PeerMatrix, oltre l'antiP2P c'è di più: lo spam

Specializzata da anni nel disturbare lo sharing di file, la società ora si è convertita a piattaforma di advertising che spara spot sul P2P all'insaputa degli utenti. I developer accusano: questo è spam
Specializzata da anni nel disturbare lo sharing di file, la società ora si è convertita a piattaforma di advertising che spara spot sul P2P all'insaputa degli utenti. I developer accusano: questo è spam

Dev’essere stata la classica folgorazione sulla via di Damasco, un’illuminazione, un’idea: qualcosa è successo. Se fino a qualche tempo fa PeerMatrix vedeva il file sharing come fumo negli occhi, e lavorava per bloccare il funzionamento dei network P2P, ora ha deciso di sfruttare la popolarità di queste reti, su cui intende sparare tonnellate di pubblicità non richiesta .

Anziché insinuare file fasulli tra i condivisori di musica e film, PeerMatrix lavorerà con AdMorph : questo il nome del suo software gratuito sparaspot. Un software con il quale ora PM sostiene di poter diventare qualcosa di non dissimile da “un Google dell’advertising”. AdMorph è pensato per veicolare sul P2P qualsiasi pubblicità, che verrà fornita, spiega l’azienda, sotto forma di file (video, audio, eseguibile, archivio, qualunque cosa), integrandolo e spingendolo nelle ricerche degli utenti del network a cui è interessato l’inserzionista.

Emule, Gnutella/LimeWire, nessuna rete completamente decentralizzata è al sicuro dalla nuova meraviglia dell’advertising. Il business model adottato da PM consiste nel distribuire, assieme alla pubblicità scelta dall’inserzionista che utilizza il suo software, anche altri spot: chi usa quel programma, dunque, ne “spara” due di pubblicità, una delle quali è di PeerMatrix. In futuro, assicura l’azienda, gli inserzionisti che pagheranno a parte il programma potranno distribuire anche solo il proprio advertising.

“Introducendo gli utenti del P2P alla pubblicità, vogliamo diventare il motore di ricerca degli spot su P2P” sostiene PM. Posizioni ben diverse da quelle espresse nel proprio brevetto antiP2P del 2006, che descrive una tecnologia di “interferenza automatica” contro i download di materiale protetto dal diritto d’autore.

Vista l’apparente evanescenza del nuovo modello di business, c’è chi si chiede se tutta la questione AdMorph non sia un tardivo tentativo dell’azienda di riciclarsi in un settore che, dopo la capitolazione di MediaDefender , sta subendo una drastica contrazione. Il problema, però, è quello della legittimità dell’operazione pubblicitaria .

TorrentFreak parla senza mezzi termini dell’ abuso dei network di P2P come del nuovo orizzonte per spammer e truffatori . Da FrostWire fanno già sapere di essere al lavoro per bloccare i “contenuti” fasulli distribuiti da PeerMatrix, che nell’opinione del lead developer del suddetto client di file sharing Angel Leon sono semplici e puri “risultati di ricerche falsati, altrimenti noti come spam”.

Alfonso Maruccia

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25 11 2008
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