P2P, chiude Lopster.it

I gestori del sito dinanzi alle ultime vicende giudiziarie decidono di chiudere, almeno per ora, baracca e burattini. La repressione del P2P spaventa anche esperti operatori
I gestori del sito dinanzi alle ultime vicende giudiziarie decidono di chiudere, almeno per ora, baracca e burattini. La repressione del P2P spaventa anche esperti operatori


Roma – Un annuncio arrabbiato e fermo quello che da qualche ora campeggia sulla home page di Lopster.it , sito che ha decido di chiudere a tempo indeterminato per sottrarsi al clima davvero pesante in Italia attorno al peer-to-peer.

“A seguito delle ultime vicende legali italiane – scrivono i responsabili del sito – che senza un minimo di morale vedono accusati ingiustamente molti admin di siti web dedicati al mondo del peer to peer… Questo sito chiude a tempo indeterminato”. Il riferimento evidente è alle recentissime vicende Italiazip e alla chiusura di Enkeywebsite .

Lopster.it, come ricorda la cache di Google , è stato un sito-comunità di quasi 5mila utenti che ha esplicitamente allontanato da sé possibili violazioni del diritto d’autore tanto che in home page campeggiava un avvertimento chiarissimo:
“Si ricorda che in questo sito è assolutamente vietato qualsiasi tipo di riferimento a materiale coperto da copyright. I post inerenti tale materiale o che facciano riferimento a software e/o procedure illegali verranno cancellati senza alcun tipo di preavviso. Onde evitare l’allontanamento dal forum siete pregati di leggere le regole prima di postare”.

A questo proposito val anche la pena di leggere il disclaimer pubblicato lo scorso maggio dallo staff del sito.

“Quando un giorno i benpensanti che governano questo paese – continuano sulla loro home page gli admin di Lopster – capiranno che la vera causa della pirateria non è il peer to peer ma l’eccessivo prezzo di un CD o del biglietto del Cinema, quando si farà chiarezza su quanto sta succedendo nel nostro paese ormai vittima di un sistema repressivo, quando avere un sito web non sarà più illegale e si potrà davvero poter dire cio’ che si pensa senza dover pagare per poter parlare.. forse ci si rivedrà qui…”

La decisione, di cui si parla anche nei forum di FiorelloCortiana.it e sulla chat dedicata (irc.azzurra.org #lopster), ricorda da vicino quella che presero i gestori di altri siti di settore, come Fastsharing , che annunciò la chiusura con un duro attacco alle normative su P2P e diritto d’autore.

Al di là della decisione di Lopster.it può essere utile ricordare che gli investigatori della Compagnia Pronto Impiego della Guardia di Finanza di Milano hanno spiegato, lo riportava proprio ieri Punto Informatico, che le denunce di questi giorni sono dovute alla Legge Urbani e al materiale presente sugli hard disk di alcuni admin. Non sono invece dovute alla gestione tecnica del forum.

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28 07 2004
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