ScambioEtico: urgente legalizzare il P2P

In seguito alle manifestazioni in quattro città italiane, ScambioEtico.org prepara una lettera per il Governo già sottoscritta da alcuni gruppi. Per chiedere che la proposta di legalizzazione del P2P non rimanga ferma in Parlamento

Quanti sono gli italiani che utilizzano le reti di scambio per condividere materiale protetto da diritto d’autore? Quando avrà fine il conflitto tra industria dei contenuti e utenza Internet? ScambioEtico.org , associazione che da anni si batte per un diverso approccio alla questione, sta raccogliendo adesioni per una lettera aperta indirizzata al Governo, in cui si chiede che venga “sbloccato” l’iter della proposta di legge per la legalizzazione del P2P .
Ecco il testo qui di seguito:

“Al Presidente del Consiglio dei Ministri
e, p.c: al Ministro dei Beni e le Attività Culturali
al Ministro degli Affari Interni

Egregio Presidente,
poiché, nonostante i numerosi comunicati stampa inviati ed a parte qualche frammentaria notizia apparsa in Rete, nessuno dei tradizionali mass media ne ha dato notizia, ho preso l’iniziativa di redigere questo comunicato per informarLa che, il giorno 13 dicembre 2008, abbiamo promosso in 4 città italiane manifestazioni volte a sollecitare l’iniziativa politica per legalizzare in Internet la condivisione – purché non a fine di lucro – di opere protette dal diritto d’autore.

Non è un mistero per nessuno che anche in Italia ci siano milioni di persone che attraverso la rete telematica condividono musica, film ed altre opere dell’ingegno e questi cittadini vengono, dagli autori e dall’industria dell’intrattenimento, definiti ladri nella convinzione che, se non fosse possibile reperire le opere in questo modo, esse verrebbero legalmente acquistate. È vero, le persone scaricano da Internet molte cose, ma è altrettanto vero che, se non potessero ottenerle in quel modo, difficilmente spenderebbero dei soldi per acquistarle attraverso canali legali. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo è assai probabile, infatti, che di molte opere se ne farebbe a meno (in particolare quelle meno recenti), mentre altre potrebbero essere reperibili, ad esempio, da registrazioni dalle radio, dalle TV, da copie effettuate tramite acquisti collettivi (prima della diffusione massiccia delle connessioni a banda larga questa era la prassi costante) o – ancora peggio – acquistandole attingendo al vastissimo mercato illegale. Invece, grazie alla possibilità di scaricare tali opere da Internet, questo mercato clandestino si è, in questi ultimi anni, di molto ridotto. Siamo a conoscenza che al momento ci sono forti pressioni per introdurre, non solo in Italia, una legislazione che – a nostro avviso – viola la privacy, in quanto delega ai privati il monitoraggio e l’intercettazione delle comunicazioni in Internet, nonché l’estromissione dalla stessa di quegli utenti che, attraverso il file sharing, contravvengono la disciplina del diritto d’autore, ma osiamo sperare che la Sua sensibilità per la privacy e per la dottrina liberale non voglia cedere a siffatte misure invasive ed oscurantiste.

Concorderà con noi riguardo al fatto che l’arte, la cultura e la conoscenza non debbano essere mercificate oltre una certa soglia, come crediamo fermamente che sarebbe un grande traguardo per un Governo volto al progresso il riuscire a rendere tutto ciò alla portata anche dei ceti meno abbienti nel modo più ampio ed immediato possibile. Invece di combattere una battaglia per tutelare la proprietà intellettuale con sistemi criminalizzanti e accentratori, ci permettiamo di suggerire quanto possa essere più proficuo intraprendere un percorso in grado di apportare degli utili anche attraverso la condivisione di opere d’ingegno, purchè, ovviamente, non vi siano fini commerciali. Questa strada è – a nostro avviso – percorribile attraverso l’istituzione di un sistema di licenze collettive che legalizzino le condivisioni telematiche non a scopo di lucro, utilizzando a tal fine dei particolari siti che facciano da filtro affinché le opere condivise non siano di qualità elevata da sostituire l’acquisto dell’originale, ma – piuttosto – possano essere considerate “copie di valutazione e promozione” e, come tali, persino propedeutiche all’acquisto in alta qualità degli originali stessi attraverso i canali ufficiali di vendita.

Poco prima di natale il Senato ha approvato l’Ordine del Giorno (n. G3.174 al DDL n. 1209) per consentire la nascita di altre società di intermediazione, raccolta e ripartizione dei compensi del diritto d’autore. A tale proposito gradirei segnalarLe che presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati è stata depositata, in attesa di valutazione, la PdL N° 185 che va proprio in questa direzione; sempre in attesa del vaglio vi è, inoltre, anche la PdL N° 187, nata con lo scopo di proporre una soluzione atta a legalizzare queste condivisioni attraverso un sistema di licenze collettive. La nuova figura di una società che raccolga e ridistribuisca, sulla base di imparziali criteri meritocratici, tutti gli introiti provenienti dalle condivisioni non commerciali attraverso Internet, sarebbe la svolta legalizzatrice di questo fenomeno, procurando, al contempo, ulteriori introiti per i detentori dei diritti di sfruttamento.
La invitiamo, quindi, a prendere visione delle succitate PdL nn° 185 e 187, augurandoci che, condividendone la sostanza, voglia far sì che esse ottengano presto l’urgente calendarizzazione dei lavori parlamentari.

In un momento storico in cui stanno facendosi largo diverse politiche repressive ed oscurantiste, di cui la Francia ultimamente si sta facendo promotrice, la soluzione individuata nelle licenze collettive potrebbe essere sinonimo, per il Paese che intendesse adottarla, di grande innovazione liberale anche in ambito internazionale.

Augurandomi che tale proposta venga al più presto presa in giusta considerazione, mi permetto di suggerire che – nel frattempo – quanto meno le opere che hanno ormai concluso il loro primario ciclo commerciale possano essere legittimamente condivise, sempre sottintendendo che ci si stia riferendo ad azioni prive di scopi commerciali. Infatti dopo qualche anno musica, film, libri, ma anche software e videogiochi perdono di interesse e diventano un patrimonio culturale di cui sarebbe bene garantire la più ampia disponibilità, anche allo scopo di favorire, attraverso la conoscenza, l’eventuale acquisto degli originali di “qualità”. Su questo ultimo punto la nostra Associazione si è particolarmente impegnata e siamo disponibili in qualsiasi momento ad un incontro, per avere la possibilità di esporre in modo più articolato la nostra visione di come la liberalizzazione di queste opere possa essere fattibile senza – non soltanto – creare danno al mercato, ma anzi, favorirlo e contribuire nel contempo a farlo crescere ancora di più.

Cordiali Saluti

Luigi Di Liberto
presidente Associazione Scambio Etico

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  • MegaLOL scrive:
    HAHAHA! Grande Irlanda!
    HAHAHAHAHA! Allora, nerdini, fa male? Fa TANTO male? HAHAHAHA! Questa potente, pesante, APOCALITTICA mazzata frantuma per sempre le speranze degli SFIGATI malati di internacchio!HAHAHAHAHA!Per voi é l'inizio della FINE! HAHAHAHAHAHAHA! TUTTI i provider si allineeranno all'esempio di Eircom! L'internacchio é FINITO! HAHAHAHA! TV 2.0! HAHAHAHA! ALLA FACCIAZZA VOSTRA!!!(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
    • 01234 scrive:
      Re: HAHAHA! Grande Irlanda!
      fine ironia nospero nell'ironia.Punto.se no stai messo malino, eh? :-)
    • Mumbo Jambo scrive:
      Re: HAHAHA! Grande Irlanda!
      - Scritto da: MegaLOL
      HAHAHAHAHA! Allora, nerdini, fa male? Fa TANTO
      male? HAHAHAHA! Questa potente, pesante,
      APOCALITTICA mazzata frantuma per sempre le
      speranze degli SFIGATI malati di
      internacchio!
      HAHAHAHAHA!
      Per voi é l'inizio della FINE! HAHAHAHAHAHAHA!
      TUTTI i provider si allineeranno all'esempio di
      Eircom! L'internacchio é FINITO! HAHAHAHA! TV
      2.0! HAHAHAHA! ALLA FACCIAZZA
      VOSTRA!!!(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotflCaro cretino, Eircom e' quel provider che ha distribuito 250.000 router con password WEP derivabili dal SSID: se voglio scaricare musica a babbo mi basta usare l'access point del vicino dopo aver lanciato il keygen (disponibile anche come applicazione per cellulari).
    • Andreabont scrive:
      Re: HAHAHA! Grande Irlanda!
      Spero che sia ironia, perchè solo un masochista può essere felice della distruzione della net neutrally....Tutti coloro che usano internet (non solo i nerd) pagherebbero cara la diffusione di quel metodo.
  • skyeye scrive:
    Re: La verifica della recidivita' funziona?
    l'articolo era sull'Irlanda, hai parlato della Francia e hai concluso con la costituzione italiana!! poche idee ma coincise e precise, eh?!?!
    • th3darkang3 l scrive:
      Re: La verifica della recidivita' funziona?
      Seppure alcune leggi cambiano da stato a stato, rimane pur sempre valida l'osservazione che l' ISP commette una violazione della privacy... poi il discorso è che l'industria non sa come combattere gli utenti (argomento sul quale sono gia intervenuto e gia discusso da molti qui... il modo di combattere ci sarebbe, ma la via legale sembra quella a loro piu redditizzia...) allora ora preme sui provider che di responsabilita a parer mio non è che ne hanno ... se una persona fa cattivo utilizzo di una cosa che ha acquistato o pagato, non è certo colpa del fornitore... ma gli americani ormai si sa fanno questi ragionamenti da "sanguisuga legale", per cui devono scrivere pure sui sacchetti di patatine che "il sacchetto non è commestibile e che l'azienda non è responsabile per il cattivo utilizzo che se ne fa.."... quindi legalmente c'e' chi sta peggio di noi in italia da alcuni punti di vista...tutti possiamo comprare un coltello in una qualsiasi ferramenta o negozio apposito, ma questo non vuol dire che lo utilizzeremo per fare del male a qualcuno... e se qualcuno lo facesse non sarebbe certo colpa di chi ha costruito il coltello, il quale scopo è quello di dover essere affilato per tagliare, e se non lo facesse a cosa servirebbe?non so se mi sono espresso bene con questa metafora, ma il concetto è che se uno fornisce la connessione internet, allora fornisce la linea, punto. Chi da ragione al fatto che siano i provider a dover controllare l'utilizzo che ne fanno gli utenti a parer mio ragiona come quelli che pensano che la violenza nei videogame porti le persone a fare violenza nella realtà... NON CE' CAUSA EFFETTO, ma una deduzione senza logica... da questo la considerazione che quel provider irlandese istigasse al download... ma andiamo... hanno trovato un bel modo di mettere alle strette della gente per costringerla a collaborare...Le mie sono solo idee... Posso sbagliare ma cosi non si combatte la pirateria... cosi si fa "legal business"...
    • gigi marzullo scrive:
      Re: La verifica della recidivita' funziona?
      Beota, invece di fare il geografo leggiti bene il post perché dice cose moooooooooooooolto più interessanti del tuo inutilissimo intervento
  • Cobra Reale scrive:
    Il coltello dalla parte del manico
    Imporre ad un ISP di disconnettere gli utenti recidivi dietro minacce legali equivale a sostituirsi all'autorità giudiziaria. E se le major sbagliassero? Può succedere, ma una persona onesta che usa Internet per lavoro e non ha scambiato un bel niente in vita sua potrebbe trovarsi disconnesso, quindi in un certo senso condannato dopo un proXXXXX sommario, senza aver avuto la possibilità di difendersi.
    • Homer S. scrive:
      Re: Il coltello dalla parte del manico
      E finalmente inizierà un uso consapevole delle mazze da baseball!"Guerrieriiii..." :D
      • 01234 scrive:
        Re: Il coltello dalla parte del manico
        "venite a giocare alla guerra?" (trin...trrin - le bottiglie "digitali"....)
  • Funz scrive:
    Vangelo
    "Pirateria è un termine abusato: la si potrebbe chiamare condivisione, visto che pirateria implica che ci sia qualcosa di sbagliato - scriveva Denis Curran, a capo della divisione Internet della telco irlandese - pensatela come se servisse a salvaguardare la salute e il benessere delle rockstar cocainomani lasciandole con meno soldi da sperperare in sesso e droga" Peccato che abbiano dovuto piegarsi alle minacce degli squali delle major (gli auguro di fallire ed un cancro al cu*o ai loro manager)
  • nattu_panno_dam scrive:
    Semplice
    Non so quanti resteranno a usare quel provider, ma se la maggior parte usa P2P...
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