Occhiali AR: Epson ci riprova con Moverio BT-30C

Ecco i nuovi occhiali di Epson per la realtà aumentata: il modello Moverio BT-30C va connesso fisicamente a uno smartphone o a un computer.

Mentre si attende di saperne di più sulla prossima evoluzione enterprise di Google Glass, ecco spuntare nuovi occhiali AR: presentati oggi gli Epson Moverio BT-30C, ultimo modello di una serie che negli anni scorsi ha già accolto diverse unità. In questo caso non si tratta di un dispositivo completamente stand-alone, in quanto per il funzionamento è necessario connetterlo fisicamente a uno smartphone Android oppure a un PC Windows tramite cavo USB Type-C.

Epson Moverio BT-30C, occhiali AR

Le lenti sono progettate in modo da mostrare fino a tre diverse applicazioni su altrettante schermate, grazie alla presenza di un display OLED. In dotazione anche un accessorio oscurante che può tornare utile ad esempio durante lo streaming video, così da non essere disturbati o distratti da fonti di luce esterne o da quanto avviene nell’ambiente circostante. L’esordio sul mercato è previsto per il mese di giugno, almeno negli Stati Uniti, al prezzo di 499 dollari. Una spesa inferiore rispetto ai 699 dollari richiesti al lancio per le edizioni precedenti.

Moverio BT-30C, gli occhiali AR di Epson

Epson spera che gli sviluppatori possano dedicare attenzione al dispositivo e realizzare applicazioni ad hoc mediante il Moverio SDK messo a loro disposizione. Alcuni dei potenziali utilizzi degli occhiali, stando a quanto afferma il produttore, riguardano attività come la traduzione di testi e contenuti e l’aggiunta in tempo reale dei sottotitoli.

Nel comunicato di presentazione, Epson fa esplicito riferimento agli smartphone che saranno in grado di connettersi alle reti 5G, ormai in procinto di raggiungere il mercato. Grazie a un quantitativo di banda notevole e a basse latenze, anche l’ambito della realtà aumentata potrà forse vivere una seconda giovinezza, dopo aver almeno in parte disilluso le aspettative legate a un hype forse eccessivo, innescato ormai diversi anni fa con l’annuncio di device che non si sono poi dimostrati in grado di ottenere successo a livello commerciale, come nel caso dei già citati Google Glass.

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Fonte: Epson
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