Palermo, dissequestrati i siti di Gem Television

GoingTelevision e GemTelevision possono tornare ad operare come richiesto dall'azienda che nei giorni scorsi se li era visti sequestrare. I legali: una vicenda che dimostra le contraddizioni che pesano sul diritto d'autore all'italiana
GoingTelevision e GemTelevision possono tornare ad operare come richiesto dall'azienda che nei giorni scorsi se li era visti sequestrare. I legali: una vicenda che dimostra le contraddizioni che pesano sul diritto d'autore all'italiana

GoingTelevision.com e GemTelevision.net mentre scriviamo risultano ancora sotto sequestro,ma al più presto saranno nuovamente accessibili a tutti gli utenti Internet. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha infatti accolto il ricorso di Gem Television e ordinato il dissequestro dei due spazi web sottoposti nelle scorse settimane a sequestro preventivo per una presunta violazione delle leggi sul diritto d’autore.

Un dissequestro dovuto, spiegano i legali che si sono occupati della vicenda, visto che quei siti “non hanno mai contenuto opere tutelate dal diritto d’autore”. Perché allora sono stati sequestrati? Molto si deve evidentemente alle innumerevoli incertezze che pesano sul diritto d’autore in Italia , dovute a normative che continuano a non essere chiare, affastellate le une sulle altre e condizionate da una giurisprudenza tutt’altro che coerente.

Lo dicono a Punto Informatico gli stessi avvocati, Stefano Ricci del Foro di Milano e Mario Caputo di quello di Palermo: “Ovviamente siamo molto soddisfatti che il Tribunale abbia accolto le ragioni del sig. Cucolo (il titolare di Gem Television, ndr.) e questo dimostra come, ancora una volta,la normativa sul diritto d’autore sia estremamente complessa, di difficile interpretazione ed ancorata a presupposti continuamente messi in discussione dall’evoluzione delle nuove tecnologie. Una norma, tanto più se di carattere penale, deve essere chiara, altrimenti provoca interpretazioni giurisprudenziali contrastanti e disorientamento negli operatori del settore”.

Una situazione che i lettori di Punto Informatico conoscono bene, che continua a produrre danni e sulla quale molti esperti da lungo tempo richiamano l’attenzione del legislatore.

PI ha anche potuto raccogliere una dichiarazione proprio di Gabriele Cucolo, pioniere del settore della distribuzione digitale in Italia, che ha ribadito ancora una volta di non avere “alcuna remora nello scusarmi pubblicamente con gli utenti e le associazioni di categoria per i contenuti protetti che erano reperibili su rifletto e riflettotv. Ero convinto, in base ad un precedente giurisprudenziale del Tribunale di Milano, che il mio comportamento fosse legittimo”. Il riferimento è alla vicenda di RiflettoTV , che non è però direttamente coinvolta in quest’ultima questione. Lo sottolinea proprio Cucolo: “Mi sono immediatamente ribellato, però, al sequestro degli altri due siti che non contenevano contenuti protetti e sono molto soddisfatto per il provvedimento del Tribunale di Palermo”.

Cucolo ha anche spiegato a Punto Informatico di aver “fiducia, come già detto sin dall’inizio, che sarà possibile far luce su tutti gli aspetti di questa vicenda che ha danneggiato me e la mia società”. “Sono disponibile – ha anche specificato – ad instaurare un dialogo con le associazioni di categoria anche attraverso i mie stessi canali di comunicazione, dialogo volto anche a sensibilizzare tutti gli operatori sull’esigenza di una semplificazione della normativa di settore. È importante fare chiarezza, tanto più in un settore economico strategico e fortemente innovativo”.