Parler ha fatto fuori il suo CEO John Matze

Il co-fondatore John Matze non è più CEO di Parler: è stato sollevato dall'incarico dal consiglio di amministrazione del social network.
Il co-fondatore John Matze non è più CEO di Parler: è stato sollevato dall'incarico dal consiglio di amministrazione del social network.

Il futuro di Parler non è più nelle mani di John Matze. Il consiglio di amministrazione ha sollevato il co-fondatore della piattaforma dal ruolo di CEO. Non è dato a sapere quale sarà il futuro del social network, offline da ormai quasi un mese in conseguenza alla decisione presa da AWS di escluderlo dalla fornitura del proprio servizio di hosting.

John Matze non è più il CEO di Parler

A Parler viene imputata almeno una parte della responsabilità di quanto accaduto il 6 gennaio con l’assalto a Capitol Hill in quanto le sue bacheche hanno ospitato i messaggi di chi ha incitato alla rivolta e organizzato l’azione diretta al cuore della politica americana. Riportiamo di seguito in forma tradotta le parole rivolte da Matze al proprio staff in una lettera trapelata attraverso le redazioni della stampa statunitense.

Il 29 gennaio 2021 il consiglio di Parler controllato da Rebekah Mercer ha deciso di terminare immediatamente la mia posizione come CEO di Parler. Non ho preso parte alla decisione. Chi ora gestisce la società ha diramato alcune comunicazioni ai dipendenti e ad altre terze parti che sfortunatamente hanno creato confusione spingendomi a rilasciare questo comunicato.

Nel suo intervento anche un cenno alla moderazione dei contenuti condivisi sulla piattaforma, da più parti ritenuta non all’altezza. La mancata rimozione di alcuni post quantomeno discutibili è stata giustificata con la volontà di difendere a ogni costo la libertà di espressione.

Negli ultimi mesi ho costantemente incontrato una resistenza nei confronti della mia visione sul prodotto, della mia fede nella libertà di espressione e del mio punto di vista su come Parler dovrebbe essere gestito. Ad esempio, ho invocato una maggiore stabilità e un approccio più efficace alla moderazione dei contenuti.

Ringraziando i collaboratori e i sostenitori, Matze afferma che il futuro di Parler non è più nelle sue mani. Ad oggi la piattaforma non è ancora tornata online, ma i lavori sul passaggio da AWS a Epik come fornitore di hosting proseguono. Abbiamo iniziato a scriverne nel giugno scorso quando Donald Trump, stanco delle limitazioni imposte da Facebook e Twitter, ha pensato di trasferirvi la campagna elettorale in vista delle Presidenziali USA 2020.

Fonte: Fox Business
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