Nuovo Treo 800w, il Palm con il WiFi

Sarà dotato di connettività wireless il nuovo smartphone del produttore americano, che può così presentarsi con tutte le carte in regola sui mercati del nuovo e del vecchio continente

Roma – Trapelano dagli USA alcune notizie circa il nuovo Treo 800w , lo smartphone di Palm che dovrebbe debuttare con Sprint Nextel la prossima estate. Nel nome porta la w di Windows (Mobile), ma anche di WiFi.

Palm Treo 800w Come spiegano alcune fonti bene informate, tra cui CrunchGear , il prossimo palmofonino sarà appunto dotato di Windows Mobile, ma soprattutto (e questo per i prodotti Palm non è ancora una caratteristica usuale) di connettività WiFi, un obiettivo che il produttore insegue da tempo .

Secondo alcune indiscrezioni, per procedere con i piedi di piombo in questa direzione Sprint avrebbe selezionato alcuni clienti business a cui affidare il ruolo di beta tester, proprio per mettere alla prova il funzionamento della connettività wireless dell’apparecchio.

Finora gli smartphone di Palm avevano sempre potuto contare solo sulla connettività consentita dalle reti mobili, e questo veniva considerato un grosso limite soprattutto negli States, dove la copertura WiFi è molto più diffusa rispetto ai mercati del vecchio continente. Rimangono comunque interessanti anche le altre caratteristiche del modello 800w, tra cui spiccano sistema operativo Windows Mobile 6.0, display con risoluzione 320×320 pixel, fotocamera da 2 Megapixel, ricevitore GPS integrato, supporto mini-USB + Bluetooth 2.0 + EDR, memoria interna da 256MB, espandibile con microSD.

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  • .....estiqu azzi scrive:
    notiziona!!!!!!!
    .....estiquazzi dice : esti quazzi che notizia!!!
  • MircoM scrive:
    e il motivo per cui questa...
    ... sarebbe una notizia, è che è stato usato un eeePC.mi devo aspettare un articolo uguale quando qualcuno utilizzerà un eeePC rotto come fermaporta? :)
  • ironia scrive:
    io invece mi chiedo
    io invece mi chiedo ma dall'esterno possibile che si apra così facilmente un bancomat???
    • Maxy scrive:
      Re: io invece mi chiedo
      Ha parti piu' blindate e meno blindate. Se vuoi arrivare ai soldi ti servono attrezzi pesanti, per arrivare ai pc e' un po' piu' semplice, comunque una volta aperto metti sopra pezzi di altri bancomat; e' troppo devastato per non dare nell'occhio.
    • Chitto scrive:
      Re: io invece mi chiedo
      - Scritto da: ironia
      io invece mi chiedo ma dall'esterno possibile che
      si apra così facilmente un
      bancomat???Mah non vedo perché sia necessario che si apra... basta metterci davanti un finto bancomat e passare la sera a recuperare il tutto.Non serve che fai davvero la transazione, ciò che ti interessa è seriale del bancomat e PIN dell'utente. Al limite all'utente mostri a video "oops... fuori servizio" dopo che ha inserito il pin.
      • Overture scrive:
        Re: io invece mi chiedo
        Dovrebbero semplicemente standarizzare per legge il design di questi apparecchi, fare in modo che non si possa appoggiare niente davanti (senza lasciare evidenti tracce tipo spazi più ristretti) ed informare tutti (magari ponendo vicino al bancomat stesso una foto con i particolari bene in evidenza) di quali sono le condizioni di sicurezza di questi affari.
  • a n o n i m o scrive:
    ma io mi chiedo
    dove si procurano questi ladri il sw e le istruzioni per l'hack degli atm?anche in italia, sgammano sempre immigrati (siano albanesi, turchi o altro poco importa) che piazzano tastiere sopra le tastiere, minitelecamere, cellulari o wifi per la trasmissione dei dump...chi sviluppa queste tecnologie?(escludo il ladri stessi perchè in più di un'occasione la polizia ha recuperato da bande diverse apparecchi simili)(newbie)
    • Overture scrive:
      Re: ma io mi chiedo
      Ti sei mai chiesto perchè questi ladri sono sempre stranieri dell'est ?Perchè i nostri cari industriali, desiderosi di risparmiare al massimo, hanno chiuso da noi (e se rimangono aperti non assumono, parandosi dietro richieste assurde in particolare per i neo diplomati/laureati) e aperto in quelle zone là dove hanno preso gente del posto e gli hanno perfino insegnato il mestiere nei minimi dettagli.Poi chiaramente una volta avuta la conoscenza quelli l'hanno applicata in modo diverso. Non mi stupirei se tali aggeggi se li costruissero in casa.
    • arturo scrive:
      Re: ma io mi chiedo
      i macchinari li puoi comprare ovunque, non sono illegali, è l'uso che se ne fa ad esserlo, per le istruzioni credo basti un paio d'ora in google per trovarsele.
    • Maxy scrive:
      Re: ma io mi chiedo
      I migliori programmatori in Europa sono dell'Est.Non mi chiedere perche', ma loro a 17 anni sono al livello dei nostri 24-25enni universitari o di piu'.La cosa assurda e' che escono fuori con delle genialate lavorando con pc di 5-6 anni fa...Poi se vuoi far soldi li', l'unico modo e' lavorare per la mafia; rischioso un po' (di solito devi trovare crack di programmi/giochi,, ti fanno mettere le mani su un bancomat... da dentro) e ti pagano bene.
      • nemmeno scrive:
        Re: ma io mi chiedo
        infatti, quotonei polacchi e gli ungheresi sono proprio portati per l'elettronica, il mio ragazzo è polacco e secondo lui dipende dal tipo di pedagogia, che a quanto pare deriva direttamente da quella URSS vecchio stampo, nella quale la matematica e la logica sono importantissime.imamgina una sorta di liceo classico per matematica e logica, questo è quello che hanno lì.aggiungi il fatto che molte produzioni elettroniche sono state spostate li (anchela xbox e molti cell. nokia li fanno in ungheria) e molte zone sono povere per cui è facile pagare un ragazzo di talento perchè ti hacki un bancomat (che è un pc di solito con OS/2) e poi diffondere ai vari emigranti le attrezzature necesasrie.
        • Overture scrive:
          Re: ma io mi chiedo
          Semplicemente non basta cambiare nome su una carta politica per abbattere un modo di pensare radicato nelle generazioni. Senza cercare cose strane si vede che da loro la scuola aveva ancora una vera importanza (forse perchè essendo una dittatura non dovevano preoccuparsi di fare propaganda al posto di insegnare)
    • Chitto scrive:
      Re: ma io mi chiedo
      - Scritto da: a n o n i m o
      dove si procurano questi ladri il sw e le
      istruzioni per l'hack degli
      atm?
      anche in italia, sgammano sempre immigrati (siano
      albanesi, turchi o altro poco importa) che
      piazzano tastiere sopra le tastiere,
      minitelecamere, cellulari o wifi per la
      trasmissione dei
      dump...

      chi sviluppa queste tecnologie?
      (escludo il ladri stessi perchè in più di
      un'occasione la polizia ha recuperato da bande
      diverse apparecchi
      simili)

      (newbie)Che vuoi che sia?Un lettore di badge magnetiche (eventualmente opportunamente adattato) e alcuni giorni di prove con il proprio bancomat.D'altra parte si tratta di una memorietta magnetica né più né meno di una cassetta audio in cui i dati immagino siano memorizzati con "suoni" di frequenza diversa. Tutto sta nel leggere questi suoni e interpretarli per tirarne fuori il numero di serie del bancomat.Quando riesci a leggere i dati del tuo bancomat... ti fai un programmino che riesca a farlo per tutti gli altri.Non vedo davvero tutta questa difficoltà, sarebbe ora che le banche passassero a qualcosa di più sicuro come le smart-card crittografiche.
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