Opera One è stato il primo browser con l’accesso integrato ai modelli AI locali nel 2024 (versione sperimentale per gli sviluppatori). La software house norvegese ha annunciato oggi WebAI, uno standard che permette a estensioni e siti di utilizzare i modelli ospitati dal browser. È ancora una proposta, ma ha ricevuto già il supporto di Google e Microsoft. Su Mac è possibile usare i modelli di Apple.
Funzionalità in Opera One, Opera GX e Opera Neon
Opera spiega che gli sviluppatori aggiungere l’AI a siti ed estensioni senza dover inviare ogni richiesta al cloud, pagare per ogni token o vincolare i propri utenti al modello di un singolo fornitore. Utilizzando i modelli open-weight, gli utenti non devono sottoscrivere abbonamenti e le informazioni più riservate rimangono sul dispositivo. Questi modelli gratuiti diventano sempre più potenti e occupano meno spazio rispetto a quelli a pagamento, quindi possono essere eseguiti localmente tramite browser.
WebAI è una proposta di standard web, sostenuta da Google e Microsoft, che consente ai siti e alle estensioni del browser di utilizzare l’AI ospitata all’interno del browser stesso. L’implementazione di Opera è indipendente dal modello specifico e si basa su modelli aperti, offrendo agli utenti la possibilità di scegliere tra diversi provider AI.
Inizialmente è disponibile in Opera One e successivamente arriverà in Opera GX e Opera Neon. Attivando la relativa voce nelle impostazioni verrà scaricato un modello compatibile, tra cui Gemma di Google su Windows e un modello di Apple su macOS (solo con chip Arm). L’esecuzione locale avviene tramite il motore di inferenza di Opera.
Gli sviluppatori possono testare WebAI, installando le sei estensioni di esempio offerte da Opera. Tutta la documentazione è disponibile in questa pagina. Le prestazioni dipenderanno ovviamente dalla dotazione hardware del computer.