Piccole esplosioni per auto elettriche più sicure

Per mettere in sicurezza l'impianto di alimentazione di un'auto elettrica in seguito a un incidente, Bosch pensa all'impiego di piccole esplosioni.
Per mettere in sicurezza l'impianto di alimentazione di un'auto elettrica in seguito a un incidente, Bosch pensa all'impiego di piccole esplosioni.

È cosa risaputa che allo stato attuale le batterie continuano a costituire il vero tallone d’Achille delle auto elettriche. Due i fronti sui quali lavorare affinché i moduli che si occupano di alimentare le vetture a zero emissioni possano evolvere a tal punto da dare finalmente il via libera a una nuova era della mobilità: autonomia e sicurezza. Da Bosch una possibile e particolare soluzione destinata a quest’ultimo aspetto.

Bosch: una soluzione per le batterie delle auto elettriche

Il gruppo tedesco immagina che impiegare un dispositivo battezzato Pyrofuse e in grado di innescare delle vere e proprie micro-esplosioni in caso di incidente possa tornare utile per interrompere il passaggio di corrente tra la batteria e il motore, scongiurando così ogni possibile rischio per gli occupanti della vettura, per gli altri soggetti che occupano la carreggiata e per i soccorritori intervenuti sul posto. Non è infatti insolito che in seguito a una collisione le auto elettriche prendano fuoco o siano letteralmente interessate da deflagrazioni: è accaduto di recente con una Tesla Model 3 in Russia.

Il sistema di Bosch per la sicurezza delle auto elettriche

Secondo Bosch, le esplosioni provocate volontariamente sono talmente piccole da passare inosservate. Come si può vedere nell’immagine allegata qui sopra, andrebbero a provocare lo spostamento di una sorta di cuneo in grado di spezzare il cavo che collega la batteria al motore. Un dispositivo di sicurezza, dunque. Avrebbe anche il compito di impedire che la corrente possa essere trasmessa alla carrozzeria e alle altre parti della vettura realizzate con un materiale conduttore.

Questo, va detto, non risolverebbe in ogni caso i problemi legati al danneggiamento delle celle interne all’unità: a quello penseranno un giorno, si spera, le batterie a stato solido. Al momento non è dato a sapere se la soluzione è destinata a rimanere in fase sperimentale oppure se verrà integrata in veicoli destinati alla commercializzazione.

Fonte: Bosch
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