Pornhub elimina metà (o forse più) del proprio catalogo video

Pornhub, via parte del catalogo: milioni di video

Metà o forse più del catalogo video di Pornhub potrebbe finire offline per sempre: è conseguenza della nuova policy introdotta dal portale.
Metà o forse più del catalogo video di Pornhub potrebbe finire offline per sempre: è conseguenza della nuova policy introdotta dal portale.

Svolta storica per Pornhub, uno dei portali più cliccati nel mondo: il terzo della categoria XXX e il decimo considerando tutti i siti online (per traffico generato, dato aggiornato all’aprile 2020). La società MindGeek che lo gestisce ha deciso di eliminare ogni filmato caricato in passato da utenti non verificati come conseguenza della nuova policy introdotta la scorsa settimana dopo che un report del New York Times aveva convinto Visa e Mastercard a sospendere ogni transazione economica da e verso la piattaforma.

Il catalogo video di Pornhub dimezzato: cosa sta accadendo

Nella ricostruzione di Motherboard si è passati in poche ore da 13,5 milioni a 4,7 milioni di video. La cifra è poi risalita a 7,2 milioni a testimonianza di come i lavori siano ancora in corso. Sul blog ufficiale di Pornhub è comparso un comunicato che conferma e spiega la decisione.

Come parte della nostra policy per il ban degli upload non verificati abbiamo anche sospeso i contenuti caricati in passato non creati da partner o membri del Model Program. Questo significa che ora ogni contenuto su Pornhub è stato caricato da utenti verificati, un requisito che piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, YouTube, Snapchat e Twitter ancora devono introdurre.

I vertici del sito indicano nella natura XXX delle loro attività il “problema” reale, non nella mancanza di regole imposte alla community.

È chiaro che Pornhub viene preso di mira non a causa delle nostre policy o per come ci poniamo nei confronti degli altri, ma perché siamo una piattaforma di contenuti per adulti.

Porhnub passa poi all’attacco, puntando il dito nei confronti delle organizzazioni ritenute responsabili della campagna contro il porno, chiamando in causa le battaglie del passato per i diritti LGBTQ e il diritto all’educazione sessuale.

I due gruppi che hanno guidato la campagna contro la nostra società sono il National Center on Sexual Exploitation (in precedenza noto come Morality in Media) ed Exodus Cry/TraffickingHub. Sono organizzazioni impegnate per abolire la pornografia, mettere al bando materiale che ritengono osceno e interrompere l’attività di chi lavora nell’ambito del sesso. Sono le stesse forze che hanno trascorso 50 anni demonizzando Playboy, il National Endowment for the Arts, l’educazione sessuale, i diritti LGBTQ, quelli delle donne e addirittura l’American Library Association. Oggi questo accade a Pornhub.

La piattaforma si erge poi a esempio per il contrasto alla diffusione di materiali illegali.

Nel mondo di oggi tutte le piattaforme social condividono la responsabilità di contrastare i materiali illegali. Le soluzioni devono essere guidate da fatti reali e da veri esperti. Speriamo di aver dimostrato la nostra dedizione fungendo da esempio.

Si tornerà di certo a parlarne. La questione e la discussione sul tema non possono ad ogni modo essere circoscritte al solo Pornhub o esclusivamente al network di MindGeek. Il problema, se esiste e in caso ci sia la reale volontà di risolverlo, dev’essere rapportato alle migliaia di altri portali che continuano a operare senza alcun filtro per l’upload dei contenuti.

Fonte: Motherboard
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