Mozilla vuole un web più libero

L'azienda ha offerto chiarimenti riguardo alla propria posizione nel procedimento in atto da parte dell'UE contro Microsoft

Roma – Dopo essere stata chiamata in causa dalla commissione antitrust a Bruxelles come consulente nell’ affaire dei browser in cui è implicata Microsoft, Mozilla dice la sua: senza sbottonarsi troppo, l’azienda di Firefox chiede a gran voce un web più aperto alla partecipazione di tutti.

Il parere di Mozilla sulla vicenda è stato espresso in un post sul blog ufficiale, in seguito alle numerose domande piovute sull’azienda all’indomani della designazione come parte terza interessata alla vicenda. In attesa di una decisione ufficiale, l’azienda si dice speranzosa in “una soluzione che venga imposta al fine di supportare il web affinché sia sempre più aperto e partecipativo”.

La posizione ufficiale dell’azienda in merito alla vicenda sarebbe quella di voler offrire tutta la conoscenza in materia dei fatti alla UE, continuando a mantenere vivo il dibattito pubblico circa l’evolversi dei fatti. Per quanto riguarda il suo ruolo di consulente, Mozilla ad ora non avrebbe fornito alcuna indicazione precisa sulle possibili soluzioni da poter attuare: “abbiamo iniziato un dibattito con la commissione per tentare di capire quali sono le opzioni possibili e quanto possano essere utili” si legge sul blog.

Come ben sapranno i lettori di Punto Informatico , tutta la vicenda è nata da un reclamo ufficiale fornito all’antitrust da parte della scandinava Opera nei confronti dell’azienda di Redmond e dell’onnipresenza di Internet Explorer all’interno dei sistemi operativi Windows. Sul caso si attendono ancora aggiornamenti ufficiali sia da parte dell’UE, sia da parte di BigM, cui è stato dato un periodo di tempo pari a circa due mesi per poter presentare la propria strategia difensiva.

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  • Maria Aureli scrive:
    si deve tutela chi è malato
    Sicuramente lo stato farà qualcosa per rendere il gioco più sicuro ma non troppo perchè ad oggi è la maggiore entrata e non parlo solo del gioco d'azzardo on line ma delle scommesse in generale.Io lavoro in una comunità di recupero dei giocatori d'azzardo Comunità Orthos e dallo stato non abbiamo ricevuto nessun finanziamento andiamo avanti perchè crediamo nel progetto e con i finanziamenti della Regione Toscana, lo stato dovrebbe occuparsi di chi vive questa problematica e che ha rovinato se stesso e chi gli è vicino basterebbe un 1% di ciò che entra del gioco on line, nelle sue casse.
  • gino pirri scrive:
    mah...
    una XXXXXaaaaa
  • Marco Grasso scrive:
    Legge inapplicabile?
    Una domanda che spero trovi risposta:Essendo tale legge in chiaro contrasto con la normativa europea che prevede la libera circolazione di mezzi e servizi nella CE (non si potrebbe quindi punire un utente che gioca in agenzie estere non-AAMS purchè tali agenzia siano regolarmente licenziate in un paese comunitario), un qualsiasi procedimento penale non sarebbe annullato dal fatto che la normativa europea ha priorità su quella nazionale?
  • Ale scrive:
    vi siete chiesti perchè....
    ...si preferisce giocare su siti non AAMS? E' semplice, ma i monopoli non lo dicono.Tutti i siti italiani, e di conseguenza controllati dall'AAMS, ti permettono pochissime giocate. Pochissima scelta su ogni evento e soprattutto una scommessa minima di 3 euro.I siti stranieri su ogni singolo evento hanno un'infinità di possibili scommesse. Ad esempio: su una partita di calcio puoi scommettere su quanti calci d'angolo ci saranno, chi tirerà il primo calcio d'angolo, se ci sarà un'espulsione ecc. La lista non finisce mai.Per quanto riguarda i soldi puoi scegliere anche di scommettere un solo euro su un avvenimento, o anche 50 centesimi.Queste cose i monopoli di stato, e tantomeno le società di scommesse italiane prima di tutto la SNAI, non lo dicono.Si allineassero alle possibilità di scommesse che offrono i siti stranieri, e sicuramente gli scommettitori italiani non andrebbero a giocare i loro soldi da un'altra parte.
  • andy61 scrive:
    Equo contributo
    Potrebbero inventarsi un equo contributo su Internet in modo che tutti quelli che non giocano d'azzardo passando per i Monopóli di Stato paghino comunque.Anche se non giuocano d'azzardo.Come per i CD, insomma.
  • lammy scrive:
    Garanzie - che ridere
    "La diffusione del gioco d'azzardo in Italia sta toccando punte molto alte, e non sussistono garanzie effettive per chi gioca in rete."In effetti ci sono molte garanzie per chi gioca d'azzardo al superenalotto e alle varie macchinette da bar. Sì, sì: l'unica garanzia è che mediamente perderà più di quanto vincerà. l'unica garanzia è che il banco vince sempre.Tutto l'articolo potrebbe essere riassunto come segue:I monopoli di stato si stanno scervellando per trovare il modo migliore per incassare i quattrini dai giocatori e dalle case da gioco (percentuale di strozzinaggio) senza necessariamente allontanare i giocatori da Internet.Siccome i giocatori sono tanti e la richiesta è molto forte, si stanno escogitando le XXXXXte più assurde (tipo tenuta dei conti online da parte dei monopoli stessi).Ovviamente ai monopoli non frega nulla che ci siano minori di anni due al computer a perdere i soldini di papà, purché la percentuale venga riscossa.Con questi investimenti, l'Italia potrebbe diventare la nazione all'avanguardia nei sistemi e processi per esazione forzosa di tasse e aggi da gioco d'azzardo online, subappaltata a Poste Italiane per travasare il denaro latente nelle casse del fisco strozzino.Lo Stato Italiano fa lo sforzo immane di raschiare dove può sparando grossissimo: i 20 milioni di "perdite notevoli" sarebbero mancati guadagni per cittadini che vorrebbero mettere i loro soldini altrove, e non nei soliti gratta-e-perdi. Una stima che garantisco si rivelerà eccessiva una volta che la soluzione sarà a "regime". Chi mai accetterebbe di mettere i suoi soldi anche se virtuali in un conto dei monopoli, per poter giocare a poker con gli USA o UK?Chissà che poi Temonti non si inventi un contributo patrimonale, a copertura di qualche voragine statale.Sì sì molto allettante.niente di personale contro l'autrice del pezzo.cordialmentelammy
  • fabio scrive:
    Ma la commissione europea cosa ne pensa?
    in tutto ciò la commissione europea è contenta che l'italia vuole limitare la libertà nel cittadino?lo sa la commissione europea che questa legge vale anche contro i book con regolare licenza nei stai Ue?
    • pabloski scrive:
      Re: Ma la commissione europea cosa ne pensa?
      la Commissione UE si espressa già 6 mesi fa circa il carcere per i reati legati al cosidetto gioco d'azzardo illegale....inutile dire che fu ribadito che il carcere è una misura assurda....se ci pensi è logico...in un Paese in cui non è reato manco il falso in bilancio, figuriamoci il carcere per il gioco d'azzardopoi l'UE analizzò la proposta presentata da AAMS nel 2008 e sollevò parecchie eccezioni circa il metodo per dare le licenze ( che di fatto sono bloccate ) e l'obbligo di connettersi alla rete telematica di AAMSinfine inutile dire che per quanto riguarda le compagnie UE la Commissione pensa che quella dell'Italia è configurabile al 100% come misura protezionisticain sostanza l'UE ha bocciato più volte le varie leggi e leggiuzze sul giococomunque i bookmaker sono passati al contrattacco, chiedendo il blocco dell'acXXXXX all'estero di tutti i siti di gioco online italianivediamo la Commissione cosa farà stavoltacomunque l'Italia fa sempre più schifo, ormai siamo al livello di Cina, Iran e Birmania
  • Antenato scrive:
    Intanto possiamo ancora vincere!
    Beh nel frattempo diamoci da fare con questo metodo rivoluzionario!http://frivolo.wordpress.com/2008/11/02/come-vincere-una-scommessa/
  • Fidel scrive:
    Regime cubano
    Benvenuti a Cuba.
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