Pedofilia culturale, la campagna email

La proposta di legge dell'on. Pagano sostenuta dall'Associazione Meter e da centinaia di parlamentari sarà propagandata ovunque. Per spiegare come mai anche solo dire certe cose debba essere reato. Chi è d'accordo scriva un'email

Roma – Non è ancora in calendario per la discussione in aula ma ha già ricevuto l’appoggio di centinaia di parlamentari italiani ed ora Alessandro Pagano, parlamentare del PDL che ha presentato la proposta di legge contro le pedofilia culturale torna all’attacco con una nuova campagna per diffondere i concetti e le idee che sono alla base del provvedimento legislativo.

In particolare, ha spiegato nelle scorse ore, verrà trasmessa una lettera a moltissime organizzazioni che si occupano di volontariato, ai Comuni e agli assessori che si occupano di famiglia e alle scuole: l’idea è quella di sensibilizzare contro la pedofilia culturale e dare ancora maggior vigore alla proposta di legge.

Nella lettera si chiederà a tutti un piccolo sforzo per manifestare supporto alla bozza di normativa . “Sarà possibile aderire inviando una mail all’indirizzo info@alessandropagano.it”, scrive il parlamentare sul proprio sito.

Pagano ricorda anche come più di 120 parlamentari abbiano già sottoscritto la proposta di legge. Ma ora, spiega, “per accompagnare e sostenerne l’iter legislativo, è importante che si registri una partecipazione popolare per dare forza ad un provvedimento che, nonostante le numerose adesioni e al di là delle buone intenzioni, fatica a trovare spazio sui mezzi di comunicazione, indispensabile per dare vita a quell’effetto traino che porterebbe ad una rapida approvazione della legge”.

L’idea portante del provvedimento, come noto, è la modifica del codice penale affinché sia esteso il concetto di apologia di reato, affinché sia illegale anche solo esprimersi in certi termini. Nella presentazione della proposta a proposito della “cultura pedofila” si spiega, peraltro, che “con il nuovo articolo 414-bis del codice penale si vuole infatti punire una serie di condotte, soprattutto apologetiche e di istigazione, nonché di pubblicizzazione, diffusione e divulgazione, con qualunque mezzo, dei contenuti legittimanti tale cultura, che sicuramente ricadono nell’illiceità, travalicando i confini della libera manifestazione del pensiero ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione, perché connesse a un crimine la cui estrema gravità è generalmente riconosciuta in tutti gli ordinamenti”.

Secondo Pagano, il problema della diffusione della cosiddetta pedofilia culturale è assimilabile ad una sorta di epidemia. Lo scrive nella nota resa pubblica nelle scorse ore: “Abbiamo purtroppo rilevato che sono 522, di cui 12 italiane, le organizzazioni e le associazioni che operano per la rivendicazione dei diritti dei pedofili. Esistono addirittura tre associazioni religiose per rielaborare una teologia a favore del pedofilo; 23 associazioni di donne pedofile; oltre 500 Agepedo (sigla per agenzie di pedofili) che offrono consulenza e sostegno giuridico e psicologico ai pedofili; 3 radio online per la pedofilia libera; 3 database online di studi e ricerche per l’accettazione della condizione dei pedofili; 5 siti cartoons di produzione e divulgazione per pedofili; 4 riviste pedofile internazionali; 5 libri scritti dalle organizzazioni, scaricabili online, e due siti specializzati per la produzione e la vendita di magliette a sfondo pedofilo”.

“Come si vede – conclude Pagano – è un sistema che ancora opera alla luce del sole, che celebra tre volte all’anno l’orgoglio pedofilo e che può contare anche su un’agenzia di stampa per la pedofilia e su 3 radio on line e 5 portali per la raccolta di nuovi adepti. È una vergogna che deve finire e siamo convinti che attraverso la nostra proposta di legge potremo punire una serie di condotte, soprattutto elogiative e di istigazione, nonché di diffusione e divulgazione, con qualunque mezzo, della cultura della pedofilia, equiparandole ad un crimine contro l’umanità, qual è appunto l’abuso sessuale sui bambini”.

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  • fabKL scrive:
    ottimo
    Finalmente un paese dove la legge è uguale per tutti: ANCHE PER I GIORNALISTI
    • abc scrive:
      Re: ottimo
      - Scritto da: fabKL
      Finalmente un paese dove la legge è uguale per
      tutti: ANCHE PER I
      GIORNALISTIPerché non ti trasferisci in Myanmar?Per te sarà come essere in paradiso.
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