Senza cherosene non si vola, questo è sicuro. E quel poco che arriva negli aeroporti costa il doppio rispetto a un mese fa. Ai signori della guerra non importa se siamo arrivati al momento dell’anno in cui siamo soliti prenotare le meritate vacanze estive, a questo giro rischiamo di rimanere a terra. In uno scenario che potrebbe cambiare da un momento all’altro, le compagnie aeree non escludono l’ipotesi che la crisi possa durare mesi, dovendo tagliare alcune tratte.
Il cherosene è finito, rischi di saltare le vacanze
Alcune hanno già iniziato a praticare aumenti, alzando i prezzi dei biglietti, come Air France-Klm per le mete più lontane. Non è invece il caso di ITA Airways, ma al tempo stesso Lufthansa (che ne controlla oltre il 40%) avvisa che potrebbe formare il 5% o più dei velivoli. Tra le low cost, easyJet punta a non ritoccare i listini fino alla fine dell’estate, mentre Ryanair di ridurre le partenze fino al 10% da giugno ad agosto, applicando al tempo stesso un rincaro.
La domanda che in molti si stanno ponendo è? Vale la pena prenotare subito e garantirsi un posto a bordo o aspettare che la situazione evolva e sia più chiara da interpretare? Le compagnia aeree invitano a farlo (così da far cassa), le associazioni dei consumatori avvertono che può essere rischioso. Il rischio concreto è quello di trovarsi poi a dover fare i conti con un volo cancellato, magari all’ultimo momento.
Purtroppo, a regnare è l’imprevedibilità di uno scenario che vede la guerra in Medio Oriente come suo epicentro, ma con ripercussioni che si stanno già manifestando a livello globale. Il forte rialzo dei prezzi dei carburanti è un’altra conseguenza diretta del conflitto.
Stranamente, il profilo X di Ryanair che per definizione trasforma ogni cosa in ironia, facendo una battuta su tutto, non ha ancora pubblicato alcun post sulla questione.