NASA DART: Dimorphos ha cambiato orbita

NASA DART: Dimorphos ha cambiato orbita

L'impatto della sonda con l'asteroide Dimorphos ha ridotto il periodo orbitale di 32 minuti, quindi la missione DART è stato un grande successo.
L'impatto della sonda con l'asteroide Dimorphos ha ridotto il periodo orbitale di 32 minuti, quindi la missione DART è stato un grande successo.

L’impatto della sonda spaziale con Dimorphos è stato immortalato dalle fotocamere del cubesat LiciaCUBE (Light Italian CubeSat for Imaging Asteroids), Hubble e Jmaes Webb Space Telescope. La NASA ha ora comunicato che la missione DART (Double Asteroid Redirection Test) ha avuto successo. Per la prima volta è stata modificata l’orbita di un oggetto celeste.

Orbita diminuita di 32 minuti

Dimorphos è un piccolo asteroide (160 metri di diametro) che ruota intorno al più grande Didymos (780 metri). Lo scopo di DART era quello di verificare se un veicolo spaziale poteva modificare l’orbita di un asteroide che si dirige verso la Terra. A distanza di circa due settimane dall’impatto e dopo aver analizzato i dati, la NASA ha confermato il successo della missione.

Prima dell’impatto, Dimorphos impiegava 11 ore e 55 minuti per completare l’orbita intorno a Didymos. Dopo l’impatto, avvenuto alle ore 19:14 italiane del 26 settembre, il periodo orbitale è diventato 11 ore e 23 minuti. La diminuzione di 32 minuti è un risultato nettamente migliore di quello che la NASA considerava un successo, ovvero 73 secondi.

Secondo gli scienziati dell’agenzia spaziale, questa modifica dell’orbita è stata accentuata dal “rinculo” causato dal materiale espulso nello spazio dopo l’impatto della sonda avvenuto a circa 22.530 Km/h. Le diverse tonnellate di detriti rocciosi hanno creato una “coda” lunga quasi 10.000 Km.

La NASA esaminerà i dati raccolti dai vari telescopi terrestri per individuare le caratteristiche fisiche dell’asteroide e del materiali espulso. Verrà inoltre misurata l’orbita con maggiore precisione. A fine 2024 è prevista la missione Hera con il lancio di una sonda spaziale e due cubesat (Milani e Juventas) che studieranno i risultati dell’impatto con gli strumenti di bordo.

Fonte: NASA
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Pubblicato il 12 ott 2022
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