PA digitale: nuove norme, vecchi errori?

di E. Belisario - Il Senato ha approvato una legge che disegna una nuova PA digitale. Nel provvedimento sono contenute interessanti novità. Ma l'esperienza insegna che la fase più importante sarà l'attuazione

Roma – Il 26 maggio scorso il Senato ha approvato definitivamente la legge recante ” Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile “. Leggendo il testo del provvedimento mi è venuto in mente che Otto Von Bismarck diceva “se ti piacciono le leggi e le salsicce, non guardare mai come vengono fatte”: nella legge, composta da decine di articoli, si spazia dalla banda larga al riordino degli Enti Pubblici, dalle disposizioni in materia semplificazione normativa a quelle in tema di riforma della giustizia civile. Tale circostanza desta perplessità dal momento che è assodato che tale tipo di tecnica normativa non è utile e produttiva in quanto impedisce un esame sistematico delle diverse disposizioni, oltre ad essere caotica per gli interpreti e i cittadini in quanto va a modificare un ingente numero di norme preesistenti, risultando di difficile lettura.
Cavilli da giurista, si dirà.

Tra i settantadue articoli vi sono alcune interessantissime disposizioni in materia di nuove tecnologie e Pubblica Amministrazione digitale: si tratta del più importante ed organico intervento normativo dal 2005 in materia di digitalizzazione dei pubblici uffici. Le parole chiave di queste norme sembrano le stesse del piano e-government 2012 e, più in generale, quelle che hanno contraddistinto l’azione del Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione in questo primo anno di legislatura: efficienza, trasparenza, controllo dei risultati, abbandono del cartaceo per il digitale.

Alcune norme sono immediatamente operative e destinate ad innescare un doveroso e celere percorso di adeguamento da parte delle Amministrazioni, altre contengono la delega al Governo a dettare decreti che modifichino le disposizioni vigenti, in particolare il Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005).

Proviamo ad andare con ordine cercando di illustrare tutte le principali novità del provvedimento.

Siti web delle Amministrazioni
Il nostro Legislatore decide di dare nuovo impulso all’innovazione nel settore pubblico partendo dai siti internet delle singole amministrazioni. Abbandonata quindi l’idea di un unico “portale del cittadino”, grande importanza è data ai singoli portali degli Enti che vengono riempiti di ulteriori contenuti. In particolare:

1) ciascuna Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di pubblicare le retribuzioni annuali, i curricula vitae , gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale di dirigenti e dei segretari comunali e provinciali, nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale (art. 21, comma 1).

Dalla lettura di questa norma, che è immediatamente precettiva , emerge con chiarezza l’intenzione di rendere obbligatoria per tutte le PA quell’ operazione trasparenza che il Ministro Brunetta aveva inaugurato proprio un anno fa per i dirigenti del suo Ministero.

Per ovviare alle perplessità sollevate in materia di riservatezza dei dati personali, il Parlamento negli scorsi mesi aveva approvato una modifica al Codice Privacy in base alla quale ” le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto ad una funzione pubblica e la relativa valutazione non sono oggetto di protezione della riservatezza personale “. Tale previsione, di fatto, consente la pubblicazione dei dati suddetti senza la necessità di richiedere il consenso degli interessati.

2) le Amministrazioni hanno altresì l’obbligo di individuare le buone prassi esistenti al proprio interno e di divulgarle attraverso il proprio sito internet (art. 23, comma 2). Si tratta di un adempimento assai rilevante perché è espressamente previsto che ” l’elaborazione e la diffusione delle buone prassi sono considerate ai fini della valutazione del personale “.

3) è inoltre previsto che ” al fine di aumentare la trasparenza dei rapporti tra le amministrazioni pubbliche e gli utenti, a decorrere dal 1° gennaio 2009 (avete letto bene!) ogni amministrazione pubblica determina e pubblica, con cadenza annuale nel proprio sito internet o con altre forme idonee: a) un indicatore dei tempi medi di pagamento relativi agli acquisti di beni, servizi e forniture, denominato ” indicatore di tempestività dei pagamenti “; b) i tempi medi di definizione dei procedimenti di erogazione dei servizi con riferimento all’esercizio finanziario precedente ” (art. 23, comma 5).

Tale ultimo adempimento non appare di semplice attuazione dal momento che presuppone che ogni ufficio provveda – con urgenza – ad effettuare la mappatura di tutti i procedimenti seguiti ed il loro monitoraggio. Si tratta di attività dispendiose che solo pochi uffici, ad oggi, hanno già effettuato.

4) a parziale modifica di quanto già previsto dal CAD è disposto, inoltre, che entro il 30 giugno 2009 tutte le Amministrazioni che dispongono già di un proprio sito internet sono tenute a pubblicare nella home page del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta (art. 34, comma 1). Le PA devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili.
Dal momento che non tutte le PA (specialmente quelle locali) si sono dotate di un indirizzo di posta elettronica certificata, gli uffici dovranno – in poco meno di un mese – organizzarsi con urgenza per attivare la casella e modificare la pagina iniziale del proprio sito web.

5) entro il 31 dicembre 2009 le PA che già dispongono di propri siti dovranno anche pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico (art. 34, comma 1). Tali processi, è stabilito, devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche.

Paperless Administration
Il provvedimento rappresenta una tappa importante lungo la strada verso una “PA senza carta”, che costituisce uno dei principali obiettivi del Piano E-gov 2009-2012 . Infatti una delle novità più rilevanti della legge appena approvata dal Senato è quella introdotta dall’art. 32 (Eliminazione degli sprechi relativi al mantenimento di documenti in forma cartacea) che determinerà il definitivo abbandono (salvo proroghe) del cartaceo a vantaggio del digitale.
Infatti ” a far data dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati “.

Tra sei mesi sarà dunque effettiva una vera e propria rivoluzione copernicana per l’Amministrazione italiana : finalmente andrà in pensione il vecchio regime di pubblicità legale (proprio della civiltà del borgo e non di una società informatizzata) basato su Bollettini che nessuno legge più e affissioni ad Albi che nessuno consulta. Il Legislatore, pur motivato dall’esigenza di ridurre la spesa pubblica, prende atto che oggi l’unico modo di assicurare davvero la conoscibilità di norme, atti e provvedimenti è la diffusione con gli strumenti telematici: si tratta di un passo sicuramente positivo verso l’affermazione della “cittadinanza digitale”.

Tale importante innovazione assicurerà un indubbio risparmio per le casse pubbliche ma, se non sarà adeguatamente attuata, rischia di complicare la vita di cittadini e imprese; l’assenza di un portale unico del cittadino potrebbe rendere eccessivamente dispendiosa la ricerca di atti e provvedimenti. Per questo motivo, in modo condivisibile, è previsto che il CNIPA realizzi e gestisca una vera e propria directory dei siti delle PA (nella legge ” portale di accesso ai siti “).

È infine espressamente previsto (art. 32, comma 5) che le pubblicazioni effettuate in forma cartacea dal 1° gennaio 2010 non avranno effetto di pubblicità legale; è quindi opportuno che le Amministrazioni abbiano la consapevolezza del fatto che l’eventuale pubblicazione cartacea avrebbe solo finalità integrativa.
Per il momento, anche per ovvie ragioni di compatibilità con la normativa comunitaria in materia di appalti, sono fatte salve soltanto le pubblicità in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana previste dal Codice dei contratti pubblici (D. Lgs. n. 163/2006).

Codice dell’Amministrazione Digitale 2.0
La legge appena approvata dal Senato contiene, inoltre, la delega al Governo a modificare il Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005); quella che doveva essere la ” magna charta dell’Amministrazione digitale ” è diventata una delle normative meno conosciute ed applicate dell’intero ordinamento giuridico italiano.
Il contenuto della delega al Governo sembra particolarmente ampio, non limitandosi a piccoli aggiustamenti. In particolare nei decreti, che dovranno essere adottati entro i prossimi diciotto mesi, saranno contenute le seguenti modifiche (art. 33):

a) modifica della normativa in materia di firma digitale al fine di semplificarne l’adozione e l’uso. Il legislatore prende quindi atto di quello che molti andavano dicendo da tempo e, cioè, che la firma digitale non è mai entrata nella vita dei cittadini e nelle prassi delle Amministrazioni.

b) incentivare il riuso delle applicazioni informatiche realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni.

c) prevedere l’obbligo dell’utilizzo delle procedure e delle reti informatiche nelle comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni di qualsiasi livello, tra loro e con i propri dipendenti.

d) erogare servizi “in modalità tradizionale” solo ove non sia possibile procedere all’erogazione in modalità telematica.

e) individuare meccanismi volti a quantificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle singole PA grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e i mancati risparmi derivati dall’inottemperanza alle disposizioni del Codice.

Dovranno essere, inoltre, previste forme sanzionatorie, ” anche inibendo l’erogazione dei servizi disponibili in modalità digitale attraverso canali tradizionali ” per le Amministrazioni che non ottemperino alle prescrizioni del Codice.

Molte luci, qualche ombra
Fin qui si è cercato di tratteggiare le principali novità del provvedimento legislativo che è sicuramente apprezzabile nella parte in cui tenta di dare nuova linfa al processo di digitalizzazione della PA italiana, ancora troppo saldamente legata al cartaceo e resistente all’innovazione.

Tuttavia non può non affermarsi come il successo di questa riforma debba necessariamente passare per la presa di coscienza degli errori sin qui commessi: troppo spesso negli ultimi anni il processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione ha conosciuto un’altalena fatta di roboanti annunci, cospicui investimenti e nuove norme a cui è corrisposta quasi sempre la delusione delle aspettative suscitate. Purtroppo la legge, pur governata dai migliori propositi, presenta alcune ombre legate alla riproposizione di vecchi schemi che, fin qui, non si sono dimostrati efficaci.

Innanzitutto, per l’ennesima volta, l’innovazione è vista come modo per ridurre i costi e non per migliorare la qualità della vita degli utenti; non è un caso, infatti, che le norme che determinano un risparmio (eliminazione delle pubblicazioni cartacee) siano quelle immediatamente vigenti mentre le misure per i servizi on line sono rimandate ad un secondo momento (quello in cui verranno emanati i decreti di modifica del CAD).

Altra criticità è rappresentata dal fatto che i tempi per scrivere le nuove norme sono troppo lunghi rispetto all’innovazione tecnologica: basti pensare che l’iter di approvazione della legge appena licenziata dal Senato è iniziato nel luglio del 2008. Con l’evoluzione dell’informatica e della telematica le norme corrono il rischio di essere obsolete già al momento della loro entrata in vigore. Questo rischio potrebbe essere scongiurato evitando, per il futuro, di accorpare le norme in materia di innovazione tecnologica a norme che si occupano di altri settori. Sarà inoltre importantissimo che il Governo non sfrutti tutti i diciotto mesi per modificare il Codice dell’Amministrazione Digitale. Il fallimento delle politiche fin qui seguite deve essere affrontato quanto prima con provvedimenti tempestivi e consapevoli, anche perché la stessa legge prevede che entro il 31 dicembre 2010 tutte le PA italiane dovranno aderire al Sistema Pubblico di Connettività .

Proprio questo rischia di essere un altro punto debole della riforma che è appena iniziata, sotto un duplice ordine di profili. Il primo è rappresentato dal fatto che – in questo periodo di cruciale importanza per l’informatizzazione dell’Amministrazione – la legge appena approvata inizia il processo di modifica/trasformazione di una serie di enti tra cui Formez e CNIPA che si dovrebbe completare nei prossimi dodici mesi (art. 24): tale riorganizzazione cade in un momento inopportuno in cui i processi (anche normativi) dovrebbero essere governati in modo autorevole e coordinato.

Altra grave pecca della legge in esame è rappresentata dal fatto che in molti punti si legge che dall’applicazione delle disposizioni introdotte ” non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica “. Tali previsioni sono superficiali e pericolose: non può esistere vera innovazione senza investimenti (in tecnologie e in formazione soprattutto)!

Differentemente dovremo rassegnarci all’idea che le riforme della PA digitale sono destinate a rimanere sulla carta .

Ernesto Belisario
Il blog di E.B.
www.politicheinnovazione.eu

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  • dSXktrEBgiZ O scrive:
    QEjCIKeWUvLKh
    comment3, http://adjarias.ru/|ÐодÑÑки из ÐеÑблÑжÑей ШеÑÑÑи , http://admt8.ru/|ÐÐÐÐЫРÐРÐÐÐÐÐÐÐÐÐСТР, http://best-beagle.ru/|ÑкÑаÑение ÑвадебнÑÑ Ð±Ð¾ÐºÐ°Ð»Ð¾Ð² , http://all-other.ru/|Ð±Ð¾ÐºÐ°Ð»Ñ Ð´Ð»Ñ Ð½Ð¾Ð²Ð¾Ð±ÑаÑнÑÑ ,
  • WYqJuwplgLZ VzagYtv scrive:
    tWSsHjizbgCvThgX
    comment5,
  • OSXFAFwmXFN iKVenw scrive:
    AoOpcYBNGpj
    comment6,
  • attonito scrive:
    domanda da ignorante ingenuo
    ma non basterebbe che i vari realizzatori di browser rispettassero gli standard?
    • krane scrive:
      Re: domanda da ignorante ingenuo
      - Scritto da: attonito
      ma non basterebbe che i vari realizzatori di
      browser rispettassero gli standard?In realta' basterebbe che 1 produttore di browser rispettasse gli standard :@ :s
      • Nome e cognome scrive:
        Re: domanda da ignorante ingenuo
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: attonito

        ma non basterebbe che i vari realizzatori di

        browser rispettassero gli standard?

        In realta' basterebbe che 1 produttore di browser
        rispettasse gli standard :@
        :sQuoto in toto.Questo è il vero problema, ognuno fa a modo suo, sopratutto in quel di Redmond...
      • thuglife scrive:
        Re: domanda da ignorante ingenuo
        - Scritto da: krane
        - Scritto da: attonito

        ma non basterebbe che i vari realizzatori di

        browser rispettassero gli standard?

        In realta' basterebbe che 1 produttore di browser
        rispettasse gli standard :@
        :sparole sante!Il punto è proprio questo: se tu rispetti gli standard finisce che il tuo sito viene visualizzato dai vari browser un po' come vogliono loro. Non parliamo poi di come gestiscono i fogli di stile... l'unico browser che visualizza esattamente quello che scrivi sulle pagine html e sui css è firefox.
        • Marsh scrive:
          Re: domanda da ignorante ingenuo
          - Scritto da: thuglife
          l'unico browser
          che visualizza esattamente quello che scrivi
          sulle pagine html e sui css è
          firefox.Che non è poi del tutto vero... prova a fare un acidtest3 su l'ultima beta di firefox... non arriva al 100%
          • Fiamel scrive:
            Re: domanda da ignorante ingenuo

            Che non è poi del tutto vero... prova a fare un
            acidtest3 su l'ultima beta di firefox... non
            arriva al
            100%E secondo te, "Beta" per che cosa sta?
  • piccolo scrive:
    peccato che richieda flash
    peccato che richieda quella XXXXX di flash player
  • Bibo scrive:
    browsershots.org/
    browsershots.org/ e passa la paura
    • anonimo scrive:
      Re: browsershots.org/
      - Scritto da: Bibo
      browsershots.org/ e passa la paurac'era già nell'articolo.
    • piccolo scrive:
      Re: browsershots.org/
      - Scritto da: Bibo
      browsershots.org/ e passa la paurati sbagli, ti viene la paura in quanto ci mette secoli quel sito a mostrarti i risultati
    • Uby scrive:
      Re: browsershots.org/
      - Scritto da: Bibo
      browsershots.org/ e passa la pauraSi, se hai un paio di vite da lasciar dietro a quel coso, può andar bene :D
      • J. Titor scrive:
        Re: browsershots.org/
        Se no puoi pagare 21 euro al mese per avere la priorità... e riflettere se sarà economico rispetto al servizio di Adobe.
  • anh scrive:
    inutile provocazione
    e' da decine di anni che il mondo linux sostenuto da volontari e a titolo di assoluta gratuicita', propone serivzi simili a questo.Adobe e' arrivata tardi anche stavolta, bisognerebbe inoltre leggere l'eula per scoprire se non ci sono clausole umilianti.L'ennesimo attacco-provocazione al mondo free.
  • Nome e cognome scrive:
    gia lo faccio
    basta installarseli i browser, ogni sviluppatore serio dovrebbe. Forse adobe punta proprio su questo, sugli sviluppatori wannabe che non sanno come viene visualizzato il loro sito sugli altri bworser. Eppure basta davvero poco intallarli e provare.Mhà...
    • bravo scrive:
      Re: gia lo faccio
      Cioè ti sei preso la briga di installare IE6 su Vista o addirittura hai usato una macchina virtuale con magari 2GB di spazio disco dedicati, per installarlo?
      • Yonah scrive:
        Re: gia lo faccio
        - Scritto da: bravo
        Cioè ti sei preso la briga di installare IE6 su
        Vista o addirittura hai usato una macchina
        virtuale con magari 2GB di spazio disco dedicati,
        per
        installarlo?Per risolvere il problema creato negli anni da Internet Explorer basta installare IETester, un software che ti permette di lanciare le versioni più diffuse di IE contemporaneamente su Vista e XP. E' l'ideale per chi usa Mac, da lanciare su macchina virtuale con XP ridotto al minimo.
      • ciok scrive:
        Re: gia lo faccio

        Cioè ti sei preso la briga di installare IE6 su
        Vista o ADDIRITTURA hai usato una macchina
        virtuale con magari 2GB di spazio disco dedicati,
        per
        installarlo?perchè addirittura? e poi a che servono 2 GB?
        • Martellone scrive:
          Re: gia lo faccio
          - Scritto da: ciok

          Cioè ti sei preso la briga di installare IE6 su

          Vista o ADDIRITTURA hai usato una macchina

          virtuale con magari 2GB di spazio disco
          dedicati,

          per

          installarlo?

          perchè addirittura? e poi a che servono 2 GB?Per fornire un habitat amichevole ai virus.
    • kakkola scrive:
      Re: gia lo faccio
      - Scritto da: Nome e cognome
      basta installarseli i browser, ogni sviluppatore
      serio dovrebbe. Cioè ti sei installato tutte le versioni di Explorer, Firefox, Opera, Konqueror, Safari per Windows e poi ancora tutte le versioni di Firefox, Opera, Konqueror per Linux e poi ancora tutte le versioni di Firefox, Opera, Safari per Mac? Bravo! :-)
      • Kesty scrive:
        Re: gia lo faccio
        Guardi i log degli accessi, togli tutto quello che è sotto una percentuale di accessi giustificatamente bassa e vedrai che non te ne rimangono tanti di browser.
        • kakkola scrive:
          Re: gia lo faccio
          - Scritto da: Kesty
          Guardi i log degli accessi, togli tutto quello
          che è sotto una percentuale di accessi
          giustificatamente bassa e vedrai che non te ne
          rimangono tanti di
          browser.Sicuramente dipende dalla soglia: se si utilizza una soglia troppo alta si banalizza il problema approcciandolo in maniera superficiale, altrimenti i browser da testare sono più di due.
      • Nome e cognome scrive:
        Re: gia lo faccio
        - Scritto da: kakkola
        - Scritto da: Nome e cognome

        basta installarseli i browser, ogni sviluppatore

        serio dovrebbe.

        Cioè ti sei installato tutte le versioni di
        Explorer, Firefox, Opera, Konqueror, Safari per
        Windows e poi ancora tutte le versioni di
        Firefox, Opera, Konqueror per Linux e poi ancora
        tutte le versioni di Firefox, Opera, Safari per
        Mac?Limitatamente alla macchina posseuta, certo che si. Konqueror non ha voce in capitolo, è instabile e crasha di continuo come Mosaic nel 1995: bocciato.
        Bravo! :-)Thanks :)
        • kakkola scrive:
          Re: gia lo faccio
          - Scritto da: Nome e cognome
          - Scritto da: kakkola

          - Scritto da: Nome e cognome


          basta installarseli i browser, ogni
          sviluppatore


          serio dovrebbe.



          Cioè ti sei installato tutte le versioni di

          Explorer, Firefox, Opera, Konqueror, Safari per

          Windows e poi ancora tutte le versioni di

          Firefox, Opera, Konqueror per Linux e poi ancora

          tutte le versioni di Firefox, Opera, Safari per

          Mac?

          Limitatamente alla macchina posseuta, certo che
          si.Io non possiedo un mac e quindi non posso fare el prove con i browser su MAC che si comportano in maniera diversa dagli setssi prodotti per Windows o Linux. Senza poi contare che Safari, Camino, OmniWeb e Shiira esistono solo per Mac.
          Konqueror non ha voce in capitolo, è
          instabile e crasha di continuo come Mosaic nel
          1995:
          bocciato.Su Windows, forse. Ma su Linux va che è una meraviglia. Io lo uso quotidianamente e non ho riscontrato molti problemi. Da quello che dici è evidente che non lo hai neanche provato.
          • kakkola scrive:
            Re: gia lo faccio
            Errata corrige:
            Senza poi contare che Safari, Camino,
            OmniWeb e Shiira esistono solo per
            Mac.
            In realtà safari esiste anche per Windows, ma è talmente miserrimo che non lo prendo neanche in considerazione.
          • Marsh scrive:
            Re: gia lo faccio
            - Scritto da: kakkola
            In realtà safari esiste anche per Windows, ma è
            talmente miserrimo che non lo prendo neanche in
            considerazione.Viene preso in considerazione solo dai fanatici mac che sono costretti a usare windows per motivi random
  • nomeisaname scrive:
    anche se erano 500000
    causa PI sempre in retard
    • a n o n i m o scrive:
      Re: anche se erano 500000
      - Scritto da: nomeisaname
      causa PI sempre in retardinvece sul FdT le notizie escono prima che accadano 8)
  • SkZ scrive:
    gia' raggiunti i 5000 utenti
    notizia un po' in ritardo purtroppo.temo causa fuso orario
    • Nome e cognome scrive:
      Re: gia' raggiunti i 5000 utenti
      e chi se ne frega? Io li ho sull'hd i browser e non solo quelli win32.webmaster wannabe anche tu?
      • hammeronthe net scrive:
        Re: gia' raggiunti i 5000 utenti
        ma secondo te veramente basta avere un tot di browser installati per essere un bravo webmaster (termine tra l'alro generico tra i tanti dell'informatichese markettaro usato per riempire la bocca)?
        • Nome e cognome scrive:
          Re: gia' raggiunti i 5000 utenti
          - Scritto da: hammeronthe net
          ma secondo te veramente basta avere un tot di
          browser installati per essere un bravo webmasterdirei che è obbligatorio.
          (termine tra l'alro generico tra i tanti
          dell'informatichese markettaro usato per riempire
          la
          bocca)?Coniane uno tu ex-novo, genio.
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