Pastebin cerca agenti per la rimozione

La piattaforma sfruttata da hacker e cracker per le proprie rivelazioni cerca forze fresche per un intervento più tempestivo nel rispetto di leggi come il DMCA. Troppo elevato il flusso di segnalazioni d'abuso

Roma – Ad annunciarlo è stato Jeroen Vader, il giovane gestore olandese della nota piattaforma Pastebin.com . Chiunque sia interessato potrà tentare di entrare nello staff del sito che ha guadagnato immensa popolarità con le scomode pubblicazioni di Anonymous, LulzSec e l’intero movimento hacktivista nell’underground cibernetico.

Come spiegato dallo stesso Vader – che ha acquisito la piattaforma nel 2010 – Pastebin ha bisogno di forze fresche per una più tempestiva rimozione dei contenuti sulla base delle varie predisposizioni di legge . In particolare sui dettami del Digital Millennium Copyright Act (DMCA) che vige in terra statunitense.

E l’imprenditore olandese ha dichiarato di ricevere un totale di 1200 segnalazioni d’abuso al giorno . “Cerco nuove persone non soltanto per agire sui contenuti segnalati – ha spiegato Vader – ma anche per monitorare al meglio tutto il materiale presente sul sito”. Generalmente, Pastebin chiede ai suoi utenti di non pubblicare password o informazioni personali. (M.V.)

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  • jackoverfull scrive:
    Dov'è la novità?
    Sono anni che mi chiedono di scrivere articoli tecnici su vari blogLa risposta che ho sempre dato è sulle righe di "quando mi avanza qualche ora per questo genere di cose scrivo sul mio sito, di certo non vado a scrivere articoli per qualcun altro gratuitamente". Non vedo quale sia la novitàE ultimamente non è che mi sia rimasto molto tempo, in effettisaran due anni che non pubblico articoliPensate di avere qualcosa da dire con i vostri articoli? Mettete su un vostro sito e pubblicateli, se sono interessanti di lettori ne avrete. Credete che pubblicarli per qualcun altro gratuitamente vi convenga? Buon per voi
  • Paganetor scrive:
    però mi pare che ci stiano marciando...
    sono il primo a dire che lavorare gratis non è "lavorare". Mi offri visibilità? Grazie, ma se sono bravo il web mi offre altrettanto e i guadagni sono i miei. Faccio schifo come blogger? l'Huffpost mi "allontana" e io probabilmente non riuscirò a impormi nemmeno come blogger indipendente.Molta gente pensava di collaborare proprio per il discorso della visibilità, poi quando hanno visto i soldi che girano si sono detti: "eh no, voglio anch'io un po' della torta!".Avrebbero dovuto evitare di lavorare gratis, c'è poco da dire.
  • panda rossa scrive:
    La Huffington ha ragione!
    Finche' ci sara' gente disposta a fare le cose gratis (e ce n'e' tantissima) agli altri non restera' che prendere in mano la zappa e andare per campi.
    • gnammolo scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      http://www.ubuntu-it.org/
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      Attendiamo il post di Aemilius.
    • sbertuccia scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      - Scritto da: panda rossa
      Finche' ci sara' gente disposta a fare le cose
      gratis (e ce n'e' tantissima) agli altri non
      restera' che prendere in mano la zappa e andare
      per
      campi.Eh, ho capito...in pratica è sempre stato il concetto alla base del tirocinio o stage gratuito, ovvero quello di poter utilizzare manodopera a costo ZERO (o quasi). Ciò funnziona bene per i giovani che devono "farsi le ossa", ma superati i 25-30 anni forse si pretende (ed a ragione) di essere retribuiti (magari poco) per il lavoro che si fa!
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: La Huffington ha ragione!
        E cosa succede se un altro 25enne prende il tuo posto?
        • krane scrive:
          Re: La Huffington ha ragione!
          - Scritto da: uno qualsiasi
          E cosa succede se un altro 25enne prende il tuo
          posto?Che l'azienda fallisce dopo poco...Siamo pieni di esempi a riguardo...
      • panda rossa scrive:
        Re: La Huffington ha ragione!
        - Scritto da: sbertuccia
        ma
        superati i 25-30 anni forse si pretende (ed a
        ragione) di essere retribuiti (magari poco) per
        il lavoro che si
        fa!Questo vale per tutti i lavori dove:a) c'e' qualcuno che commissiona il lavorob) il lavoro fatto da chi ha competenze ed esperienza e' fatto meglioQuesto vale per il chirurgo.Questo non vale per il giornalista.Se tu scrivi notizie devi sapere che: o mi permetti di leggerti gratis, oppure io leggo qualcun altro.
        • attonito scrive:
          Re: La Huffington ha ragione!
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: sbertuccia

          ma

          superati i 25-30 anni forse si pretende (ed a

          ragione) di essere retribuiti (magari poco)
          per

          il lavoro che si

          fa!

          Questo vale per tutti i lavori dove:
          a) c'e' qualcuno che commissiona il lavoro
          b) il lavoro fatto da chi ha competenze ed
          esperienza e' fatto
          meglio

          Questo vale per il chirurgo.si?io mica ho scelto il chirurgo che mi ha eseguito l'appendicectomia.il fatto e' anche che chi capita capita, chi e' di turno in quel momento.Magari trovi quello precisino che sutura bene o il mezzo macellaio che cuce tanto per cucire.
          • panda rossa scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: attonito

            Questo vale per il chirurgo.

            si?
            io mica ho scelto il chirurgo che mi ha eseguito
            l'appendicectomia.
            il fatto e' anche che chi capita capita, chi e'
            di turno in quel
            momento.Chiunque sia, sai che e' laureato in medicina e non e' certo un cococo sottopagato sub-sub-sub appaltato.Prova ne e' che sei ancora qui nonostante l'appendicectomia.
            Magari trovi quello precisino che sutura bene o
            il mezzo macellaio che cuce tanto per
            cucire.Non e' mica il chirurgo che fa le suture. Il chirurgo opera.Le suture le fanno altri.
          • attonito scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: attonito



            Questo vale per il chirurgo.



            si?

            io mica ho scelto il chirurgo che mi ha
            eseguito

            l'appendicectomia.

            il fatto e' anche che chi capita capita, chi
            e'

            di turno in quel

            momento.

            Chiunque sia, sai che e' laureato in medicina e
            non e' certo un cococo sottopagato sub-sub-sub
            appaltato.
            Prova ne e' che sei ancora qui nonostante
            l'appendicectomia.


            Magari trovi quello precisino che sutura
            bene
            o

            il mezzo macellaio che cuce tanto per

            cucire.

            Non e' mica il chirurgo che fa le suture. Il
            chirurgo opera.
            Le suture le fanno altri.ok la pelle fuori, ma mi sa che la "parte intestino" la deve suturare il chirurgo.
          • panda rossa scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: attonito
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: attonito





            Questo vale per il chirurgo.





            si?


            io mica ho scelto il chirurgo che mi ha

            eseguito


            l'appendicectomia.


            il fatto e' anche che chi capita capita,
            chi

            e'


            di turno in quel


            momento.



            Chiunque sia, sai che e' laureato in medicina e

            non e' certo un cococo sottopagato sub-sub-sub

            appaltato.

            Prova ne e' che sei ancora qui nonostante

            l'appendicectomia.




            Magari trovi quello precisino che sutura

            bene

            o


            il mezzo macellaio che cuce tanto per


            cucire.



            Non e' mica il chirurgo che fa le suture. Il

            chirurgo opera.

            Le suture le fanno altri.

            ok la pelle fuori, ma mi sa che la "parte
            intestino" la deve suturare il
            chirurgo.E in quel caso che ti frega dell'estetica della sutura?L'importante e' che l'intervento sia riuscito.
          • Mela avvelenata scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: attonito

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: attonito







            Questo vale per il chirurgo.







            si?



            io mica ho scelto il chirurgo che
            mi
            ha


            eseguito



            l'appendicectomia.



            il fatto e' anche che chi capita
            capita,

            chi


            e'



            di turno in quel



            momento.





            Chiunque sia, sai che e' laureato in
            medicina
            e


            non e' certo un cococo sottopagato
            sub-sub-sub


            appaltato.


            Prova ne e' che sei ancora qui
            nonostante


            l'appendicectomia.






            Magari trovi quello precisino che
            sutura


            bene


            o



            il mezzo macellaio che cuce tanto
            per



            cucire.





            Non e' mica il chirurgo che fa le
            suture.
            Il


            chirurgo opera.


            Le suture le fanno altri.



            ok la pelle fuori, ma mi sa che la "parte

            intestino" la deve suturare il

            chirurgo.

            E in quel caso che ti frega dell'estetica della
            sutura?
            L'importante e' che l'intervento sia riuscito.La prossima operazione te la fa il "novellino" di turno! :D
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!

            E in quel caso che ti frega dell'estetica della
            sutura?
            L'importante e' che l'intervento sia riuscito.Una sutura venuta male può fare una cosa del genere:http://it.wikipedia.org/wiki/CheloideQuindi... sì, a me importa che la sutura sia fatta bene.
          • panda rossa scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: uno qualsiasi

            E in quel caso che ti frega dell'estetica
            della

            sutura?

            L'importante e' che l'intervento sia
            riuscito.

            Una sutura venuta male può fare una cosa del
            genere:

            http://it.wikipedia.org/wiki/Cheloide

            Quindi... sì, a me importa che la sutura sia
            fatta
            bene.fatta bene != esteticamente bellastiamo parlando di suture interne.
          • attonito scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: panda rossa


            chirurgo opera.


            Le suture le fanno altri.



            ok la pelle fuori, ma mi sa che la "parte

            intestino" la deve suturare il

            chirurgo.

            E in quel caso che ti frega dell'estetica della
            sutura?Mica tanto, una sutura "brutta a vedersi" e' indice di un lavoro eseguito male: non sono i lacci delle scarpe, le suture devono rispettare determinati "disegni" per garantire la tenuta meccanica in funzione del tipo di lesione che devono riparare. Punti "molli" e disegni "irregolari" sono indice di possibili problemi postoperatori, come per esempio un prolungamento della convalescenza o peggio la necessita di rioperare.
            L'importante e' che l'intervento sia riuscito.vero, ma non toglie quanto detto qui sopra.
          • panda rossa scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: attonito
            - Scritto da: panda rossa



            chirurgo opera.



            Le suture le fanno altri.





            ok la pelle fuori, ma mi sa che la "parte


            intestino" la deve suturare il


            chirurgo.



            E in quel caso che ti frega dell'estetica della

            sutura?

            Mica tanto, una sutura "brutta a vedersi" e'
            indice di un lavoro eseguito male:La giunzione di un segmento di intestino non puo' essere "brutta a vedersi" perche' semplicemente non si vede. Sta dentro.
            non sono i
            lacci delle scarpe, le suture devono rispettare
            determinati "disegni" per garantire la tenuta
            meccanica in funzione del tipo di lesione che
            devono riparare. Questo significa "fatta bene" che non necessariamente prevede che sia "esteticamente bella"
            Punti "molli" e disegni
            "irregolari" sono indice di possibili problemi
            postoperatori, come per esempio un prolungamento
            della convalescenza o peggio la necessita di
            rioperare.Siamo daccordo. La sutura ben fatta non ha queste conseguenze.Ma non e' di questo che stiamo parlando.

            L'importante e' che l'intervento sia riuscito.

            vero, ma non toglie quanto detto qui sopra.Quanto detto qui sopra sottintende un intervento non riuscito.Vediamo di capirci.
          • uno qualsiasi scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!

            si?
            io mica ho scelto il chirurgo che mi ha eseguito
            l'appendicectomia.Ma hai scelto l'ospedale. E l'ospedale ti garantiva che il chirurgo avesse certi requisiti: che vosse laureato ed abilitato, ad esempio.
          • attonito scrive:
            Re: La Huffington ha ragione!
            - Scritto da: uno qualsiasi

            si?

            io mica ho scelto il chirurgo che mi ha
            eseguito

            l'appendicectomia.

            Ma hai scelto l'ospedale. E l'ospedale ti
            garantiva che il chirurgo avesse certi requisiti:
            che vosse laureato ed abilitato, ad
            esempio.Neanche questo. intervento d'urgenza: che fosse l'ospedale del mio paese era solo una coincidenza, mezza giornata di differenza e stavo a 40 km di distanza.
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      - Scritto da: panda rossa
      Finche' ci sara' gente disposta a fare le cose
      gratis (e ce n'e' tantissima) agli altri non
      restera' che prendere in mano la zappa e andare
      per
      campi.A parte che molti giornalisti (e autori di blog) dovrebbero scegliere al seconda opzione, ma poi c'entra poco il fare gratis.Lì era chiaro che gli autori scrivevano _in cambio_ di visibilità, poi dovevano metterla a frutto o farla pesare una volta ottenuta, non che si pretenda un compenso non dovuto.A quanto pare, questa gente, ha scritto ma non è riuscita a darsi "risalto" quindi ottenere guadagni scrivendo altrove a pagamento (o non sono contenti) oppure uan volta fatto un gruppo di autori importanti, non ha preteso una remunerazione ma riscrivendo l'accordo o altrimenti traslocavano in massa.Se così è, non oso immaginare che roba scrivessero se privi di ogni minima logica e capacità di farsi valere, articoli di arte e cucina?
      • panda rossa scrive:
        Re: La Huffington ha ragione!
        - Scritto da: Surak 2.0
        - Scritto da: panda rossa

        Finche' ci sara' gente disposta a fare le cose

        gratis (e ce n'e' tantissima) agli altri non

        restera' che prendere in mano la zappa e andare

        per

        campi.

        A parte che molti giornalisti (e autori di blog)
        dovrebbero scegliere al seconda opzione, ma poi
        c'entra poco il fare
        gratis.
        Lì era chiaro che gli autori scrivevano _in
        cambio_ di visibilità, poi dovevano metterla a
        frutto o farla pesare una volta ottenuta, non che
        si pretenda un compenso non
        dovuto.Ma anche no, visto l'enorme ricorso a pseudonimi nelle firme degli articoli.Chi firma con uno pseudonimo, di tutto ha bisogno tranne che di visibilita'.Qui su PI, a parte le pecore fuoriuscite da fessbuk, solo ruppolo firma col suo nome e non lo fa certo per visibilita'.
        A quanto pare, questa gente, ha scritto ma non è
        riuscita a darsi "risalto" quindi ottenere
        guadagni scrivendo altrove a pagamento (o non
        sono contenti) oppure uan volta fatto un gruppo
        di autori importanti, non ha preteso una
        remunerazione ma riscrivendo l'accordo o
        altrimenti traslocavano in
        massa.C'e' in giro troppa gente che e' convinta che basta farsi pubblicare qualcosa per poi vivere di rendita fino a 70 anni dopo la morte.E' ora di mettere fine a questa porcheria.
        Se così è, non oso immaginare che roba
        scrivessero se privi di ogni minima logica e
        capacità di farsi valere, articoli di arte e
        cucina?Il giornalista tradizionalmente non sa fare nient'altro.In tutte le redazioni di un certo spessore, viene messo a scrivere articoli chi non e' capace neanche di fare le pulizie.Quindi non c'e' da aspettarsi chissa' quali contenuti.
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: La Huffington ha ragione!
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: Surak 2.0

          - Scritto da: panda rossa


          Finche' ci sara' gente disposta a fare
          le
          cose


          gratis (e ce n'e' tantissima) agli
          altri
          non


          restera' che prendere in mano la zappa
          e
          andare


          per


          campi.



          A parte che molti giornalisti (e autori di
          blog)

          dovrebbero scegliere al seconda opzione, ma
          poi

          c'entra poco il fare

          gratis.

          Lì era chiaro che gli autori scrivevano _in

          cambio_ di visibilità, poi dovevano metterla
          a

          frutto o farla pesare una volta ottenuta,
          non
          che

          si pretenda un compenso non

          dovuto.

          Ma anche no, visto l'enorme ricorso a pseudonimi
          nelle firme degli
          articoli.Non conosco l'Huffpost...ecc, ma è chiaro che chi usa alias lo può fare in due maniere, cioè usare un nome che comunque lo identifichi in giro per la rete (o anche fuori) e chi lo usa per scrivere liberamente e senza un tornaconto (diretto, almeno).Questo però non togli che nel primo caso non si aspetti un ritorno economico data la popolarità e comunque l'identificabilità
          Chi firma con uno pseudonimo, di tutto ha bisogno
          tranne che di
          visibilita'.Non sempre, a volte lo fanno perchè non vogliono dover dare troppe spiegazioni ad estranei (o parenti) o perchè hanno un nome banale o semplicemnte perchè "si usa".Io lo uso perchè vivo in un'area sotto controllo mafioso (la provincia di Firenze)..anche se non è la mafia che spara (queli sono dielttanti in confronto) e comunque come mi chiamo conta poco mentre quel che conta è la logica di quel che dico
          Qui su PI, a parte le pecore fuoriuscite da
          fessbuk, solo ruppolo firma col suo nome e non lo
          fa certo per
          visibilita'.Scusa, ma stiamo parlando dei commentatori o degli autori degli articoli?Chiaro che chi commenta un articolo lo fa gratis, mentre gli autori degli articoli hanno nome, cognome e pure fotina, altrove puoi trovare un alias o si possono nascondere dietro ad un generico "redazione".Chi commenta può farlo per mille altri motivi come semplice sfogo, per aggiungere qualcosa, per chiedere qualche spiegazione, per fare propaganda, ecc. ma non credo che qualcuno si aspetti di farlo per mestiere.


          A quanto pare, questa gente, ha scritto ma
          non
          è

          riuscita a darsi "risalto" quindi ottenere

          guadagni scrivendo altrove a pagamento (o non

          sono contenti) oppure uan volta fatto un
          gruppo

          di autori importanti, non ha preteso una

          remunerazione ma riscrivendo l'accordo o

          altrimenti traslocavano in

          massa.

          C'e' in giro troppa gente che e' convinta che
          basta farsi pubblicare qualcosa per poi vivere di
          rendita fino a 70 anni dopo la
          morte.
          E' ora di mettere fine a questa porcheria.


          Se così è, non oso immaginare che roba

          scrivessero se privi di ogni minima logica e

          capacità di farsi valere, articoli di arte e

          cucina?

          Il giornalista tradizionalmente non sa fare
          nient'altro.
          In tutte le redazioni di un certo spessore, viene
          messo a scrivere articoli chi non e' capace
          neanche di fare le
          pulizie.
          Quindi non c'e' da aspettarsi chissa' quali
          contenuti.Più che altro c'è da aspettarsi che un giorno ci si sveglia e scopriamo che dobbiamo bombardare la Svizzera perchè l'ha detto il TG.
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      - Scritto da: panda rossa
      Finche' ci sara' gente disposta a fare le cose
      gratis (e ce n'e' tantissima) agli altri non
      restera' che prendere in mano la zappa e andare
      per
      campi.Come è andato il raccolto quest'anno(newbie)
    • gnammolo scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      http://www.ubuntu-it.org/
    • gnammolo scrive:
      Re: La Huffington ha ragione!
      http://www.ubuntu-it.org/ segnala ancora panda rossa!
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