italia. A parte i libri del XXXXX tipo quelli di Bruno Vespa o le cagate tipo Dan Brown, se uno vuole leggere una cosa seria,così tanto per imparare qualcosa, col XXXXX che la trova!
  • Fabio scrive:
    mha
    Io comprerei molti iù ebook ma davvero sembra impossibile trovare le versioni digitali di alcuni libri anche vendutissimi.Es. Game of throneIn italia confermo, c'è troppo ostruzionismo
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: mha
      - Scritto da: Fabio
      Io comprerei molti iù ebook ma davvero sembra
      impossibile trovare le versioni digitali di
      alcuni libri anche
      vendutissimi.

      Es. Game of throne

      In italia confermo, c'è troppo ostruzionismoComprali in inglese.
  • Talking Head scrive:
    Non rende l'idea.
    Il fatto che abbiano raggiunto il fatturato degli hardcover, da un'idea di parità, di uguale importanza per un editore. Ovviamente è falso: gli hardcover costano molto di più, e hanno un profitto unitario più basso. Per non parlare dei softcover, su cui il margine di profitto è risibile.Se hanno raggiunto il fatturato degli hardcover vuol dire che come vendite li hanno doppiati e come profitto probabilmente hanno raggiunto o superato il profitto combinato di hard e softcover. Come volumi di vendita invece ancora i softcover sono realisticamente avanti.Se e quando gli editori (anche negli USA la discesa in campo Apple ha permesso loro di fare cartello, seppure non ai livelli drammatici Italiani) si smuoveranno dalle loro posizioni e passeranno ad un prezzo concorrenziale, potrebbero finalmente portare il libro stampato a essere un'eccezione.
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: Non rende l'idea.
      - Scritto da: Talking Head
      Il fatto che abbiano raggiunto il fatturato degli
      hardcover, da un'idea di parità, di uguale
      importanza per un editore.


      Ovviamente è falso: gli hardcover costano molto
      di più, e hanno un profitto unitario più basso.
      Per non parlare dei softcover, su cui il margine
      di profitto è
      risibile.Ma in fatti già molto tempo fa era apparsa la notizia che si vendevano più ebook degli hardcover. Ora la notizia è che anche come fatturato li battono.
      • Dottor Stranamore scrive:
        Re: Non rende l'idea.
        - Scritto da: Dottor Stranamore
        - Scritto da: Talking Head

        Il fatto che abbiano raggiunto il fatturato
        degli

        hardcover, da un'idea di parità, di uguale

        importanza per un editore.





        Ovviamente è falso: gli hardcover costano
        molto

        di più, e hanno un profitto unitario più
        basso.

        Per non parlare dei softcover, su cui il
        margine

        di profitto è

        risibile.

        Ma in fatti *infatti
  • satraponzol alala scrive:
    ed in Italia?
    gli editorucoli nostrani, per proteggere il proprio orticello ostracizzano gli e-book o non producendoli o vendendoli ad un prezzo vicino al prezzo dell'equivalente cartaceo; una situazione vergognosa che mira a non dover competere con colossi come amazon e compagnia cantante (anche le la scusa ufficiale è che han paura dei pirati cattivi); avete voluto il liberismo? Ora nuotateci dentro o affogate.
    • krane scrive:
      Re: ed in Italia?
      - Scritto da: satraponzol alala
      gli editorucoli nostrani, per proteggere il
      proprio orticello ostracizzano gli e-book o non
      producendoli o vendendoli ad un prezzo vicino al
      prezzo dell'equivalente cartaceo; una situazione
      vergognosa che mira a non dover competere con
      colossi come amazon e compagnia cantante (anche
      le la scusa ufficiale è che han paura dei pirati
      cattivi); avete voluto il liberismo? Ora
      nuotateci dentro o affogate.Se pensi che il comportamento degli editori sia vergognoso dovresti sentire i videotecari (rotfl)(rotfl)
    • Ace Gentile scrive:
      Re: ed in Italia?
      - Scritto da: satraponzol alala
      gli editorucoli nostrani, per proteggere il
      proprio orticello ostracizzano gli e-book o non
      producendoli o vendendoli ad un prezzo vicino al
      prezzo dell'equivalente cartaceo;In verità non di rado mi è capitato di veder e-book che costavano di più della versione cartacea e la situazione non è cambiata nemmeno dopo essermi stropicciato gli occhi più volte dall'incredulità. Mah!
    • Francesco scrive:
      Re: ed in Italia?
      Nessuno parla mai delle librerie che, quasi sempre piccole e medie imprese a gestione familiare, saranno spazzate via.I colossi americani stanno facendo da anni concorrenza alle librerie mettendo fuori catalogo i libri, scontandoli al 60% al pubblico mentre nel magazzino delle librerie lasciano libri che le stesse avevano comprate al 20%. Una mossa ben precisa. Il mercato italiano ha pochi piccoli giganti che non possono competere, ma che hanno difeso la rete di vendita. Che gli americani tentano di azzoppare.Non ne parla nessuno.Vi parlano di risparmio, quando invece l'esistenza di una rete permetteva sgravi e sconti.Con molti titoli in mano a pochi editori che potranno controllare direttamente la distribuzione sarà un futuro buio, altro che diffusione dell'informazione e libertà. Con fusioni continue fino a che ci saranno 10 massimo 11 siti mondiali. Non è concorrenza è oligopolio.Continuate pure a guardare il dito... e non ciò che indica...
      • krane scrive:
        Re: ed in Italia?
        - Scritto da: Francesco
        Nessuno parla mai delle librerie che, quasi
        sempre piccole e medie imprese a gestione
        familiare, saranno spazzate via.Beh, certo e' ovvio, perche' ti stupisce la cosa ?E' un riflusso dovuto al cambiamento di mercato.
        I colossi americani stanno facendo da anni
        concorrenza alle librerie mettendo fuori catalogo
        i libri, scontandoli al 60% al pubblico mentre
        nel magazzino delle librerie lasciano libri che
        le stesse avevano comprate al 20%. Una mossa ben
        precisa. Il mercato italiano ha pochi piccoli
        giganti che non possono competere, ma che hanno
        difeso la rete di vendita. Che gli americani
        tentano di azzoppare.Questo e' lo svantaggio di dover passare attraverso degli editori, se il libraio potesse comprare una copia del master da stampare direttamente dal creatore questi problemi non ci sarebbero.
        Non ne parla nessuno.
        Vi parlano di risparmio, quando invece
        l'esistenza di una rete permetteva sgravi e
        sconti.E come li permetteva ?
        Con molti titoli in mano a pochi editori che
        potranno controllare direttamente la
        distribuzione sarà un futuro buio, altro che
        diffusione dell'informazione e libertà. Con
        fusioni continue fino a che ci saranno 10 massimo
        11 siti mondiali. Non è concorrenza è oligopolio.Ma e' l'esatto contrario !!! Ti faccio un esempio: Metro 2033 posso comprarlo sia in libreria che direttamente dall'autore in formato elettronico, anzi a dirla tutta l'autore lo offre gratis chiedendo di contribuire.La possibilita' per gli autori di arrivare direttamente al lettore elimina di fatto il potere all'editore, che al massimo puo' fare da consulente se l'autore e' interessato.
        Continuate pure a guardare il dito... e non
        ciò che indica...
      • controlli a campione scrive:
        Re: ed in Italia?
        - Scritto da: Francesco
        Nessuno parla mai delle librerie che, quasi
        sempre piccole e medie imprese a gestione
        familiare, saranno spazzate
        viaE chissenefrega! Io a parità di prodotto compro quello che costa meno, mica compro per fare un piacere al negoziante! :@
      • Shu scrive:
        Re: ed in Italia?
        - Scritto da: Francesco
        Nessuno parla mai delle librerie che, quasi
        sempre piccole e medie imprese a gestione
        familiare, saranno spazzate
        via.Hai ragione. Ma cosa pensi di poter fare?Lo stesso è sucXXXXX coi negozi di componenti per PC. Una volta al mio paese ce n'erano 5. Ora ne è rimasto uno solo, perché la concorrenza di Internet e delle grandi catene li ha fatti chiudere tutti.Quello che c'è è rimasto perché offre servizi alternativi (installazione alle aziende) alla pura vendita di hardware.I negozi devono semplicemente adattarsi. Si sa che ci stiamo muovendo verso un futuro in cui sempre più roba si smaterializza, o, se è fisica, viene consegnata a casa (cibo e vestiti compresi), quindi devi puntare sul servizio (di qualità, possibilmente) più che sul commercio.D'altro canto, i cosiddetti consumatori dovrebbero diventare un po' più intelligenti, e preferire magari il negozio dove spendono il 2-5% in più ma hanno un servizio migliore (commessi che ti sanno consigliare, per esempio) alla grande catena "cash & carry".Ma il mio motto è "l'intelligenza globale è costante, la popolazione in aumento".Bye.
        • shevathas scrive:
          Re: ed in Italia?

          D'altro canto, i cosiddetti consumatori
          dovrebbero diventare un po' più intelligenti, e
          preferire magari il negozio dove spendono il 2-5%
          in più ma hanno un servizio migliore (commessi
          che ti sanno consigliare, per esempio) alla
          grande catena "cash &
          carry".spendo il 2%/5% in più se mi servono i servizi a valore aggiunto come l'assistenza prevendita e il supporto postvendita. Se tali servizi non mi servono vado direttamente al supermercato.
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: ed in Italia?
          - Scritto da: Shu
          D'altro canto, i cosiddetti consumatori
          dovrebbero diventare un po' più intelligenti, e
          preferire magari il negozio dove spendono il 2-5%
          in più ma hanno un servizio migliore (commessi
          che ti sanno consigliare, per esempio) alla
          grande catena "cash &
          carry".
          Da quel che ho visto io i pochi negozi rimasti aperti fanno da pickup point per delle grandi catene e servono soprattutto persone sopra i 50 anni d'età che di computer non capiscono niente. Quando non ci saranno più loro quei negozi non avranno più clienti.Il negozio ha un magazzino ridotto rispetto a quello che puoi trovare su Internet e non può competere come prezzi. Allo stesso tempo i grandi negozi su Internet richiedono molto meno personale di tanti negozi sparsi qua e là, questo fa anche diminuire il numero di occupati in generale, aggiungiamo poi che alcuni famosi siti spediscono la merce da nazioni estere.
      • Dottor Stranamore scrive:
        Re: ed in Italia?
        - Scritto da: Francesco
        Nessuno parla mai delle librerie che, quasi
        sempre piccole e medie imprese a gestione
        familiare, saranno spazzate
        via.Veramente qui ne ho sempre parlato io delle tecnologie che uccidono i posti di lavoro e degli oligopoli (spesso stranieri) che si arrochiscono di più.
        I colossi americani stanno facendo da anni
        concorrenza alle librerie mettendo fuori catalogo
        i libri, scontandoli al 60% al pubblico mentre
        nel magazzino delle librerie lasciano libri che
        le stesse avevano comprate al 20%. Una mossa ben
        precisa. Il mercato italiano ha pochi piccoli
        giganti che non possono competere, ma che hanno
        difeso la rete di vendita. Che gli americani
        tentano di
        azzoppare.
        Non ne parla nessuno.
        Vi parlano di risparmio, quando invece
        l'esistenza di una rete permetteva sgravi e
        sconti.
        Con molti titoli in mano a pochi editori che
        potranno controllare direttamente la
        distribuzione sarà un futuro buio, altro che
        diffusione dell'informazione e libertà. Con
        fusioni continue fino a che ci saranno 10 massimo
        11 siti mondiali. Non è concorrenza è
        oligopolio.
        Continuate pure a guardare il dito... e non ciò
        che
        indica...
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