Piano Colao: innovazione e proprietà intellettuale

Industria 4.0 come base, ma scrollandosi di dosso le incertezze recenti per rilanciare sull'iniezione di capitale sul fronte dell'innovazione.
Industria 4.0 come base, ma scrollandosi di dosso le incertezze recenti per rilanciare sull'iniezione di capitale sul fronte dell'innovazione.

Al punto 10 del “piano Colao” per il rilancio economico del Paese vi sono le conclusioni della task force in relazione a quello che è stato fin qui il percorso del Piano Industria 4.0. Nel piano non solo v’è una piena convinzione nella bontà del piano per il rilancio delle imprese, ma c’è altresì una richiesta di tornare alle vocazioni ed allo slancio iniziali, così da poter dar fiato ulteriore con iniezioni di capitale.

Nel piano Industria 4.0, spiega il piano Colao, c’erano “alcuni limiti strutturali, in particolare connessi alla certezza dell’arco temporale di pianificazione degli investimenti“. Superare questi limiti e stimolare investimenti suscettibili di generare maggior valore aggiunto è la chiave per mettere il piano Industria 4.0 nuovamente al centro della politica economica degli anni a venire.

Piano Colao: Industria 4.0 e innovazione

Alla luce delle considerazioni indicate sul passato recente dei piani governativi, e alla luce dell’attuale mutata situazione, la task force suggerisce:

  • Ripristino integrale e potenziamento di iper-ammortamento (incremento del 150%-200% del costo di acquisto) e superammortamento (incremento del 40%-60% del costo di acquisto). Entrambe le agevolazioni devono intendersi come incremento del costo ammortizzabile e non come credito di imposta (e senza limite massimo);
  • Per consentire la programmazione di un piano organico di investimenti si dovrà prevedere un’adeguata durata pluriennale del periodo di validità degli incentivi (almeno 4/5 anni);
  • Possibilità di decidere autonomamente il periodo di iper/superammortamento (ammortamento accelerato). Applicazione dell’aliquota prevista per l’iper-ammortamento in relazione agli investimenti in software individuati nell’Allegato B alla legge istitutiva di tale regime (da integrare, ove necessario, per ricomprendere qualsiasi software/programma in ambito digitale e di A.I.) a prescindere dall’acquisto di beni materiali iperammortizzabili;
  • Incrementare sia aliquote, sia massimale di investimento agevolabile per il credito R&D (arrivando ad es. ad un limite massimo del 20% per un investimento pari a 10 M€);
  • Introduzione di forme semplificate di interpello con il MISE per risolvere problematiche applicative legate alla natura dei costi o delle attività agevolabili;
  • Incremento del beneficio del patent box (dal 50% al 70%) e ampliamento ad ulteriori beni immateriali agevolabili (ad esempio lista clienti e lista fornitori). Modifica al limite del credito per le imposte assolte all’estero.

Per innovare servono capitali e per creare nuovi capitali occorre innovare. Occorre incardinare la politica economica italiana su questo meccanismo, cercando di innescare un meccanismo virtuoso che andrebbe a controbilanciare il peso dell’impasse economica smuovendo capitali privati a partire dalla leva del capitale statale. Quando si parla di capitali, però, il collo di bottiglia è sempre molto stretto e questa proposta dovrà tentare di innestarsi nei piani di rilancio grazie al supporto bipartisan di cui Industria 4.0 potrebbe godere durante i futuri dibattiti di intervento.

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10 06 2020
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