Napster: il futuro è nel denaro

Un miliardo di dollari. Con questa cifra il sistemone spera di comprarsi l'approvazione delle majors discografiche. E mentre arrivano i primi prezzi per l'abbonamento a Napster quelli della RIAA storcono il naso. EMI possibilista

New York (USA) – Un miliardo di dollari in cinque anni: questo è quanto Napster si è detto pronto a sborsare alla majors della discografia in cambio del “permesso” al “nuovo” file-sharing che Napster intende mettere in piedi.

In una conferenza stampa, Napster e mamma Bertelsmann hanno messo sul piatto questa valanga di denaro per strappare alle più accaniti accusatrici del sistemone di file-sharing, un cenno di consenso. Basterebbe quello, infatti, per trainare Napster fuori dalla melma processuale e spingerlo verso il futuro di sistemone a pagamento, a cui gli utenti potranno accedere dietro abbonamento.

Bertelsmann ha chiesto alle proprie colleghe, cioè agli altri big del “music business”, di accettare una sospensione temporanea dello scontro legale per “riflettere insieme” sul futuro. Afferma Hank Berry, il CEO di Napster: “Quel che stiamo dicendo è che a questa comunità deve essere consentito di rimanere unita. Tutto quello che dobbiamo fare è sederci attorno ad un tavolo e metterci d’accordo”.

In passato le offerte di Bertelsmann alle altre majors erano “modulate” su percentuali degli introiti di Napster, ma erano tutte state rifiutate. Oggi, ciascuna delle grandi potrebbe portarsi a casa senza colpo ferire 150 milioni di dollari all’anno. Altri 50 milioni sarebbero “distribuiti” tra i produttori indipendenti. Nella conferenza stampa straripante di reporters, Napster ha anche avuto modo di sottolineare come nel nuovo sistemone che va preparando e che dovrebbe essere pronto al più tardi entro luglio, la musica scambiata sarà “protetta” e garantirà una revenue agli artisti e ai produttori. Le vagonate di dollari che arriveranno nelle tasche di questi ultimi, infatti, nella visione di Napster andranno poi nelle percentuali di contratto ai singoli artisti, distribuiti dai rispettivi produttori.

Napster ha comunque sottolineato che nel miliardo di dollari non sono compresi i danni che l’azienda potrebbe dover pagare per le violazioni del passato, ma dovrebbe essere interpretato dalle case discografiche come un “segno di buona volontà”.

L’azienda ha poi colto l’occasione per indicare primi possibili “costi di abbonamento” per l’accesso al nuovo sistema Napster. Tra i 3 e i 5 dollari al mese sarebbe il prezzo che Napster intenderebbe imporre ai propri utenti a partire dalla prossima estate per lo scaricamento di un numero limitato di brani musicali. Un prezzo più alto, compreso tra i 6 e i 10 dollari al mese, invece, verrebbe imposto a coloro che intendono “non porsi limiti” nel download musicale.

Il momento più complesso per Napster sarà quello della transizione dall’attuale sistema completamente free al nuovo sistema “protetto” e a pagamento. Berry ha spiegato che questa fase sarà gestita con attenzione e consentirà un rapido passaggio al nuovo Napster senza “sbilanciamenti”. Termini sibillini, in realtà, che probabilmente nascondono le difficoltà che ora si presentano al management dell’azienda. A cominciare dall’incertezza sulla reazione degli utenti a fronte di una richiesta di abbonamento. La tecnologia di “protezione” dei file musicali su cui sta lavorando Digital World Services, società del gruppo Bertelsmann, impedirà agli utenti di Napster di gestire i file musicali a proprio piacimento. Come già annunciato, e del tutto in linea con quanto viene sviluppato da altri grandi players della distribuzione musicale online, il nuovo Napster impedirà la masterizzazione in CD della musica scaricata o il trasferimento di quei brani su player portatili mp3.

Barry ha spiegato che queste funzionalità non sono escluse per principio e che Napster potrebbe “aprire” a queste capacità per quegli utenti che saranno disponibili a “comprarsele” pagando un’addizionale sul prezzo di abbonamento.

Che questo sistema possa convincere molti utenti attuali di Napster a rimanere su Napster è alquanto incerto e l’azienda non lo nasconde. Addirittura Berry ha espresso previsioni che partono dal presupposto che dei 64 milioni di utenti registrati di Napster, nel nuovo sistemone ne rimangano solo 2 milioni. In quel caso, con un abbonamento medio di circa 5 dollari al mese, l’azienda potrebbe ottenere circa 120 milioni di dollari di revenue all’anno.

La speranza dell’azienda è che i sondaggi condotti da Harris Interactive e Webnoize siano attendibili. Da queste indagini, infatti, risulterebbe che il 70 per cento degli utenti Internet interessati alla musica online sarebbe disposto a versare un abbonamento per usare Napster.

Dopo la conferenza di Napster, non si è fatta attendere la risposta dei discografici. Pare proprio che il miliardo di dollari offerto su un piatto di bit fatichi ad andare giù ai più accaniti accusatori di Napster. Un portavoce della IFPI, la federazione delle industrie di settore associata alla RIAA, ha addirittura accusato Napster di voler forzare la mano: “Siamo dispiaciuti che Napster sia nuovamente ricorso ad una tattica che non rappresenta altro che vuote pubbliche relazioni”.

Secondo la IFPI tutto quello che deve fare Napster ora è togliere dal suo network tutti i file di musica considerati “pirata”, cioè copie illegali: “L’azienda deve seguire quanto imposto dal tribunale e cessare l’offerta di musica in violazione del diritto d’autore. Solo così si può creare il clima giusto per parlare di licenze e di modelli di business legittimi”.

La posizione della IFPI non è isolata, visto che l’inossidabile boss della RIAA, Hillary Rosen, aveva scelto di insistere nel denunciare Napster e nello spingere per la sua chiusura poche ore prima della conferenza stampa di Napster. “Napster fermi le violazioni – aveva detto Rosen – finisca di ricorrere a mezzucci per ritardare il processo e raddoppi i propri sforzi per costruire un business che abbia una sua legittimità”. Non solo, Rosen ritiene che Napster debba “smettere di parlare con i media” e abbia invece tutto da guadagnare nel parlare, evidentemente in modo riservato, con i suoi accusatori.

Per la prima volta, invece, è apparsa possibilista EMI Group, una delle majors che ha portato Napster in tribunale. “Se alla fine dei giochi – ha spiegato una portavoce – il modello di business che ne uscirà sarà convincente e interessante, EMI sarà interessata”.

Per tutta la giornata di ieri si sono attesi i commenti di Seagram, Sony e Warner Music, commenti che per il momento non sono arrivati…

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  • Anonimo scrive:
    Analisi corretta, conclusioni sbagliate.
    Ormai l'industria dei media non punta piu` al profitto: ne ha gia` in abbondanza ... punta al controllo sugli utenti, al potere. Qualcosa che in prospettiva ti puo` dare molto di piu` del denaro.Vedi il caso DeCSS ... non mi vengano a raccontare che i DVD U.S. qualora fossero utilizzabili in Europa minerebbero il mercato delle sale cinematografiche, le cassette VHS sono allegramente trasportabili da un paese all'altro e non mi sembra che cio` provochi perdite economiche.Il vero obiettivo e` il controllo (inteso anche come la possibilita` di spedire nell'oblio) di qualsisi informazione.Pensaci bene ... film e musica distribuiti sulla rete, in pay-per-view (e in formato incopiabile o quasi) da qualce serverone centrale, bello, comodo e magari economico: la fine degli archivi privati di videocassette e CD.Poi un giorno qualcuno decide che qualche film o canzone sono diventati "scomodi" o "poco adatti al momento politico" e in pochi decimi di secondo

    puff!
  • Anonimo scrive:
    La soluzione!
    Gli autori dovrebbero fare la loro scelta: case discografiche, distribuzione su internet, o entrambi i canali e poi i clienti sceglieranno dove comprare.Naturalmente chi acquisterà musica su internet pagherà meno perchè se lo scarica e perchè ci sono meno intermediari, chi lo comprerà al negozio avrà la comodità di avere un CD già pronto e di conseguenza pagherà qualcosa in più.Semplice no?
  • Anonimo scrive:
    finalmente !
    La verità è proprio questa, la pirateria sono proprio le Major con l'imposizione di prezzi fuori mercato a produrla.Il mio consiglio spasionato è che si sbrighino a tagliare i prezzi, perchè se oggi trovano ancora molti clienti disposti a spendere un prezzo equo per i CD, un domani probabilmente non sarà più così. Più passa il tempo e più ci si abitua ad avere gratis e senza rimorsi un prodotto il CD che indubbiamente ha un suo valore. Secondo me continuando di questo passo faranno fatica un domani a vendere i CD non a £ 10.000 ma a £ 5.000.P.S. Domani faccio un giro al Carrefur, mettono in vendita CD a £ 1.000, chissà magari c'è anche qualche titolo interessante !
  • Anonimo scrive:
    pALADINI DI CHI?
    MA DE CHEEE!!!Forse bisognierebbe dire dei loro portafogli.Lancio una provocazione: perche non si puo' trovare il modo di dare i soldi dell'abbonamento che pageremo a Napster direttamente agli autori dei pezzi scaricati (segando le majors)?
  • Anonimo scrive:
    Voi volete tutto gratis
    Ma smettiamola col volere sempre tutto gratis, la buona musica si paga, se no andate a fregare i cd nei negozi senza nascondervi dietro le teorie anarcoidi - libertarie dei vostri monitorViva la legalità
    • Anonimo scrive:
      Ma chi mai ha detto "tutto gratis"?
      - Scritto da: Cischelli
      Ma smettiamola col volere sempre tutto
      gratis, la buona musica si paga, se nonessun problema su questo, pero' mi spieghi perche' la stessa buona musica - aka lo stesso album - si trova in edicola a 10mila lire e in negozio a 20mila lire?Io non voglio la roba gratis, pero' mi sento preso in giro al vedere operazioni del genere e il primo pensiero e': ma chi ci marcia sopra?
      andate a fregare i cd nei negozi senza
      nascondervi dietro le teorie anarcoidi -
      libertarie dei vostri monitor
      Viva la legalitàSei tu che hai capito ben poco, l'articolo metteva a confronto due mercati *legali* forniti ciascuno di bollino SIAE regolamentare. Mi pare ovvio che un CD se invece di costare Tot costa la meta' c'e' piu' gente che puo' scucire la grana per prenderlo originale senza dover ricorrere ad altri espedienti.Il cd a 10mila, oltre a generare vendite x le case, sarebbe anche una bell'arma contro la pirateria che tu stesso non vuoi.Legale, fruttifero ed economico: perche non lo fanno?
  • Anonimo scrive:
    FACCIAMO UN PO' ORDINE?
    Partiamo dai dischi forati: ce ne sono ancora (ora sono cd con una parte della custodia mancante diun rettangolino), basta tu vada nei negozi che hanno la voglia di prenderli e rischiare un po' spendendoci 4 lire (un esempio per tutti: Nannucci a Bologna) Solo che i negozianti italiani oltre a essere spesso ignorantelli non sono per nulla cuor di leone...Poi ci sono i prezzi, A NESSUNO è mai venuto in mente di considerare che certe operazioni commerciali si fanno (mica solo coi dischi) quando il prodotto ha già raggiunto dei risultati di pareggio o di guadagno? INFATTI non sono dischi nuovi nè, credo, lo saranno mai.Si tratta di una banale legge di mercato. Quando hai guadagnato a sufficienza puoi anche cercare di guadagnare di più vendendo a poco il prodotto.Volete un esempio? Pensate un po' a quanto costavano i cellulari all'inizio (qualcuno si ricorda dei telefoni fissi nelle automobili? Qunato saranno incazzati quelli che li avevano comprati?) e a quanto costano ora e alla differenza che c'è nel pprezzo di uno stesso telefonino a pochi mesi di distanza....Il mio ha solo 3 anni, funziona benissimo, ma se volessi rottamarlo midarebbero solo 50mila....Non dico che sia bello ma mi sconvolge che voi vi indigniate... è così e basta. Se non vi va potete tenervi il telefonino vecchio o aspettare la promozione con sorrisi e canzoni o, al limite il mid price.Biz
    • Anonimo scrive:
      Re: FACCIAMO UN PO' ORDINE?
      - Scritto da: Biz
      Si tratta di una banale legge di mercato.
      Quando hai guadagnato a sufficienza puoi
      anche cercare di guadagnare di più vendendo
      a poco il prodotto.Si ma se il "guadagnato a sufficienza" si raggiunge in pochissimo tempo, significa che il prezzo è più alto di quello che potrebbe essere.E se il "guadagnato a sufficienza" si raggiunge in pochissimo tempo, significa che il mercato non sta andando così male come voglio farci credere...Insomma: si è mai visto un cantante o un discografico fare la fame?Cosa cambia da "farsi prestare il CD e registrarsi la cassetta"?E poi: Napster farebbe solo da capro espiatorio, e i files si continuerebbero a scambiare con altri medoti (senza contare poi le bancarelle sotto casa...)ecc...Ciao ciao
    • Anonimo scrive:
      Si, facciamo ordine...
      - Scritto da: Biz
      Poi ci sono i prezzi, A NESSUNO è mai venuto
      in mente di considerare che certe operazioni
      commerciali si fanno (mica solo coi dischi)
      quando il prodotto ha già raggiunto dei
      risultati di pareggio o di guadagno? INFATTI
      non sono dischi nuovi nè, credo, lo saranno
      mai.nessun problema, ma perche' allora vendere a 20000 lire "sono solo canzonette" di Bennato al negozio e a 10000 lire in edicola? La musica e' la stessa, la confezione cambia (piu' spartana). E' il 50% in meno, mica poco.
      Non dico che sia bello ma mi sconvolge che
      voi vi indigniate... è così e basta. Se non
      vi va potete tenervi il telefonino vecchio o
      aspettare la promozione con sorrisi e
      canzoni o, al limite il mid price.certo, io ho preso SSC a Natale a 20mila, ora me lo ritrovo in vendita a 10mila. Bell'affare che ho fatto, vero?
    • Anonimo scrive:
      (PER BIZ) FACCIAMO UN PO' ORDINE?
      La questione è che sono degli spilorci figli di ... che vogliono quadagnare il piu possibile riducendo le spese di fabbricazione (molto relative se si pensa alle 40-50k che ci si lascia) e con quei soldi che ci quadagnano preferiscono pagare per leggi a loro favore senza pensare che potrebbero abbasare i prezzi e aumentando le vendite e di consequenza diminuire la pirateria.- Scritto da: Biz
      Partiamo dai dischi forati: ce ne sono
      ancora (ora sono cd con una parte della
      custodia mancante diun rettangolino), basta
      tu vada nei negozi che hanno la voglia di
      prenderli e rischiare un po' spendendoci 4
      lire (un esempio per tutti: Nannucci a
      Bologna) Solo che i negozianti italiani
      oltre a essere spesso ignorantelli non sono
      per nulla cuor di leone...

      Poi ci sono i prezzi, A NESSUNO è mai venuto
      in mente di considerare che certe operazioni
      commerciali si fanno (mica solo coi dischi)
      quando il prodotto ha già raggiunto dei
      risultati di pareggio o di guadagno? INFATTI
      non sono dischi nuovi nè, credo, lo saranno
      mai.
      Si tratta di una banale legge di mercato.
      Quando hai guadagnato a sufficienza puoi
      anche cercare di guadagnare di più vendendo
      a poco il prodotto.

      Volete un esempio? Pensate un po' a quanto
      costavano i cellulari all'inizio (qualcuno
      si ricorda dei telefoni fissi nelle
      automobili? Qunato saranno incazzati quelli
      che li avevano comprati?) e a quanto costano
      ora e alla differenza che c'è nel pprezzo di
      uno stesso telefonino a pochi mesi di
      distanza....
      Il mio ha solo 3 anni, funziona benissimo,
      ma se volessi rottamarlo midarebbero solo
      50mila....

      Non dico che sia bello ma mi sconvolge che
      voi vi indigniate... è così e basta. Se non
      vi va potete tenervi il telefonino vecchio o
      aspettare la promozione con sorrisi e
      canzoni o, al limite il mid price.

      Biz
  • Anonimo scrive:
    dischi forati
    Quando compravo vinili, si trovavano a basso prezzo anche i vari "forati", lp che andavano fuori catalogo (o ne avevano troppi in magazzino). Le case di solito facevano un buco su un angolo della copertina in modo da distinguerlo da quello preso a prezzo pieno.Ho preso diversi dischi di Madonna cosi', a prezzo ridotto.Come mai cd "forati" non se ne trovano, se non di cavolate che neanche valgono la plastica su cui sono stampati?BTW, ho preso stamattina Sorrisi con "Sono solo canzonette" di Bennato, cosi' pensiono il vinile ormai semidistrutto. Anche se ha il marchio di Sorrisi invece che della Ricordi sia sul cd che sulla copertina... chissenefrega!!!! Meglio 13 carte che 30!
  • Anonimo scrive:
    HEY! - Ultim'ora!
    09:57 - Napster vuole pagare le majors21/02/01 - PI: Roma - L'ultimo tentativo di Napster per convincere le majors discografiche che l'accusano di favoreggiamento alla pirateria sta nell'offerta di un miliardo di dollari in cinque anni.Questa cifra, stando a quanto dichiarato da Napster e da Bertelsmann, dovrebbe "coprire" i diritti sugli scambi musicali effettuati dagli utenti del sistema di file-sharing.
  • Anonimo scrive:
    Non tutti gli artisti ....
    Se passate in edicola compratevi anche Diario (il settimanale diretto da Enrico Deaglio) ci troverete un articolo molto interessante di Alberto Cottica (ex Modena City ora Fiamma Fumana).Finalmente anche in Italia qualche musicista dice quel che molti di noi ripetono da tempo , le major non difendono gli interessi degli artisti ma i loro !Tutto supportato da dati molto interessanti.Vai Alberto !!!
    • Anonimo scrive:
      Hey wamba
      - Scritto da: wamba
      Se passate in edicola compratevi anche
      Diario (il settimanale diretto da Enrico
      Deaglio) ci troverete un articolo molto
      interessante di Alberto Cottica (ex Modena
      City ora Fiamma Fumana).sono all'estero (ma continuo a leggere PI), puoi postare qualcosa di piu' su questo articolo? Hai un url?
    • Anonimo scrive:
      ...escono col buco
      Grazie mille wamba. Se ce la faccio e lo trovo me lo prendo. Grazie. Cercavo documentazione del genere.Sai se c'è roba in rete? e sai qualcosa anche della interrogazione della UE ?grazie cmq, sinceramente.- Scritto da: wamba
      Se passate in edicola compratevi anche
      Diario (il settimanale diretto da Enrico
      Deaglio) ci troverete un articolo molto
      interessante di Alberto Cottica (ex Modena
      City ora Fiamma Fumana).
      Tutto supportato da dati molto interessanti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non tutti gli artisti ....
      Dunque l'indirizzo telematico di Diario (e' ovviamente)www.diario.it. L'articolo non è pubblicato nella versione online, per ora. Credo infatti che facciano ruotare gli articoli, quindi prossimamente ci sarà.Magari cerco di contattare direttamente Alberto Cottica per farlo intervenire su Punto Informatico (ehi redazione di PI siete interessati ?)Nell'articolo si contesta il fatto che Napster e in genere i sistemi di file-sharing affamino gli artisti e uccidano cosi' la musica. Si citano dati sui prezzi dei cd, sugli introiti delle major, e anche della SIAE.Cose che molti condividono, ma dette da un artista (e permettemi anche bravo) è davvero tutta un 'altra musica.
  • Anonimo scrive:
    CD... i costi
    I costi di produzione dei cd? Ne vogliam parlare? Ho letto la riflessione di StefanoTagliaferri e devo dire che non fa una grinza,contando che un cd costa, a chi lo produce,meno che un pacchetto di caramelle. Alloraquali sono i guadagni reali da parte dei discografici? E quali quelli degli artisti?...naturalmente considerando l'attuale prezzodei cd esposti nelle vetrine dei negozi.Ma proviamo a rapportare i costi di un cdconsiderando il valore di un cdr di negozio.Un cdr vergine costa circa 2000 lire, cio' significa che su un cd da 40000 il ricavo e' di 38000 circa (costo dell'intelletto?).Di queste quanto riceve un'artista? Quantova al Negoziante? Quanto alla casa discografica?Ma soprattutto: quanta gente compra 1 cd da 40000 e quanta comprerebbe lo stesso cd a 10000?Facendo una proporzione penso che si otterrebberole medesime entrate.
    • Anonimo scrive:
      Re: CD... i costi
      - Scritto da: Dario Carta
      Ma soprattutto: quanta gente compra 1 cd da
      40000 e quanta comprerebbe lo stesso cd a
      10000?
      Facendo una proporzione penso che si
      otterrebbero
      le medesime entrate.Non così esasperato... se i costi fissi sono di 12.000 (tanto per fare un esempio) più CD vendi più vai in perdita :)Diciamo che un prezzo intorno alle 20/25.000 dovrebbe rendere tutti più contenti (sia chi vende che chi compra)Ciao ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: CD... i costi

        Non così esasperato... se i costi fissi sono
        di 12.000 (tanto per fare un esempio) più CD
        vendi più vai in perdita :)
        Diciamo che un prezzo intorno alle 20/25.000
        dovrebbe rendere tutti più contenti (sia chi
        vende che chi compra)

        Ciao ciaoma secondo te gli costa 12000 lire un cd??????ma neanche per sogno!! Io sono del parere che le case discografiche vanno messe in ginocchio non comprando più cd originali come faccio io dopo le vicende di napster, o almeno comprando il minor numero di cd. perlomeno se vogliamo cd a 10000 o meno
        • Anonimo scrive:
          Re: CD... i costi
          - Scritto da: Marijuana
          ma secondo te gli costa 12000 lire un
          cd??????Ho detto "costi fissi", non "costi del CD".Quanto costa trasportartelo nel negozio sotto-casa?Quanto incassa il negoziante?E la pubblicità? Non la paghi?E il magazziniere che lo carica sul camion di chi te lo porta sotto-casa?Insomma, sono d'accordo che 40.000 sia troppo, ma non diciamo che alle case il CD costa *solo* 1.500 lire...Ciao ciao
  • Anonimo scrive:
    dimenticate un particolare....
    OK ok, avete tutti ragione, sono anni ormai ke ci si lamenta dei prezzi dei cd e ogni anno aumentano.... ma dimenticate ke, come in tutti gli altri settori, la responsabilità principale e' sempre dello stesso personaggio: lo STATO !!! ovvero..le tasse !!!! E' x questo ke qui i cd costano di piu' ke negli altri paesi, come x la benzina (su £ 2000 al litro £ 1800 sono di tasse !!!!) e x centinaia di altri prodotti...
  • Anonimo scrive:
    6-1-figo
    ok.non l'ha mai detta nessuno questa manfrina eh?lo sbraitiamo da 10 anni tutti quanti.Ben venga il tuo articolo, per carità.Ma ci sono opinioni di lettori che ripetono la STESSA IDENTICA COSA che hai scritto tu in *ogni* articolo che riguardi la musica, Napster, i cd, i masterizzatori, un artista a caso, bill gates, un byte, un pomodoro... qualsiasi cosa.Tutti lo hanno già detto.Benvenuto tra noi, và.:-)
  • Anonimo scrive:
    non sono d'accordo !
    -----------------------------------------------se rimettete a posto i prezzi dei CD il mercato della musica stampata può tornare a vendere centinaia di migliaia di copie nei negozi, alla faccia di Napster e dello swapping online. Potete farlo, perché già lo fate, in piccolo. Fatelo, avete solo da guadagnarci, e tanto.-----------------------------------------------non sono d'accordoviviamo in un regime di libera concorrenza e non di monopolio. Il fatto che alcune case discofrafiche stiano "svendendo" i loro CD non significa che tutto cio' sia un "vero" affare, e' solo un modo di limitare i danni.Inoltre la vendita di massa di centinaia di migliaia di CD in un unico blocco, giustifica un abbassamento del prezzo di listino che non si puo' applicare invece a cd che vendono poche migliaia di copie all'anno.Vedremo i frutti di questa politica nei prossimi anni. Il budget per creare nuove opere artistiche sara' sempre + limitato e questo diminuira' la qualita' delle stesse. Come e' gia' accaduto nella cinematografia, ma forse non ce ne siamo accorti (ormai siamo abituati a questo livello)
    • Anonimo scrive:
      Re: non sono d'accordo !
      Tu devi essere un discografico!Sentite che frase: "Il budget per creare nuoveopere artistiche sara' sempre + limitato e questo diminuira' la qualita' delle stesse. Come e' gia' accaduto nella cinematografia, ma forse non ce ne siamo accorti (ormai siamo abituati a questo livello)"Sicché per scrivere comporre e suonare musica ci vorrebbero budget Hollywoodiani, non è vero? Oramai non conta più l'ispirazione dell'individuo, contano solo i soldoni. Bene, molto bene. La vita sociale ha proprio bisogno di gente così. Ma tu ti sei contraddetto da solo: se davvero viviamo in regime di libero mercato allora è semplicemente inesorabile che succeda quest' "inflazione qualitativa" che tu temi tanto.Non temere: la tua personale casa discografica non fallirà in seguito a questo processo... - Scritto da: Roberto
      non sono d'accordo
      viviamo in un regime di libera concorrenza e
      non di monopolio.
      Il fatto che alcune case discofrafiche
      stiano "svendendo" i loro CD non significa
      che tutto cio' sia un "vero" affare, e' solo
      un modo di limitare i danni.
      Inoltre la vendita di massa di centinaia di
      migliaia di CD in un unico blocco,
      giustifica un abbassamento del prezzo di
      listino che non si puo' applicare invece a
      cd che vendono poche migliaia di copie
      all'anno.
      Vedremo i frutti di questa politica nei
      prossimi anni. Il budget per creare nuove
      opere artistiche sara' sempre + limitato e
      questo diminuira' la qualita' delle stesse.
      Come e' gia' accaduto nella cinematografia,
      ma forse non ce ne siamo accorti (ormai
      siamo abituati a questo livello)
    • Anonimo scrive:
      Re: non sono d'accordo !
      adesso vi do' una informazione che vi fara' arricciare i capelli, sapete quanto costa un cd FINITO con copertina a colori? 1000, 1500 lire!!!!questo e' quello che spendono le case discografiche per darci i CD audio, ovviamente bisogna aggiungerci i costi dei diritti,del mixaggio, delle prove ecc.Ma non credo proprio che da 1500 a 45000 lire a cd siano solo spese!!!!la prova e',come dice chi scrive la lettera,i CD in edicola.Come e' possibile che una casa editrice come NAMNS possa pubblicare dei CD audio con non meno di 60 min di musica masterizzata a 20 bit e con il surround a 20000 lire CD+rivista????E non venitemi a dire che sono i diriti d'autore degli artisti piu' famosi che fanno lievitare i prezzi, non ci credo.Il problema e' solo che le Major continuano ad alzare i prezzi perche;' tanto vendono lo stesso,e loro guadagnano sempre di piu'!!perche' dovrebbero vendere i cd a 15000 lire? e buttare 30000 lire di guadagm=no puro? non sono mica matti!!Entrate nei grossi negozi di musica... sono sempre pieni e c'e' sempre gente in coda alle casse!!!In conclusione non cercate di inventare delle scuse plausibili per il prezzo!! non ci sono scuse e' solo per portare a casa sempre piu' soldi!!! poi che non si lamentino se c'e' chi li pirata!!!!
      • Anonimo scrive:
        si però...
        un attimo un attimo... loro pubblicano e non pagano una mazza agli artisti... non danno niente alla Narada per esempio... quegli artisti sono sfigati, per quanto riguarda il mondo commerciale... ma pur di affacciarvisi, concedono la pubblicazione gratuitamente.I diritti non li paga mica NAMNS direttamente... pagano il fot**** bollino SIAE di m**** .e la Società restituisce loro la percentuale giusta (HA HA HA HA HA HA - scusate) si ok.Comunque insomma... giocano su una faccenda promozionale.Anche io darei via 2 canzoni mie famose pur di far prmozione così ... persino Pat Metheny c'era!!!!- Scritto da: fabio
        Come e' possibile che una casa editrice come NAMNS possa pubblicare dei CD audio con non meno di 60 min di musica masterizzata a 20 bit e con il surround a 20000 lire CD+rivista????
      • Anonimo scrive:
        Re: non sono d'accordo !
        - Scritto da: fabio
        adesso vi do' una informazione che vi fara'
        arricciare i capelli, sapete quanto costa un
        cd FINITO con copertina a colori? 1000, 1500
        lire!!!!Si... all'incirca
        questo e' quello che spendono le case
        discografiche per darci i CD audio,
        ovviamente bisogna aggiungerci i costi dei
        diritti,del mixaggio, delle prove ecc.I costi di stocckaggio, il trasporto, la distribuzione, la percentuale al riventidote, quella al cantante, ecc... ecc... molte più cose di quelle che puoi immmaginare (comprese le paghe ti tutit i dipendenti della casa discografica)
        Ma non credo proprio che da 1500 a 45000
        lire a cd siano solo spese!!!!
        la prova e',come dice chi scrive la
        lettera,i CD in edicola.Per i CD in edicola devi togliere i costi di stocckaggio (operazione fatta e finita con l'allegato alla rivista), i costi di distribuzione (fatta con la riuvista), l apercentuale al rivenditore (anzi, potresti anche incassare qualcosa dalla rivista che paga per avere il tuo CD da allegare), ecc...
        Come e' possibile che una casa editrice come
        NAMNS possa pubblicare dei CD audio con non
        meno di 60 min di musica masterizzata a 20
        bit e con il surround a 20000 lire
        CD+rivista????Dipende da molti fattori
        E non venitemi a dire che sono i diriti
        d'autore degli artisti piu' famosi che fanno
        lievitare i prezzi, non ci credo.Quelle sono generalmente uguali per tutti i cantanti di un certo livello (al massimo cambiano di 2 o 3 punti percentuali)
        Il problema e' solo che le Major continuano
        ad alzare i prezzi perche;' tanto vendono lo
        stesso,e loro guadagnano sempre di piu'!!
        perche' dovrebbero vendere i cd a 15000
        lire? e buttare 30000 lire di guadagm=no
        puro? non sono mica matti!!In parte è vero; credo che un prezzo intorno alle 20/25.000 sarebbe onesto in ogni verso.
        Entrate nei grossi negozi di musica... sono
        sempre pieni e c'e' sempre gente in coda
        alle casse!!!VeroCiao ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: non sono d'accordo !

        meno di 60 min di musica masterizzata a 20
        bit e con il surround a 20000 lire toglimi una curiosita adesso mettono il surround sui CD...ci sono i lettori apposta??tanks psy
        • Anonimo scrive:
          Re: non sono d'accordo !

          toglimi una curiosita adesso mettono il
          surround sui CD...ci sono i lettori
          apposta??

          tanks psy Ne puoi trovare qualcuno in giro, ovviamente sono pochi.Nella mia collezione di 90 CD ne ho 2: uno e' di Tomita (un giapponese matto) l'altro un esperimento degli ELP (Emerson Lake & Palmer) che puoi trovare nel cofanetto "the return of the Manticore"in entrambi i casi il brano e' lo stesso: picture for an exibition.per i lettori: basta avere il decoder surround collegato all'impianto audio come - ad esempio - il vecchio ma buono Marantz SP-50PS: cosa ci fanno i carri armati tra i saluti?
    • Anonimo scrive:
      ...né io con quanto dici!
      - Scritto da: Roberto
      non sono d'accordo
      viviamo in un regime di libera concorrenza e
      non di monopolio. Come sta notando finalmente anche L'unione Europea e chi fa le indagini, questo risulta non essere esatto... "concorrenza" è il contrario di "mettersi d'accordo tra majors per tenere lo stesso prezzo". Significa invece "cartello".A parte questo ... un "regime" è un regime.
      Il fatto che alcune case discofrafiche
      stiano "svendendo" i loro CD non significa
      che tutto cio' sia un "vero" affare, e' solo
      un modo di limitare i danni.Non stai parlando di un negozietto, ma di grossissime aziende.Ti assicuro che il prezzo di produzione è infimo.Per me, che sono uno qualsiasi, tra registrazione IN STUDIO ad alta qualità (certo, per te, sarà opinabile), grafica del libretto in quadricromia (ti ricordo che i primi 2 album degli U2 hanno un foglietto in bianco e nero), bollini del c*** SIAE e stampa ,minima obbligatoria di 500 copie (CD) la spesa è stata di 3 milioni.Ovvero, per rientrare DELLE SPESE bastavano 6mila lire a cd. L'ho venduto a 15mila.Ci ho straguadagnato.Ma le majors hanno la pubblicità, la distribuzione ecc... si ma ... possono ridurre il prezzo di molto... perché per loro i prezzi diventano quelli di un grossista, in tutte le fasi. E poi possono snellire, tagliare, lascire funzionare l'arte, invece dei funzionari ed intermediari (non per licenziare, ma perché hanno creato figure che nuociono alla musica).Con 15mila lire a CD puoi guadagnarci ALLA STRAGRANDE. Io ho venduto 500 copie... ma pensa alle 250mila copie di Elisa... Sono 2.250.000.000 di ricavo! (ho escluso le spese).
      Inoltre la vendita di massa di centinaia di
      migliaia di CD in un unico blocco,
      giustifica un abbassamento del prezzo di
      listino che non si puo' applicare invece a
      cd che vendono poche migliaia di copie
      all'anno.Come ti ho detto, non è vero. Migliaia vuol dire già rientrare alla stragrande.
      Vedremo i frutti di questa politica nei
      prossimi anni. Il budget per creare nuove
      opere artistiche sara' sempre + limitato e
      questo diminuira' la qualita' delle stesse.Come hanno sempre fatto molti artisti con mezzi analogici, oggi possono fare molti con mezzi digitali e produrre qualità con la competenza e i mezzi a basso costo.Oggi con strumentazione casalinga puoi produrre altissima qualità nella musica di più larga diffusione e qualità media per musica un po' più raffinata, come la fusion.Ma per il pop più diffuso, non ci vuole niente, credimi. Metti mano ai mezzi e vedrai.
      Come e' gia' accaduto nella cinematografia,
      ma forse non ce ne siamo accorti (ormai
      siamo abituati a questo livello)Il paragone , per fortuna, non calza. Con il cinema sono d'accordo con te. Ma ho visto nascere opere schifose con mezzi e costi spropositati... e altre di poca pretesa darmi il brivido.Non servono i miliardi per produrre un bellissimo CD.Invece ho visto gente di "grosso calibro" fare schifo dal vivo. Questo vuol dire spese di produzione per un cavallo da somae non da corsa.Una bella fighetta con una voce scarsa, un mascellone fikone e playback a manetta...Preferisco spingere "Mao" (per registrare di nuovo e fargli pubblicità) che adesso si è piazzato in TV a presentare che vedere la Pausini che fa un altro album fotocopiato ... e quello si che costa in pubblicità!
    • Anonimo scrive:
      Gradirei un chiarimento
      Aggiungo qualche riflessione mia e mi piacerebbe avere una risposta da qualcuno addentro a queste cose...
      viviamo in un regime di libera concorrenza e
      non di monopolio. cosa tutta da dimostrare, visto che c'e' una indagine della UE proprio su questo problema (cartello delle Major)
      Il fatto che alcune case discofrafiche
      stiano "svendendo" i loro CD non significa
      che tutto cio' sia un "vero" affare, e' solo
      un modo di limitare i danni.Alcune? Mia moglie ha preso diversi cd in edicola di queste serie, alcuni titoli (E=espresso; S:sorrisi&canzoni):- Santana, Abraxas - Sony Music E- Pino Daniele, Terra Mia - EMI S- Cocciante, concerto x Margherita - BMG S- Celentano, Il concerto... - WEA S- Velvet underground & Nico - Universal EMi pare che le major ci siano tutte, non solo "alcune". Tutte.
      Inoltre la vendita di massa di centinaia di
      migliaia di CD in un unico blocco,
      giustifica un abbassamento del prezzo di
      listino che non si puo' applicare invece a
      cd che vendono poche migliaia di copie
      all'anno.In base a cosa?La vendita di 200.000 copie di un cd di Santana a 10.000 lire effettive paga meno all'autore (Carlos Santana) che se fossero 200.000 copie in negozio?Se e' cosi', allora l'autore della lettera ha ragione dicendo che le major non difendono i loro artisti; se non e' cosi', gli artisti stessi avrebbero moltissimo da guadagnare a buttare giu' i prezzi dei CD.Quello che viene tagliato a livello di costi, penso, sono altre cose: 1) stampaggio (il libretto e' al minimo), 2) stoccaggio, 3) distibuzione. Mi sbaglio? O che altro viene tagliato?L'autunno scorso ho preso due cd di Battisti in negozio, erano "Emozioni" e "Il mio canto libero". Rimasterizzati, packaging elegante digipack, stampati in oro, 14.900 lire. Devono averlo fatto molti altri, visto che "Emozioni" e' tornato in classifica - eppure e' da anni che e' stampato in cd. Cosa ha attirato la gente? Guarda caso, il prezzo ridotto. Mi sta' bene anche una versione non remaster a 10.000 lire, come quelle delle edicole, ma in negozio.
      Vedremo i frutti di questa politica nei
      prossimi anni. Il budget per creare nuove
      opere artistiche sara' sempre + limitato e
      questo diminuira' la qualita' delle stesse.Se e' per questo il calo c'e' gia' stato da almeno 20 anni... la cosa non mi sorprende, un periodo come quello fino al 75/76 il pop/rock non lo avra' mai piu', proprio perche' i vari *budget* hanno preso il controllo decisionale invece del lato artistico.O sai spiegarmi perche' i vari millionseller da qualche lustro a questa parte sono prodotti confezionati a tavolino x il mercato dei ragazzi/e, con ben poche eccezioni? Backstreet Boys, Spice Girls, andando piu' indietro Take That, Bros... tutte cose di scarso valore musicale, ma altissimo profitto commerciale, non solo grazie alla musica ma anche all'indotto (libri poster tazze adesivi macchine fotografiche...) su cui la Major guadagna xche' depositaria del marchietto figo di turno.
      Come e' gia' accaduto nella cinematografia,
      ma forse non ce ne siamo accorti (ormai
      siamo abituati a questo livello)Il mondo cinematografico lo seguo meno, pero' ho notato una cosa sconcertante: ormai se vado in un negozio per comprare una videocassetta, se non e' disponibile il negoziante e' abbastanza restio a ordinarmela, "tanto magari fra due settimane la danno con Panorama". E quel che e' peggio, qui in Italia le paghiamo anche care: sono stato in Spagna lo scorso anno e davano quotidiano + vhs a circa 6000 lire. Mica i film degli anni 30, ho presto "Contact" con Jodie Foster. Perche' lo stesso film li mi costa in edicola 5000 lire e qui mi costa 10000 lire? La popolazione spagnola e' minore di quella italiana, quindi il mercato e' piu' ristretto; la distribuzione e' la stessa, doppiato e' doppiato ugualmente; cosa cambia? La voglia di mangiarci di piu' qui in Italia?Adesso degli amici a Barcellona mi hanno detto che gia' sono usciti settimanale con dvd a 12000 lire. Non so cosa esca in questo formato, pero' e' un abbassamento di costi notevole.Il costo della vita tra Italia e Spagna e' simile, anzi x certi versi stanno meglio loro.
      • Anonimo scrive:
        :-( :-( : - C
        Mi hai rattristato tantissimo.Che vita.hai ragione e mi fido anche sulla faccenda della spagna...un dvd dove sto io costa sempre 45mila.
    • Anonimo scrive:
      Re: non sono d'accordo !
      - Scritto da: Roberto
      non sono d'accordo
      viviamo in un regime di libera concorrenza e
      non di monopolio.Questo non significa nulla (vedi il caso delle tariffe delle assicurazioni)
      Il fatto che alcune case discofrafiche
      stiano "svendendo" i loro CD non significa
      che tutto cio' sia un "vero" affare, e' solo
      un modo di limitare i danni.Non credo proprio, visto che "in un certo senso" lavoro nel settore. E' SEMPRE guadagno extra
      Inoltre la vendita di massa di centinaia di
      migliaia di CD in un unico blocco,
      giustifica un abbassamento del prezzo di
      listino che non si puo' applicare invece a
      cd che vendono poche migliaia di copie
      all'anno.Appunto: prezzi più bassi = più CD venduti = meno musica piratata = stesso guadagno ma tutti più contenti
      Vedremo i frutti di questa politica nei
      prossimi anni. Il budget per creare nuove
      opere artistiche sara' sempre + limitato e
      questo diminuira' la qualita' delle stesse.Ca##ate: la qualità dipende dagli artisti
      Come e' gia' accaduto nella cinematografia,
      ma forse non ce ne siamo accorti (ormai
      siamo abituati a questo livello)Quindi secondo te i budget cinematografici sono diminuiti e il mercato è in crisi ??? ma dove vivi ???
    • Anonimo scrive:
      Re: non sono d'accordo con te

      Il budget per creare nuove
      opere artistiche sara' sempre + limitato e
      questo diminuira' la qualita' delle stesse.hhaahahahahah che bella barzelletta,ifatti gli pseudo-artisti (psice-girls & company)che guadagnano di + sono una merda!!ma da quando servono soldi per essere creativi?? al contrario la musica e un'espressione di emozione e sentimenti...e bisogna avere talento non il borsellino pieno....anzi molti artisti che all'inizio spaccavano dopo che sono diventati ricchi e viziati adesso fanno schifo,tanto sono famosi e vendono lo stesso (con piccoli investimenti in publicita)
  • Anonimo scrive:
    odio i numeri
    ma bisogna avere pazienza.mi pare che al mondo solo lo 0,1 per cento della popolazione (6 milioni) sia in condizione di comprare tutti CD musicali "a voglia" senza preoccupazioni economiche.Un numero 100 volte superiore e' quello di chi i CD li compra abitudinariamente ma si lamenta per i costi (l'equivalente di chi vive in una citta' come Milano e guadagna 1,5-2,5 milioni al mese oppure e' studente in una famiglia siffatta).Domanda: e tutti gli altri?mi mancano all'appello un 5 miliardi e passa di anime che vivono in condizioni non compatibili con l'acquisto di un CD (considerando che il prezzo del prodotto subisce deboli variazioni alle varie latitudini...no! casualmente costano pochissimo in America....)Ogni tanto penso a quanto guadagnano gli artisti, ma anche gli sportivi, ma anche quegli sfaccendati della TV (1 milione al minuto a Ezio Greggio per sproloquiare sull'Uranio Impoverito con una contadinotta sarda)Quest'arte (o cultura) non mi piace!I CD in vendita? basta! non fateli neanche piu'!Che gli artisti percepiscano SOLO per le loro performance LIVE,gia' definire la musica registrata un'arte...o un mucchio di fatica...Odio la musica registrata e' come un quadro fotocopiato.Odio i film in videocassetta: Tim Burton rende malissimo a meno di 4000x2000 pixelsono pochissimi quelli che entrano ai concerti o al cinema gratis (ma anche la partita di calcio...se proprio volete) quindi, per me' la pirateria artistica, non e' un problema.propongo la musica "Open source" tanto per iniziare.che si trovi il modo di permettere a TUTTO il mondo di registrare ed ascoltare l'INTERO album di Robbie Williams e, giudicare se anche gli altri pezzi fanno pieta' come quello che gira sempre sulle radio!Aiutiamo la gente a farsi un gusto.
    • Anonimo scrive:
      DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST
      - Scritto da: Larrya parte tutti gli altri numeri che citi, dicendo di odiarli E tutto il resto che odi, l'arte, il cinema e la musica come sono ... pur essendo quasi della tua idea ... la tua esposizione e le tue argomentazioni mi spingono a dire "e fai a meno di comprarla!" "fai a meno di guardarli quei programmi!""falla tu la cultura!""leggiti quello che vuoi! chi ti obbliga?"
      Ogni tanto penso a quanto guadagnano gli
      artisti, ma anche gli sportivi, ma anche
      quegli sfaccendati della TV (1 milione al
      minuto a Ezio Greggio per sproloquiare
      sull'Uranio Impoverito con una contadinotta
      sarda)Chi ti ha incatenato davanti alla tv a guardare quel programma? io l'altra sera ho registrato l'Ottavo Nano (che mi piace) e intanto HO SPENTO LA TV e mi sono letto un libro che mi piaceva.Chi mi ha spinto a tale scelta? questo mondo consumistico? le forze superiori?MAH!un mistero!
      Quest'arte (o cultura) non mi piace!non servirtene. Ce n'è ben altra che aspetta di avere sostenitori meno pigri.
      I CD in vendita? basta! non fateli neanche
      piu'!perché non te ne vai a spasso? fai a meno di comperarli. Io ad un prezzo modico lo prendo un cd. Anzi, ne prendo tanti. NE prendo centinaia se sono a prezzo modico. Fruisco con gioia della musica e mi piace variare, perché non trovo molte radio che mi diano la varietà che cerco... per cui la radio me la faccio io. Mi COMPRO i cd, faccio gli mp3 e mi faccio la radio in casa.Certo, mi servo di cataloghi, offerte... e si, anche masterizzazioni, ormai. Ma ci terrei ad avere gli originali, a prezzi giusti.
      Che gli artisti percepiscano SOLO per le
      loro performance LIVE,Questo è ineccepibile. Questo è solo vero.Bravo bene bis.davvero, non ti prendo in giro, sono d'accordo.Li si dimostra il valore di un artista e non di un hard disk e un buon programma per fare copia incolla.
      gia' definire la musica registrata
      un'arte...o un mucchio di fatica...Senti, anche Keith Jarrett definiva le registrazioni "musica in scatola" ... ma io Keith Jarrett non lo posso andare a vedere quando voglio... anzi... non posso proprio andare mai.Quindi per fortuna ho sentito un pezzo in un film... evidentemente si è riveduto...
      Odio la musica registrata e' come un quadro
      fotocopiato.Fai a meno di ascoltarla, di comperarla. Nessuno ha assunto le tue orecchie. Nessuno ti obbliga a buttare il tuo denaro. Vai ai concerti, ci vedremo li.
      Odio i film in videocassetta: Tim Burton
      rende malissimo a meno di 4000x2000 pixelVado regolarmente al Cinema e non spendo una lira in videocassette. Ne ho una da 240 per registrare la roba alla TV per saltare le pubblicità e la cambio ogni 3 mesi. La uso molto poco. Non mi serve quasi.Come avrò fatto? Magia? Lobotomia?
      sono pochissimi quelli che entrano ai
      concerti o al cinema gratis (ma anche la
      partita di calcio...se proprio volete)
      quindi, per me' la pirateria artistica, non
      e' un problema.Forse non sei un artista.Non credo che per gli "Estra" sia la stessa cosa che per i Pearl Jam, per esempio.Ma ad ogni modo, in linea di massima, hai ragione sulla faccenda dei concerti. Ti sostengo.
      propongo la musica "Open source" tanto per
      iniziare.La propongo anche io, ma solo per LIBERA SCELTA DEGLI ARTISTI e non per tua scelta, né per scelta delle case discografiche.Se è Open Source, poi, che se la paghino loro strumentazione e lavoro dei tecnici vari... oppure si arrangino con PC e Cubase... e microfoni affittati... (è un esempio)
      che si trovi il modo di permettere a TUTTO
      il mondo di registrare ed ascoltare l'INTERO
      album di Robbie Williams e, giudicare se
      anche gli altri pezzi fanno pieta' come
      quello che gira sempre sulle radio!Mai sentito parlare di "NAP-STER"? E' un programma con cui puoi scaricare la musica, lo installi, ti connetti e scarichi i pezzi di R.W. e senti se ti piacciono.A me piacciono, per esempio.E mi piacciono anche i Pink Floyd, gli U2, Gary Moore, Dave Grusin, Gli Art Of Noise, I Nine Inch Nails, i La Crus, GLi Oregon, la PFM (non la roba nuova) i Karma (scomparsi!) ... ascolto, fruisco.Se non esistessero i cd non avrei mai sentito i Mad Season...
      Aiutiamo la gente a farsi un gusto.Esatto, quindi non ascoltiamo te in tutto... senza registrazioni, gente che vive in posti dove di concerti non se ne vedono, come farebbe?Pensa amico.Peace & Love.
    • Anonimo scrive:
      Re: odio i numeri

      Ogni tanto penso a quanto guadagnano gli
      artisti, ma anche gli sportivi, ma anche
      quegli sfaccendati della TV (1 milione al
      minuto a Ezio Greggio per sproloquiare
      sull'Uranio Impoverito con una contadinotta
      sarda)beh se c'e gente che li guarda!!!io non ho piu la TV da un anno ....e la mia vita e migliorata se la gente smettesse di guardare ste stronzate col cavolo che ci sarebbero ....ma la TV e una droga ne sono quasi tutti dipendenti anche se non lo ammettono.
      Quest'arte (o cultura) non mi piace!

      I CD in vendita? basta! non fateli neanche
      piu'!
      Che gli artisti percepiscano SOLO per le
      loro performance LIVE,stesso discorso di prima c'e gente che compra!!!io mi faccio da 1 a 3 party al mese (soldi spesi bene) a casa ho 80% di musica copiata (cassette, CD).
      gia' definire la musica registrata
      un'arte...o un mucchio di fatica...

      Odio la musica registrata e' come un quadro
      fotocopiato.io non la disprezzo....ma non la pago certo 40 bombe per concludere: io faccio cio che ritengo giusto pagare per sentire un artista dal vivo e copiare il CD da ascoltare a casa, cosi magari escono dallo studio di registrazione. inoltre spargo la voce cerco di dissuadere la gente dal comprare in un negozio di cd; cerco di far venire piu gente possibile quando suonano in giro anche se il viaggio mi costa di piu dell'entrata
      • Anonimo scrive:
        Re: odio i numeri e i polemici
        per pane & ammuore e psy,grazie per l'incoraggiamento vedo che ognuno a modo suo a voglia di fare polemica!Io espongo a voce alta ed estremizzando, perche' credo che:1) inferocirsi e' comodo2) essere messianici faccia figo (discutibile)comunque: vada per come l'avete esposto voi...sta bene. Insisto solo perche' tutti ma proprio tutti, al mondo possano fruire la musica a pari opportunita'registrarla - se il caso - lo faccio anch'io - non e' come andare al concerto dei Pearl Jam - siamo d'accordo - neanche comprando poi il doppio live - e tornando con la memoria a quel giorno - dov'e' quell'accidente di SQUID che si vedeva nel film Strange Days - ma registriamola per poterla risentire quando vogliamo - registriamola GRATIS o quasi - ma proprio quasi gratis - il CD lo facciamo noi - come noi facciamo benzina - il benzinaio non serve - e' inutile pagare qualcuno perche' metta dei pezzi su un CD.riprendo fiato:so benissimo cos'e' Napster: poteva essere il futuro e magari lo sara'...tutta la distribuzione musicale al mondo dovrebbe passare di li, via le radio, via i CD. Neanch'io guardo la TV eccezion fatta per Zelig, Quark e Overland.ma c'e' gente che ha videoregistrato il Grande fratello.c'e' gente che non guarda la pubblicita' per partito preso o per paura...allarghiamo un po' l'orizzonte ragazzi!PS: io sono un protettore d'artisti, infatti sono Lorenzo il Magnifico.
  • Anonimo scrive:
    lettera esemplare
    sottoscrivo !!
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