Entrano in vigore le nuove regole sul packaging, in tutta Europa. L’applicazione della PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation) è prevista a partire dal 12 agosto 2026, in tutti i Paesi del blocco. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto sull’ecosistema causato dalla produzione del materiale da confezionamento, spesso plastica derivata da combustibili fossili, ma non solo. Si punta anche a diminuire in modo importante la presenza dei pericolosi PFAS.
In vigore le nuove regole Ue sul packaging
L’acronimo è quello che identifica le sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate utilizzate per la produzione dei contenitori dei cibi, per le loro proprietà idrorepellenti e oleorepellenti. Si trovano spesso in grande quantità negli incarti, nei sacchetti da utilizzare in microonde e nelle scatole per le pizze. Sono note anche come forever chemicals perché non si smaltiscono mai, accumulandosi nell’ambiente e nel corpo umano. Alcune sono classificate come cancerogene e collegate a tumori come quelli a reni, prostata e testicoli oltre che ad altre malattie.
Quello alimentare non è l’unico settore interessato dalla novità. Vale anche per qualsiasi altra tipologia di prodotti, inclusi quelli tecnologici. L’Europa mira a promuovere il concetto di economia circolare e il riciclo delle risorse. Con questo scopo, a partire dal 2028 introdurrà un nuovo sistema di etichette che aiuterà le persone a fare la raccolta differenziata in modo corretto.
L’ennesimo step è previsto dal 2030, quando entreranno in vigore ulteriori misure. Una in particolare porrà dei limiti stringenti sullo spazio vuoto incluso in un packaging e sull’utilizzo di plastiche monouso in contesti come gli hotel e i ristoranti. Chiudiamo con il commento di Jessika Roswall, Commissaria per l’ambiente.
Il nuovo regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio è un investimento nel futuro dell’Europa: contribuirà a ridurre i rifiuti, ad aumentare il riciclo, a rendere più sicuri per i consumatori gli imballaggi a contatto con gli alimenti, limitando le sostanze nocive come i PFAS, e a ridurre la nostra dipendenza dalle materie prime vergini. Si tratta di passi essenziali verso un’economia veramente circolare.