Luna Park, maxi-operazione contro la pedopornografia

Luna Park, maxi-operazione contro la pedopornografia

La Polizia Postale ha messo a segno una vasta operazione contro la pedopornografia identificando 81 italiani coinvolti nel sistema di scambio.
La Polizia Postale ha messo a segno una vasta operazione contro la pedopornografia identificando 81 italiani coinvolti nel sistema di scambio.

Solo pochi giorni or solo la Polizia Postale annunciava di aver tratto in arresto un trentenne “trovato in possesso di oltre 1500 tra video e immagini dai contenuti pedopornografici (vittime bambine dall’apparente età di 10/12 anni)“. Notizie come queste ormai si ripetono in modo ricorrente, con l’effetto deleterio di “abituare”, come fossero casi isolati che possono essere eradicati con una normale attività di controllo e repressione. Quanto emerso in queste ore, con una nuova maxi-operazione, rende invece meglio i contorni di quella che è una attività criminale ben più radicata di quanto non si immagini.

Operazione Luna Park

L’operazione, denominata “Luna Park”, è arrivata in 53 province e 18 regioni complessivamente, scoprendo 16 associazioni criminali e identificando oltre 140 gruppi Telegram e WhatsApp attivi nello scambio di materiale. Numeri clamorosi, insomma, che portano nelle mani degli inquirenti 432 persone in tutto il mondo, 81 delle quali italiane (due delle quali particolarmente attive nella promozione delle attività sui canali emersi). Al centro di tutto un vasto flusso di materiale pedopornografico scambiato online e utile ora a ricostruire l’intera organizzazione.

Fondamentale è non soltanto l’insistere nel trovare nuovi strumenti di monitoraggio e repressione, ma anche e soprattutto l’elaborazione di strategie per risalire alle fonti della produzione e delle violenze, affinché si possa anzitutto reprimere l’origine vera del problema e non soltanto i suoi effetti di “mercato”. L’operazione “Luna Park” ha il merito di rendere palese la capillarità con cui certi sistemi riescono a radicarsi, passando per le piattaforme digitali e creando affiliazioni insospettabili che portano linfa economica ai produttori ed ai distributori di nuovo materiale.

Fonte: Il Post
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16 12 2020
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