P2P, Altroconsumo: una petizione per il cambiamento

DRM dal volto umano e abolizione delle sanzioni penali su certi usi del peer-to-peer. Questo chiede la Petizione lanciata dall'associazione del consumo, per riportare i binari del dibattito nei confini della ragionevolezza

Roma – Il caos seguito all’ormai celebre sentenza della Corte di Cassazione sul downloading ha riacceso il dibattito ed Altroconsumo , la celebre associazione dei consumatori, ha deciso di chiamare a partecipare gli internauti italiani con una petizione indirizzata al Ministro dei Beni e Attività Culturali, Francesco Rutelli e al Presidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, Pietro Folena. Se adeguatamente supportata, questa la speranza, potrà contribuire ad istillare saggezza, e conoscenza, su un tema decisivo per il futuro dei diritti nell’era dell’informazione.

Altroconsumo ricorda l’attuale legislazione italiana in materia che tra le altre cose, come noto, prevede sanzioni penali non solo per chi sfrutta il peer-to-peer e più in generale il download di materiali protetti da diritto d’autore a fini commerciali ma anche chi si limita ad utilizzare i più diffusi programmi di sharing. Questi, infatti, prevedono la messa in condivisione di quanto si scarica, dunque chi scarica file protetti è destinato a condividerli, nonostante la normativa attuale preveda una distinzione formale tra il downloader e il condivisore .

“Quello che ci chiediamo – spiega l’Associazione – è se abbia senso considerare reato scaricare e condividere file coperti da copyright se non c’è scopo di lucro; reato previsto sì dalla legge, ma quasi mai perseguito dai Pubblici Ministeri, e di fatto non percepito come tale dalla maggior parte dei cittadini”.

Ma sorprende i consumatori anche “l’immobilità del Governo”: alle critiche diffuse, spesso pesanti, sulla cosiddetta Legge Urbani , quella che ha introdotto le sanzioni penali, non ha fatto seguito alcuna depenalizzazione. “Il Governo – sottolinea Altroconsumo – non ha ancora fatto nulla per bilanciare gli interessi dei titolari dei diritti sulle opere con quelli legittimi dei consumatori a poter finalmente beneficiari degli sviluppi tecnologici”.

Pur ritenendo che gli autori debbano essere compensati per il proprio lavoro, sottolineano i consumatori, “avversiamo la strumentalizzazione della proprietà intellettuale da parte delle major, arroccate su posizioni di rendita e su modelli tecnologici e di distribuzione obsoleti”.

Da qui le richieste della petizione proposte a tutti gli internauti italiani:
– abolizione delle sanzioni penali per chi scarica e condivide contenuti protetti senza finalità di lucro
– realizzazione di un mercato moderno, efficiente e concorrenziale dei contenuti digitali basato su una gestione dei diritti d’autore digitali che rispetti anche i diritti degli utenti
– divieto della coesistenza di DRM (la gestione dei diritti d’autore digitali) e dell’Equo Compenso (il sovrapprezzo applicato ai supporti come compenso agli autori per il mancato guadagno sulle copie private). “Con questi sistemi – scrive Altroconsumo – il consumatore rischia di pagare più volte, oltre a non poter eseguire la copia privata e a essere limitato nella scelta della tecnologia e dei supporti informatici che preferisce”.

Perché firmare dunque? Lo sintetizza così l’Associazione: “Firma la nostra petizione perché, oltre a quelli degli autori, siano tutelati anche i diritti dei consumatori”.

Il testo e il modulo di adesione sono disponibili a questo indirizzo

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