MySpace ha perso 12 anni di musica, in un click

Pioniere del mondo social e dell’universo streaming, MySpace ha attraversato momenti decisamente migliori. Sono trascorsi oltre 15 anni dall’esordio datato agosto 2003 e da allora parecchio è cambiato: non c’erano Facebook né Spotify. Nemmeno YouTube era ancora online. Oggi si torna a parlarne poiché, a quanto pare, in conseguenza a un non meglio precisato errore di natura tecnica l’archivio relativo al periodo 2003-2015 sembra essere scomparso: foto, video e musica inghiottiti nel nulla.

MySpace: eliminati 12 anni di contenuti

Oltre 50 milioni di brani spariti. La causa sembra essere da ricercare nella migrazione di un server non andata a buon fine. Le prime discussioni in merito sono comparse su Reddit circa un anno fa, con il servizio che in risposta alle domande degli utenti ha affermato di essere al lavoro per ripristinare i contenuti mancanti. Qualcuno ha poi ipotizzato che non esistendo alcun backup tutto sia andato perso.

Abbiamo verificato con un nostro account personale e possiamo confermare che le tracce caricate nel corso degli anni (tra il 2009 e il 2011) risultano effettivamente non riproducibili. Nel weekend c’è chi sulle pagine di MySpace ha avvistato un banner, ora non più visibile, con un messaggio secondo il quale tutti i file caricati più di tre anni fa sono stati eliminati.

MySpace ha accidentalmente perso tutta la musica caricata nei suoi primi 12 anni durante la migrazione di un server: cancellati 50 milioni di brani da 14 milioni di artisti.

Difficile al momento affermare con esattezza cosa sia accaduto, né se tutti i contenuti caricati fino al 2015 siano da considerare definitivamente perduti. Il profilo Twitter della piattaforma è dormiente dal 2017 e la sezione del sito ufficiale relativa ai comunicati non condivide nulla dal 2015. La pagina News rimane invece aggiornata con la pubblicazione regolare di articoli, a testimonianza di come MySpace abbia ancora un team editoriale attivo.

Non è l’unico problema emerso negli ultimi anni. Nel 2017 è stato scoperto un bug che consentiva a chiunque di accedere a un qualsiasi account semplicemente conoscendo la data di nascita del suo legittimo proprietario. Nel 2016 la conferma di un hack da parte di Time Inc, gruppo controllato da Meredith Corporation che ha acquisito il servizio. L’era d’oro della creatura di Tom Anderson (il primo amico di tutti i nuovi utenti MySpace) sembra ormai solo un lontano ricordo.

Tra coloro che si sono pronunciati sull’accaduto citiamo le parole di Dave Russell, Vice President della divisione Enterprise Strategy di Veeam Software, che ben sintetizzano come la sempre più capillare diffusione delle soluzioni cloud non sollevi gli utenti da ogni responsabilità per quanto concerne la conservazione di dati e informazioni.

La recente perdita di milioni di canzoni da parte di MySpace è un monito per ricordare a tutti gli utenti che la disponibilità dei dati è anche una loro responsabilità. Il cloud pubblico e i fornitori di servizi sono spesso concentrati sull’infrastruttura, ovvero server, storage e networking, ma tendono a non fare commenti riguardo l’integrità o la disponibilità dei dati. Se i vostri dati sono importanti, dovete assicurarvi che la disponibilità sia adeguata per proteggerli al meglio.

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  • bubba scrive:
    considerando che "2012 On September 24, 2012 at twelve hundred zero-two hours, Justin Timberlake tweeted a video debuting the newly redesigned Myspace to the world." non tutto il male viene per nuocere :D
  • Jack scrive:
    @giacomo: se i dati sono criptati - cosa improbabile a quei tempi - basta perdere la chiave di qualche centinaia di byte per rendere spazzatura inutilizzabile infiniti tera di contenuti... Se lo storage invece è basato su file system e ogni brano ha un guid, è sufficente perdere il database di associazione guid/utente per rendere di fatto inutilizzabile tutto l'archivio.
  • Giacomo scrive:
    Non mi è chiaro come fa un solo server a contenere 12 anni di brani. Infatti in inglese dicono "in a server migration" non "in a migration of a server".
Fonte: BBC News
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