Pirateria/Un cancro, molte cure

In alcuni paesi la pirateria cala, in altri cresce, ma in generale resta davvero elevata. Alcune aziende, come Microsoft, corrono ai ripari, ma per il futuro la cura potrebbe essere naturale


Stati Uniti. Da alcune stime fatte dalla IDC risulterebbe che nel solo 1998 il fisco americano abbia perso quasi un miliardo di dollari a causa della pirateria e contraffazione informatica, inoltre nello stesso anno, per tali cause, circa 109.000 persone hanno perso il loro posto di lavoro.
Secondo dati distribuiti da BSA (Business Software Alliance), oltre due milioni di siti Web vendono software contraffatto od offrono il download gratuito e illegale di prodotti Microsoft .

A quanto pare il fenomeno della pirateria nel mondo e in Italia ha raggiunto soglie altissime ed è sempre più difficile monitorarlo, basti pensare che quasi ognuno di noi ha in casa un masterizzatore ed effettuare una copia di un CD è diventata, anche in caso di protezioni (vedi i CD per PlayStation) un?operazione alquanto facile. A questo punto bisogna riflettere: tutto ciò non vuol dire che ogni persona che possieda un masterizzatore è un pirata o che occorrerebbe mettere al bando qualsiasi dispositivo che permetta di effettuare una copia di backup, ma che la tecnologia odierna riduce molto facilmente lo scalino tra la legalità e la violazione delle leggi sulla tutela del diritto d?autore.

Chi segue Punto Informatico da tempo si ricorderà che dalla chiacchierata fatta durante Smau ?99 con Fabrizio Albergatti, Direttore per le attività antipirateria di Microsoft Italia, si evinceva che dopo mesi di campagne a nostro parere fin troppo aggressive, l’associazione aveva intenzione di tornare a politiche più pacate: uno dei risultati fu, ad esempio, la possibilità data agli utenti di auto denunciarsi e richiedere la messa in regola del software installato. Sembra però che questo tipo di politica abbia avuto vita breve.
Oggi Microsoft, uno dei più grossi membri di BSA, ha deciso di percorrere strade ben più radicali per salvaguardare i suoi prodotti di punta, fra i quali Windows 2000 e Office 2000, avvalendosi di maggiori controlli dei potenziali canali distributivi illegali e di tecnologie anti-contraffazione più complesse e raffinate.


?La proliferazione delle attività di falsificazione ci obbliga a ripensare continuamente alle modalità più adatte per garantire agli utenti la sicurezza di acquistare software originale ogni volta che incontrano il marchio Microsoft? ha dichiarato Jackie Carriker, Group Manager per le attività anti-pirateria di Microsoft. ?La lotta a questi contraffattori sembra risolversi in una rincorsa senza fine, ma pensiamo che questi nuovi sistemi renderanno più rischioso ogni profitto illegale?.

In quest?ottica Microsoft ha introdotto in Windows 2000 una nuova tecnologia anti-contraffazione: uno speciale ologramma coprirà l?intera superficie dei CD-ROM sui quali verrà distribuita, a livello mondiale, la linea di prodotti Windows 2000. Inclinando il CD-ROM in presenza di una sorgente di luce, sulla sua superficie comparirà un ologramma con il nome e gli elementi grafici distintivi del prodotto.
Per gli OEM verrà incluso nel prodotto una nuova etichetta COA (Certificate of Authenticity), la quale presenterà un filo di color rame olografato e intrecciato con le parole ?Microsoft?, ?Genuine? e il nome del prodotto. Quando l?etichetta verrà inclinata ed esposta a una fonte luminosa, un logo Microsoft cambierà l?effetto cromatico assumendo una colorazione tra l?oro e l?argento. Le versioni retail di Windows 2000 avranno sulla confezione un?etichetta simile.

Dalle prossime versioni di Office 2000, oltre agli ologrammi, i CD-ROM conterranno un rinnovato Registration Wizard, un programma d’installazione che contribuirà a prevenire le installazioni illegali del software. Proveniente da una sperimentazione durata due anni, il suo utilizzo sarà facile e immediato e permetterà agli utenti di registrarsi on-line, anche in modo anonimo, fornendo un numero limitato di informazioni.

Infine Microsoft, attraverso un progetto pilota attuato al fine di prevenire la distribuzione illegale del proprio software in Internet, monitorerà specifici indirizzi (URL) e collaborerà con i più importanti Internet service provider mondiali per prevenire e arginare fenomeni di questo tipo.


L?utente che acquista software pirata o contraffatto non solo non ha diritto al supporto tecnico o agli aggiornamenti del prodotto ma può rischiare, in caso di mala fede, una denuncia penale. Il mercato creato da questo tipo di attività, inoltre, fa diminuire i posti di lavoro e fa fallire piccole aziende che avevano puntato tutto sul loro prodotto. Dietro al mercato della contraffazione, invece, troviamo sempre più spesso organizzazioni criminali che utilizzano questo settore per il riciclaggio di denaro sporco. La pirateria, inoltre, favorisce il propagarsi dei virus: molto spesso gli eseguibili scaricati dai siti cosiddetti siti ?warez? sono dei veri e propri cavalli di Troia per la diffusione di vecchi o nuovi tipi di virus.

C?è da sperare che in futuro il maggior artefice della lotta alla pirateria non siano le campagne, talvolta discutibili, che ha portato avanti BSA negli scorsi anni – e che a giudicare dalle statistiche, almeno qui in Italia, hanno funzionato poco ? ma la diffusione di un nuove filosofie per la concessione delle licenze, la pubblicazione e l?utilizzo del software. Le parole chiave del futuro saranno quindi ?open source? e ?software in Web-affitto?, due concetti che, se affiancati ad un regime di licenze più semplice, trasparente e chiaro, potrebbero davvero estinguere i mercati paralleli di software pirata, quelli per intenderci dove operano le organizzazioni criminali.

Giuseppe Augiero

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti