Odio online: il report e le raccomandazioni del gruppo di lavoro

Odio online: il report finale del gruppo di lavoro

Pubblicati i risultati dell'indagine sul fenomeno e le raccomandazioni sulle possibili azioni da intraprendere al fine di contrastarlo.
Pubblicati i risultati dell'indagine sul fenomeno e le raccomandazioni sulle possibili azioni da intraprendere al fine di contrastarlo.

Il gruppo di lavoro istituito con l'obiettivo di indagare il fenomeno dell'odio online ha terminato la propria attività di analisi e pubblicato un report in cui focalizza l'attenzione sulle dinamiche che regolano il fenomeno, mettendo inoltre nero su bianco raccomandazioni utili al suo contrasto. Lo studio è partito dalla medesima premessa che apre il documento.

Gli esseri umani sono liberi di provare sentimenti. L'odio è uno di questi. È una libertà inalienabile.

Odio online: fenomenologia e strategia di contrasto

È stata presa in considerazione la vasta letteratura sul tema nonché l'esperienza di ricerca dei partecipanti al team. Cosa è emerso? Anzitutto che il concetto di odio riguarda esperienze soggettive non standardizzabili. Ne consegue che nel resoconto siano passate in rassegna le sue diverse definizioni indagandone la fenomenologia e proponendo un esame di cosa, a livello internazionale, si è fatto o si sta facendo per contrastarlo, elaborando infine linee guida in merito alle possibili ulteriori azioni da intraprendere.

Chiunque si presenti con la soluzione in tasca e una ricetta magica per contrastare le conseguenze dell'odio online, probabilmente, non tiene adeguatamente conto della complessità e della delicatezza del fenomeno.

Nel documento (che invitiamo a consultare nella sua forma integrale) viene suggerita l'adozione di una strategia di contrasto articolata su tre livelli.

  • Azioni di prevenzione con obiettivi di lungo termine centrate sull'educazione civica e digitale, la cultura giuridica, la ricerca, l'informazione, la comunicazione.
  • Innovazione normativa capace di costruire un quadro giuridico adeguato all'ambiente digitale sia per le aziende private che per i cittadini che fruiscono dei servizi digitali.
  • Sostegno fattivo alle iniziative orientate a progettare, sperimentare e costruire nuove piattaforme e ambienti mediatici, in modo da favorire l'infodiversità nell'ecosistema digitale e aumentare le probabilità che emergano soluzioni adatte a favorire condizioni di vita online più rispettose dei diritti umani e del valore della conoscenza di qualità.

Una prospettiva in linea con le iniziative sul tema introdotte o sostenute tra gli altri anche dalla Commissione Europea.

Il team è costituito da rappresentanti della Pubblica Amministrazione e da esperti. A istituirlo nei mesi scorsi un decreto del Ministro per l'Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (Paola Pisano) innsieme al Ministro della Giustizia (Alfonso Bonafede) e al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri delegato in materia di informazione ed editoria (Andrea Martella).

Fonte: MiD
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