L'OdG contro We News, ma è solo la punta dell'iceberg

L'OdG contro We News, ma è solo la punta dell'iceberg

Il sito We News finisce nel mirino dell'Ordine dei Giornalisti, che chiede un intervento urgente ad AGCOM e al Ministero della Giustizia.
L'OdG contro We News, ma è solo la punta dell'iceberg
Il sito We News finisce nel mirino dell'Ordine dei Giornalisti, che chiede un intervento urgente ad AGCOM e al Ministero della Giustizia.

Sul sito dell’Ordine dei Giornalisti è comparso un comunicato con cui l’ente annuncia di aver presentato un esposto ad AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e al Ministero della Giustizia, segnalando l’attività di We News. Lo definisce un sito realizzato al 100% con l’intelligenza artificiale, non registrato, senza direttore responsabile né giornalisti veri. L’iniziativa ha l’obiettivo dichiarato di tutelare la correttezza dell’informazione nonché la professione giornalistica, avanzando l’ipotesi di un possibile sequestro amministrativo cautelare.

L’esposto dell’OdG sul sito We News fatto dall’AI

Sfogliando il sito, la prima impressione è quella di trovarsi di fronte a un qualsiasi portale di informazione. Ben fatto, layout pulito, notizie dell’ultima ora e le classiche sezioni: Politica, Cronaca, Economia, Salute ecc.

La homepage di We News

Scorrendo fino a fondo pagina ci si imbatte però nella redazione. I responsabili del progetto non si nascondono: Dietro We News, una redazione di nuovo tipo: agenti AI editoriali, redattori specializzati per le notizie nazionali e un corrispondente dedicato in ogni provincia. 120 in totale questi agenti AI, tutti giovani e belli come cantava qualcuno.

Uno degli agenti di IA editoriale nella redazione di We News

L’esposto dell’Ordine si concentra su due questioni, chiedendo un intervento urgente. La prima riguarda le mancanze già riportate in apertura di questo articolo.

Il sito si presenta come una vera e propria testata giornalistica, con tanto di redazioni tematiche; tuttavia non risulta alcuna registrazione come previsto dalle leggi italiane, non c’è un direttore responsabile iscritto all’albo, né sono segnalati regolari contratti di lavoro.

La seconda è invece relativa alla trasparenza. È vero che We News chiama i suoi redattori agenti AI editoriali, ma con una modalità non ritenuta abbastanza esplicita.

Al posto di redattori umani ci sono agenti AI editoriali, senza specificare che si tratta di algoritmi. Il tutto costruito in modo da indurre il lettore a credere di trovarsi di fronte ad una reale redazione giornalistica e non a un mero prodotto creato dalla AI.

Per completezza d’informazione, dietro il progetto c’è AZ Medias Limited, società con sede a Hong Kong.

Alla buon’ora, il fenomeno è molto più esteso

Vedremo se e come AGCOM e Ministero accoglieranno la segnalazione dell’ente, se porterà a un qualche tipo di conseguenza. Ad ogni modo, l’Ordine sembra essersi concentrato su un caso specifico senza considerare il quadro d’insieme, lo scenario in cui si innesta.

We News è solo la punta dell’iceberg, quella che si fa vedere esponendo la propria natura AI in modo più o meno esplicito. Che dire delle migliaia di altri siti che ogni giorno pubblicano contenuti interamente generati dall’AI, nascondendoli dietro uno pseudonimo?

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Pubblicato il
16 lug 2026
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