P2P, l'Italia respinga la criminalizzazione

A chiederlo è il senatore verde Fiorello Cortiana insieme all'associazione Newglobal.it: non è accettabile che gli utenti internet si possano sentire intimiditi per l'esercizio di proprie libertà
A chiederlo è il senatore verde Fiorello Cortiana insieme all'associazione Newglobal.it: non è accettabile che gli utenti internet si possano sentire intimiditi per l'esercizio di proprie libertà

Roma – “Occorre capire cosa è il diritto in un’era nuova come quella digitale. E’ una questione che tocca la natura costitutiva delle relazioni sociali. Quindi questo blocco sociale di utenti e produttori fa una battaglia per la libertà. Evitiamo che questioni di libertà vengano subordinate a questioni di ordine pubblico. Così l’intimidazione, direi quasi la criminalizzazione di migliaia di cittadini che fanno uso di filesharing e si scambiano file è preoccupante”.

Così il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana ha ieri presentato insieme all’associazione Newglobal.it una “guida per fornire strumenti di autotutela per gli utenti contro le multinazionali”.

Il Manuale di Autodifesa , espressamente rivolto agli utenti dei sistemi del peer-to-peer ma pensato per tutti coloro che vedono in internet potenzialità di cambiamento e innovazione di grande portata, parte dal concetto, espresso da Cortiana, secondo cui “la società dell’informazione e della condivisione della conoscenza spinge le grandi aziende dei contenuti a mutare le proprie strategie commerciali, e una azione unicamente difensiva è inefficace”.

Fiorello Cortiana Secondo Cortiana, dunque, non è possibile far soggiacere a logiche industriali o commerciali ad ogni costo modelli di relazioni sociali dal sapore rivoluzionario, come quelli innestati dal peer-to-peer. Senza contare, peraltro, le numerose questioni di diritto aperte dalle attuali forme di repressione della pirateria.

L’idea del Manuale-Guida, quindi, è quello di spingere chi usa internet e chi ne sfrutta le potenzialità a prendere consapevolezza di quanto c’è in gioco.

Cortiana ha anche puntato il dito contro le ultime iniziative legislative americane. “Ritengo importante – ha concluso – impedire in Italia derive pericolose , come succede negli USA, dove i discografici possono permettersi di obbligare i provider a fare i nomi di utenti sospettati di condividere file in violazione del copyright, senza ordine del magistrato”.

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24 07 2003
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