NetFraternity: questa la situazione

Il presidente dell'azienda risponde ad una lettera apparsa su queste pagine e traccia lo scenario del pay-to-surf oggi
Il presidente dell'azienda risponde ad una lettera apparsa su queste pagine e traccia lo scenario del pay-to-surf oggi


Roma – Di recente, su queste pagine, Punto Informatico ha pubblicato una lettera rivolta a NetFraternity dopo la decisione dell’azienda di cambiare alcuni aspetti centrali del servizio di pay-to-surf. Pubblichiamo di seguito la risposta dell’azienda, che traccia anche lo scenario in cui si muove, oggi, il pay-to-surf. Ecco il testo integrale inviatoci dal presidente di NetFraternity, Alberto Vazzoler:

“Le rispondiamo adesso con scarso tempismo. Scriviamo avvalendoci di una forma discorsiva che fa un po ‘ a pugni con le regole dello scritto. Ci scuserà, dato che il linguaggio scritto, con l’applicazione delle regole relative è normalmente una forma di cortesia, ma in questo caso crediamo di poter essere più esplicativi. Internet è bello anche per questo: poter decidere di far assumere ad uno scritto “un tono da salotto”.

Il contenuto di base della Sua lettera è il seguente: “Siete voi a voler cambiare perché vi conviene e volete fregare gli utenti”.
Niente di più sbagliato.

Noi facciamo quello che ci chiede il mercato.
Fregare gli utenti non ci consentirebbe di sopravvivere un solo giorno. Il problema vero è che però le regole non le scriviamo noi ma le scrivono gli sponsor. Se vorrà credere a questa nostra affermazione forse potremo iniziare a fare chiarezza.

Iniziamo col segnalarLe un indirizzo . Scorrendo i tanti siti che potrà visionare in questa pagina vedrà che il tono di fondo sarà sempre lo stesso. Solo a titolo di esempio:

Prendi i soldi fin che puoi
Internet GRATIS? Molto di più. Tutte le possibilità per arraffare SOLDI in rete, strategie, link utili, risorse gratuite…
Secondo Stipendio
Fatti pagare.

Altra caratteristica di fondo, che potrà ricavare da questi siti, è che tutti ma proprio tutti pensano che questi soldi “cadano dal cielo”, una Manna biblica quindi. Non ne abbiamo riscontrato uno solo che si sforzi di capire il criterio di base che consente di poter “pagare” un utente per ricevere della pubblicità nel suo computer.

Certo paga la pubblicità! Ma con quali criteri paga? Qualcuno di voi se lo è mai chiesto?

Chi paga di solito decide le regole dato che vuole delle certezze. Si chiama appunto “investimento pubblicitario”, dato che le regole di garanzia richieste non si discostano molto da quelle presenti quando qualcuno va in Banca.

Allora facciamo un piccolo esperimento.
Prenda una decina di queste società PTS (non Le dovrebbe essere difficile) e controlli il nome degli sponsor che compaiono. Poi controlli la pubblicità che vedrà nei giornali che sicuramente avrà a casa, nella tv e nella radio. Si accorgerà che non c’è un solo sponsor delle barre o dei click che compare anche nei circuiti nazionali italiani della pubblicità.
Unica eccezione: Netfraternity.

Intendiamo dire che da noi avrà trovato sponsor come Telecom, Nestlè, Piaggio ecc. che troverà anche nei giornali, radio e tv. Ossia NF è una solida emittente di pubblicità sostenuta da un circuito nazionale.

Netfraternity nel 2000 si è piazzata tra le prime dieci società in Italia per fatturato pubblicitario, dietro a colossi come Iol, Virgilio o Yahoo. E ‘ comunque la prima ed indiscussa società in Italia per fatturato (a molte lunghezze dalle altre) nell’ambito del PTS. Abbiamo come concessionario Cairo Pubblicità, società quotata in Borsa. Le pare che questi risultati non ci attribuiscano della preparazione professionale nell’ambito di una discussione sulla pubblicità? Non ritiene che possiamo esprimere un parere competente?

Oppure ritiene che altre società che non hanno mai visto neanche l’ombra di sponsor nazionali di tale levatura possano dare un parere esaustivo sullo stato attuale della pubblicità in Italia e sulle relative esigenze?

Ora quindi, se affermiamo che gli sponsor hanno determinate priorità lo facciamo solo a ragion veduta e non perchè ci piace fare delle considerazioni gratuite.
Allora ribadiamo che questi siti di “guadagno selvaggio” ed un certo “passaparola” negativo correlato, hanno creato una fuga in massa degli sponsor (quelli seri, quelli nazionali) dal meccanismo del Pay To Surf.

Non serve altresì ribattere dicendo “Ma questi sono un piccolo numero di utenti”. Piccolo o grande gli sponsor ragionano facendo giustamente “di un’erba un fascio”. D’altro canto chi potrebbe dargli torto dato che mettono i loro soldi per pubblicizzare e quindi vendere dei prodotti? (Finmatica non fa eccezione dato che vendono software ed il concetto è sempre lo stesso: pubblicità che viene considerata, vista e ricordata per il fine ultimo della vendita del prodotto).

Un piccolo numero di utenti ha determinato il crollo della fiducia generale degli sponsor. Incredibile a dirsi ma è così! Se qualcuno vuole ricercare un responsabile se la prenda con questi siti di guadagno selvaggio!

Non prenderne atto o nascondere la testa sotto la sabbia non cambierà la realtà. Nemmeno il fatto che Lei ci creda o meno cambierà la realtà.

La pubblicità a pagamento quando è nata (siamo stati i primi nel 1997) doveva essere un giusto mix tra un interesse per il guadagno ed un interesse per la pubblicità stessa. Purtroppo il mercato è degenerato!

Lo capirebbe anche un bambino visionando queste pagine (peraltro un piccolissimo esempio dato che tali siti sono a migliaia, basta usare un comune motore di ricerca).

A questi utenti non “frega assolutamente nulla della pubblicità”. Vogliono i soldi e basta. E’ ovvio che la pubblicità risulta inutile, non la guardano (il fatto che scorra non significa nulla dato che non viene considerata), vedono solo i soldi. Gli sponsor non sono più disponibili a pagare per raggiungere utenti che dichiarano che vedere la pubblicità sia un “secondo lavoro”. Il nuovo lavoro è…. cliccare. Qualcuno si rende conto dell’assurdità?

Netfraternity eliminando il cash vuole riportare l’utente a quel giusto mix di interesse per la pubblicità che era presente nelle nostre iniziali intenzioni. Non lo facciamo per risparmiare sui costi come insinuato da alcuni commenti. E’ sufficiente infatti fare una comparazione tra il costo dei prodotti offerti (compreso il numero verde) e la cifra del cash pagata prima della nuova policy di Netfraternity. SENZA QUESTA DEGENERAZIONE NF AVREBBE POTUTO TRANQUILLAMENTE CONTINUARE A PAGARE IN CASH.

Comunque non La vogliamo convincere, i dati sono sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo seguire la strada indicata dagli sponsor. L’utente deve prenderne atto, Netfraternity è solo un tramite.

Una considerazione conclusiva per le società che stanno continuando a pagare in cash. Sono società con pubblicità americane o straniere (alcune sono società italiane ma stranamente hanno pubblicità americane). E’ probabile che gli sponsor esteri non sappiano che hanno traffico generato da utenti italiani (impressions o click) e che quindi credano di avere del traffico generato da utenti americani che poi sono l’unico vero mercato di riferimento per l’acquisto dei loro prodotti (speriamo di non ricevere considerazioni ridicole del tipo che qualche italiano vedendo pubblicità americane potrebbe comprare qualcuno dei prodotti americani pubblicizzati).

Non sappiamo dare altra spiegazione. Ognuno di noi si faccia un esame di coscienza e si chieda: ma che risultato sta ottenendo questa pubblicità americana? Qualcuno potrebbe pagare per una pubblicità che non può dare alcun risultato?

Una regola pubblicitaria ferrea è la territorialità della pubblicità e cioè che non è possibile pianificare la pubblicità al di fuori dello stato di erogazione del messaggio stesso. Per spiegarci meglio, se la Telecom fa pubblicità in America la pubblicità viene pianificata su mezzi americani con un lavoro obbligatoriamente svolto dai pianificatori americani (quindi giornali americani, radio ecc) su mandato espresso della Telecom.

Allo stesso modo non esiste pubblicità americana da erogare in Italia che venga pianificata dall’America. E’ obbligatorio pianificarla direttamente dall’ Italia.

Se quindi uno degli sponsor americani volesse fare della pubblicità in Italia passerebbe per una pianificazione italiana e quindi lo vedreste anche in altri siti importanti (Virgilio, Yahoo Italia ecc.) ed a maggior ragione nei giornali radio nazionali ecc. Chiunque potrà informarsi di questa regola imprescindibile presso operatori pubblicitari competenti.

Riteniamo quindi che non appena gli sponsor americani presenti sulle barre verranno a conoscenza di questa incongruenza il mercato finirà con la stessa rapidità con cui si è creato. Tutti coloro che hanno preso questa cosa come un secondo lavoro si troveranno disoccupati. Il mercato magari tornerà ad avere delle regole e forse NF potrà riprendere a pagare in cash.

E’ ovvio che queste nostre considerazioni cadranno nel nulla per tutti quelli che stanno vedendo la rete come una nuova possibilità di guadagno e quindi qualcuno non ci crederà (come successo in altre occasioni). Credere a Babbo Natale è sempre la cosa più facile.

Sono gli stessi utenti che non hanno creduto tempo fa alla nostra campagna per una regolarizzazione del mercato (leggere la guerra del nostro brevetto comunque ancora in atto) od al fatto che pagare certe cifre per la pubblicità non sarebbe stato sostenibile (cosa puntualmente accaduta con uno sconquasso del mercato e della fiducia degli utenti).

Un certo controllo del mercato che verrà sancito dall’esito favorevole delle nostre cause, ci consentirà forse una regolamentazione e non un monopolio come qualcuno ha pensato. Le aziende che usano il nostro software come videoportale (e sono ormai molte) possono testimoniare che la licenza è libera e non è mai stata soggetta ad alcun vincolo.

NF non ha mai voluto monopolizzare nessuno. Eventuali nostri interventi avverrebbero solo in relazione ad effetti degenerativi del mercato generati da operatori senza scrupoli. Il Far West di questo periodo ha generato un crollo generalizzato della fiducia degli sponsor. Qualcuno ha pensato di poter andare contro il mercato.

Chi ci è andato di mezzo? Voi utenti, che avete visto progressivamente calare la possibilità di alleggerire la bolletta del telefono.

Staremo a vedere. A tutti comunque Buona Fortuna!”

Alberto Vazzoler,
presidente di NetFraternity

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18 06 2001
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