OnLive non deve morire

Ignoti benefattori evitano il fallimento del pioniere del cloud gaming. Che ora dice di voler continuare a offrire lo stesso servizio ai propri utenti e intende riassorbire il personale licenziato

Roma – Brutta avventura agostana per OnLive, il servizio di cloud gaming che voleva rivoluzionare il mondo del videoludo e che ha invece rischiato di non sopravvivere alla torrida estate del 2012: in questi giorni la società statunitense si è ritrovata sull’orlo del crack, per poi annunciare una rinnovata operatività grazie a ignoti benefattori interessati a supportare il progetto.

Le indiscrezioni relative a una potenziale bancarotta di OnLive si sono diffuse dopo ferragosto, con voci incontrollate di personale licenziato e richiesta di protezione degli asset societari dai creditori. Naturalmente negativa la risposta dell’azienda a una richiesta di chiarimento sulle voci di corridoio circolate in rete.

A confermare (indirettamente) che qualcosa non andasse come doveva è stata infine OnLive stessa, con l’annuncio (questa volta ufficiale) dell’acquisizione della società (sotto nuovo nome operativo) da parte di ignoti e generosi investitori che hanno altresì iniettato “fondi sostanziali” per far tornare l’azienda in salute.

La “nuova” OnLive tornerà ad assumere una “larga percentuale” del personale precedentemente licenziato, ha dichiarato la società, con la prospettiva di continuare a gestire i servizi di gaming in streaming già offerti dagli utenti e di sviluppare i progetti già posti in essere. Sia come sia, a rimetterci sarà quasi sicuramente HTC: il produttore taiwanese ha già messo in conto la perdita dei 40 milioni di dollari precedentemente investiti in OnLive.

Alfonso Maruccia

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