Polizia Postale a caccia di SMS truffaldini

Lo chiedevano i consumatori, lo hanno chiesto anche alcuni parlamentari: alla fine l'Autorità TLC ha deciso di chiedere alla PolPost di intervenire contro i messaggini che sottraggono denaro a molti utenti italiani
Lo chiedevano i consumatori, lo hanno chiesto anche alcuni parlamentari: alla fine l'Autorità TLC ha deciso di chiedere alla PolPost di intervenire contro i messaggini che sottraggono denaro a molti utenti italiani

“Nella sua segreteria ci sono messaggi per te. Chiama da fisso al 899-(omissis), info e costi nella tua segreteria”. Messaggi come questo, talvolta scritti in un italiano da prima elementare, pur camuffati da innocente comunicazione di servizio, sono in realtà vere e proprie truffe che circolano da tempo su molti telefonini, che possono costare all’utente anche 15 euro a botta .

ADUC segnala di aver ricevuto numerosissime segnalazioni in merito a truffe simili. Per una di esse, “Il mittente dell’SMS risulta essere il numero +2648-811900123, il prefisso è quello della Namibia, in Africa – spiega Domenico Murrone, consigliere dell’associazione – Il numero a cui si invita a telefonare, invece, è italianissimo e concesso dal ministero delle Comunicazioni. Quindi abbiamo un soggetto che dall’estero invita un utente che non gli ha richiesto nessun servizio a telefonare ad un numero speciale italiano. I risvolti illegittimi di questa operazione sono due: l’invito ad usufruire di un servizio mai richiesto e la mancata autorizzazione del destinatario a ricevere l’SMS. Materia per Polizia Postale e Authority della Privacy e delle Comunicazioni – conclude Murrone – a cui rivolgiamo un caloroso invito a scovare i responsabili e trovare rimedi prima che una nuova epidemia si diffonda”.

“A tantissimi cittadini vengono inviati SMS nei quali si scrive che si possono ottenere suonerie gratis. In realtà, quando si invia l’ok arrivano flotte di SMS a pagamento. Si tratta di una vera e propria estorsione – afferma la senatrice Maria Burani Procaccini – che vede coinvolti i gestori della rete che lucrano su queste operazioni effettuate senza alcun consenso informato”. La parlamentare chiede “al presidente (dell’ Agcom , ndr) Calabrò di aprire un procedimento specifico e di coinvolgere i Co.Re.Com” e preannuncia “un intervento con una proposta legislativa che indichi regole chiarissime per poter vendere questi prodotti”.

L’Authority TLC, dal canto suo, vuole dimostrare di non starsene con le mani in mano e dichiara di aver chiesto alla Polizia delle Comunicazioni “di effettuare con urgenza le opportune indagini, sotto i diversi profili di possibile violazione di norme di carattere penale o amministrativo”.

Dario Bonacina

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25 06 2007
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