Olanda, per la legalizzazione del P2P

Artisti olandesi propongono una licenza volontaria collettiva per compensare la condivisione dei contenuti audiovisivi tramite P2P. Attività che diverrebbe completamente legale per uso privato
Artisti olandesi propongono una licenza volontaria collettiva per compensare la condivisione dei contenuti audiovisivi tramite P2P. Attività che diverrebbe completamente legale per uso privato

Le organizzazioni degli artisti si schierano contro il governo e la sua intenzione di modificare la tradizionale posizione olandese rispetto al file sharing. Scaricare contenuti multimediali è attualmente permesso in Olanda ma il governo vuole eliminare questa concessione. Due organizzazioni degli artisti rispondono proponendo la legalizzazione del P2P , con l’ istituzione di un sistema di “equo compenso” da estendere – in un secondo tempo – anche agli ISP .

La libertà dei consumatori su Internet è il diritto essenziale da proteggere, dicono le organizzazioni nel comunicato che annuncia la controproposta pro-P2P, e per questo si prevede la legalizzazione dei sistemi di condivisione in due fasi successive: nella prima l’imposta aggiuntiva attualmente presente sui supporti vergini verrà sostituita da una tassa sui dispositivi multimediali portatili e dell’elettronica di consumo in grado di riprodurre i contenuti.

Smartphone, iPod, lettori MP3 e televisori verrebbero a costare cinque euro in più, dice la proposta, e il denaro raccolto con la nuova tassa andrebbe equamente ripartito tra artisti e proprietari del diritto d’autore. Resterebbero fuori dalla legalizzazione i contenuti come ebook, software e videogiochi.

Quando infine il P2P sarà diventato ancora più diffuso e comune di quanto lo sia adesso, dicono gli artisti, la tassa aggiuntiva verrà trasformata in un contributo generale da addebitare alla somma necessaria a pagare la connessione a Internet. Il P2P per scopi commerciali resterà escluso dalla legalizzazione, dicono le organizzazioni.

La licenza volontaria collettiva in salsa olandese dovrà ovviamente scontrarsi con la ritrosia dell’industria dei contenuti , per non parlare di chi ha iniziato a fare del business con contenuti digitali “legittimi”, chi sviluppa dispositivi multimediali e gli ISP. Resta lo spiraglio di un’evoluzione delle leggi olandesi in direzione progressista, processo favorito da sentenze come quella che ha recentemente stabilito la convenienza dei download illegali rispetto al contrasto del download a scrocco.

Alfonso Maruccia

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30 11 2010
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