Non c'è più il Nord di una volta

Qualcosa di anomalo sta accadendo nelle viscere del nostro pianeta e la conseguenza è uno spostamento accelerato del polo nord magnetico.

Un’enorme quantità di ferro e nichel allo stato liquido si muove sotto i nostri piedi, molto in profondità, a quasi 3.000 Km dal suolo e nella parte più esterna del nucleo terrestre. È ciò che attrae gli aghi delle bussole verso il polo nord magnetico, da sempre riferimento per l’orientamento e la navigazione. Ora questa massa si muove più velocemente del previsto e con dinamiche non ancora del tutto chiare, tanto che si è reso necessario correre ai ripari.

Polo nord: magnetico e geografico

È bene non confondere il già citato polo nord magnetico con quello geografico (o “vero nord”), fissato per convenzione come punto più a nord del pianeta e non soggetto a variazioni. Quello magnetico si trova invece costantemente in viaggio: si allontana dalle coste del Canada in direzione della Siberia a una velocità stimata in circa 55 Km ogni anno (fino al 1990 era circa 15 Km ogni anno). Prendiamo come riferimento l’immagine di seguito, pubblicata da Nature, per comprendere come lo spostamento del polo nord magnetico sia un fenomeno conosciuto e documentato, ma al tempo stesso per capire come nel corso degli ultimi decenni il suo movimento abbia subito un’importante accelerazione che costringe ora a un’azione correttiva.

Come si è spostato il nord magnetico nel corso dei decenni

WMM, un modello per la navigazione

Questo obbliga gli organismi delegati alla definizione del World Magnetic Model (WMM), il modello di riferimento per la navigazione e per la calibrazione dei sistemi che basano il loro funzionamento sul geomagnetismo, a rilasciarne una nuova versione ogni cinque anni. Uno standard che regola, tra le altre cose, il funzionamento dei GPS a cui tutti ci affidiamo per la navigazione stradale quando desideriamo viaggiare dal punto A al punto B. L’ultimo aggiornamento risale al 2015 e il prossimo non avrebbe dovuto fare il suo debutto prima del 2020, ma l’accelerazione registrata nello spostamento del polo nord magnetico ha costretto a ridurre i tempi.

La situazione emergenziale, se così si può definire, ha portato inizialmente a fissare l’esordio dell’update per il 15 gennaio 2019, salvo poi assistere a uno slittamento fino a questi giorni per via dello shutdown che per oltre un mese ha bloccato l’attività degli apparati amministrativi USA. Un’esigenza in seguito all’anomalo impulso geomagnetico registrato nelle profondità del suolo in Sud America nel 2016 (subito dopo il precedente aggiornamento del WMM) e al già citato naturale spostamento del polo, comportamento noto fin dalle sue prime misurazioni risalenti al XIX secolo. Queste le parole di Phil Livermore, ricercatore della University of Leeds, utili per capire costa sta accadendo.

La posizione del polo nord magnetico sembra essere governata da due grandi porzioni di campo magnetico, una sotto il Canada e l’altra sotto la Siberia. La parte siberiana sta vincendo la competizione.

Contribuiscono al lavoro sul World Magnetic Model l’agenzia statunitense NGA (National Geospatial-Intelligence Agency), l’ente britannico DGC (Defence Geographic Centre), l’americano NGDC (National Geophysical Data Center) e la scozzese BGS (British Geological Survey).

Fonte: Natura

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