Paul Allen: non mi scuso con Bill Gates

Nel suo memoriale, il cofondatore di Microsoft avrebbe raccontato solo una grande storia tecnologica. Nessuna vendetta nei confronti dell'ex-CEO, accusato di cupidigia e mancanza di rispetto. Posizioni ora più morbide

Roma – “Non si tratta di una vendetta. Soltanto di un evento importante nella storia della tecnologia. Ho sentito il dovere di raccontarlo così come è andato, e spero che la gente lo capisca e lo rispetti”. Così ha parlato il co-founder di Microsoft Paul Allen, recentemente intervenuto nel corso di una lunga intervista rilasciata al broadcaster statunitense CBS .

Una chiacchierata a tratti informale, come quando Allen si è messo a parlare della sua passione per il rock storico e le chitarre elettriche. Ma al programma 60 Minutes ci si è soprattutto concentrati sul suo memoriale di prossima uscita, in cui l’ex-braccio destro di Bill Gates ha ripercorso l’intera epopea del colosso di Redmond.

Il volume non aveva certo risparmiato rivelazioni al vetriolo , subito in testa alle prime pagine del gossip tecnologico. Secondo Allen, l’ex-CEO di BigM sarebbe stato fortemente propenso ad una divisione non affatto equa dei guadagni , successivamente deciso a far fuori il suo amico e socio, in combutta con l’uomo nuovo Steve Ballmer.

Lo stesso Allen ha ora ammorbidito quelle dichiarazioni, sottolineando come Gates gli fosse stato vicino nei peggiori momenti della sua malattia , in particolare nel corso del 2009. Almeno per ora, Bill Gates non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito al libro. Allen pare però sicuro: non ci sarebbe alcun motivo per scusarsi dopo aver raccontato la verità.

Mauro Vecchio

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  • Netizen Kane scrive:
    E allora?
    Dobbiamo preoccuparci se qualche markettaro viene messo alla berlina? Non piangerei per loro nemmeno se venissero travolti dal camion di Maximum Overdrive.Lavorano per le corporation che stanno assoggettando ogni cosa. Meritano ogni male possibile e immaginabile.Ci sono modi più onesti per guadagnarsi il pane.
  • albuz scrive:
    Mantellini che ne pensi di questo?
    se è sucXXXXX veramente, w l'indignazione!http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-fuori-a-picchiarci-tutti-se-hai-il-coraggio/105130/bisogna poi valutare il peso di internet sulle rivolte nel Nord Africa, molti sono concordi a dire che sia stato determinantecomunque è vero, e concordo al 100%, sul fatto che l'indignazione deve essere "consapevole", ma stabilire il limite, e il giusto peso non è mai stato facile, anche prima di internet ;)
    • albuz scrive:
      Re: Mantellini che ne pensi di questo?
      aggiungo un altro linkhttp://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=1224&ID_sezione=274&sezione=
    • Osvy scrive:
      Re: Mantellini che ne pensi di questo?
      - Scritto da: albuz
      se è sucXXXXX veramente, w l'indignazione!

      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/17/vieni-f

      bisogna poi valutare il peso di internet sulle
      rivolte nel Nord Africa, molti sono concordi a
      dire che sia stato determinanteforse anche la disoccupazione/fame/mancanza di futuro è stata determinante. Hanno citato anche il discorso di Obama nella moschea egiziana (non ricordo quando) e concordo che abbia messo del suo: sapere che gli USA appoggiavano le richieste di libertà di questi popoli non è cosa da poco
  • bubba scrive:
    certezze maturate negli ultimi 10 second
    "Molto più rapido e liberatorio marcare il territorio immediatamente con le nostre certezze maturate nell'ultima decina di secondi"Questa e' da scolpire nella pietra. E nella homepage di Facebook.Bravo mantellini ;)
  • whitemagic scrive:
    Indignarsi o degnarsi
    C'era bisogno di questa riflessione. Direi sopratutto nelle aziende. Per forza di cose queste delegano la presenza e francamente piccole o grandi non fa gran differenza. Sono comunque convinto che il titolo era azzeccato. A volte occorre alzarsi e sostenere le proprie opinioni... si può sempre trovare uno "molto anziano" che non vuole sentire ragioni, ma in fondo sono convinto che è può essere molto più utile rispondere con tranquillita... l'indignazione è sempre una comoda maschera, in qualsiasi caso serve sempre, prima di tutto, a deviare l'attenzione dalle nostre mancanze più intime...
  • Dimitri Corradini scrive:
    Fermarsi...
    Caro Massimo concordo in pieno sul fatto di fermarsi in attimo e riflettere ...oggi è tutto troppo troppo veloce .Purtroppo il buon vecchio detto "chi si ferma è perduto" oggi non vale più ma bensì chi si ferma è tamponato...schiacciato , magari solo perdersi .Saluti
    • Osvy scrive:
      Re: Fermarsi...
      - Scritto da: Dimitri Corradini
      Caro Massimo
      concordo in pieno sul fatto di fermarsi in attimo
      e riflettere ...oggi è tutto troppo troppo veloceGiusto, lo metto a me per primo
      Purtroppo il buon vecchio detto "chi si ferma è
      perduto" oggi non vale più ma bensì chi si ferma
      è tamponato...schiacciato , magari solo perdersiGazzella o leone, siamo sempre di corsa... :-(
  • master scrive:
    Non capisco questo articolo...
    E quindi... al mondo cosa interessa? Ci sono milioni di gruppi su facebook che mandano a quel paese di tutto.Mantellini legga questo:http://www.ikaro.net/articoli/cnt/crisi_blogger-00964.html
  • eliox scrive:
    maggio musicale
    Un caso da manuale è stato quello del Maggio Musicale Fiorentino, che il mese scorso si è trovato in grossa difficoltà per tornare da Tokyo dove i complessi erano in tournée dopo il terremoto. Alcune dichiarazioni avventate del sindaco di Firenze Renzi, uno che crede molto in facebook e nella possibilità di saltare gli intermediari per rivolgersi direttamente ai singoli su internet, hanno provocato la nascita di una pagina Fb specializzata ("Tornate a casa") che ha raccolto un migliaio di adesioni in un pomeriggio costringendo il sindaco a cambiare politica. Paradossalmente ora "Tornate a casa" è diventato una sorta di ufficio stampa alternativo del Maggio, dove gli stessi giornalisti della carta stampata vanno a caccia di dritte per interpretare i messaggi dell'ufficio stampa ufficiale. E' proprio vero che facebook e i social media vanno saputi maneggiare, ed un singolo messaggio infelice può scatenare la caccia dei piccoli Davide al grande Golia.
    • Francesco scrive:
      Re: maggio musicale
      Ovvero, FB ha dato voce all'isteria del dipendente pubblico italiano cui è stato toccato un capello e delle sua cerchia di accoliti, facendoci fare una figura di m...a internazionale oltre al rilevante danno economico.Grande potere, grande responsabilità... proprio quella che manca alla maggior parte delle persone.
  • shevathas scrive:
    fuochi di paglia
    Sarà ma tutte queste indignazioni su faccialibro e su internet adesso hanno le pagine dei giornali più per novità che per altro. Quando si capirà che il mondo virtuale non è altro che un riflesso deformato del mondo reale e che certe cose che "virtualmente" sembrano giganti in realtà si tratta di nani.Tempo due o tre anni e verranno bellamente ignorate e correttamente classificate come "rumore di fondo".
    • Picchiatell o scrive:
      Re: fuochi di paglia
      - Scritto da: shevathas
      Sarà ma tutte queste indignazioni su faccialibro
      e su internet adesso hanno le pagine dei giornali
      più per novità che per altro. Quando si capirà
      che il mondo virtuale non è altro che un riflesso
      deformato del mondo reale e che certe cose che
      "virtualmente" sembrano giganti in realtà si
      tratta di
      nani.
      Tempo due o tre anni e verranno bellamente
      ignorate e correttamente classificate come
      "rumore di
      fondo".di fondo e' che costano "poco" e sono molto veloci proprio come una campagna pubblicitaria che si rispetti...poi di contro non ho capito se l'essenza dell'articolo e' "non indignatevi dei miei amici"...
    • mr_caos scrive:
      Re: fuochi di paglia
      Sono assolutamente d'accordo. In questo periodo giornali e televisione fanno un sacco di pubblicità gratuita ai servizi internet. Non rendondosi conto, tra l'altro, che è totalmente contro il loro interesse.Smetteranno presto.
    • Funz scrive:
      Re: fuochi di paglia
      - Scritto da: shevathas
      Sarà ma tutte queste indignazioni su faccialibro
      e su internet adesso hanno le pagine dei giornali
      più per novità che per altro. Quando si capirà
      che il mondo virtuale non è altro che un riflesso
      deformato del mondo reale e che certe cose che
      "virtualmente" sembrano giganti in realtà si
      tratta di
      nani.
      Tempo due o tre anni e verranno bellamente
      ignorate e correttamente classificate come
      "rumore di
      fondo".Insomma... forse dal punto di vista dei media di massa si.Però non sottovalutare il tam-tam: un giudizio o una segnalazione da una persona fidata possono incidere molto profondamente sulle tue opinioni.
    • gerry scrive:
      Re: fuochi di paglia
      - Scritto da: shevathas
      Sarà ma tutte queste indignazioni su faccialibro
      e su internet adesso hanno le pagine dei giornali
      più per novità che per altro. Quando si capirà
      che il mondo virtuale non è altro che un riflesso
      deformato del mondo reale e che certe cose che
      "virtualmente" sembrano giganti in realtà si
      tratta di
      nani.
      Tempo due o tre anni e verranno bellamente
      ignorate e correttamente classificate come
      "rumore di
      fondo".Mah, qui però si parla di pubblicità, immagine, relazioni col pubblico. Indubbiamente le indignazioni "generiche" possono rientrare nel discorso che fai, ma nel caso specifico qualcuno che pretende di comunicare sul web e ottiene questi risultato sta fallendo di brutto ;)
    • Enok scrive:
      Re: fuochi di paglia
      +1In certi Paesi è già così.
  • idrolitina scrive:
    Non si prova empatia per le aziende
    Perché siamo così solerti nel criticare una gaffe comunicativa di una realtà corporate? Perché spesso ci dimentichiamo che dietro c'è un individuo come noi, più o meno sfigato come noi, che spesso ha un legame molto blando con il marchio che rappresenta, sia per ragioni contrattuali che culturali.Spesso ci illudiamo che il post su FB o il tweet provenga proprio da quel brand (come se il brand da solo avesse facoltà di intendere e di volere), e allora è facile bersagliare un qualcosa di impersonale. Non c'è quel senso di empatia che invece, di fronte a una persona in carne e ossa, magari anche vicina a noi culturalmente e geograficamente, proviamo e ci spinge a essere più "clementi".Un po' come la differenza che c'è tra il bombardare da 10000 mt di altezza e lo sparare a una persona guardandola negli occhi.
    • panda rossa scrive:
      Re: Non si prova empatia per le aziende
      - Scritto da: idrolitina
      Spesso ci illudiamo che il post su FB o il tweet
      provenga proprio da quel brand (come se il brand
      da solo avesse facoltà di intendere e di volere),
      e allora è facile bersagliare un qualcosa di
      impersonale. Non c'è quel senso di empatia che
      invece, di fronte a una persona in carne e ossa,
      magari anche vicina a noi culturalmente e
      geograficamente, proviamo e ci spinge a essere
      più "clementi".E ancora una volta Apple sta dimostrando al mondo di essere molto piu' avanti.Apple non scrive mai niente in prima persona, lo fa fare a ruppolo o chi per lui.Se quanto e' scritto e' buono, Apple se ne avvantaggia, nel restante 99.999999% dei casi, e' ruppolo a fare la figura dell'idiota e non il brand.
      • AMEN scrive:
        Re: Non si prova empatia per le aziende
        - Scritto da: panda rossa

        Apple non scrive mai niente in prima persona, lo
        fa fare a ruppolo o chi per lui.

        Se quanto e' scritto e' buono, Apple se ne
        avvantaggia, nel restante 99.999999% dei casi, e'
        ruppolo a fare la figura dell'idiota e non il
        brand.Basta, basta, muoio dal ridere.... :-)
      • ruppolo scrive:
        Re: Non si prova empatia per le aziende
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: idrolitina


        Spesso ci illudiamo che il post su FB o il tweet

        provenga proprio da quel brand (come se il brand

        da solo avesse facoltà di intendere e di
        volere),

        e allora è facile bersagliare un qualcosa di

        impersonale. Non c'è quel senso di empatia che

        invece, di fronte a una persona in carne e ossa,

        magari anche vicina a noi culturalmente e

        geograficamente, proviamo e ci spinge a essere

        più "clementi".

        E ancora una volta Apple sta dimostrando al mondo
        di essere molto piu'
        avanti.

        Apple non scrive mai niente in prima persona, lo
        fa fare a ruppolo o chi per
        lui.

        Se quanto e' scritto e' buono, Apple se ne
        avvantaggia, nel restante 99.999999% dei casi, e'
        ruppolo a fare la figura dell'idiota e non il
        brand.Sono lusingato, non credevo di godere di così tanta considerazione da un pirata del tuo rango.
      • Funz scrive:
        Re: Non si prova empatia per le aziende
        - Scritto da: panda rossa
        E ancora una volta Apple sta dimostrando al mondo
        di essere molto piu'
        avanti.

        Apple non scrive mai niente in prima persona, lo
        fa fare a ruppolo o chi per
        lui.

        Se quanto e' scritto e' buono, Apple se ne
        avvantaggia, nel restante 99.999999% dei casi, e'
        ruppolo a fare la figura dell'idiota e non il
        brand.Io invece penso che sia talmente scarso come astroturfer, che Apple dovrebbe licenziarlo, anzi chiedergli i danni per l'immagine rovinata :p
        • Quotator Maximus scrive:
          Re: Non si prova empatia per le aziende
          - Scritto da: Funz
          - Scritto da: panda rossa


          E ancora una volta Apple sta dimostrando al
          mondo

          di essere molto piu'

          avanti.



          Apple non scrive mai niente in prima persona, lo

          fa fare a ruppolo o chi per

          lui.



          Se quanto e' scritto e' buono, Apple se ne

          avvantaggia, nel restante 99.999999% dei casi,
          e'

          ruppolo a fare la figura dell'idiota e non il

          brand.

          Io invece penso che sia talmente scarso come
          astroturfer, che Apple dovrebbe licenziarlo, anzi
          chiedergli i danni per l'immagine rovinata
          :pQUOTO! (ghost)
    • pietro scrive:
      Re: Non si prova empatia per le aziende
      - Scritto da: idrolitina
      Perché siamo così solerti nel criticare una gaffe
      comunicativa di una realtà corporate? Perché
      spesso ci dimentichiamo che dietro c'è un
      individuo come noi, più o meno sfigato come noi,
      che spesso ha un legame molto blando con il
      marchio che rappresenta, sia per ragioni
      contrattuali che
      culturali...Non è vero, dietro a certe uscite di corporate ci sono fior di dirigenti strapagati che hanno trovato la strada di internet più economica e in grado di raggiungere target precedentemente esclusi dalle normali operazioni pubblicitarie.Internet sarà anche gratis ma non perdona e soprattutto non dimentica, quindi ritengo giusto che le aziende prima di utilizzare la rete per le loro operazioni ci pensino due volte considerano bene i pro e i contro.Tutto potrebbe improvvisamente rivolgersi contro di loro, scherzano col fuoco.
    • Redpill scrive:
      Re: Non si prova empatia per le aziende
      - Scritto da: idrolitina
      Perché siamo così solerti nel criticare una gaffe
      comunicativa di una realtà corporate? Perché
      spesso ci dimentichiamo che dietro c'è un
      individuo come noi, più o meno sfigato come noi,
      che spesso ha un legame molto blando con il
      marchio che rappresenta, sia per ragioni
      contrattuali che
      culturali.
      Spesso ci illudiamo che il post su FB o il tweet
      provenga proprio da quel brand (come se il brand
      da solo avesse facoltà di intendere e di volere),
      e allora è facile bersagliare un qualcosa di
      impersonale. Non c'è quel senso di empatia che
      invece, di fronte a una persona in carne e ossa,
      magari anche vicina a noi culturalmente e
      geograficamente, proviamo e ci spinge a essere
      più
      "clementi".
      Un po' come la differenza che c'è tra il
      bombardare da 10000 mt di altezza e lo sparare a
      una persona guardandola negli
      occhi.Personalmente quando un mio conoscente spara una minch***a su Internet sono il primo a bastonarlo. Forse anche l'ultimo perché nessuno ha la voglia di inimicarsi qualcuno di abbastanza vicino da creargli problemi.Se da un lato internet negli ultimi anni ci ha abituati a dire ogni cosa ci passasse per la testa nascosti dietro un nickname (vedi qui ad esempio dove è pieno di espertoni ad ogni occasione) dall'altro i social network che sbattono la nostra faccia e il nostro vero nome su ogni nostro commento stanno cambiando questa tendenza. Quindi indignati si, ma solo con chi non ha la faccia del vicino di casa o del vecchio compagno di scuola. Non si sa mai passasse per strada o al bar...
    • Francesco scrive:
      Re: Non si prova empatia per le aziende
      Essendo invischiato per metà ma fino al collo nel settore moda, conosco benissimo la spaventosa arroganza delle fighere che lo popolano, che passano le giornate a dirsi quanto sono glamour e quanto sono brave, e la cui posizione (e stipendio) è direttamente proporzionale all'incapacità di capire qualsiasi cosa che non sia una tonalità di colore.Detto questo, non posso che pensare che la stizzita arroganza di cui si parla nell'articolo sia banalmente la normale prosopopea di una delle tante fighere.
  • pietro scrive:
    meglio
    meglio indignarsi per un nulla che non indignarsi mai
    • Picchiatell o scrive:
      Re: meglio
      - Scritto da: pietro
      meglio indignarsi per un nulla che non indignarsi
      maisopratutto gli uffici marketing di quasi tutte le aziende sono fatte dal "nulla", chiariamoci oramai i prodotti sono quel che sono, fatti in maggior parte in cina ed importati... servizi sono appaltati o sub-appaltati a aziede che fanno del co.co.pro , per non pagare l'inps, la loro esistenza e mi tocca sentire che la colpa e' dei "consumatori" quando si indignano ?se mi fai un contratto per l'adsl a 7mega DEVE andare a 7 mega punto...
    • il solito bene informato scrive:
      Re: meglio
      - Scritto da: pietro
      meglio indignarsi per un nulla che non indignarsi
      maima l'indignazione è come l'orgasmo: dura 7 secondi, poi si dorme.
      • gioca90 scrive:
        Re: meglio

        ma l'indignazione è come l'orgasmo: dura 7
        secondi, poi si
        dorme.bellissima
        • il solito bene informato scrive:
          Re: meglio
          - Scritto da: gioca90

          ma l'indignazione è come l'orgasmo: dura 7

          secondi, poi si

          dorme.

          bellissimadavvero? grazie!(non è mia... l'ho scaricata illegalmente da una rivista nel mio cervello letta da qualche parte)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 aprile 2011 16.13-----------------------------------------------------------
    • gondolo scrive:
      Re: meglio
      - Scritto da: pietro
      meglio indignarsi per un nulla che non indignarsi
      maiMeglio un innocente dentro che un colpevole fuori?Uccidiamoli tutti, poi dio distinguerà i suoi?Appicchiamo il fuoco, vuoi che in mezzo a tante streghe quache colpevole non ci sarà?
      • ROTFL scrive:
        Re: meglio
        - Scritto da: gondolo
        - Scritto da: pietro

        meglio indignarsi per un nulla che non
        indignarsi

        mai

        Meglio un innocente dentro che un colpevole fuori?
        Uccidiamoli tutti, poi dio distinguerà i suoi?
        Appicchiamo il fuoco, vuoi che in mezzo a tante
        streghe quache colpevole non ci
        sarà?Infatti... Ma come si fa a dire "meglio indignarsi per niente che non indignarsi mai"? Ma che idiozie sono mai queste?
        • il solito bene informato scrive:
          Re: meglio
          - Scritto da: ROTFL
          - Scritto da: gondolo

          - Scritto da: pietro


          meglio indignarsi per un nulla che non

          indignarsi


          mai



          Meglio un innocente dentro che un colpevole
          fuori?

          Uccidiamoli tutti, poi dio distinguerà i suoi?

          Appicchiamo il fuoco, vuoi che in mezzo a tante

          streghe quache colpevole non ci

          sarà?

          Infatti... Ma come si fa a dire "meglio
          indignarsi per niente che non indignarsi mai"? Ma
          che idiozie sono mai
          queste?bisognerebbe indignarsi di meno ed informarsi/agire di più... ma sull'altro canale c'é la partita... :)
          • pietro scrive:
            Re: meglio
            - Scritto da: il solito bene informato
            - Scritto da: ROTFL

            - Scritto da: gondolo


            - Scritto da: pietro



            meglio indignarsi per un nulla che non


            indignarsi



            mai





            Meglio un innocente dentro che un colpevole

            fuori?


            Uccidiamoli tutti, poi dio distinguerà i suoi?


            Appicchiamo il fuoco, vuoi che in mezzo a
            tante


            streghe quache colpevole non ci


            sarà?



            Infatti... Ma come si fa a dire "meglio

            indignarsi per niente che non indignarsi mai"?
            Ma

            che idiozie sono mai

            queste?

            bisognerebbe indignarsi di meno ed
            informarsi/agire di più... ma sull'altro canale
            c'é la
            partita...
            :)ma prima di agire bisogna essere almeno un po' indignati altrimenti non si agisce. l'indignazione tra l'altro dipende dall'informazione, come fai ad indignarti se non sei informato?
    • ROTFL scrive:
      Re: meglio
      - Scritto da: pietro
      meglio indignarsi per un nulla che non indignarsi
      maiNO.
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