Pechino, tracciamento antitraffico

Annunciato l'avvio di una fase sperimentale per ottenere dati geolocalizzati di milioni di utenti. Per prevenire gli ingorghi cittadini

Roma – C’è chi ha sottolineato come si tratti di una strategia degna di un episodio da serie poliziesca. Ad annunciarla sono stati i vertici della commissione municipale per le scienze e la tecnologia di Pechino: in alcune aree della Cina verrà avviata una fase sperimentale per il tracciamento in tempo reale dei vari dispositivi mobile .

Una decisione che potrebbe presto ampliare il proprio raggio d’azione, estendendosi a milioni di telefoni cellulari. Le autorità di Pechino hanno sottolineato come il monitoraggio dei device serva a gestire meglio le zone di maggior traffico, per evitare pericolosi ingorghi .

Ma la spiegazione ufficiale ha convinto davvero pochi osservatori. Si teme infatti che le autorità del paese asiatico abbiano in mente di andare oltre la già nota Muraglia Digitale. Il meccanismo di funzionamento del programma prevede il tracciamento di massa dei vari device man mano che si spostano di cella in cella.

In sostanza, un telefonino acceso sarà un telefonino rintracciabile, che permetterà al governo cinese di capire quante persone sono raggruppate in una determinata area del paese . C’è chi ha fatto due più due: i timori di Pechino consisterebbero nell’eventualità che la gente si riversi in massa nelle strade per dare inizio ad una rivolta, sulla scia di quanto accaduto in Medio Oriente.

A sedare le prime critiche sono poi stati gli stessi vertici della commissione municipale cinese: il governo avrà semplicemente accesso a dati geolocalizzati , per ragionare sui numeri e non sulle singole identità.

Mauro Vecchio

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  • ospite scrive:
    SucXXXXX anche a me
    Anni fa, conto a zero, al bancomat prelevai 100.000 lire, nessun problema. Il conto poi è andato chiaramente in rosso ma non ho trovato i carabinieri sotto casa....
  • W.O.P.R. scrive:
    Finto scoop
    Si va bè, non è una gran notizia.L'atm non verifica il saldo e lascia andare in rosso i clienti. Non è che regala soldi. Ci paghi fior di interessi sugli sconfini. Fino a pochi anni fa anche nella maggior parte delle banche italiane il saldo non era verificato nei prelievi atm, specialmente se fatti su uno sportello di un'altra banca. Si poteva prelevare nell'ambito del massimale (di solito 250 euro) poi il giorno dopo la banca ti bloccava la tessera manualmente fino ad avvenuto rientro.
    • Funz scrive:
      Re: Finto scoop
      - Scritto da: W.O.P.R.
      Si va bè, non è una gran notizia.
      L'atm non verifica il saldo e lascia andare in
      rosso i clienti. Non è che regala soldi. Ci paghi
      fior di interessi sugli sconfini. Fino a pochi
      anni fa anche nella maggior parte delle banche
      italiane il saldo non era verificato nei prelievi
      atm, specialmente se fatti su uno sportello di
      un'altra banca. Si poteva prelevare nell'ambito
      del massimale (di solito 250 euro) poi il giorno
      dopo la banca ti bloccava la tessera manualmente
      fino ad avvenuto
      rientro.Certo che quelli che pensavano di approfittarsene sono veramente degli svegli ^^
    • Legione scrive:
      Re: Finto scoop
      - Scritto da: W.O.P.R.
      Si va bè, non è una gran notizia.
      L'atm non verifica il saldo e lascia andare in
      rosso i clienti. Non è che regala soldi. Ci paghi
      fior di interessi sugli sconfini. Fino a pochi
      anni fa anche nella maggior parte delle banche
      italiane il saldo non era verificato nei prelievi
      atm, specialmente se fatti su uno sportello di
      un'altra banca. Si poteva prelevare nell'ambito
      del massimale (di solito 250 euro) poi il giorno
      dopo la banca ti bloccava la tessera manualmente
      fino ad avvenuto
      rientro.Occhio che qui si parla di Australia non dei contratti capestro tipicamente italiani. Potrebbero non pagare fior di interessi sullo scoperto. Non esportiamo automaticamente la nostra triste situazione
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