Perché quel blogger è stato condannato?

di Guido Scorza - Un blog condannato ai sensi della legge sulla stampa? La sentenza potrebbe rivelarsi meno assurda di quanto si potrebbe pensare. Il fantasma della legge sull'editoria 62/2001 aleggia sulla rete italiana

Roma – La notizia ormai è nota: con una sentenza dei giorni scorsi che, tuttavia, nessuno sembra aver ancora letto, il Tribunale di Modica avrebbe condannato Carlo Ruta – storico e blogger siciliano – per stampa clandestina .

Se la notizia fosse confermata, la decisione affermerebbe un principio importante che va ben al di là della singola vicenda e della pur grave condanna di un blogger: quello secondo cui anche i blog vanno registrati presso il registro della Stampa di cui alla Legge n. 47 del 1948 cui, negli ultimi cinquant’anni, è rimasta affidata la disciplina della materia nonostante gli importanti cambiamenti intervenuti nel mondo dell’informazione e della comunicazione.

L’art. 16 della citata legge, infatti, stabilisce a chiare lettere che “Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000”.
L’art. 5 della stessa Legge, a sua volta, prevede che “Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi.”.

Il blog come un “giornale o periodico” dunque?
La questione è al centro di un dibattito che negli ultimi anni si è riproposto all’attenzione degli addetti ai lavori con periodicità che si potrebbe definire regolare se non si corresse – così facendo – il rischio di vedersi contestare il reato di stampa clandestina.

Andiamo con ordine e cerchiamo di capire perché un’ipotesi quale quella dell’equiparazione di un blog ai giornali e periodici è meno peregrina – norme di legge alla mano – di quanto l’esperienza suggerirebbe a ciascuno di noi.

Il comma 3 dell’art. 1 della bruttissima nuova legge sull’editoria (7 marzo 2001, n. 62) prevede che “Al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 ” e che “il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’articolo 5 della medesima legge n. 47 del 1948 “.

Il primo comma della stessa Legge contiene una definizione di prodotto editoriale omnicomprensiva secondo la quale “per “prodotto editoriale”, ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici”.

La nuova legge sull’editoria, dunque, prevede l’applicabilità dell’art. 2 della vecchia legge sulla stampa a tutti i siti internet destinati alla diffusione di informazioni e l’applicabilità altresì dell’art. 5 della stessa legge – quello appunto recante l’obbligo di registrazione presso i tribunali – dei soli siti internet destinati alla diffusione di informazioni contraddistinti da una testata e diffusi al pubblico con periodicità regolare.

Il quadro normativo è completato dalla disposizione contenuta al comma 3 dell’art. 7 del Decreto Legislativo n. 70 del 9 aprile 2003 attraverso il quale è stata data attuazione alla Direttiva sul commercio elettronico.

Secondo tale disposizione “la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori del servizio intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62”.

Si tratta di una disposizione scritta in modo ambiguo e poco puntuale perché ha per oggetto un’entità – la “testata telematica” – diversa da quella oggetto della nuova disciplina sull’editoria – il “prodotto editoriale” – e perché fa generico riferimento ad una “registrazione” senza, tuttavia, chiarire se tale registrazione sia quella presso i Tribunali o, piuttosto, quella presso il ROC, Registro Unico degli Operatori della comunicazione.

La differenza non è di poco conto.

Se, infatti, la registrazione di cui all’art. 7 del D.Lgs. 70/2003 è quella prevista all’art. 5 della Legge sulla Stampa, i blogger italiani possono dormire sonni tranquilli e sentirsi liberi – anche laddove aggiornino quotidianamente i propri blog – di decidere se iscrivere o meno il proprio sito presso il registro della Stampa tenuto presso il Tribunale.

Se, invece, il riferimento dovesse intendersi come rivolto al ROC, la questione sarebbe diversa e gli autori di blog a contenuto informativo che postano con “periodicità regolare” si ritroverebbero soggetti all’obbligo di iscrizione di cui alla Legge sulla Stampa e, qualora non vi provvedano, esposti al rischio di sentirsi contestare il reato di stampa clandestina per quanto assurdo ciò possa sembrare.

Dura lex sed lex e, per quanto sia difficile da accettare, l’attuale contesto normativo – caratterizzato da disposizioni ambigue e confuse varate da legislatori che hanno sempre manifestato scarso interesse per le questioni della Rete – legittima la magistratura a pervenire a conclusioni che, inesorabilmente, suonano censorie e contrarie all’esercizio, in Internet, della libertà di manifestazione del pensiero.

Ma c’è di più.

Mentre, infatti, un blogger – stante la possibile equiparazione del suo blog a giornali e periodici – rischia di vedersi contestare il reato di stampa clandestina, esso – come dimostra un altro recente episodio di mala giustizia – non può poi neppure fare affidamento sulle speciali garanzie che nel nostro Paese assistono la stampa: prima tra tutte l’insequestrabilità – se non in casi tassativamente individuati dalla legge – degli stampati.

A ciò si aggiunga che il blogger, qualora attraverso i suoi post diffami qualcuno, corre il rischio di vedersi contestata l’ipotesi aggravata del reato, caratteristica di chi esercita professionalmente l’attività giornalistica.

Troppa confusione e troppe ambiguità: occorrono, con urgenza, leggi nuove che riordinino le previsioni di quelle vecchie (e meno vecchie) alla luce del mutato contesto dell’informazione in Rete senza imbrigliare chi vuol far sentire la sua voce e, ad un tempo, garantendo a tutti la certezza di poter chiedere giustizia nell’ipotesi in cui altri offendano la propria immagine o reputazione.

È un discorso complesso che tocca, tra gli altri, il tema della tradizionale distinzione tra chi fa professionalmente informazione e chi, più o meno assiduamente, utilizza le nuove risorse telematiche per dire la sua.

Entrambe le categorie di soggetti debbono avere eguali responsabilità ed eguali garanzie o, piuttosto, come accade oggi, è giusto continuare a far pesare maggiori responsabilità sui professionisti dell’informazione garantendo, tuttavia, a questi ultimi anche maggiori garanzie?

Guido Scorza
www.guidoscorza.it

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  • Paolo P. scrive:
    Legge italiana lo proibisce
    In Italia questo non dovrebbe accadere. Anche se da anni si cerca di far passare sotto silenzio questo aspetto, quello che caratterizza il lavoro dipendente e lo distingue dal lavoro autonomo non e' tanto la liberta' di orario, o la maggiore o minore liberta' di organizzarsi il lavoro (anche tra i dipendenti questo esiste, nel caso dei dirigenti e dei funzionari), ma, per legge, il lavorare usando strumenti messi a disposizione dal datore di lavoro. Non mi pronuncio sugli USA, ma mi sembrerebbe strano che non abbiano una legge simile. Se uno va in fabbrica e non trova il tornio, o va in ufficio e non trova il computer o il telefono, cosa fa? Se parliamo invece solo di cellulari, in ufficio si puo' usare quello aziendale, e se si e' in giro le telefonate le si riceve quando si ritorna, se c'e' una segreteria telefonica bene, altrimenti richiameranno. "Praticamente necessari" cosa vuol dire, che sono necessari o no? Se il datore di lavoro fornisce strumenti che non sono l'ultimo grido della tecnologia, peggio per lui, vorra' dire che la produttivita' del lavoro sara' minore. Una delle conseguenze nefaste del mancato rispetto di tali norme si ha in tutte quelle offerte di lavoro, anche da parte della pubblica amministrazione, in cui si cercano degli "automuniti": oh bella, e perche' mai? Se la automobile serve per andare al lavoro o tornare a casa, non sono fatti del datore di lavoro, si e' liberi di andare con mezzi pubblici o in bicicletta o a piedi. Se invece l'automobile deve servire durante la giornata di lavoro come strumento di lavoro, sta al datore di lavoro fornirla ai dipendenti. Al massimo potrebbero cercare gente con la patente, ma pretendere che abbiano anche l'automobile mi sembra illegale.Paolo
    • utente 102398 scrive:
      Re: Legge italiana lo proibisce
      - Scritto da: Paolo P.
      In Italia questo non dovrebbe accadere. Anche se
      da anni si cerca di far passare sotto silenzio [...] ma, per legge, il
      lavorare usando strumenti messi a disposizione
      dal datore di lavoro. [...] Se uno va in fabbrica e non trova
      il tornio, o va in ufficio e non trova il
      computer o il telefono, cosa fa? Se parliamo
      invece solo di cellulari, [...] "Praticamente necessari" cosa vuol
      dire, che sono necessari o no? Se il datore di
      lavoro fornisce strumenti che non sono l'ultimo
      grido della tecnologia, peggio per lui, vorra'
      dire che la produttivita' del lavoro sara'
      minore. [...]io ad esempio mi trovo a fotografare in condizione di luce in cui la compatta non ce la fa.non è uno studio fotografico ma a volte si devono fare foto che richiederebbero una macchina vera.per riuscirci a volte porto la mia.ma mi scoglia parecchio... anche perché nessuno mi dice "grazie amico" o mi da un soldo in più, mentre sono sempre tutti pronti a fiatarti sul collo e a dire cosa sbagli
      Una delle conseguenze nefaste del mancato
      rispetto di tali norme si ha in tutte quelle
      offerte di lavoro, anche da parte della pubblica
      amministrazione, in cui si cercano degli
      "automuniti": oh bella, e perche' mai? Se la
      automobile serve per andare al lavoro o tornare a
      casa, non sono fatti del datore di lavoro, si e'
      liberi di andare con mezzi pubblici o in
      bicicletta o a piedi. Se invece l'automobile deve
      servire durante la giornata di lavoro come
      strumento di lavoro, sta al datore di lavoro
      fornirla ai dipendenti. Al massimo potrebbero
      cercare gente con la patente, ma pretendere che
      abbiano anche l'automobile mi sembra
      illegale.questo è vero.c'è una nota azienda di "ristorazione" che copre praticamente tutto il territorio italiano che ha fatto questo con un mio amico. Lui sarebbe venuto a lavorare in bici... niente.per quanto riguarda il mio lavoro, il fatto di arrivare al lavoro è un costo e questo dovrebbe essere valutato (ricordo che in alcuni paesi ai quali noi diciamo "non hanno voglia di fare" ci sono persone che spendono per andare al lavoro di più di quanto guadagnano svolgendolo) Quando io vado al lavoro uso la mia auto, quando - durante l'orario di lavoro - vado in giro per l'azienda (raro, ma capita) uso l'auto aziendale. Se VOGLIO usare la mia, sono fatti miei (a volte lo faccio, così posso ascoltare la mia musica) e se invece mi viene richiesto, consegno il foglio del rimborso spese (prezzi quattroruote)resta il fatto che ci sono alcuni miei colleghi "fortunati" ai quali viene rimborsato il costo "mensa" e il costo "viaggio" per arrivare al lavoro.a me no.
  • Terminator scrive:
    Ma dove?
    Fatemi capire, gli impiegati portano i loro PC per lavorare (magari infetti e con spyware), ovviamente tutti con hardware e OS diversi e si collegano alla rete aziendale?! Ah ah ma chi ha scritto questa barzelletta?! Certo, é possibile, poi tutto il risparmio va in fumo per pagare i sistemisti che devono correre a destra e sinistra per far funzionare il parco macchine assolutamente disomogeneo e in mano agli utonti! Sto ancora rotolandomi dalle risate!!!
  • teddybear scrive:
    Il mio caso...
    Lavoro per questa GRANDE azienda da poco più di sei anni. Quando sono arrivato, ho fatto tre mesi da consulente, ovviamente utilizzando il mio computer personale. Che a suo tempo era un portatile Sony Vaio P3 866.Poi fui assunto, e al mio capo comprarono un nuovo portatile (lui pretendeva di avere il masterizzatore), a me rifilarono il suo. Un HP P3 800 Mhz. Capii in seguito il motivo per il quale lui lo volle cambiare, spesso e volentieri si freezzava completamente; non per colpa del software, però. Lo stesso scherzo lo faceva sia con il suo Windows2000 originale installato dai dischi di ripristino, sia con il WinXp aziendale che con qualsiasi linux (live o meno) che facevo partire. Due anni dopo all'ennesimo freeze, non si volle più accendere.Chiesi un nuovo portatile:- Non ci sono soldi- Al momento non ne abbiamoMi sono arrangiato come ho potuto. Saltellando di qua e di la sui computer fissi che gli altri colleghi non stavano usando. Il tutto facendo anche la reperibilità, il che significava che se alle due di notte ti chiamavano per una ca**ata, in ogni caso mi toccava correre in azienda per capire il problema.Dopo un bel po' di mesi, ad un collega cambiarono computer (eh, si, per lui i soldi evidentemente c'erano) ed il suo fu passato a me. Un bellissimo P3 550. Che sto usando ancora adesso e che presenta però dei piccoli difetti:- non funziona la tastiera interna, devo usarne una tradizionale- il touchpad è praticamente impazzito, sembra governato dai fantasmi, sollevo la tastiera e stacco il connettore, unico modo per non diventare pazzo pure io. Mouse PS2 infilato nel retro e via, come se niente fosse.- Batteria morta.- Vano del lettore CD vuoto (prima di darmelo, hanno pensato bene di togliere il lettore e darlo a chi ne aveva più bisogno)- le porte USB sul retro non funzionano.- la porta PCMCIA non funziona- il modem non esiste (hanno tolto la schedina interna).In questi ultimi 4 anni però ho dovuto sostituire (a mie spese) ben tre volte il disco fisso, pare che questo PC abbia la bella abitudine di bruciarli (sarà per questo che li hanno cambiati a tutti gli altri colleghi?). Ma ogni volta "non ci sono soldi per comprarne uno nuovo).Recentemente avevo trovato una offerta su eBay e così ho espanso la memoria da 128mb a 512.Però lavoro ottimamente, non si impianta mai, non mi da problemi, non è lento, non si blocca.Al contrario delle altre due serie di PC portatili che nel frattempo sono state date ai colleghi "più fortunati". Loro sempre li a lamentarsi che hanno bisogno di un Pc più potente. Io invece con il mio caro vecchio catorcio, tiro avanti senza che mai una volta il PC si sia bloccato o altro.Perchè non uso il mio computer personale? Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In quel momento il gestore della rete lo può prendere, e tuo non hai neanche il diritto di lamentarti.Visto che "non ci sono mai soldi" non vorrei mai che me lo prendano per venderlo e farci si qualche centinaio di euro per comprare il babylon ai colleghi.
    • Cooosa scrive:
      Re: Il mio caso...
      Hai qualche riferimento alla legge di cui parli?Mi sta venendo la pelle d'oca solo a pensarci...Adesso non porterò mai piu' il mio portatile in azienda!
      • user234943 scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: Cooosa
        Hai qualche riferimento alla legge di cui parli?
        Mi sta venendo la pelle d'oca solo a pensarci...
        Adesso non porterò mai piu' il mio portatile in
        azienda!lascia solo che lo facciano UNA sola volta
    • picchiatello scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear

      Visto che "non ci sono mai soldi" non vorrei mai
      che me lo prendano per venderlo e farci si
      qualche centinaio di euro per comprare il babylon
      ai
      colleghi.Piu' che altro da "dipendente" se utilizzi un tuo pc - notebook privato alla rete aziendale ti possono sempre attaccare dal lato "privacy-tutela notizie riservate aziendali" qualora non gli andassi piu' a genio come dipendente.
    • z f k scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Lavoro per questa GRANDE azienda da poco più di
      masterizzatore), a me rifilarono il suo. Un HP P3
      800 Mhz. Capii in seguito il motivo per il quale
      lui lo volle cambiare, spesso e volentieri si
      freezzava completamente; non per colpa del
      software, però. Lo stesso scherzo lo faceva siaNon e' improbabile che a seguito di una caduta il processore si sia staccato quel tanto che basta da dare problemi di blocco in modo casuale.Aprire e controllare che tutti i pezzi siano incastrati a dovere. :)
      c'erano) ed il suo fu passato a me. Un bellissimo
      P3 550. Che sto usando ancora adesso e che
      presenta però dei piccoli
      difetti:
      - non funziona la tastiera interna, devo usarne
      una
      tradizionaleLa flat andata o staccata o relativa elettronica guasta.
      - il touchpad è praticamente impazzito, sembra
      governato dai fantasmi, sollevo la tastiera ea occhio si e' rovinato il sensore, andrebbe sostituito tutto il blocchetto.
      stacco il connettore, unico modo per non
      diventare pazzo pure io. Mouse PS2 infilato nel
      retro e via, come se nientetanto cmq avevi gia' la kb esterna ;)
      - le porte USB sul retro non funzionano.ahio; mettere una pcmcia?
      - la porta PCMCIA non funzionaahio... :D
      - il modem non esiste (hanno tolto la schedina
      interna).Modem esterno seriale.
      In questi ultimi 4 anni però ho dovuto sostituire
      (a mie spese) ben tre volte il disco fisso, pareCavolo.
      Recentemente avevo trovato una offerta su eBay e
      così ho espanso la memoria da 128mb a
      512.Cioe', paghi di tasca tua materiale per il lavoro d'ufficio? ramme e hdd?ma poi ti rimborsano?!?
      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.questa mi suona stranafonti?Piu' facile che la policy di sicurezza dica che alla rete non ci si puo' attaccare se non con dispositivi dell'azienda, fatti salvi casi eccezionali che cmq richiedono autorizzazione e verifica.In quel caso forse te lo possono sequestrare (o requisire).CYA
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: z f k
        - Scritto da: teddybear
        Non e' improbabile che a seguito di una caduta il
        processore si sia staccato quel tanto che basta
        da dare problemi di blocco in modo
        casuale.
        Aprire e controllare che tutti i pezzi siano
        incastrati a dovere.L'ho aperto migliaia di volte...

        - non funziona la tastiera interna, devo usarne

        una

        tradizionale

        La flat andata o staccata o relativa elettronica
        guasta.La flato l'ho staccata io, perchè come il mouse, alle volte si "riattivava" e fingeva di premere qualche tasto, che di soliot erano sempre i soliti CTRL, SHIFT o simili.

        - il touchpad è praticamente impazzito, sembra

        governato dai fantasmi, sollevo la tastiera e

        a occhio si e' rovinato il sensore, andrebbe
        sostituito tutto il blocchetto.Si, con un mouse esterno :D
        tanto cmq avevi gia' la kb esterna ;)Alla faccia del portatile.

        - le porte USB sul retro non funzionano.
        ahio; mettere una pcmcia?

        - la porta PCMCIA non funziona
        ahio... :DE con questo coso vogliono che io faccia la reperibilità. E come cappero mi connetto? Ah, già... tanto la GPRS/UMTS non me l'hanno data, visto che tanto la PCMCIA non funziona... tanto vale ...

        - il modem non esiste (hanno tolto la schedina

        interna).

        Modem esterno seriale.QUALE SERIALE? Era uno dei primi PC che non aveva più le seriali e parallele onboard.

        In questi ultimi 4 anni però ho dovuto
        sostituire

        (a mie spese) ben tre volte il disco fisso, pare
        Cavolo.Pare che sia un difetto di quella serie, anche quando l'avevano i colleghi (altri computer della stessa serie/modello), la moria degli HD era altissima.

        Recentemente avevo trovato una offerta su eBay e

        così ho espanso la memoria da 128mb a

        512.
        Cioe', paghi di tasca tua materiale per il lavoro
        d'ufficio?Se uno vuole lavorare...
        ramme e hdd?
        ma poi ti rimborsano?!?Si, a fine mese mi danno uno stipendio. ;-)

        Perchè non uso il mio computer personale?

        Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta
        in

        Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC
        alla

        rete aziendale, per tutto il tempo che è
        connesso

        fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In

        quel momento il gestore della rete lo può

        prendere, e tuo non hai neanche il diritto di

        lamentarti.

        questa mi suona strana fonti?Sono passati tanti anni, ricordo che si faceva esplicitamente menzione di un caso capitato in IBM, di più non so. Comunque da noi in ufficio la conoscono tutti... quasi.
        Piu' facile che la policy di sicurezza dica che
        alla rete non ci si puo' attaccare se non con
        dispositivi dell'azienda, fatti salvi casi
        eccezionali che cmq richiedono autorizzazione e
        verifica.Seeee.... con tutti i consulenti che girano tutti i giorni, figurati se gli amministratori di rete (che poi sarei io) hanno anche il tempo di controllare tutti i PC.
        • luna scrive:
          Re: Il mio caso...
          O.o incredibile, se veramente esiste questa legge a me avrebbero dovuto sequestrare tutto 20 volte O.oSe solo ci provano, io gli do il portatile (c'e' una legge eh).Si, ma a 220 Khm/h in fronte. E se ancora non si è spaccato il cranio, riprendo il portatile e insisto a mazzate in testa fin quanto l'hd non gli penetra nelle ossa.Esagerazione a parte, nel MIO computer ci sono i MIEI dati PERSONALI, infrazione alla legge sulla privacy, eccetera. Non so quanto questa legge possa essere applicabile nella realtà.Io il pc me lo devo portare perchè non mi danno NULLA, nemmeno il p1 133. Se provano soltanto a fare una cosa del genere, uno mi licenzio in tronco istantaneamente, 2 prendo e faccio 200 denunce, oltre ad andarmi a riprendere il MIO hardware a costo di cannonate.
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: luna
            Io il pc me lo devo portare perchè non mi danno
            NULLA, nemmeno il p1 133.Se c'è un accordo scritto, la legge "decade" (o meglio, si ricade in una delle eccezioni previste dalla legge).Mi metterò a ricercarla, ma una decina di anni fa su USENET se ne era parlato per tanto tempo, e c'erano parecchi link ai siti che avevano pubblicato per intero la legge in questione.Non dovrebbe essere difficile ricercarla.
          • luna scrive:
            Re: Il mio caso...
            eh, anche io stavo facendo lo stessoma con chiavi tipo "pc personale in azienda" "pc personale rete aziendale" e cose di questo tipo non ho trovato un H.Non demordo.
    • Hynem scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.ah sì la conosco: la famosa "usucapione elettronica"...ma per favorema stiamo scherzando ? il pc aziendale si guasta, devo continuare a lavorare e d'accordo con il superiore porto il mio pc di casa. Dopo un po' che lavoro arriva un tizio dell'assistenza e lo sequestra e dopo qualche giorno l'azienda se lo rivendeguarda, t'hanno raccontato una ballae cmq se ti capitasse tu hai sempre il diritto di denunciarli per furtoanche se esistesse una tale legge del malfatta nessuno a priori può dire come andrà a finire il processo, il diritto di sporgere denuncia rimane semprea questo punto sarebbe interessante sapere il nome di questa azienda che mette in giro notizie così inquietanti
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: Hynem
        - Scritto da: teddybear
        ah sì la conosco: la famosa "usucapione
        elettronica"...
        ma per favore

        ma stiamo scherzando ?No.
        il pc aziendale si guasta,
        devo continuare a lavorare e d'accordo con il
        superiore porto il mio pc di casa.In caso di accordo scritto, ovviamente la legge decade. Però deve appunto esserci un accordo scritto che ti autorizza a connettere apparecchiature tue alla rete aziendale. Altrimenti, qualsiasi cosa connessa alla rete aziendale è da considerarsi proprietà aziendale.
        Dopo un po' che lavoro arriva un tizio dell'assistenza
        e lo sequestra e dopo qualche giorno l'azienda se lo
        rivende
        guarda, t'hanno raccontato una ballaNo.
      • user234943 scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: Hynem
        - Scritto da: teddybear

        Perchè non uso il mio computer personale?

        Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta
        in

        Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC
        alla

        rete aziendale, per tutto il tempo che è
        connesso

        fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo.
        guarda, t'hanno raccontato una balla
        e cmq se ti capitasse tu hai sempre il diritto di
        denunciarli per
        furtosulla legge citata da teddy non so che dire, ma di sicuro non è possibile portare roba propria al lavoro.non ho mai capito i limiti di questa legge, ma in teoria a parte i vestiti non dovresti avere nulla.
    • nomen omen scrive:
      Re: Il mio caso...
      ahahahaha leggendoti mi e' venuto in mente quello che era successo a me. Ero l'unico programmatore/sistemista/scimmia di $piccola_ma_robusta_azienda_elettronica, i miei colleghi per usare office avevano rombanti pc con Gb a pioggia in hd e ram...per non parlare delle cpu sempre le piu' veloci.A me invece avevano rifilato un cassone lento come una lumaca."ehm e' un po' lento, non si potrebbe avere qualcosa piu' performante ?""ma no dai, mica devi usare powerpoint e fare le presentazioni o usare il simulatore xyz""si ma per compilare sto fermo 1 ora e non riesco a fare altro""ah be' allora si. Spedisco l'ordine immantinente e domani ti arriva"L'indomani e' stato ovviamente due mesi dopo ma comunque e' arrivato...si' si' un bel cassone assemblato. Lo apro e vedo il suo bel processore P3, 64mb di ram e disco da 10Gb."senti ma non si poteva avere piu' ram""con quello che costa, ma che te ne fai di piu' ram con un processore da 400 Mhz?!?!?"Per farla breve il cassone-2 aveva un processore ipercloccato, la ram la cannibalizzavo dai pc nuovi che arrivavano ai colleghi come peraltro masterizzatori,hd, schede grafiche e sono andato avanti per degli anni in questa situazione.Devo dire che non ho mai piu' visto un pc cosi' performante.
    • Terminator scrive:
      Re: Il mio caso...
      Che ditta triste... ma tipicamente italiana dove l'informatica non é fondamentale per produrre ma é un extra che purtroppo si deve avere. Mi vien la nausea a leggere queste cose.
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: Terminator
        Che ditta triste... ma tipicamente italiana dove
        l'informatica non é fondamentale per produrre ma
        é un extra che purtroppo si deve avere. Mi vien
        la nausea a leggere queste
        cose.Tipicamente italiana?Ehm... è una multinazionale, parafrasando Davide Bianchi, la chiamerei $trasportiamo_il_mondo.com
        • Terminator scrive:
          Re: Il mio caso...
          Tipicamente italiana, visto che lavori nella sede italiana. Nelle sedi estere probabilmente ti riderebbero dietro. Come ridevano della mia sede i colleghi europei. E io ridevo con loro perché concordavo con loro che i miei superiori italiani erano dei poveretti.
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: Terminator
            Tipicamente italiana, visto che lavori nella sede
            italiana. Nelle sedi estere probabilmente ti
            riderebbero dietro. Come ridevano della mia sede
            i colleghi europei. E io ridevo con loro perché
            concordavo con loro che i miei superiori italiani
            erano dei poveretti.Beh, questo è il mio capo, fai tu, risate ogni giorno:http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=302http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=350Questo un collega:http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=296E questa una altra manager:http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=251Risate? no, mi viene da piangere. Spesso e volentieri stampo le loro email e le faccio leggere a mia moglie. Che studia italiano da poco più di un anno e sa correggere sistematicamente tutti i loro errori di ortografia.
          • Pak scrive:
            Re: Il mio caso...
            Fantastiche! :-) E' triste, ma e' cosi' un po' ovunque...
          • Brown scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: Terminator

            Tipicamente italiana, visto che lavori nella
            sede

            italiana. Nelle sedi estere probabilmente ti

            riderebbero dietro. Come ridevano della mia sede

            i colleghi europei. E io ridevo con loro perché

            concordavo con loro che i miei superiori
            italiani

            erano dei poveretti.

            Beh, questo è il mio capo, fai tu, risate ogni
            giorno:

            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=302
            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=350

            Questo un collega:
            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=296

            E questa una altra manager:
            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=251

            Risate? no, mi viene da piangere. Spesso e
            volentieri stampo le loro email e le faccio
            leggere a mia moglie. Che studia italiano da poco
            più di un anno e sa correggere sistematicamente
            tutti i loro errori di
            ortografia.Nella tristezza in cui ci troviamo posso solo dire che i tuoi post sono esilaranti, visti da fuori ovviamente. Anch'io tengo un blog con le porcherie che sento i giro, chi lo legge ride, a me il mio non fa poi cos' ridere, perchè sono esperienze vissute di persona.E' anche giusto così: ognuno di noi, mozzi nel mare di cacca dell'IT condivide con gli altri le proprie esperienze con gli idioti, almeno ci tiriamo su il morale a vicenda. :-)
          • user234943 scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: Terminator

            Tipicamente italiana, visto che lavori nella
            sede

            italiana. Nelle sedi estere probabilmente ti

            riderebbero dietro. Come ridevano della mia sede

            i colleghi europei. E io ridevo con loro perché

            concordavo con loro che i miei superiori
            italiani

            erano dei poveretti.

            Beh, questo è il mio capo, fai tu, risate ogni
            giorno:
            Questo un collega:
            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=296

            E questa una altra manager:
            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=251

            Risate? no, mi viene da piangere. mi rendo conto che siamo in situazioni simili.solo che tutto è più piccino da noie anche la mia conoscenza.teddy, ma perché non apri i commenti sul blog?
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: user234943
            - Scritto da: teddybear

            - Scritto da: Terminator


            Tipicamente italiana, visto che lavori nella

            sede


            italiana. Nelle sedi estere probabilmente ti


            riderebbero dietro. Come ridevano della mia
            sede


            i colleghi europei. E io ridevo con loro
            perché


            concordavo con loro che i miei superiori

            italiani


            erano dei poveretti.



            Beh, questo è il mio capo, fai tu, risate ogni

            giorno:


            Questo un collega:

            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=296



            E questa una altra manager:

            http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=251



            Risate? no, mi viene da piangere.


            mi rendo conto che siamo in situazioni simili.
            solo che tutto è più piccino da noi

            e anche la mia conoscenza.


            teddy, ma perché non apri i commenti sul blog?Perchè ho usato un motore "standard", personalizzando l'interfaccia grafica, che fa abbastanza schifo (non ho mai tempo di mettermici seriamente), e se apro i commenti, dopo meno di 24 ore mi ritrovo con tonnellate di spam (non esagero, roba da 15mila messaggi al giorno).Appena ho tempo (e voglia) rifaccio tutto daccapo.
    • loll scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Lavoro per questa GRANDE azienda da poco più di
      sei anni. Quando sono arrivato, ho fatto tre mesi
      da consulente, ovviamente utilizzando il mio
      computer personale. Che a suo tempo era un
      portatile Sony Vaio P3
      866.Iniziamo subito a calarci le braghe...
      Poi fui assunto, e al mio capo comprarono un
      nuovo portatile (lui pretendeva di avere il
      masterizzatore), a me rifilarono il suo. Un HP P3
      800 Mhz. Capii in seguito il motivo per il quale
      lui lo volle cambiare, spesso e volentieri si
      freezzava completamente; non per colpa del
      software, però. Lo stesso scherzo lo faceva sia
      con il suo Windows2000 originale installato dai
      dischi di ripristino, sia con il WinXp aziendale
      che con qualsiasi linux (live o meno) che facevo
      partire. Due anni dopo all'ennesimo freeze, non
      si volle più
      accendere.Capita purtroppo...
      Chiesi un nuovo portatile:
      - Non ci sono soldi
      - Al momento non ne abbiamo
      Mi sono arrangiato come ho potuto. Saltellando di
      qua e di la sui computer fissi che gli altri
      colleghi non stavano usando. Il tutto facendo
      anche la reperibilità, il che significava che se
      alle due di notte ti chiamavano per una ca**ata,
      in ogni caso mi toccava correre in azienda per
      capire il
      problema.E qui le mutande sono sparite...
      Dopo un bel po' di mesi, ad un collega cambiarono
      computer (eh, si, per lui i soldi evidentemente
      c'erano) ed il suo fu passato a me. Un bellissimo
      P3 550. Che sto usando ancora adesso e che
      presenta però dei piccoli
      difetti:
      - non funziona la tastiera interna, devo usarne
      una
      tradizionale
      - il touchpad è praticamente impazzito, sembra
      governato dai fantasmi, sollevo la tastiera e
      stacco il connettore, unico modo per non
      diventare pazzo pure io. Mouse PS2 infilato nel
      retro e via, come se niente
      fosse.
      - Batteria morta.
      - Vano del lettore CD vuoto (prima di darmelo,
      hanno pensato bene di togliere il lettore e darlo
      a chi ne aveva più
      bisogno)
      - le porte USB sul retro non funzionano.
      - la porta PCMCIA non funziona
      - il modem non esiste (hanno tolto la schedina
      interna).
      In questi ultimi 4 anni però ho dovuto sostituire
      (a mie spese) ben tre volte il disco fisso, pare
      che questo PC abbia la bella abitudine di
      bruciarli (sarà per questo che li hanno cambiati
      a tutti gli altri colleghi?). Ma ogni volta "non
      ci sono soldi per comprarne uno
      nuovo).
      Recentemente avevo trovato una offerta su eBay e
      così ho espanso la memoria da 128mb a
      512.
      Bene, le braghe sono abbassate, le mutande pure, vediamo un po'...ah! già! la vasella!
      Però lavoro ottimamente, non si impianta mai, non
      mi da problemi, non è lento, non si
      blocca.

      Al contrario delle altre due serie di PC
      portatili che nel frattempo sono state date ai
      colleghi "più fortunati". Loro sempre li a
      lamentarsi che hanno bisogno di un Pc più
      potente. Io invece con il mio caro vecchio
      catorcio, tiro avanti senza che mai una volta il
      PC si sia bloccato o
      altro.

      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.

      Visto che "non ci sono mai soldi" non vorrei mai
      che me lo prendano per venderlo e farci si
      qualche centinaio di euro per comprare il babylon
      ai
      colleghi.Riassumendo, ti sei fatto inculare come un trans e ti stupisci se ti brucia il culo?Mmmm, scusa, ma non è che tu abbia fatto delle scelte molto oculate, anzi, ti sei lasciato manipolare come più gli piaceva...p.s.cmq l'azienda non era così grande e se i colleghi i portatili o i pc li avevano allora lui non credo valesse poi così tanto!pp.s.7 anni, TLC ora, IT prima, 19 portatili, 123 cellulari e 12 fissi...ah ah ah ah ah...
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: loll
        p.s.
        cmq l'azienda non era così grande e se i colleghi
        i portatili o i pc li avevano allora lui non
        credo valesse poi così tanto!L'azienda ha in questo preciso istante 5324 mailbox attive, 4932 account di dominio attivi (almeno un login negli ultimi tre mesi). Questo in Italia. Ma essendo una multinazionale abbiamo anche qualche account all'estero. In questo momento LDAP mi indica attivi 100345 account di posta in tutto il mondo.Evidentemente abbiamo altre opinioni di "piccolo" e "grande" azienda.
        pp.s.
        7 anni, TLC ora, IT prima, 19 portatili, 123
        cellulari e 12 fissi...ah ah ah ah ah...In che senso?
        • Ebolo scrive:
          Re: Il mio caso...
          - Scritto da: teddybear


          pp.s.

          7 anni, TLC ora, IT prima, 19 portatili, 123

          cellulari e 12 fissi...ah ah ah ah ah...

          In che senso?Nel senso che ha cambiato i cellulari grossomodo come le mutande... e credo se li sia fatti pagare... è il tuo capo?Ebolo.
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: Ebolo
            Nel senso che ha cambiato i cellulari grossomodo
            come le mutande... e credo se li sia fatti
            pagare... è il tuo capo?Qui c'è gente che ha la stessa password da quando è stata assunta. Password standard "tmp", da 12 anni. Se è vero che le mutande sono come le password, allora la gente non si cambia mai neanche le mutande, quindi neanche il computer.
    • ManyChoices scrive:
      Re: Il mio caso...
      Mi sa che e' una trollata, non esiste nessuna legge del genere, ci possono essere policy aziendali ma una legge proprio no.Far lavorare poi uno con lo scacciamosche (quello non e' un computer) mi suona parecchio, ma parecchio, fantascientifico. Un pc fisso con le caratteristiche che descrive il probabile troll si trova usato e funzionante in tutte le sue parti a 50 euro nel mercato usato e se fosse un portatile a 100-150, altro che cambiare 3 volte disco per tenersi uno scassone (se proprio fosse costretto ad arrangiarsi).
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: ManyChoices
        Mi sa che e' una trollata,Mi sa di no (sono l'autore del messaggio originale)
        Far lavorare poi uno con lo scacciamosche (quello
        non e' un computer) mi suona parecchio, ma
        parecchio, fantascientifico. Un pc fisso con le
        caratteristiche che descrive il probabile troll
        si trova usato e funzionante in tutte le sue
        parti a 50 euro nel mercato usatoIl probabile troll ha un nome ed un cognome. Un nick registrato da anni qui su P.I. Ed un vecchio messaggio sul suo blog (non trovo gli altri), che elenca un paio di problemi avuti con il PC in questione:http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=310Il che fa decadere tutti gli indizi per classificare il suddetto come troll.
        e se fosse un
        portatile a 100-150, altro che cambiare 3 volte
        disco per tenersi uno scassone (se proprio fosse
        costretto ad arrangiarsi).150 euro per me sono tanti soldi. Ho una famiglia da mantenere, una moglie, una madre, un figlio, una suocera. Centocinquanta euro per me sono troppi soldi.Grazie comunque del suggerimento.
        • ManyChoices scrive:
          Re: Il mio caso...
          - Scritto da: teddybear
          - Scritto da: ManyChoices


          Mi sa che e' una trollata,

          Mi sa di no (sono l'autore del messaggio
          originale)Guarda io credo a tutto, dici che sei in buona fede, ok ci credo.Comunque sono nell'IT da anni e ti confermo che a mia risultanza non esistono leggi circa appartenenza azienda pc collegati a lan aziendale (e prima di dirlo mi sono fatto una googlata per maggior sicurezza e non ho trovato niente che gli assomigli neanche di striscio). Una policy puo' darsi, ma e' pattizia (una specie di contratto insomma oppure potremmo fare riferimento al c.c. circa le norme sul potere dispositivo datore di lavoro)

          e se fosse un

          portatile a 100-150, altro che cambiare 3 volte

          disco per tenersi uno scassone (se proprio fosse

          costretto ad arrangiarsi).

          150 euro per me sono tanti soldi. Ho una famiglia
          da mantenere, una moglie, una madre, un figlio,
          una suocera. Centocinquanta euro per me sono
          troppi
          soldi.Gia' ma quanto hai speso per cambiare i dischi in questione? Su ebay si trovano PIII e Celeron (notebook) anche a meno di 50 euro ... Insomma cercando un po' un rimpiazzo si trova a costi ragionevoli, un PIII notebook in buone condizioni con un hd da 20 GB e 128/256 MB di RAM e' tra i 50 e i 100.Se ci devi lavorare e' da considerare. Altra questione poi che l'azienda dove lavori non passa il materiale, e' un po' come se uno facesse scavi e lascia che i suoi dipendenti portino una pala arrugginita da casa e mezza sfondata. Non puoi fare business in questa maniera e' per questo che come la racconti tu mi risulta incredibile come storia, se e' vera i responsabili azienda vanno portati in neuro (sempre che le tue attivita' al computer non siano molto molto marginali e per cui basta un qualunque scassone per il poco che si usa).
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: ManyChoices
            Gia' ma quanto hai speso per cambiare i dischi in
            questione? Su ebay si trovano PIII e Celeron
            (notebook) anche a meno di 50 euro ...20/30 euro a volta. Ovvio che fatta la somma arrivi ad una certa cifra, ma uno per uno, sperando sempre che sia l'ultimo (questo mi resiste da quasi due anni e mezzo).
            fare business in questa maniera e' per questo che
            come la racconti tu mi risulta incredibile come
            storia, se e' vera i responsabili azienda vanno
            portati in neuro (sempre che le tue attivita' al
            computer non siano molto molto marginali e per
            cui basta un qualunque scassone per il poco che
            si usa).Si, effettivamente sono molto marginali. Sono semplicemente un SysAdm, l'unico che conosce il sisetma di posta, l'unico che sa mettere mani su LDAP, FTP, Proxy, RAS, DHCP e VPN. Non è della potenza del computer che mi lamento, in fondo uso praticamente tre programmi:The Bat per la postaFirefox per il web browsinge Secure CRT per tutto il resto.Quelli a lamentarsi della lentezza sono gli altri, che hanno sempre i PC all'ultima moda (perchè tale è) e si lamentano perchè "non ha il bluetooth", "la wifi non è N", oppure perchè "con solo un giga di ram fa fatica ad accendersi"
          • picchiatello scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: ManyChoices


            Quelli a lamentarsi della lentezza sono gli
            altri, che hanno sempre i PC all'ultima moda
            (perchè tale è) e si lamentano perchè "non ha il
            bluetooth", "la wifi non è N", oppure perchè "con
            solo un giga di ram fa fatica ad
            accendersi"in base alle mie vecchie esperienze di "ultra"-ditte certi cambi di parchi macchine venivano fatti piu' per non passare a pagare le tasse sui premi che per altro. Quindi ai dirigenti ed ai capisettore si compravano pc, palm sempre piu' nuovi in conto ditta ( invece dei premi in denaro) e si passavano i "vecchi" ( che poi vecchi non erano) ai familiari o li vendevano a conoscenti dovo averli avuti a prezzo quasi 0.Il continuo lamentio era piu' uno specchietto interno.
          • nanoBastardo scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: ManyChoices


            Gia' ma quanto hai speso per cambiare i dischi
            in

            questione? Su ebay si trovano PIII e Celeron

            (notebook) anche a meno di 50 euro ...

            20/30 euro a volta. Ovvio che fatta la somma
            arrivi ad una certa cifra, ma uno per uno,
            sperando sempre che sia l'ultimo (questo mi
            resiste da quasi due anni e
            mezzo).
            La questione non e' quanto hai speso ma che hai speso dei soldi tuoi. Cio' e' possibile solo ed unicamente se queste spese ti sono retribuite in qualche modo, altrimenti e' puro masochismo.

            fare business in questa maniera e' per questo
            che

            come la racconti tu mi risulta incredibile come

            storia, se e' vera i responsabili azienda vanno

            portati in neuro (sempre che le tue attivita' al

            computer non siano molto molto marginali e per

            cui basta un qualunque scassone per il poco che

            si usa).

            Si, effettivamente sono molto marginali. Sono
            semplicemente un SysAdm, l'unico che conosce il
            sisetma di posta, l'unico che sa mettere mani su
            LDAP, FTP, Proxy, RAS, DHCP e VPN. Non è della
            potenza del computer che mi lamento, in fondo uso
            praticamente tre
            programmi:
            The Bat per la posta
            Firefox per il web browsing
            e Secure CRT per tutto il resto.
            A maggior ragione visti i lavori "marginali" che fai io fossi in te mi farei venire un bell'esaurimento nervoso, di quelli che comportano lunghe assenze dal lavoro e che hanno come cure "lunghe passeggiate a cielo aperto che giovano alla ripresa del paziente" cosi' ti eviti anche i controlli INPS. @^Scherzi a parte, penso che il tuo lavoro non sia "marginale" e che sinceramente tu debba trovare il modo di "sensibilizzare" i tuoi datori di lavoro a quanta poca marginalita' corrisponda il tuo lavoro. Se non ti danno i mezzi per farlo si incrociano le braccia e quei mezzi si attendono, non si usano i propri. Se i mezzi che ti danno sono inadeguati per il lavoro che devi svolgere, lo svolgi al meglio delle tue capacita' ma sempre nel limite dei mezzi che ti danno. Puo' darsi che educare i propri datori di lavoro, o ai tuoi capi, il valore della "lentezza" e della "pazienza" possa essere la strada giusta per te.
            Quelli a lamentarsi della lentezza sono gli
            altri, che hanno sempre i PC all'ultima moda
            (perchè tale è) e si lamentano perchè "non ha il
            bluetooth", "la wifi non è N", oppure perchè "con
            solo un giga di ram fa fatica ad
            accendersi"In ogni caso penso che tu abbia un poco di comportamenti masochistici, trovo la prova di questo l'articolo che hai postato nel tuo blog riguardo la tua neo-manager. Permettimi un suggerimento: puo' darsi che lei gioca, puo' darsi di no, ma a me il suo comportamento pare tanto una provocazione... Permettimi la prossima volta anziche' farle notare che stava usando la calcolatrice, prova ad offrirle un caffe', in pausa assieme alla macchina del caffe', non a portarglielo come un servo, affermando gentilmente, la gentilezza e' tutto, dopo che ne doveva aver bisogno visto che usava la calcolatrice come tastiera del telefono......Potrebbe rilevarsi il denaro meglio speso in azienda da parte tua, ed in ogni caso e' molto meno dei 20/30 euro ad hd......Male che ti vada capira' che non puo' permettersi di comportarsi in quel modo con te, oppure puo' darsi che ti faccia un'amica manager, sei sposato? Beh io ho scritto un'amica, mica altro...
          • kache scrive:
            Re: Il mio caso...
            Quoto.
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: nanoBastardo
            A maggior ragione visti i lavori "marginali" che
            fai io fossi in te mi farei venire un
            bell'esaurimento nervoso, di quelli che
            comportano lunghe assenze dal lavoro e che hanno
            come cure "lunghe passeggiate a cielo aperto che
            giovano alla ripresa del paziente" cosi' ti eviti
            anche i controlli INPS. Non ho mai perso un giorno di lavoro, come quando andavo a scuola mai una assenza. Se qualcuno si comporta poco correttametne nei miei confronti non lo ritengo un motivo valido per non comportarmi correttamente nei suoi. Sarà la mentalità, sarà la mia cultura nordeuropea, ma non rientra nelle mie abitudini fare assenze per malattie inesistenti.
            Scherzi a parte, penso che il tuo lavoro non sia
            "marginale" e che sinceramente tu debba trovare
            il modo di "sensibilizzare" i tuoi datori di
            lavoro a quanta poca marginalita' corrisponda il
            tuo lavoro.Vedi, il fatto è che in questo periodo stanno centralizzando tutte le attività di Network Services, che sono la mia mansione. Centralizzando in uno dei tre datacenter che abbiamo in giro per il mondo. Il mio lavoro è quello di dare il mio attuale lavoro ad altri; quindi di rimanere senza più nulla da fare entro massimo due, tre mesi. Per quanto possa sensibilizzare o forzare la mano, passato questo periodo di migrazioni, il mio valore in azienda diventerà praticamente zero. Visto che, pur con tante richieste di acquisto di una nuova dotazione informatica, nel giro di questi anni, non ho risolto la situazione, non credo che in due mesi ci sarà una evoluzione del tutto.
            ...Male che ti vada capira' che non puo'
            permettersi di comportarsi in quel modo con te,
            oppure puo' darsi che ti faccia un'amica manager,
            sei sposato? Beh io ho scritto un'amica, mica
            altro...Quella persona di cui si parla è l'ultima che si possa considerare come amica. Nota a tutti per avere la doppia faccia. Quando ha bisogno qualcosa subito smorfiosa e "disponibile" (entro certi limiti ovvi), appena non servi più, non ti ricambia neanche il saluto alla mattina quando arriva. Quando, visto che "orario di lavoro regolare" per i manager è una cosa del tutto inconcepibile.
          • E. E. E. scrive:
            Re: Il mio caso...
            SecureCRT sicuramente piratato... visto che l'azienda non ti compra l'hardware :-D Ciao
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: E. E. E.

            SecureCRT sicuramente piratato... visto che
            l'azienda non ti compra l'hardware :-D
            Gli standard aziendali prevedono TinyTerm. Visto che io ho una licenza personale (acquistata per altri motivi) di SecureCRT, uso quella. Idem per TheBat.
          • Spectator scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            Si, effettivamente sono molto marginali. Sono
            semplicemente un SysAdm, l'unico che conosce il
            sisetma di posta, l'unico che sa mettere mani su
            LDAP, FTP, Proxy, RAS, DHCP e VPN. Non è della
            potenza del computer che mi lamento, in fondo uso
            praticamente tre
            programmi:
            The Bat per la posta
            Firefox per il web browsing
            e Secure CRT per tutto il resto.allora le ipotesi sono due o sei completamente rincoglionito peggio di una scimmia con una meningiteoppure stai esagerando sulle tue qualificheperche' se una azienda a me mi avesse trattato a questo modoavrei detto potete andarvene affanc...tu sei il solito cacciavitaro che pensa che sei piu' smart degli altri e non cambi lavoro perche' se sai che se cambi azienda fuori duri due minuti secondi.
          • spect_rosic a scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: Spectator
            allora le ipotesi sono due o sei completamente
            rincoglionito peggio di una scimmia con una
            meningite
            oppure stai esagerando sulle tue qualifiche
            perche' se una azienda a me mi avesse trattato a
            questo
            modo
            avrei detto potete andarvene affanc...
            tu sei il solito cacciavitaro che pensa che sei
            piu' smart degli altri e non cambi lavoro perche'
            se sai che se cambi azienda fuori duri due minuti
            secondi.in effetti E' più smart degli altri.e probabilmente se cambia azienda fuori dura poco.io corrispondo alla tua descrizione, ma lui non mi pare tanto.E tu invece rosichi, come al solito! :D
    • icecuber scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Lavoro per questa GRANDE azienda da poco più di
      sei anni. Quando sono arrivato, ho fatto tre mesi
      da consulente, ovviamente utilizzando il mio
      computer personale. Che a suo tempo era un
      portatile Sony Vaio P3
      866.
      Poi fui assunto, e al mio capo comprarono un
      nuovo portatile (lui pretendeva di avere il
      masterizzatore), a me rifilarono il suo. Un HP P3
      800 Mhz.
      Dopo un bel po' di mesi, ad un collega cambiarono
      computer (eh, si, per lui i soldi evidentemente
      c'erano) ed il suo fu passato a me. Un bellissimo
      P3 550. Che sto usando ancora adesso e che
      presenta però dei piccoli
      difetti:

      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.

      Visto che "non ci sono mai soldi" non vorrei mai
      che me lo prendano per venderlo e farci si
      qualche centinaio di euro per comprare il babylon
      ai
      colleghi.Non so che lavoro tu faccia.. ma per qlc tempo sviluppavo in Java si un macinino con 512 di ram... tipo che per la build ho dovuto attendere anche dei 15 minuti.... temo che l'unica alternativa sia lo "Scipero Bianco" o come lo volete chiamare.. del tipo "attendo che il pc finisca" o come nel mio caso attuale il monitor del portatile è ko devo usarne uno esterno.. ergo non posso andare in giro a fare questo e quello....a quel punto o il capo si sveglia e capisce che sta spu** migliaia di euro sulla la tua produttività per risparmiare qlc centinaio di euro x un pc decente.... o intanto che aspetti il pc cercati un altro lavoro!!!in bocca al lupo!
      • Dominus scrive:
        Re: Il mio caso...
        Ma se sei un dipendente.... Se l'azienda non ha un pc decente per poter lavorare o addirittura ti fanno stare con un notebook con un HD rotto... è un problema che devono risolvere LORO !!!Cioè tu gli dici .. cari amici il notebook si è fuso.. o lo sostituite o sto qui a non far niente.punto. !!
        • teddybear scrive:
          Re: Il mio caso...
          - Scritto da: Dominus
          Ma se sei un dipendente.... Se l'azienda non ha
          un pc decente per poter lavorare o addirittura ti
          fanno stare con un notebook con un HD rotto... è
          un problema che devono risolvere LORO
          !!!
          Cioè tu gli dici .. cari amici il notebook si è
          fuso.. o lo sostituite o sto qui a non far
          niente.
          punto. !!Certo, ma visto che la direzione IT è appena stata (s)venduta ad una grandissima altra azienda (guarda caso la stessa che ha prodotto anche il catorcio in mio possesso), e che la seconda grande azienda ha detto "garantiamo che il 75% dei dipendenti non perderà il proprio posto di lavoro nei prossimi 12 mesi", iniziare ad impuntarsi ti fa ricadere sicuramente nel 25%.Già, perchè loro ti dicono "il 75% manterrà il proprio posto", alcuni non hanno notato che significa anche "il 25% lo perderà". Ecchesarà mai il 25%? Significa uno ogni quattro. Nel mio ufficio siamo in quattro.
          • ManyChoices scrive:
            Re: Il mio caso...

            Certo, ma visto che la direzione IT è appena
            stata (s)venduta ad una grandissima altra azienda
            (guarda caso la stessa che ha prodotto anche il
            catorcio in mio possesso), e che la seconda
            grande azienda ha detto "garantiamo che il 75%
            dei dipendenti non perderà il proprio posto di
            lavoro nei prossimi 12 mesi", iniziare ad
            impuntarsi ti fa ricadere sicuramente nel
            25%.
            Se non ti danno un pc decente su cui lavorare mi sa che la tua considerazione e' gia' sotto zero ...La storia che racconti mi sembra veramente fantascienza. Ma se quello che dici e' vero io sistemerei le cose in maniera tale che la scheda madre proprio non vada ... A quel punto nessuno sano di mente puo' negarti un apparecchio decente. Gli altri 3 tuoi colleghi sono messi nelle stesse condizioni? Se ho ben capito no, vale quindi il discorso considerazione sottozero, tanto vale forzare "gentilmente" un po' la mano e fare il finto tonto, la favolosa azienda produttrice del portatile non potra' non convenire che serve qualcosa d'altro (e ha eventualmente i pezzi di ricambio a prezzo ma un prodotto del genere non conviene sicuramente ripararlo e' fatto strafatto). Se invece anche gli altri 3 sono peggio schiavi di te e magari puliscono le auto del capo allora ti conviene metterti pure tu a lavarle (se non hai altre occasioni di lavoro), ma altrimenti fare il Fantozzi della situazione serve solo a farsi trattare da Fantocci.
          • ManyChoices scrive:
            Re: Il mio caso...

            Mi hanno lasciato mesi senza un computer (avevo
            appunto scritto che usavo un po' uno, un po'
            l'altro i computer dei colleghi che erano in
            ferie, assenti o
            quant'altro).
            A questo punto tutto chiaro, puzza lontano un miglio di mobbing, della serie vediamo un po' se ti stufi e vai fuori dalla p.... per conto tuo.Messa cosi' e' gia meno fantascientifica la cosa ...Spiacente, buona fortuna, non c'e' altro da dire.
          • kache scrive:
            Re: Il mio caso...
            Se è davvero mobbing, allora non ha senso restare in azienda. La cosa migliore è tirare giù tutto il sistema( senza possibilità di riparazione, cancellando anche tutti i logs) e licenziarsi.Così ti vendichi( senza che sappiano che lo hai fatto tu) e ti vai a trovare un altro lavoro dove ti trattano bene.Tout court. @^
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: kache
            La cosa migliore è tirare giù tutto il sistema(
            senza possibilità di riparazione, cancellando
            anche tutti i logs) e licenziarsi.È illegale. Passibile di denuncia penale.
          • kache scrive:
            Re: Il mio caso...
            Per questo dicevo di cancellare i logs, in modo che non scoprano chi è stato... @^
          • picchiatello scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: ManyChoices

            Vivere con il terrore che FORSE domani si perde
            il posto di lavoro, ti rovina la vita. Vivere con
            la consapevolezza che se non è oggi, è domani o
            dopodomani, ti fa vivere perlomeno più serenaente
            e focalizzare le tue energie sulla ricerca di un
            altro posto di
            lavoro.Guarda non so se la mia esperienza Ti possa servire; tempo fa ero piu' o meno nella stessa situazione piccola ditta comprata-acquisita da una piu' grande e quindi ridimensionamento degli organici della piccola ditta del 10% degli uffici , naturalmente avvisato di essere in quel 10% ho pensato un po' prima di cambiare completamente settore ( anche perche' le lotte interne per accaparramenti dei posti disponibili erano all'ordine del giorno); intendiamoci non ho subito miglioramenti "pecuniari" pero' molto piu' "vivibili".....Rivedo tempo fa un ex-collega della ex ditta in calce e mi racconta che tutti dal primo all'ultimo alla fine dopo un anno sono stati fatti "allontanare"; tutti tranne una segretaria....Da allora il mio motto e': sei una segretaria ? hai una chance ! non sei una segretaria ? ahi ahi ahi...
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: picchiatello
            - Scritto da: teddybear

            - Scritto da: ManyChoices




            Vivere con il terrore che FORSE domani si perde

            il posto di lavoro, ti rovina la vita. Vivere
            con

            la consapevolezza che se non è oggi, è domani o

            dopodomani, ti fa vivere perlomeno più
            serenaente

            e focalizzare le tue energie sulla ricerca di un

            altro posto di

            lavoro.

            Guarda non so se la mia esperienza Ti possa
            servire; tempo fa ero piu' o meno nella stessa
            situazione piccola ditta comprata-acquisita da
            una piu' grande e quindi ridimensionamento degli
            organici della piccola ditta del 10% degli uffici
            , naturalmente avvisato di essere in quel 10% ho
            pensato un po' prima di cambiare completamente
            settore ( anche perche' le lotte interne per
            accaparramenti dei posti disponibili erano
            all'ordine del giorno); intendiamoci non ho
            subito miglioramenti "pecuniari" pero' molto piu'
            "vivibili".....Il problema non è voler cambiare o meno. Il fatto è che quando fai un colloquio e dici "ora prendo circa 25mila euro lordi all'anno" e loro "allora va benissimo, se ci vieni un po' incontro firmiamo subito il contratto:Però devi sapere che qui prendiamo solo persone con partita ivaAh, ovviamente non ci sono ferie, malattie permessi pagatiCome, no no.. niente tredicesima.Il cellulare? Beh, alla fine del mese ci emetti la nota spese, ma usi il tuo privato.Allora, facciamo 1300 al mese, lordi e siamo d'accordo?"Questa è la media.
          • picchiatello scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear

            Il problema non è voler cambiare o meno. Il fatto
            è che quando fai un colloquio e dici "ora prendo
            circa 25mila euro lordi all'anno" e loro "allora
            va benissimo, se ci vieni un po' incontro
            firmiamo subito il
            contratto:
            Però devi sapere che qui prendiamo solo persone
            con partita
            iva
            Ah, ovviamente non ci sono ferie, malattie
            permessi
            pagati
            Come, no no.. niente tredicesima.
            Il cellulare? Beh, alla fine del mese ci emetti
            la nota spese, ma usi il tuo
            privato.
            Allora, facciamo 1300 al mese, lordi e siamo
            d'accordo?"

            Questa è la media.Si condivido e poi paradossalmente, nel nostro paese, conviene per essere appetibile, se sei dipendente, aspettare di essere in mobilità e "poi" cercare lavoro che "prima"....
          • utente 92843972 scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: teddybear
            - Scritto da: Dominus

            Ma se sei un dipendente.... Se l'azienda non ha

            un pc decente per poter lavorare o addirittura
            ti

            fanno stare con un notebook con un HD rotto... è

            un problema che devono risolvere LORO

            !!!

            Cioè tu gli dici .. cari amici il notebook si è

            fuso.. o lo sostituite o sto qui a non far

            niente.

            punto. !!

            Certo, ma visto che la direzione IT è appena
            stata (s)venduta ad una grandissima altra azienda
            (guarda caso la stessa che ha prodotto anche il
            catorcio in mio possesso), e che la seconda
            grande azienda ha detto "garantiamo che il 75%
            dei dipendenti non perderà il proprio posto di
            lavoro nei prossimi 12 mesi", iniziare ad
            impuntarsi ti fa ricadere sicuramente nel
            25%.

            Già, perchè loro ti dicono "il 75% manterrà il
            proprio posto", alcuni non hanno notato che
            significa anche "il 25% lo perderà". Ecchesarà
            mai il 25%? Significa uno ogni quattro. Nel mio
            ufficio siamo in
            quattro.azienda troppo grande.
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: utente 92843972

            Già, perchè loro ti dicono "il 75% manterrà il

            proprio posto", alcuni non hanno notato che

            significa anche "il 25% lo perderà". Ecchesarà

            mai il 25%? Significa uno ogni quattro. Nel mio

            ufficio siamo in

            quattro.

            azienda troppo grande.E notizie dell'ultima ora dicono che veniamo venduti questa grandissima azienda che ci inquadrerà in altre tre sue sottoaziende, create ad hoc. Tutte con meno di 12 dipendenti. Sarà un caso?
    • bash scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.
      E magari c'e' pure una legge che dice che non ti puoi sedere in ufficio, perche' non appena lo fai, il fondoschiena non e' piu' tuo, e il gestore delle sedie lo puo' prendere e tu non ha nenanche il diritto di lamentarti!
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: bash
        E magari c'e' pure una legge che dice che non ti
        puoi sedere in ufficio, perche' non appena lo
        fai, il fondoschiena non e' piu' tuo, e il
        gestore delle sedie lo puo' prendere e tu non ha
        nenanche il diritto di lamentarti!Più che una legge, si chiama CONTRATTO DI LAVORO, per il quale tu, appena ti siedi alla scrivania, concedi l'usufrutto del tuo orifizio anale all'azienda per la quale lavori.
        • Spectator scrive:
          Re: Il mio caso...
          - Scritto da: teddybear
          - Scritto da: bash


          E magari c'e' pure una legge che dice che non ti

          puoi sedere in ufficio, perche' non appena lo

          fai, il fondoschiena non e' piu' tuo, e il

          gestore delle sedie lo puo' prendere e tu non ha

          nenanche il diritto di lamentarti!

          Più che una legge, si chiama CONTRATTO DI LAVORO,
          per il quale tu, appena ti siedi alla scrivania,
          concedi l'usufrutto del tuo orifizio anale
          all'azienda per la quale
          lavori.ripeto allora o sei stupido o non sei tanto smart e preparato quanto dici di essereperche' seI preparato non ti stai certo a preoccupare del 25% percento o del 75% se come dici tu sei tutta quella bravura cui dici di essere problematiche non te le dovresti fare.SEI QUELLO BRAVO.Ma visto che se il solito cacciavitaro faghi tutti mi probabilmente l'unica tua speranza e non essere licenziato.Augurine hai bisognoinvece di farti chiamare teddybear cambia il nome in teddyscrewdriver
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: Spectator
            ripeto allora o sei stupido o non sei tanto smart
            e preparato quanto dici di essereNon mi pare di aver mai scritto di essere preparato. E ne ho negato di esserlo.
            perche' seI preparato non ti stai certo a
            preoccupare del 25% percento o del 75% se come
            dici tu sei tutta quella bravura cui dici di
            essere problematiche non te le dovresti
            fare.La metà di questa frase te la sei inventata. L'altra metà è basata su decisioni aziendali di cui non sei a conoscenza.
            SEI QUELLO BRAVO.
            Ma visto che se il solito cacciavitaro faghi
            tutti mi probabilmente l'unica tua speranza e non
            essere licenziato.Non metto in dubbio le tue parole, evidentemente conosci me, il mio lavoro, la mia azienda.Probabilmente il tuo lavoro è quello di leggere una sfera di cristallo. Attenzione, perchè ti hanno tirato una patacca.
            invece di farti chiamare teddybear cambia il nome
            in teddyscrewdriverNon credo che tu abbia il potere ne l'autorità di decidere il mio nick.Il tuo messaggio mi ha messo addosso tristezza, nei tuoi confronti, vedo che una persona con un potenziale così alto di indovino è tanto disoccupata da non avere altro da fare che scrivere su P.I.
    • FrancoC scrive:
      Re: Il mio caso...
      Premessa: so che non è facile quando un lavoro serve, io lo sto cercando in questo momento e non è facile.Però ricordiamoci che esistono sempre i diritti, siamo noi i primi a piegarci a certe "logiche aziendali" a differenza di altre categorie, e sbagliando!Se non ti danno i mezzi per lavorare, fallo presente verbalmente al tuo superiore.Se non ti da retta, manda una comunicazione scritta, magari una bella raccomandata. A richiesta scritta ti devono rispondere per scritto. Se ti licenziano devono trovare una giusta causa, diversa. Ma tu hai presentato le tue richieste in modo corretto e magari potresti anche vincere una eventuale causa di lavoro.Questo se hai un contratto a tempo indeterminato, altrimenti: buon viso a cattivo gioco, e cerca un'altro posto.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Il mio caso...
      contenuto non disponibile
    • ciccio scrive:
      Re: Il mio caso...
      ma.. non può essere considerato mobbing??
    • MiticAnto scrive:
      Re: Il mio caso...
      Più che la legge di per se mi fa rizzare i capelli il fatto che è da 6 anni che lavori per una azienda che non ti ripara neanche il portatile. Se on ci sono motivi familiari alla base perchè non cambi lavoro? In bocca al lupo.
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: MiticAnto
        Più che la legge di per se mi fa rizzare i
        capelli il fatto che è da 6 anni che lavori per
        una azienda che non ti ripara neanche il
        portatile. Se on ci sono motivi familiari alla
        base perchè non cambi lavoro? In bocca al
        lupo.Perchè al momento viviamo in cinque sul mio stipendio e non ho ancora trovato un altro lavoro con uno stipendio sufficiente a mantenere la mia famiglia.
        • utente 92843972 scrive:
          Re: Il mio caso...
          - Scritto da: teddybear
          - Scritto da: MiticAnto

          Più che la legge di per se mi fa rizzare i

          capelli il fatto che è da 6 anni che lavori per

          una azienda che non ti ripara neanche il

          portatile. Se on ci sono motivi familiari alla

          base perchè non cambi lavoro? In bocca al

          lupo.

          Perchè al momento viviamo in cinque sul mio
          stipendio e non ho ancora trovato un altro lavoro
          con uno stipendio sufficiente a mantenere la mia
          famiglia.beh c'è da dire che almeno pagano da dio, se ci vivete in 5
          • teddybear scrive:
            Re: Il mio caso...
            - Scritto da: utente 92843972
            beh c'è da dire che almeno pagano da dio, se ci
            vivete in 5Non mi posso certo lamentare sullo stipendio:1678,28 euro di minimo contrattuale più 108,00 di straordinari forfettari (il tutto lordo, ovviamente).
    • user234943 scrive:
      Re: Il mio caso...
      - Scritto da: teddybear
      Lavoro per questa GRANDE azienda da poco più di
      sei anni. Quando sono arrivato, ho fatto tre mesi
      da consulente, ovviamente utilizzando il mio
      computer personale.
      Poi fui assunto, e al mio capo comprarono
      a me rifilarono
      Mi sono arrangiato come ho potuto. Saltellando di
      qua e di la sui computer fissi che gli altri
      colleghi non stavano usando. Il tutto facendo
      anche la reperibilità, il che significava che se
      alle due di notte ti chiamavano per una ca**ata,
      in ogni caso mi toccava correre in azienda per
      capire il
      problema.
      Dopo un bel po' di mesi, ad un collega cambiarono
      computer (eh, si, per lui i soldi evidentemente
      c'erano) ed il suo fu passato a me.
      Ma ogni volta "non
      ci sono soldi per comprarne uno
      nuovo).teddy... ma che cosa fai esattamente?che lavoro svolgi, che ruolo ricopri?io non sono in condizioni tanto diverse, anche io non sono trattato benissimo ma... a me sembra che se dai persino la reperibilità fai qualcosa di molto serio... e in quel caso di solito uno ha almeno il controllo del parco macchine; non è che ci fai quel che ti pare, ma almeno hai sempre un computer che funziona (che, come dici giustamente tu, non è l'ultimo uscito, ma uno che funziona e che tu non riempi di schifo tanto da non farlo più funzionare)Che fai?Come mai c'è qualcuno che ha così tanto potere (IT) su di te?Potere lavorativo ok, ma nel settore specifico... aoh!!! Che servizio fornisci all'azienda?
      Perchè non uso il mio computer personale?
      Semplice, perchè c'è una legge poco conosciuta in
      Italia che dice che se tu attacchi il tuo PC alla
      rete aziendale, per tutto il tempo che è connesso
      fisicamente a tale rete, il PC non è più tuo. In
      quel momento il gestore della rete lo può
      prendere, e tuo non hai neanche il diritto di
      lamentarti.Puoi citare questa legge?
      • teddybear scrive:
        Re: Il mio caso...
        - Scritto da: user234943
        teddy... ma che cosa fai esattamente?
        che lavoro svolgi, che ruolo ricopri?La defnizione della mia mansione è "Telecommunication Analyst".In particolare mi occupo di servizi di telecomunicazione.- email, ldap, proxy, ftp, accesso remoto, vpn, gestione dei servers http, firewall, packet-filtering, oltre ad essere uno dei due che gestisce la rete intelligente di smistamento delle telefonate (Genesys ed Avaya). Il resto delle cose (switch, routers, access points, nat, vlan) ricadono nelle mansioni del mio gruppo, ma in genere non me ne occupo a meno che i miei colleghi non siano assenti.
        se dai persino la reperibilità fai qualcosa di
        molto serio...Serio quanto seria è l'azienda per la quale lavoro. Diciamo che io svolgo il servizio seriamente, altri un po' meno. Giusto per fare un esempio che è venuto fuori stamattina, mi hanno chiamato alle 6:10 per un problema sulla gestione delle telefonate ai gruppi di Customer Service. L'operatore Help Desk si è stupito che ho risposto al primo squillo, visto l'orario. A me pare naturale che durante le ore in cui c'è presenza in azienda [ 6:00 - 24:00 ] io rimango sveglio e non lontano dal cellulare. Ad un altro collega è capitata una chiamata Sabato mattina, e non ha fatto altro che rispondere "scusa, ma ora non posso, sono ad un matrimonio, ti chiamo io più tardi". E non ha richiamato.
        Come mai c'è qualcuno che ha così tanto potere
        (IT) su di te?Come ho detto in altri messaggi: eravamo quattro aziende. Io facevo parte di una delle due piccoline. Sono riusciti a sterminarci (eravamo in più di 400, in tutta italia, ora siamo rimasti in 62, dopo quattro anni). Se leggi cose come queste:http://www.kuschelbaerchen.net/blog/?postid=332Capisci che se già le cose iniziano dall'ufficio personale c'è ben poco da fare. Purtroppo riescono ad attaccarsi a certi cavilli, a farli collimare l'uno con l'altro che uno potrebbe avere il forte sospetto che c'è del personale addetto allo studio di questi atteggiamenti subdoli.D'altra parte se abbiamo una persona "addetta al miglioramento dei report" (ti prego, non chiedermi esattamente in cosa consiste il suo lavoro, oppure ti dovrei rispondere con qualcosa del tipo "introdurre errori di distrazione nelle compilazioni dei report, tali percui i risultati negativi vengono esclusi oppure resi positivi")
        Puoi citare questa legge?Come ho detto, se ne era parlato tantissimo in qualche NG, quattro, cinque o sei anni fa, non ricordo, non ricordo neanche il nome del NG, ho provato a fare una riceca veloce, ma ora non mi è risultato nulla... sorry.
  • guast scrive:
    Puro masochismo
    Cioè molti si pagano strumenti come il blackberry o il telefonino per permettere ai colleghi di rompergli i cog1i0ni a qualunque ora del giorno e della notte ?Contenti loro !Beh ora che ci penso potrebbero dire la stessa cosa di me che sto leggendo pi invece di andarmene a dormire.
    • nanoBastardo scrive:
      Re: Puro masochismo
      - Scritto da: guast
      Cioè molti si pagano strumenti come il blackberry
      o il telefonino per permettere ai colleghi di
      rompergli i cog1i0ni a qualunque ora del giorno e
      della notte
      ?
      Beh basterebbe avere una sim aziendale ed una privata quando non vuoi essere disponibile per l'azienda et similia cambi sim.
      Contenti loro !
      Beh ora che ci penso potrebbero dire la stessa
      cosa di me che sto leggendo pi invece di
      andarmene a
      dormire.In ogni caso non cambia nulla l'importante e' che il fatto di usare un mezzo "proprio" ti venga retribuito, spese d'uso e manutenzione, riparazioni, ammortamento, questo vale tanto per il telefono quanto per qualsiasi altro mezzo.Solo una domanda, sui pc portatili propri le licenze? Mi spiego meglio esistono programmi licenziati per uso solo personale e non "aziendale"... Che succede se si usa il proprio portatile personale anche per uso "aziendale", peraltro di un'azienda non tua, c'e' violazione del contratto di licenza? E se c'e' chi ne e' responsabile il proprietario del pc o il legale rappresentante dell'azienda che ha obbligato il dipendente all'uso del mezzo proprio?Lasciamo poi perdere il discorso di sicurezza, gia' cosi' le reti aziendali sono dei colabrodi figuriamoci se ognuno puo' portare da casa i propri pc ed attacarvici...
    • user234943 scrive:
      Re: Puro masochismo
      - Scritto da: guast
      Cioè molti si pagano strumenti come il blackberry
      o il telefonino per permettere ai colleghi di
      rompergli i cog1i0ni a qualunque ora del giorno e
      della notte
      ?e perché non il portatile fichEtto per lavorare anche in mensa?
      Contenti loro !
      Beh ora che ci penso potrebbero dire la stessa
      cosa di me che sto leggendo pi invece di
      andarmene a
      dormire.beh, questo lo faccio anch'io... accidenti...
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