Osservatorio AGCOM: cresce l'ultrabroadband

Sempre più ultrabroadband per le linee italiane: lo stato di salute della Rete in Italia e le tendenze di utilizzo dell'accesso a Internet.
Sempre più ultrabroadband per le linee italiane: lo stato di salute della Rete in Italia e le tendenze di utilizzo dell'accesso a Internet.

Oggi AGCOM diffonde il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni aggiornato a fine marzo. Il primo dato che balza all’occhio è quello relativo alla rete fissa con gli accessi complessivi a Internet ridotti di circa 140.000 unità rispetto al trimestre precedente e di quasi 700.000 unità in confronto a un anno prima. Prosegue dunque il trend già emerso in passato in merito alle tecnologie utilizzate per l’accesso a Internet: se nel marzo 2016 l’88% degli accessi alla rete fissa era in rame, in quattro anni la quota è scesa al 44,3% con una flessione pari a 9,2 milioni di linee.

AGCOM: il nuovo Osservatorio sulle Comunicazioni

Su nello stesso periodo gli accessi tramite FTTC (+6,8 milioni), FTTH (+950.000) e FWA (+ 600.000). Ne consegue un incremento delle prestazioni in termini di velocità: oggi oltre il 60% delle linee a larga banda utilizza una delle tecnologie più performanti, di tipo ultrabroadband. Prendendo in considerazione gli operatori, TIM gestisce il 42,8% delle utenze seguito da Vodafone con il 16,5%, Fastweb con il 15% e Wind Tre con il 13,6%.

Focalizzando invece l’attenzione sulle reti mobile, le SIM complessive (103 milioni a marzo 2020) su base annua risultano in flessione di un milione circa di unità, mentre quelle di tipo M2M in positivo di 2,8 milioni. Giù quelle “solo voce” e “voce+dati” di 3,8 milioni. Anche in questo caso il leader è TIM con il 29,6% di market share, poi vengono Vodafone con il 28,8% e Wind Tre con il 26,9%, mentre la new entry Iliad si colloca al 5,6% (escludendo quelle M2M raggiunge il 7,4%).

Restando in tema, prosegue a ritmo sostenuto la crescita della banda larga mobile: nei primi tre mesi del 2020 il 70% delle linee “human” ha generato traffico dati con un consumo medio unitario mensile pari a circa 8,5 GB in crescita addirittura del 58% rispetto a dodici mesi prima.

Per capire a cosa sia legata la tendenza è possibile osservare le piattaforme più utilizzate: Facebook con 38,4 milioni di utenti unici, Instagram con 28,8 milioni (+14,2 milioni in un anno) e LinkedIn con 19,5 milioni. Su TikTok del gruppo cinese ByteDance che con 5,4 milioni di utenti supera Reddit. Complessivamente nel mese di marzo 44,7 milioni di utenti medi giornalieri hanno navigato per 113 ore.

L’e-commerce e l’editoria

Male il settore postale, giù del 5,8% in un anno: se il business dei corrieri ha fatto registrare una crescita del 3%, quello dei servizi di corrispondenza scende del 21%. Poste Italiane rimane in controllo della quota più grande del mercato con il 38,5%, con i diretti concorrenti GLS ITaly, BRT e UPS rispettivamente al 14,6%, 11,7% e 10,2%. Con uno sguardo all’e-commerce, AIT (Amazon Italia Transport) cresce rapidamente e arriva al 6,7%.

Nel settore dell’editoria si conferma il trend negativo: a marzo 2020 giù le vendite di quotidiani, cartacee e digitali, con una flessione del 22% su base annua corrispondente a circa 2,3 milioni di copie. Rispetto a quattro anni prima il volume generato dalle redazioni principali è dimezzato, da 2,2 a 1,2 milioni di unità.

Il mercato della TV

Chiudiamo con un rapido sguardo al settore delle TV: in marzo le emittenti RAI hanno detenuto la leadership in termini di pubblico con il 36% crescendo dello 0,1%, seguite da quelle Mediaset in calo dello 0,6% al 32%. Segno positivo per Discovery e La7, giù invece Comcast/Sky.

Fonte: AGCOM
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