PremoBox: inizia il crowdfunding

di R. Premoli - La PremoBox è pronta per il mercato, per offrire agli utenti la propria indipendenza in Rete. Al via la campagna Indiegogo

Roma – Prosegue l’avventura della PremoBox: completati positivamente i lunghi mesi di test, rifinita fino “all’ultima vite” la parte estetica e portato il software di gestione alla “1.0”, è ora la volta di saggiare la risposta dell’utenza potenziale con una campagna di finanziamento su Indiegogo .

Ci eravamo lasciati il mese scorso con il racconto dell’evoluzione di PremoBox e degli ostacoli incontrati lungo la strada che da una idea iniziale ha portato ad un prodotto finito. È venuto il momento di proporre l’oggetto finito ad un pubblico il più vasto possibile, usando un mezzo che ormai è eletto come chiave del successo di svariati progetti e cioè il finanziamento popolare, anglofonicamente noto come crowdfunding .

PremoBox

Ricordiamo la configurazione hardware:
CPU dualcore ARMv7
GPU dualcore MALI400
1 PORTA HDMI
1 PORTA SATA
1 PORTA INFRAROSSI
2 PORTE WIFI (opzionali)
3 PORTE LAN
5 PORTE USB
TASTO DI ACCENSIONE/SPEGNIMENTO
ALIMENTAZIONE 5V

Il basso numero di pezzi disponibili ha imposto severe scelte in fase di offerta: sono solo 12 le PremoBox proposte nella campagna. Una scelta di questo tipo può lasciare perplessi, in quanto garantisce solo il soddisfacimento dei più veloci ma d’altro canto consente di raggiungere quasi certamente l’obiettivo molto modesto di 2358 euro. Lo scopo della campagna è di dare un po’ di “fiato” monetario al progetto e far “girare la voce” sull’esistenza delle PremoBox, nella speranza di un investitore-distributore che faccia un ordine consistente di qualche centinaio di pezzi, cosa che permetterebbe al progetto di uscire dal suo ambito amatoriale.

PremoBox

Per facilitare al massimo il successo della campagna sono stati offerti dei perks con prezzi molto aggressivi che vanno dai 179 ai 219 euro in base alla configurazione scelta.
Premobox è offerta in 4 versioni:
0 wifi: 179 Euro
1 wifi: 189 Euro
2 wifi: 199 Euro
versione 2 wifi “top”: 219 Euro

Mentre nelle prime tre versioni sono a carico dell’utente lo scaricamento della ISO del sistema operativo e le attività di “masterizzazione” della uSD, nella versione “top” tali attività sono già state eseguite quindi si tratta di una versione accendi e funziona . Da notare che a bordo della “top” è già precaricato anche il tool di gestione mentre per le altre versioni esso verrà spedito all’indirizzo mail dell’acquirente contestualmente alla spedizione della PremoBox. Si sta valutando l’opportunità di realizzare un file torrent per consentire la condivisione della ISO contenente sia il Sistema Operativo che il tool di gestione, allo scopo di semplificare al massimo la vita dell’utente finale che non opti per l’acquisto della “top”.

PremoBox

La disponibilità del PBCT (PremoBox Configuration Tool) consente la configurazione dei vari aspetti “di rete” come l’impostazione degli indirizzi di rete dinamici o statici, l’attivazione di servizi come Access Point, DHCP ecc. Ma il vero vantaggio è rappresentato dalla tre funzioni avanzate, cioè la possibilità di attivare la navigazione anonima tramite TOR, la presenza del servizio di Parental Control e possibilità di consentire o bloccare la comunicazione tra le varie porte. Combinati insieme, questi tre servizi permettono in pochi secondi di configurare la PremoBox per essere il “centro stella” della casa o dell’ufficio, presentandosi quindi come facile strumento per situazioni SoHo e dato che le dimensioni sono veramente compatte (29x65x105mm) sarà molto facile trovarle un posticino anche in situazioni povere di spazio. Chiudiamo ricordando che la PremoBox è a tutti gli effetti un PC con GNU/Linux a bordo (la distro scelta è Cubian, cioè una Debian con minime modifiche): l’utente ha il pieno controllo sui programmi installabili, potendo quindi realizzare la configurazione software che meglio soddisfa le proprie esigenze.

Roberto Premoli
info@premobard.com

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  • nessuno scrive:
    se l'articolo ve lo leggete...
    su hackernews ci capite molto di più. Inoltre su hackernews è apparso già ad inizio settimana. Il problema riguarda che le varie implementazioni di DiffieHellman usano chiavi pubbliche conosciute e non è ben documentato che bisogna generarsi la propria chiave pubblica e configurarla nel web server o simili. OpenVPN lo dice. Ma lo avete mai letto su apache/mod_ssl o nginx? Io mai. Sfruttando queste chiavi pubbliche conosciute la NSA è riuscita a decifrare il traffico HTTPS si parla di un 10% delle connessioni.
  • prova123 scrive:
    NSA non riuscirete mai ad estorcermi
    i turni condominiali di giardinaggio presenti nel volume Truecrypt! (rotfl)
    • prova123 scrive:
      Re: NSA non riuscirete mai ad estorcermi
      PS: però se mi fate una congrua offerta potrò sempre dire che sono stati gli hacker cattivi ad avermeli sottratti! (ditomedio)
    • archie scrive:
      Re: NSA non riuscirete mai ad estorcermi
      - Scritto da: prova123
      i turni condominiali di giardinaggio presenti nel
      volume Truecrypt!
      (rotfl)La mia lista di signore quarantenni a cui piace ciucciare il mignolo mentre defecano, non la vedranno mai in chiaro.
    • mah123 scrive:
      Re: NSA non riuscirete mai ad estorcermi
      neanche a me (non sto in un condominio)....
  • bubba scrive:
    e la chiave inglese da 5$ ?
    [img]https://imgs.xkcd.com/comics/security.png[/img]saranno mica utonti in nsa? :P
  • Etype scrive:
    NSA
    Non è che NSA e i produttori dicano il contrario di quanto affermano ?Se lo fa un produttore probabilmente e per non creare allarmismi e tenersi il cliente, anche se invece ci può accedereSe lo fa NSA idem, solo che dicendo che è molto difficile rincuora gli utenti che si sentono molto più al sicuro quando invece nella realtà impiegherebbe un paio di minuti , lo dice per sfruttare ancora tale possibilità ;)
  • hakker123 scrive:
    come sempre....
    anche se per gli utenti esiste sempre la possibilità di rendere più difficile l'attività di spionaggio di NSA e organizzazioni consociate disabilitando le tecnologie compromesse - o non impossibili da compromettere come le chiavi Diffie-Hellman a 1024 bit - sui browser e i sistemi operativi più usati Si fa affidamento sulla vera debolezza... l'utonto...
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