COVID19: PEPP-PT, sì alla partnership Google-Apple

Parere positivo sull'iniziativa da parte del numero uno del team al lavoro sulla piattaforma Pan-European Privacy Preserving Proximity Tracing.
Parere positivo sull'iniziativa da parte del numero uno del team al lavoro sulla piattaforma Pan-European Privacy Preserving Proximity Tracing.

La collaborazione annunciata da Google e Apple per consentire la realizzazione di app dedicate al contenimento dei contagi da coronavirus ha ricevuto il benestare di Pan-European Privacy Preserving Proximity Tracing, la piattaforma condivisa a livello europeo per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche utili a contrastare COVID-19.

Google-Apple e app coronavirus: via libera da PEPP-PT

A renderlo noto Chris Boos, numero uno del team al lavoro sul progetto. Entrambi i colossi della Silicon Valley sono tra i sostenitori di un sistema decentralizzato per la gestione delle informazioni raccolte ed elaborate nell’ambito di queste iniziative. Altri affermano invece sia meglio delegare l’immagazzinamento delle informazioni a server centralizzati di specifici data center. Di quest’ultimo avviso alcuni governi.

La creazione di PEPP-PT è portata avanti dal Fraunhofer Heinrich Hertz Institute tedesco e da altre realtà provenienti da tutto il vecchio continente. L’intenzione della piattaforma è quella di garantire il supporto a entrambi i metodi. Queste le parole di Boos.

Un modello centralizzato offre potenzialmente una gestione di gran lunga migliore della pandemia senza infrazioni della privacy. Sarà però una scelta dei singoli stati. È possibile raccogliere gli stessi dati con un modello decentralizzato, cambia solo che più persone dovranno veicolare le informazioni a proposito dei soggetti infetti.

Tornando a Google e Apple, per il mese di maggio è prevista la distribuzione di alcune API che potranno essere sfruttate per la realizzazione dei software da destinare ai cittadini. Il sistema farà leva sulle interazioni registrate mediante Bluetooth per diramare avvisi a chi è entrato in contatto o è stato nelle vicinanze di una persona affetta da coronavirus, indicandogli le precauzioni da adottare per la propria salute e per quella altrui.

Fonte: Reuters
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