Redditi online, spazio all'Operazione Chiarezza

di Ernesto Belisario e Guido Scorza - E' giusto pubblicare online i dati dei dirigenti pubblici come prevede l'Operazione Trasparenza del ministro Brunetta? Significa rispettare le regole? E quei dati sono davvero significativi?

Nei giorni scorsi si è fatto un gran parlare dell’ Operazione Trasparenza lanciata dal Ministro Brunetta, anche se nessuno ne conosce con esattezza i termini in mancanza della pubblicazione del provvedimento con il quale la stessa è stata disposta.
Da quanto è dato comprendere dalle dichiarazioni rese dal Ministro nella conferenza stampa del 24 maggio, tuttavia, l’Operazione dovrebbe consistere nella pubblicazione sul sito internet del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione dei dati del personale, organigrammi, numero dei dirigenti, retribuzioni lorde, telefono, email e curriculum vitae dei dirigenti nonché dei tassi di assenza per ufficio.
Con una lettera dello scorso 30 maggio , inoltre, il Ministro Brunetta ha invitato i suoi colleghi di Governo a seguire l’esempio.

L’idea è buona ma le modalità con cui è stata attuata lasciano perplessi, soprattutto perché l’iniziativa cade a poche settimane di distanza dal gran baccano sollevato dalla pubblicazione on-line dei redditi dei contribuenti italiani e dalla decisione con la quale il Garante per la Privacy ha accertato l’illegittimità del provvedimento con il quale il Direttore Generale dell’Agenzia aveva disposto la pubblicazione degli elenchi.
In quell’occasione – lo ricorderanno i lettori di Punto Informatico – si disse che il fatto che i dati dei redditi dei contribuenti italiani fossero pubblici non ne legittimava, comunque, la pubblicazione online.

Oggi, il Ministro Brunetta, nel lanciare la sua “Operazione Trasparenza” dichiara di agire nel rispetto della disciplina vigente e delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali .
Difficile contraddirlo in assenza di un provvedimento che chiarisca quali dati esattamente formeranno oggetto di pubblicazione e con quali modalità e, soprattutto, in mancanza di una richiesta di parere formale al Garante che, sin qui, sembra essersi limitato ad “annuire tacitamente con il capo”.
Proviamo a vederci chiaro lanciando – ci sia consentito un gioco di parole – una “Operazione Chiarezza” .

La disciplina sulla privacy stabilisce – lo ha ricordato il Garante nel citato provvedimento nel Caso redditi online -che le pubbliche amministrazioni possano procedere alla comunicazione e diffusione di dati personali solo ed esclusivamente quando previsto da una norma di legge e con le modalità e nei termini da essa dettati.
In tale contesto è evidente che in assenza di un’adeguata copertura normativa l’iniziativa del Ministro Brunetta – per quanto giusta e meritevole di approvazione – non potrebbe aver seguito ponendosi, altrimenti, in contrasto con la vigente disciplina in materia di Privacy ed imponendo al Garante – così come accaduto nel Caso Redditi on-line – di intervenire per porvi fine.

Vediamo, dunque, cosa dice la legge.
L’ art. 54 del Codice dell’Amministrazione Digitale (D. Lgs. n. 82/2005) obbliga – e non già semplicemente permette – le Pubbliche Amministrazioni a pubblicare sul proprio sito internet “l’organigramma, l’articolazione degli uffici, le attribuzioni e l’organizzazione di ciascun ufficio” ma anche “i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici” e “l’elenco completo delle caselle di posta elettronica istituzionali attive, specificando anche se si tratta di una casella di posta elettronica certificata”.

Nessun dubbio, quindi, sul fatto che la pubblicazione di tali dati, cui il Ministro Brunetta ha annunciato di voler procedere nell’ambito dell’Operazione Trasparenza, sia lecita.
Occorre, tuttavia, chiarire – nell’ambito della nostra piccola Operazione Chiarezza – che, in questo caso, non si tratta di scelte politiche discrezionali ma, più semplicemente, di necessaria applicazione di prescrizioni di legge vigenti.

Tanto per intenderci, non pubblicare questi dati sul sito di ogni Ministero (e, più in generale, di ogni altra PA) costituirebbe un’aperta violazione del Codice dell’Amministrazione Digitale che, per quanto dimenticata, è una legge – peraltro ormai anagraficamente matura – di questo Paese.
In questo senso è difficile comprendere – da un punto di vista giuridico s’intende – il senso dell’ invito rivolto dal Ministro Brunetta ai suoi colleghi di Governo affinché seguano il suo esempio e pubblichino tali dati online.
L’ invito è fuori posto. Al riguardo, al massimo, si sarebbe potuto comprendere un richiamo al rispetto della normativa vigente. Non bisogna più convincere nessuno sui benefici che cittadini e PA ricaverebbero dall’attuazione del CAD e non è più tempo di discorsi autoreferenziali.
Le norme ci sono ormai: bisogna soltanto farle applicare e, se non danno buona prova di sé, modificarle.

Discorso diverso merita, invece, la questione della pubblicazione delle retribuzioni (lorde) dei dirigenti del Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione e, nella misura in cui gli altri Ministri raccoglieranno l’ invito del collega Brunetta, quelli dei dirigenti di tutti gli altri Ministeri e delle relative strutture collegate.

Al riguardo l’art. 1, comma 593, della Legge Finanziaria 2007 (Legge n. 296/2006) dispone la necessaria e preventiva pubblicazione via web della retribuzione dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni il cui incarico sia stato conferito ai sensi dell’art. 19, comma 6, D. Lgs. n. 165/2001 nonché dei consulenti, dei membri di commissioni e di collegi e dei titolari di qualsivoglia incarico corrisposto dallo Stato, da enti pubblici o da società a prevalente partecipazione pubblica non quotate in borsa.

Ancora una volta la legge non permette la pubblicazione on-line delle retribuzioni dei soggetti individuati nella norma ma la impone e, ancora una volta, pertanto, l’Operazione Trasparenza – ammesso che tutti i dirigenti di cui si discute siano stati nominati ai sensi del richiamato comma 6, art. 19, D. Lgs. n. 165/2001 – costituirebbe semplicemente un’Operazione di applicazione della disciplina vigente.

Se, invece, uno o più dei dirigenti cui si riferiscono i redditi già pubblicati o quelli che verranno pubblicati nelle prossime settimane non fosse stato nominato alla stregua della richiamata disposizione, mancherebbe una norma di copertura per l’iniziativa del Ministro Brunetta che, di conseguenza, dovrebbe astenersi dal provvedervi in assenza di esplicito e libero consenso da parte di tutti i dirigenti rilasciato dopo prestazione di adeguata informativa sui termini e le modalità di pubblicazione dei propri redditi.
Il Ministro Brunetta, in effetti, nella sua conferenza stampa ha dichiarato – quasi a mettere le mani avanti – di aver agito con il consenso dei suoi dirigenti, consenso acquisito dopo qualche iniziale “resistenza”.
Il consenso prestato da un dirigente nelle mani del suo Ministro, tuttavia, fa sorgere qualche perplessità sotto il profilo della sua effettiva “libertà”.

L’Operazione Trasparenza, a regime, dovrebbe vedere la pubblicazione anche dei curricula dei dirigenti e dei dati relativi al raggiungimento degli obiettivi; anche in questo caso l’unica strada praticabile e legittima dal punto di vista giuridico è quella che prevede che l’Amministrazione richieda agli interessati il necessario consenso, così come prescritto dal Codice Privacy.

A voler seguire la strada indicata dal Ministro Brunetta, quindi, appare opportuno dettare regole nuove che chiariscano i rapporti tra il regime di pubblicità e conoscibilità dei dati e la disciplina sulla privacy.

In mancanza, è prevedibile che le iniziative avviate da politici e dirigenti illuminati saranno destinate a fallire perché bloccate dalle difficoltà nell’acquisizione di tutti i consensi necessari e dal contenzioso che potrebbe derivarne.
Frattanto spetta al Garante per la protezione dei dati personali verificare che tutto, nell’ambito dell’Operazione Trasparenza si stia svolgendo effettivamente nel rispetto della disciplina vigente e ciò a tutela della certezza del diritto che non può e non deve essere posta nel dubbio attraverso l’assunzione di posizioni o orientamenti ondivaghi e difficilmente giustificabili in assenza di motivazioni puntuali, rigorose e, soprattutto, trasparenti.

Se la regola dettata dal Codice Privacy è – come il Garante ha insegnato nel Caso Redditi online – che la Pubblica Amministrazione può comunicare o diffondere dati personali solo in presenza di una norma di legge che a ciò la autorizzi e con le modalità previste da detta norma, l’Autorità non può oggi lasciare che in assenza di adeguata copertura normativa – nel solo nome di un generico obiettivo trasparenza – i redditi di migliaia di dirigenti pubblici finiscano on-line in file pdf destinati ad appartenere per sempre alla Rete globale.

Non si tratta di chiedersi se è giusto o ingiusto o, piuttosto, di interrogarsi sull’opportunità politica del gesto ma, semplicemente, di chiarire, una volta di più, che le regole sono regole e che vanno rispettate in ogni contesto e stagione politica.

Ci sia consentita un’ultima annotazione: la pubblicazione delle retribuzioni lorde dei dirigenti dei ministeri italiani riveste ben poca utilità e rischia anzi di risultare fuorviante in assenza della pubblicazione di adeguati indici di misurazione del complesso dei fringe benefits di cui ciascuno di tali soggetti può effettivamente disporre (auto, telefonini, pc, connessione ad internet ecc..).
Operazione Chiarezza appunto.

Ernesto Belisario
Guido Scorza

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  • Kiko scrive:
    Come si fa a capire chi sì e chi no?
    Dovere è una delle parole più importanti della vita. Dovere e libertà a volte si trascinano a vicenda o si spingono in modo violento. O l'una oscura l'altra o viceversa, e viceversa.Più che il dovere di tacere, mi sembra il caso di parlare di diritto di non guardare e diritto di non leggere.La strana idea di far tacere una persona mi suona molto familiare in questa nostra Italia e il risultato che vedo in giro è soltanto un malcontento generale e generalista che mi fa paura e mi provoca tristezza."stiamo per seppellire la speranza che i blog potessero essere un'oasi di scambio competente e divertito di informazioni da parte di persone intelligenti": a questo punto mi vien da pensare che manchino le persone intelligenti, l'informazione c'è e rimane. Deve rimanere.
  • Fabio Metitieri scrive:
    Ma l'editoriale dove e', comunque?
    Che poi, Mafe, insomma... sempre li' stai: cari blogger, se proprio non vi piace quello che fanno le aziende, OK, non venite agli eventi, peggio per voi, perche' vi pagherebbero anche le spese, pero' almeno statevene zitti invece di litigare come delle comari...Evvia, tanto se avete abbastanza accessi anche se non eravate in lista questa volta vi faremo invitare la prossima perche' ce n'e' un po' per tutti.Per cui, per favore, non criticate e non raccontate sempre tutto a tutti, altrimenti le aziende si scocciano e di Tramezzini non ce ne saranno piu' per nessuno, neppure per noi che come loro consulenti ne mangiamo da anni, e di belli imbottiti.Insomma, piu' che editoriali, Mafe, i tuoi assomigliano sempre di piu' a dispacci per la truppa scritti dal generale di turno. Magari a Caporetto... O per vincere a Waterloo.;-)E quindi non criticate Twitter perche' io ai miei clienti lo propongo, e non criticate le aziende che vi danno il biscottino, perche' io ci sto lavorando, e non protestate per chi invitano e chi no e come, perche' senno' non inviteranno piu' nessuno...Ma, Mafe, di "idee", quelle vere, preferibilmente nuove, e in ogni caso slegate dal tuo personalissimo business (e, per carita', un business piu' che legittimo), ma non ne hai proprio piu'?Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
    • raptus scrive:
      Re: Ma l'editoriale dove e', comunque?
      Credo che siano provocazioni (o almeno spero), forse l'analisi "superficiale" serve solo ad innescare il dibattito...
  • muffa scrive:
    Il dovere di tacere
    Dopo quasi 24 ore che questo titolo continua a campeggiare nella homepage di Corriere.it a me e' venuto il dubbio che davvero esistesse una cittadina calabrese con un nome simile. Ho controllato, non esiste.http://www.mantellini.it/2008_04_01_archivio.htm
  • Fabio Metitieri scrive:
    Crisi di quali media???
    Mafe, senza polemiche.... A parte il fatto che la crisi del giornalismo - come ho detto spesso, ultimamente, e non lo dico solo io, naturalmente - e' abbastanza complicata, e che lo schema giornalista che produce informazione e blogger che fanno da watchdog non esiste, ma...Che l'industria dei media (testate comprese, suppongo)sia morta e' una battuta, vero?No, perche' ormai non si capisce piu' quando sei seria e quando scherzi.Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
  • Funz scrive:
    Ci sono due tipi di blogger:
    quelli che per me scrivono cose interessantiquelli che per me non hanno niente di interessante da scrivere.di solito basta una scorsa alla homepage per capirlo.I commenti possono tranquillamente essere ignorati, specie nei blog più frequentati.Dove sta il problema?
    • picchiatello scrive:
      Re: Ci sono due tipi di blogger:
      - Scritto da: Funz
      quelli che per me scrivono cose interessanti
      quelli che per me non hanno niente di
      interessante da
      scrivere.

      di solito basta una scorsa alla homepage per
      capirlo.
      I commenti possono tranquillamente essere
      ignorati, specie nei blog più
      frequentati.
      Dove sta il problema?Vediamo:Che alcuni blogger non sono stipendiati dall'azienda A se lo fossero non potrebbero scrivere che bene dell'azienda A ed allora rientrerebbero nella Tua categoria "quelli che per me non hanno niente di interessante da scrivere".Viceversa esistono a mio avviso un buon numero di blogger-siti rientranti nella Tua categoria "quelli che per me scrivono cose interessanti" che non lesinano buone "bastonate quando ce vo' ce vo'..."
      • Funz scrive:
        Re: Ci sono due tipi di blogger:
        - Scritto da: picchiatello

        Che alcuni blogger non sono stipendiati
        dall'azienda A se lo fossero non potrebbero
        scrivere che bene dell'azienda A ed allora
        rientrerebbero nella Tua categoria "quelli che
        per me non hanno niente di interessante da
        scrivere".Si...
        Viceversa esistono a mio avviso un buon numero di
        blogger-siti rientranti nella Tua categoria
        "quelli che per me scrivono cose interessanti"
        che non lesinano buone "bastonate quando ce vo'
        ce
        vo'..."Certo, non si può essere sempre d'accordo al 100% con tutto quello che qualcuno scrive, e anche un'opinione avversa serve a formare meglio le proprie.(qui siamo in 2 a parlare senza avere granché da dire :p )
        • picchiatello scrive:
          Re: Ci sono due tipi di blogger:
          - Scritto da: Funz
          (qui siamo in 2 a parlare senza avere granché da
          dire :putch allora ricadiamo nel 1° segmento Mafe... ;)
  • mythsmith scrive:
    Stronzate
    Stronzate.http://it.wikipedia.org/wiki/Stronzate._Un_saggio_filosoficoI blog personali sono spesso solo uno dei tanti modi per propagarle. Sottolineo blog personali , perché cosa diversa sono quelli "aziendali" o professionali, dove chi scrive parla del proprio lavoro/attività (al limite, hobby) quindi di qualcosa che all'incirca conosce.I loro autori non hanno inventato nulla: prendono spunto dai media generalisti tradizionali, dove rarissimamente i veri esperti vengono chiamati a rispondere delle questioni, ma solo simpatici opinionisti che parlano per sentito dire.Non che gli esperti conoscano le risposte: il problema è che portano le discussioni su un livello superiore, che richiede logica e ragionamento per essere compreso e valutato. Cose insomma che l'infotainment aborrisce.I "blog drammi" non sono diversi da quello che vediamo tutti i giorni in tv. Solo non ci sono persone artificialmente famose dietro, quindi tendiamo a ritenerlo un fenomeno più miserabile. La differenza che conta è che i blog puoi sceglierli. Puoi escludere quelli che non citano fonti autorevoli quando sostengono una tesi; quelli che parlano per sentito dire; quelli che si sbagliano ma non correggono.Puoi costruirti la tua cartella di segnalibri, la tua oasi di scambio competente e divertito di informazioni da parte di persone intelligenti .Per una volta sono (ero) parzialmente d'accordo con Mafe:http://daniele.modena1.it/blog/archive/2005/03/28/ecco-il-mio-blog
  • generale scrive:
    che bello generalizzare
    i blogger, questi sciocchi scribacchini di nulla.ma si, meglio che stiano zitti...
  • fgbdgjbnstk hgdk scrive:
    ah, ma allora esiste...
    ...qualcuno che legge i "blog"
    • Renji Arabaradai scrive:
      Re: ah, ma allora esiste...
      - Scritto da: fgbdgjbnstk hgdk
      ...qualcuno che legge i "blog"a parte i fessi che ci scrivono intendi?
    • BirdBadula scrive:
      Re: ah, ma allora esiste...
      - Scritto da: fgbdgjbnstk hgdk
      ...qualcuno che legge i "blog"quoto! in effetti i weblog sono la cosa più inutile mai inventata (a parte la televisione e il calcio ovviamente)
    • mantanavai scrive:
      Re: ah, ma allora esiste...
      - Scritto da: fgbdgjbnstk hgdk
      ...qualcuno che legge i "blog"imho questi blogger sono solo tizi vanitosi e narcisisti che si parlano addosso in maniera autoreferenziale
  • raptus scrive:
    L'assioma del web 2.0
    consiste nel far lavorare gli utenti per te e guadagnarci sopra con pseudo-servizi o pubblicità.Quando usi Google non stai ricevendo un servizio, stai compilando un ranking; non è una novità visto che si applica alla stampa da tempo immemore: quando compri un giornale in realtà vieni venduto dall'editore agli inserzionisti (questa pubblicità vale tot perchè verrà letta da x numero di lettori). Naturalmente vale anche per la televisione.Sulla base di questo più fesserie si scrivono, più pagine si pubblicano, più lettori navigano, più spazi pubblicitari si vendono.La qualità dell'informazione c'entra poco o nulla (colpa principalmente dei giornalisti che non entrano in nessuna redazione se prima non presentano un certificato di "sana e robusta prostituzione").Giornalisti-sacerdoti che vivono solo per divulgare la verità non ne conosco ed i blog mantengono solo in parte quella promessa di democrazia che Internet aveva fatto all'inizio (godiamocela finchè dura: prima o poi annegherà nei filtri imposti dalle censure locali).Dico solo in parte perchè la tendenza è di usarla per lamentarsi: ci sono in rete 300 milioni di piagnistei. Beppe Grillo, tanto per citare il più famoso, ha perso le doti di comunicazione comica guadagnando molto di più con la semplice indignazione.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: L'assioma del web 2.0
      contenuto non disponibile
      • raptus scrive:
        Re: L'assioma del web 2.0
        Quando la censura sarà maggiormente consolidata come prassi avrai più possibilità di trovare quello che ti serve andando a caso: meglio che cominci ad allenarti :) ...Tu cerchi ma trovi solo quello che fa comodo a loro: se per te questa è ricerca...Schmidt, Brin e Page credo che puntino solo ai soldi: il tuo stato di necessità informativa conta solo per il loro lucro, credo che sia da ingenui credere che lo stiano facendo per il bene dell'umanità. Google censura per mission aziendale (vedi ultima assemblea degli azionisti), quindi non stai più ricevendo un servizio: sono spazi pubblicitari da riempire, compilati con criteri del tutto arbitrari di cui non si conosce nulla, neanche l'algoritmo di ranking...Un po' di spirito critico non fa mai male, soprattutto nei confronti degli strumenti che usi per formare le tue opinioni, altrimenti possiamo anche ritornare ai dogmi.Il fatto, inoltre, che ci sia un solo competitor nel settore rende inutile la ricerca a fini "scientifici" (molto poco credibile dal punto di vista dell'obbiettività)Non sto dicendo che Google sia del tutto inutile solo che va assunto con la dovuta cautela e andrebbe tenuto lontano dalla portata dei "bambini".
        • Toshiro Mifune scrive:
          Re: L'assioma del web 2.0
          ignoralo, non è il vero unaDuraLezione
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            contenuto non disponibile
          • Toshiro Mifune scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Toshiro Mifune

            ignoralo, non è il vero unaDuraLezione

            ?dai che lo sai...
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: L'assioma del web 2.0
          contenuto non disponibile
          • raptus scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0

            Fra 1000 anni sarai morto, perchè non ti alleni
            oggi a farti mangiare dai
            vermi?Mangiamoci la merda: miliardi di mosche non possono essersi sbagliate (Freak Antoni, se non erro).Il servizio di Google è già morto (senza aspettare mille anni):(29 aprile 2008) - Google, consigli agli azionisti "Non votate contro la censura" - http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-7/google-censura/google-censura.html(12 maggio 08) Google, e gli azionisti applaudono - http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2281320
            Ieri cercavo la password di un RAR scaricato
            chissà dove...Caro il mio, sto cercando di parlare di argomenti un po' più ampi, non delle password dei tuoi file...
            MA NO ASPETTA.. STO CERCANDO DI FARTI CAPIRE CHE
            UN MOTORE DI RICERCA E' UTILE... NO DAI ... NON
            PUOI ESSERE
            VEROio invece avevo citato un esempio e siamo cascati OT per il solito vizio di guardare il dito e non la luna
            ma sei pazzo o cosa?Tipico: quando finiscono gli argomenti ci si butta sull'insulto. Non vale la pena continuare così.
            HO DETTO CHE UN MOTORE DI RICERCA E' UN SERVIZIO
            UTILE NON TUTTE LE MINCHIATE CHE MI (ANZI TI)
            STAI METTENDO IN
            BOCCA.Smetti di leggere se ti danno così fastidio o, come dice la De Baggis, si deve stare zitti perchè i depositari delle verità possano, nel silenzio, illuminare il mondo con la loro visione?Io cerco il confronto, non la sopraffazione.

            Non sto dicendo che Google sia del tutto inutile

            l'hai detto chiaramente più volte: "non è un
            servizio".
            Parole tue.Ma è così difficile capire la differenza fra "servizio" e "lucro"?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            contenuto non disponibile
          • raptus scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0


            Mangiamoci la merda: miliardi di mosche non

            possono essersi sbagliate

            E questo cosa dimostrerebbe?Che se prendi per buono tutto quello che fanno gli altri solo perchè sono in tanti a farlo vuol dire che fai branco (la cui intelligenza è inversamente proporzionale al numero di cervelli che lo compone) invece di fare gruppo.Mi sta venendo il dubbio che il doppio passaggio logico per alcuni è un problema, devo usare figure più semplici.Può essere un mio errore di comunicazione...
            Allora vedi di *IMPARARE* l'italiano.
            Il dizionario è molto chiaro al riguardo: in
            nessun modo il servizio esclude il
            lucro:

            servìzio [ser'vitsjo]
            s.m.Bravo, sai leggere, adesso vedi anche "lucro".Dico semplicemente che è da stupidi (senza offesa per nessuno) andare da chi antepone il lucro al servizio. Se vado da un medico "lucrante" (che prende soldi su determinati farmaci) tenderà a darmi quelli che lo fanno guadagnare invece di quelli che mi fanno guarire.Se io so che il medico lucra lo cambio. NATURALMENTE PUOI CONTINUARE A CERCARE LE TUE PASSWORD IN TUTTA TRANQUILITA'. Io non ti biasimo. :)Per inciso: al resto non vale la pena rispondere, non mi interessano i flame.Adesso basta con Google però, siamo OT...
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            contenuto non disponibile
          • raptus scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0

            e questo cosa c'entrerebbe col fatto che la tua
            idea di non usare i motori di ricerca è
            un'idiozia?Posso chiederti di citarmi dove l'ho scritto? (non le tue interpretazioni)
            TU NON HAI MAI PARLATO DI LUCRO. NON CERCARE DI
            CAMBIARE LE CARTE IN
            TAVOLA.
            Mi stai facendo "quotare addosso" e questo non te lo perdono :)dalla seconda lettera di Raptus ai punto-informatici:"Sulla base di questo più fesserie si scrivono, più pagine si pubblicano, più lettori navigano, più spazi pubblicitari si vendono."intendo: i blog, come l'oramai pseudo-servizio di Google, servono a generare traffico per guadagnare con la pubblicità (così è più semplice?).Perciò, indipendentemente dalle fesserie che ci si scrivono, hanno un'utilità economica (per chi li pubblica)...Se Punto Informatico non avesse i commenti quanti lettori perderebbe?Quanto del traffico di PI è generato dai post e quanto dagli articoli?Io e te adesso stiamo generando contenuti per i loro sponsor (finchè è fatto in modo trasparente per me non ci sono problemi) ma diamo anche la possiblità ad una testata giornalistica di campare. Quindi non mi faccio una crociata contro il marketing fino a quando non snatura il servizio a cui si appoggia.Non ho nemmeno paura delle idiozie degli altri per arrivare a dire corbellerie come "state zitti se quello che avete da dire non è conforme ai miei standard": è roba da regime (fascista o comunista, fai tu, non mi interessa)...Io non metto filtri agli altri perchè amo il sano confronto dialettico; preferisco un "non condivido" ad uno "stai sbagliando" in quanto nessuno è depositario di verità universali.
            Perchè non ammetti di avere scirtto un'idiozia?Io mi dovrei scusare perchè tu non capisci?
            Perchp non ammetti di aver dimenticato qualche
            clausola nella tua uscita
            iniziale?Perchè non l'hai letta o, perlomeno, non l'hai capita. Forse avevi troppa fretta di "sfiammare".
            E' molto più semplice, credimi, mr. "google non è
            un servizio"Ma meno divertente. :)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            contenuto non disponibile
          • raptus scrive:
            Re: L'assioma del web 2.0
            - Scritto da: unaDuraLezione
            non ho letto nemmeno tutto (tempo sprecato).Se cominci così non vale proprio più la pena rispondereallora che scrivo a fare?Ciao.
    • Enrico scrive:
      Re: L'assioma del web 2.0
      sarà, ma io mi trovo benissimo col mio ad-blocker di firefox...
      • raptus scrive:
        Re: L'assioma del web 2.0
        Uso FlashBlock, finchè sono immagini o scritte vanno anche bene ma i multimediali non li sopporto...
  • aghost scrive:
    anche i giornalisti...
    quel che vale per i blogger dovrebbe valere anche per i giornalisti, o per certi editoriali. Tutti abbiamo letto fior di corbellerie sui giornali, e siamo sicuri che un buon 30% di quel che si legge sui medesimi è del tutto inutile, ininfluente, insomma aria fritta per riempire la paginazione. Mafe fa poi confusione tra blog tecnico (o aspirante tale) e blog personale. Nel primo caso, sapere di cosa si parla sarebbe auspicabile, ma non obbligatorio, visto che non si tratta di un blog professionale. Nel secondo, ciascuno ha diritto di scrivere quel che gli pare, anche le stupidaggini.I "discorsi da bar" si sono inevitabilmente trasferiti nel bar virtuale della rete, ma nessuno si sognerbbe, al bar, di zittire qualcuno perché non ne sa abbastanza. E chi lo decide?Il bello dei blog è che ciascuno legge quel che gli piace o gli interessa, nessuno è costretto a leggere un blog per forza. Forza su, vi da così fastidio un po' di libertà di espressione?http://www.aghost.wordpress.com/
    • Homer S. scrive:
      Re: anche i giornalisti...
      - Scritto da: aghost
      quel che vale per i blogger dovrebbe valere anche
      per i giornalisti, o per certi editoriali. Tutti
      abbiamo letto fior di corbellerie sui giornali, e
      siamo sicuri che un buon 30% di quel che si legge
      sui medesimi è del tutto inutile, ininfluente,
      insomma aria fritta per riempire la paginazione.
      Piccolo refuso tecnico. Sostituire 30% con 99%.Grazie.
    • mythsmith scrive:
      Re: anche i giornalisti...
      Quoto.Ho letto dopo questo post, mi spiace di aver ripetuto le cose più sotto.
    • picchiatello scrive:
      Re: anche i giornalisti...
      - Scritto da: aghost E chi lo
      decide?
      Il succo del discorso e' che l'azienda per promuovere un prodotto in cui ha investito qualche milione di euro e' cosi' arrogante dall'attaccare chi nel suo piccolo ( a ragione o torto) parla male - critica quel prodotto.Ora questa battaglia a priori fa dell'azienda stessa o delle persone che la conducono dei perdenti a "prescindere" come diceva Toto'.Se il prodotto si sa e' scarso o talemente fuori categoria si vuole in un certo senso evitare l'effetto domino di internet in cui quel bambino ( blogger od altro) quando comincia a dire che il re e' nudo e tutti se ne accorgano; per far cio' si previene il tutto dicendo il bimbo che in un prossimo futuro vedrà il re nudo e' orbo e sordo.Se l'azienda e' dalla parte della ragione il problema non esiste in quanto ha talmente tante leggi a proprio favore dal cancellare qualsiasi sito in meno di 4 ore sempre che se ne accorgano....
  • FinalCut scrive:
    questi blogger....
    già... i blogger sono dei rompico***ni per le grandi aziendeSono difficili da comprare (non perché particolarmente retti) ma perché sono in molti e bisogna contattarli uno ad uno...una faticaccia...Inotre sui blog ci sono sempre i commenti degli utenti che rompono ulteriormente i cog***ni magari dando addosso a questo o quel prodotto solo perché non rispetta quanto strombazzato nella campagna di advertising....le grandi aziende trovano sgradevoli i blogger,i giornalisti trovano sgradevoli i blogger, ma questi sono solo i primi fuochi di avvisaglia, la guerra inizierà presto.Oggi in rete coi blogger ci si sono scottate sia Microsoft che Sony (tanto per fare due esempi eccellenti) e le altre vogliono stare attente e non fare la loro fine.le grandi aziende però non hanno fatto i conti con una cosa... i blogger siamo noi (cioè i clienti stessi) tutti noi siamo blogger in senso lato anche quando mandiamo una email agli amici dicendo dell'ultima fregatura che abbiamo comprato.se vogliono chiudere la bocca ai blogger, devono staccarci le email, l'IM, i social network, ecc... a quel punto potranno chiudere anche loro...come al solito riprendo un bell'articolo su Minimarketing:http://www.minimarketing.it/2008/06/quel-futuro-visto-dal-passato.htmlla storia della maledizione di Blade Runner non la sapevo!questo IMHO(linux)(apple)
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: questi blogger....
      contenuto non disponibile
      • ma...ma... scrive:
        Re: questi blogger....
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: FinalCut


        Sono difficili da comprare (non perché

        particolarmente retti) ma perché sono in molti e

        bisogna contattarli uno ad uno...una

        faticaccia...

        Sono molti ma sono letti da pochi, capiti da
        pochissimi e determinanti per il comportamento di
        praticamente
        nessuno.
        Non mi affiderei mai ad un blog per dei consigli
        reali... molto meglio un forum (o usenet) fatto
        di una moltitudine di persone che ho imparato a
        conoscere nel
        tempo.ma.... ma...... hai fatto un commento intelligente...... sei sicuro di sentirti bene e di essere te stesso?
        • Toshiro Mifune scrive:
          Re: questi blogger....
          - Scritto da: ma...ma...
          - Scritto da: unaDuraLezione

          - Scritto da: FinalCut




          Sono difficili da comprare (non perché


          particolarmente retti) ma perché sono in
          molti
          e


          bisogna contattarli uno ad uno...una


          faticaccia...



          Sono molti ma sono letti da pochi, capiti da

          pochissimi e determinanti per il comportamento
          di

          praticamente

          nessuno.

          Non mi affiderei mai ad un blog per dei consigli

          reali... molto meglio un forum (o usenet) fatto

          di una moltitudine di persone che ho imparato a

          conoscere nel

          tempo.

          ma.... ma...... hai fatto un commento
          intelligente...... sei sicuro di sentirti bene e
          di essere te
          stesso?secondo me non è il vero unaDuraLezione, ma un impostore
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: questi blogger....
          contenuto non disponibile
      • FinalCut scrive:
        Re: questi blogger....
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: FinalCut


        Sono difficili da comprare (non perché

        particolarmente retti) ma perché sono in molti e

        bisogna contattarli uno ad uno...una

        faticaccia...

        Sono molti ma sono letti da pochi, Si ma anche no, Beppe Grillo per esempio ha accessi paragonabili a Repubblica.ite se lasci l'Italia da parte le cose vanno anche meglio.
        capiti da
        pochissimi e determinanti per il comportamento di
        praticamente
        nessuno.non è vero, fidati so quel che dico.Posso portarti solo esempi di pubblico dominio, per esempio i già citati "Sony DRM" e "Windows Vista", ma credimi sono in molte le aziende "colpite" dal fenomeno.In Italia ci aggiungerei anche la l'azienda "politica" ribattezzata in "La Casta" ;)Le aziende lo sanno, le indagini di mercato dicono quello che tu non immagini, sfortunatamente (per noi) in Italia il fenomeno è meno grave (per le aziende) quindi noi italiani siamo più "malleabili"... dalla De Filippi & Co....
        Non mi affiderei mai ad un blog per dei consigli
        reali... ovvio che non mi affiderei mai a "geekissimo.com" per fare un acquisto, tanto varrebbe credere anche alla De Filippi.Però Beppe Grillo è anche lui un blogger sempre per fare un esempio solo...Ma ci sono diversi blogger che personalmente seguo e di cui mi fido.
        molto meglio un forum (o usenet) fatto
        di una moltitudine di persone che ho imparato a
        conoscere nel
        tempo.e io che credi che intendessi dire quando ho detto che siamo tutti blogger in senso lato???? ma hai letto quello che ho scritto?sembra di no.(linux)(apple)
  • picchiatello scrive:
    Vediamola da un altro punto di vista
    Alcune aziende hanno commesso tanti e tali errori in passato, si sono costruiti una reputazione cosi' pessima e bassa sui propri prodotti che anche l'ultimo dei blogger assume "verità" agli occhi dei lettori...che poi sono anche dei consumatori insodisfatti.Mi vien da pensare dalle parole di Mafe che le prime non sanno scegliere nemmeno chi invitare al brunch ...
    • FinalCut scrive:
      Re: Vediamola da un altro punto di vista
      - Scritto da: picchiatello
      Alcune aziende hanno commesso tanti e tali errori
      in passato, si sono costruiti una reputazione
      cosi' pessima e bassa sui propri prodotti che
      anche l'ultimo dei blogger assume "verità" agli
      occhi dei lettori...che poi sono anche dei
      consumatori
      insodisfatti.
      Mi vien da pensare dalle parole di Mafe che le
      prime non sanno scegliere nemmeno chi invitare al
      brunch
      ...azz.. mi hai fregato sul tempo di pochi minuti, abbiamo detto la stessa cosa espressa in maniera diversa.(linux)(apple)
      • picchiatello scrive:
        Re: Vediamola da un altro punto di vista
        - Scritto da: FinalCut

        ...


        azz.. mi hai fregato sul tempo di pochi minuti,
        abbiamo detto la stessa cosa espressa in maniera
        diversa.

        (linux)(apple)e no calma la tua e' piu' articolata chapeau ...
  • Parolaro scrive:
    A mafe manca un ultimo passo
    l'autoanalisi. poi questa rubrica chiuderà. anche il suo blog.
    • TacerePoter e scrive:
      Re: A mafe manca un ultimo passo
      Evidentemente lei ritiene di aver il diritto di non tacere. Non ci siamo proprio. Quanta fuffa.
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