YouPorn, password a nudo

Trafugati migliaia di indirizzi di posta elettronica con relative password d'accesso al portale pornografico. Che però scarica la responsabilità un server di chat esterno. Le informazioni non erano cifrate

Roma – C’è chi ha subito sottolineato come il celebre portale pornografico YouPorn sia rimasto con le più emblematiche braghe calate. Migliaia di informazioni personali – in particolare indirizzi di posta elettronica e password – sono all’improvviso apparse su Pastebin , pubblicate in seguito all’offensiva di un misterioso aggressore.

L’allarme generale ha fatto piombare nel caos almeno 6mila iscritti alla pruriginosa piattaforma di video sharing . Una specifica word cloud ha evidenziato le password più sfruttate da migliaia di indirizzi di posta elettronica, principalmente attivati con i servizi Hotmail e Gmail.

Tutta colpa di un cracker che – almeno secondo gli esperti in sicurezza informatica – avrebbe approfittato della sciagurata superficialità di un programmatore al lavoro nella gestione dei dati personali appartenenti agli utenti di YouPorn. In sostanza, le credenziali d’accesso al sito sarebbero rimaste non cifrate tra i meandri di un server pubblico .

Una spiegazione non condivisa dai gestori del portale pornografico, che in un post hanno puntato il dito contro un servizio di chat esterno (ma linkato all’interno di YouPorn). “Vogliamo ribadirlo ancora una volta – si legge nel post – nessuno dei nostri 4,75 milioni di account è stato compromesso”.

Restano però 6.400 indirizzi di posta pubblicati su Pastebin con relative password. Con il rischio che malintenzionati possano sfruttare credenziali d’accesso spesso ripetute per servizi diversi su Internet. I gestori di YouPorn hanno annunciato il blocco immediato dell’omonima chat.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Allibito scrive:
    Copia/incolla
    La legge per il momento è questa e questa dobbiamo rispettare. Non esiste diritto d'autore sull'idea, l'idea non è tutelabile, tutti possono fare una canzone sulla mamma, ma copiare quella di altri non è consentito. Fin dall'antica Grecia si puniva il plagio ma con differenze tra chi copiava una poesia e se ne attribuiva la paternità e chi copiava un quadro o una scultura, che richiedeva un diverso impegno. Lo stesso vale per chi legge un'agenzia e crea un articolo, che è diverso da chi copia e incolla sistematicamente tutto e inevitabilmente devia, almeno in parte l'attenzione del lettore dal sito di origine.
  • clstat scrive:
    diritto d'autore sulle idee, le notizie
    Sebbene io sia interessato all'argomento non condivido affatto le considerazioni riportate nell'articolo. Rispondo citando alcuni passaggi:"Nessun follower di Goria rinuncerà mai [...] di vedere le sue esigenze di sistematica, puntuale e tempestiva informazione soddisfatte dai cinguettii di un utente di Twitter per quanto bravo, capace e affermato professionista dell'informazione"Perché mai? Le notizie riportate da Reuters sono quelle riportate da bravi, capaci e affermati professionisti dell'informazione"Reuters [...] non può [...] lamentare la circostanza che un giornalista dia una notizia scrivendola di suo pugno via Twitter, Facebook o qualsivoglia altro mezzo"Mi sembra ovvio che non ha senso applicare il diritto d'autore solo sul copia-incolla. Se un giornalista mi riporta una notizia cambiando una parola o usando dei sinonimi non sta rielaborando le informazioni aggiungendo dei contenuti originali, ma sta rivendendo il lavoro di un'altra persona a nome suo."chiedersi cosa impensierisca Reuters"Reuters riesce a guadagnare grazie agli abbonati. Se non ha più senso abbonarsi non ha più senso l'esistenza dell'agenzia"Reuters [...] potrebbe trascinare Goria in tribunale"Il diritto d'autore garantisce la sussistenza di Reuters, delle altre agenzie di stampa e di tante altre aziende, soprattutto quelle che hanno a che fare con l'"informazione".E' proprio grazie alla tutela del diritto di autore, che viene attuata nei tribunali, che ci sono tanti giornali, riviste, siti internet ecc... che offrono agli utenti (spesso grazie alla pubblicità) notizie fresche e interessanti.Se non ci fosse la tutela al diritto d'autore non ci sarebbe neanche "punto-informatico" e ora non sarei qui a scrivere questo post."Non può esserci diritto d'autore sulle idee, le notizie e la storia"Sembra che sia proprio grazie al diritto d'autore che negli ultimi secoli si sia avuto uno sviluppo così forte della società.http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_diritto_d'autore
  • NO copyright scrive:
    Sapere Libero
    Non può esserci diritto d'autore sulle idee, le notizie e la storia... Non deve esserci su nessun Sapere.
Chiudi i commenti