Pirateria sportiva: ProtonVPN costretta a bloccare i siti

Pirateria e sport: ProtonVPN costretta a bloccare i siti

Il tribunale ha imposto a ProtonVPN il blocco dei siti pirata inclusi in una blacklist: trasmettono Premier League e rugby senza diritti.
Pirateria e sport: ProtonVPN costretta a bloccare i siti
Il tribunale ha imposto a ProtonVPN il blocco dei siti pirata inclusi in una blacklist: trasmettono Premier League e rugby senza diritti.

ProtonVPN ci ha provato in tutti i modi a evitarlo, ma deve bloccare l’accesso a decine di siti pirata che trasmettono eventi sportivi senza autorizzazione, almeno per chi si trova in Francia. È quanto ha deciso il tribunale di Parigi, con due cause legali che ricordano quanto appena accaduto in Spagna coinvolgendo anche NordVPN. Ricordiamo che il servizio è gestito dalla società svizzera Proton AG.

Pirateria: il caso ProtonVPN in Francia

A fine gennaio, un giudice ha ordinato al gestore della Virtual Private Network di impedire che i suoi utenti possano collegarsi a 31 portali colpevoli di aver reso disponibili le partite della Premier League e quelle del campionato nazionale di rugby. La richiesta è giunta da alcune società che detengono i diritti, tra le quali c’è anche Canal+.

A differenza di quanto accaduto in Spagna, in questo caso ProtonVPN ha potuto difendersi e controbattere. Quanto sostenuto non è però stato ritenuto sufficiente per evitare l’obbligo. Lo ha fatto innanzitutto chiedendo di verificare che la rete televisiva fosse nella posizione di avanzare la pretesa. Poi, facendo riferimento a potenziali rischi per la neutralità della rete e all’illegittimità di un’imposizione verso un’azienda con sede in un altro paese. Tutto inutile.

Non è servito nemmeno spiegare che per una VPN è tecnicamente impossibile bloccare un contenuto solo in uno stato (lo stop sarebbe globale) e che anche solo provarci rappresenterebbe un’impresa troppo complessa oltre che costosa. Insomma, la pirateria va fermata ad ogni costo.

Una blacklist dinamica per il blocco

Proton AG dovrà inoltre gestire la blacklist in modo dinamico ovvero includendo altri siti nel caso in cui Canal+ o altri detentori dei diritti dovessero individuarli. Respinte invece le richieste per un risarcimento di 30.000 euro e per veder pubblicata la sentenza sul sito ufficiale del servizio. Quest’ultima rivendicazione è stata ritenuta eccessiva.

La Francia ritiene da tempo le VPN degli intermediari quando si tratta di accesso ai siti pirata. Tra le altre piattaforme interessate nell’ultimo periodo da ordini simili ci sono CyberGhost, ExpressVPN e Surfshark, tutte le più note.

Fonte: TorrentFreak
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Pubblicato il
23 feb 2026
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