Le PMI italiane risparmiano più di 5 ore a settimana grazie all’AI

Le PMI italiane risparmiano più di 5 ore a settimana grazie all’AI

Tra le PMI italiane, quasi 8 aziende su 10 utilizzano già l'AI per lavorare, ma qual è il vantaggio reale in termini di tempo risparmiato?
Le PMI italiane risparmiano più di 5 ore a settimana grazie all’AI
Tra le PMI italiane, quasi 8 aziende su 10 utilizzano già l'AI per lavorare, ma qual è il vantaggio reale in termini di tempo risparmiato?

Nell’ambito delle PMI, il 79% dei decisori già utilizza l’intelligenza artificiale per lavorare. C’è però una differenza netta tra il tasso di adozione fra i lavoratori autonomi (68%) e le imprese di medie dimensioni (91%). È uno dei dati che emergono dal nuovo report di OpenAI che esamina il settore e si concentra anche sui vantaggi testimoniati da chi ha avuto modo di sperimentare l’impiego della tecnologia.

L’AI fa risparmiare tempo? Cosa dice il report

In termini di tempo risparmiato nello svolgimento delle mansioni, la media si attesta a 5,2 ore a settimana, oltre 270 ore all’anno. Si prevede che la quota possa aumentare, di pari passo con l’uso degli strumenti: il 46% ha intenzione di intensificarlo entro i prossimi mesi.

Permangono preoccupazioni e dubbi, tutti giustificati alla luce di alcuni studi recenti (1, 2), senza considerare ostacoli legati alla gestione della privacy e del tempo da dedicare. Spesso (37%) manca anche una policy formale sul tema. Ciò nonostante, l’utilizzo sta diventando sempre più regolare e concreto.

  • Il 76% interagisce con gli strumenti AI almeno una volta alla settimana;
  • nel 43% dei casi lo fa per ricerca e sintesi delle informazioni;
  • nel 31% per la redazione delle comunicazioni;
  • nel 29% per preparare proposte o contenuti di marketing.

Ancora, il 96% di chi ha adottato l’intelligenza artificiale dichiara di risparmiare tempo (vedi sopra), il 38% la trova utile per migliorare prodotti e servizi, il 25% per la pianificazione strategica e il 26% per il pensiero creativo. Questo il commento di Rino Mura, EMEA Partnerships di OpenAI, che si concentra sulla particolarità del contesto italiano.

Oggi l’Italia rappresenta uno degli esempi più chiari sia delle opportunità sia delle sfide legate all’adozione dell’AI. Le piccole e microimprese sono il cuore dell’economia e molte stanno già sperimentando l’intelligenza artificiale, ma trasformare queste iniziative in un utilizzo costante e scalabile resta un ostacolo concreto. Per le realtà più piccole, in particolare, non si tratta solo di accedere alla tecnologia: è fondamentale avere tempo, competenze e chiarezza su come applicarla in maniera coerente con le attività quotidiane.

Secondo la casa madre di ChatGPT, la sfida ora consiste nel passare dalle sperimentazioni a un utilizzo coerente e strutturato nelle attività quotidiane. Come? Questa è la formula proposta da Mura.

È proprio qui che formazione pratica e casi d’uso concreti possono fare la differenza. L’opportunità reale per le PMI non è quindi sostituire ciò che le rende uniche, ma ridurre gli attriti: semplificare le attività di routine, supportare il processo decisionale e liberare tempo da dedicare alle aree in cui contano di più le competenze specifiche e il rapporto con i clienti.

La ricerca è stata condotta da Opinium per conto di OpenAI, intervistando 1.000 decisori delle PMI italiane tra il 28 febbraio e il 10 marzo 2026.

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Pubblicato il
15 mag 2026
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