Palude WiMax, ecco come se ne può uscire

di Michele Favara Pedarsi - Una strada c'è ed è nelle mani e nelle possibilità del ministro delle Comunicazioni. L'unica via per ribaltare l'impostazione del WiMax all'italiana è la flessibilità. Il quadro

Roma – Dopo la panoramica , dopo anche essermi disperato , vengo finalmente a dire la mia sul WiMax: sono d’accordo con tutti tranne quelli che non hanno considerato gli altri, dove per “altri” intendo anche il sistema paese. Si chiama “fare sistema” ed è il contrario del partito NIMBY-BANANA . E in questo senso sembra andare il documento presentato congiuntamente da DS e Margherita il 5 aprile scorso e contenente una proposta di gestione delle frequenze; ma anche quel documento, proposta forse ancora un po’ acerba anche se nell’ottica giusta, non basta a respingere le pressioni delle lobby.

La palla WiMax al momento è al Ministero delle Comunicazioni ai piedi del Ministro Paolo Gentiloni, il quale può fare tutto quel che serve indipendentemente da quanto statuito dall’Autorità TLC. Ma farà quello che serve al paese solo se gli indichiamo con forza qual è il pubblico interesse – se non ti esprimi, non esisti – e vorrà farlo perché anche lui ci tiene ad aggregare il consenso necessario ad essere rieletto. Internet, al contrario della TV, vi permette di dire la vostra, e senza dover spostare le natiche dalla poltrona, perdere giornate di stipendio per andare a manifestare, e nemmeno spendere soldi per il francobollo: non importa se non avete fatto neanche le scuole medie o siete invece dei guru delle TLC, fatelo .
Quella che segue, attenzione, non è la mia (possessivo) ricetta; io sono soltanto uno che scrive una possibile miscela di tutto ciò che già esiste nell’ottica della flessibilità; unico vero punto di convergenza universale.

Credo che per soddisfare quello che al momento sembra essere l’orientamento europeo per il mercato, dare priorità agli interessi del paese – ovvero collegare tutti, prima possibile, simmetricamente – ascoltare il mondo accademico così come i rantoli dell’industria, dovremmo dividere lo spettro in 3 parti uguali : un terzo (21Mhz) regolato con il metodo tradizionale; un terzo (21Mhz) regolato con il metodo market driver, introducendo cioè la possibilità per gli operatori di cedersi l’un l’altro la concessione; un terzo (21Mhz) regolato con il modello open spectrum con una normativa cioè che non esprime chi può usarlo o come deve essere usato, e che non crei dei gradini d’ingresso di nessuna natura (es: pagamento di una gabella). Il tutto amalgamato da regole generali, trasversali cioè a tutte le fasce di utilizzo, che impongono interoperabilità e interconnessione; quest’ultima caratterizzata da un livello minimo di qualità.

Questo – analogamente a quanto segnalato da Stefano Quintarelli – se si vuole assumere subito un assetto flessibile e quindi competitivo.

Il regolamento infimo appena varato dall’Autorità TLC individua 3 licenze per macroregione, il governo, se proprio deve dividere lo spettro, può trasformare queste licenze in 3 ecosistemi indipendenti – servizio pubblico finalizzato al solo servizio universale entry-level, market-driven e open spectrum – che daranno tra qualche anno dati concreti, e facilmente comparabili, sulle performance dei 3 diversi modelli di gestione.

Fermo restando che, come rilevato dallo stesso Fulvio Sarzana S. Ippolito in un suo articolo , chiunque prenda in concessione lo spettro radio nei due ecosistemi dove è prevista concessione, deve essere obbligato – e nell’ecosistema market-driven l’obbligo deve essere reiterato ad ogni passaggio di consegne – a raggiungere obiettivi definiti in modo netto e collocati nel tempo, pena la restituzione automatica della risorsa pubblica all’interno dello stesso ecosistema di appartenenza.
A questo ultimo punto aggiungerei soltanto l’idea quintarelliana di abbreviare l’iter di accertamento e sanzione in caso di non copertura del territorio. Per garantire un qualsiasi assetto normativo si devono però decidere fin da ora le modalità di accertamento e sanzione per i segmenti di spettro concessi ai privati (market-driven), ed evitare il clientelarismo per l’ecosistema a gestione tradizionale.

Michele Favara Pedarsi

Gli altri scenari di MFP sono disponibili a questo indirizzo

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  • Anonimo scrive:
    Come si Crea un Video Blog?
    se voglio farmi un vlog (termine davvero schifoso) come faccio? Bisogna farsi un blog normale e poi linkare a video su youtube e simili? o c'è un altro modo? intendo un altro modo facile, tipo registrazione su blogger, non c'è ancora una cosa simile dedicata ai video blog personali?Qualcuno usa joomla con i video?avrà qualche senso quello che dico? boh.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si Crea un Video Blog?
      - Scritto da:
      se voglio farmi un vlog (termine davvero
      schifoso) come faccio? Bisogna farsi un blog
      normale e poi linkare a video su youtube e
      simili? o c'è un altro modo? Puoi farlo su qualsiasi piattaforma di blog (blogger, splinder ecc)Apri un blog X e tra gli attributi spunti la casella VIDEOPoi riempi di vinaccia quante più pagine possibili, ti attrai levero e di conseguenza imposti le preferenze altrui a seconda dei canali trasmessi.Poi ridefinisci largo e ceselli la frequenza bitumata.semplice no???
      avrà qualche senso quello che dico? boh.NO
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si Crea un Video Blog?
      - Scritto da:
      Qualcuno usa joomla con i video?Io lo uso, ma non mi pare la soluzione che stai cercando.
      • Anonimo scrive:
        Re: Come si Crea un Video Blog?


        Qualcuno usa joomla con i video?

        Io lo uso, ma non mi pare la soluzione che stai
        cercando.ok, la soluzione più pratica ed economica sembra un sito con qualcosa tipo joomla e linkare i video su google o youtube (e alice e libero?). Altrimenti bisogna avere abbastanza spazio per mettere dei video convertiti in flash, però sembra più complicato oltreché più dispendioso.Avete qualche sito da prendere ad esempio?a me piace bipensiero.it, che appunto linka video uplodati su altri siti, ma se il materiale è loro, e lo mettono su un altro sito, rimane ancora loro? si può mettere sotto creative commerciale qualcosa su questi portali video?
    • Anonimo scrive:
      Re: Come si Crea un Video Blog?
      - Scritto da:
      se voglio farmi un vlog (termine davvero
      schifoso) come faccio? Bisogna farsi un blog
      normale e poi linkare a video su youtube e
      simili? o c'è un altro modo? intendo un altro
      modo facile, tipo registrazione su blogger, non
      c'è ancora una cosa simile dedicata ai video blog
      personali?Massì apri un account su blogger e poi incorpori il tuo video nella pagina. C'è spiegato tutto. Poi però ti consiglio Google Video anziché Youtube perché hanno dei termini di licenza diversi e comunque Google Video ti permette di fare molto più cose.
  • Anonimo scrive:
    Produzioni amatoriali
    Io so solo che ci sono produzioni amatoriali fantastiche.Non avranno mega effetti speciali e acrobazie, ma sono molto più divertenti e cariche di contenuto delle porcherie che propina Mediaset e certi talk show e programmi di gossip della Rai.Sono contento che anche la TV diventi cosa nostra, del popolo per il popolo.La Rete sta cambiando la gente in meglio nonostante la si voglia accusare dei reati più nefasti dalla pirateria alla pedofilia.
    • Pejone scrive:
      Re: Produzioni amatoriali
      - Scritto da:
      Io so solo che ci sono produzioni amatoriali
      fantastiche.E' vero.
      Non avranno mega effetti speciali e acrobazie, ma
      sono molto più divertenti e cariche di contenuto Non sempre però.....
      Sono contento che anche la TV diventi cosa
      nostra, del popolo per il
      popolo.E come non esserlo?

      La Rete sta cambiando la gente in meglioUhm... su questo avrei dei dubbi... In rete la gente ha sicuramente molte più possibilità di informarsi, comunicare, interagire ma non sempre tutto questo viene utilizzato per migliorarsi.
  • Anonimo scrive:
    Ma com'è che c'è già l'esperto?
    La net tv è appena in fase sperimentale e c'è già l'esperto italiano?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
      - Scritto da:
      La net tv è appena in fase sperimentale e c'è già
      l'esperto
      italiano?In Italia c'e' sempre l'opinionista esperto. Puoi esserti inventato una cosa da cinque minuti, e arriva subito uno che dice di essere l'esperto. (anonimo)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        La net tv è appena in fase sperimentale e c'è
        già

        l'esperto

        italiano?

        In Italia c'e' sempre l'opinionista esperto. Puoi
        esserti inventato una cosa da cinque minuti, e
        arriva subito uno che dice di essere l'esperto.
        (anonimo)Buongiorno sono Gino Bianchi, Espertista. Mi occupo di esperti
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
          Google è tuo amicohttp://www.google.it/search?hl=it&q=%22tommaso+tessarolo%22&btnG=Cerca+con+Google&meta=
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
      Sono i giornalisti che per ogni nuovo fenomeno hanno necessità di affibbiare al primo che abbia minima conoscenza dell'argomento l'appellativo di esperto, al solo scopo di dare un briciolo di valenza alle quattro chiacchere spacciate per contenuti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
        - Scritto da:
        Sono i giornalisti che per ogni nuovo fenomeno
        hanno necessità di affibbiare al primo che abbia
        minima conoscenza dell'argomento l'appellativo di
        esperto, al solo scopo di dare un briciolo di
        valenza alle quattro chiacchere spacciate per
        contenuti.
        Ma se siete ignoranti e non conoscete il tipo almeno statevi zitti o usate google
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
          - Scritto da:

          - Scritto da:

          Sono i giornalisti che per ogni nuovo fenomeno

          hanno necessità di affibbiare al primo che abbia

          minima conoscenza dell'argomento l'appellativo
          di

          esperto, al solo scopo di dare un briciolo di

          valenza alle quattro chiacchere spacciate per

          contenuti.



          Ma se siete ignoranti e non conoscete il tipo
          almeno statevi zitti o usate
          googlequesto deve essere tessarolo! :Ddai tessarolo non ti arrabbiare.
    • fra martino scrive:
      Re: Ma com'è che c'è già l'esperto?
      si. ed è pure in gamba. ti rode?
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